Australia e Nuova ZelandaOceaniaRacconti di viaggio

Australia: la magnifica terra che non ci stanca mai

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Moreno ci racconta il suo viaggio on the road attraverso l’Australia, di cui ormai è esperto. Buona esplorazione!


Eccoci di nuovo, siamo Moreno e Marina e quest’anno per il nostro viaggio estivo abbiamo pensato all’Australia: faremo la parte sud in auto, da Adelaide a Perth. Inizialmente abbiamo perso un po’ di tempo cercando qualche riscontro con alcuni operatori, ma visto che la zona non è tra i classici circuiti turistici… troppi paletti, troppi se, ma, forse, nelle risposte; allora è deciso, facciamo per conto nostro come sempre, ed andremo da Adelaide a Perth in auto attraversando il Nullarbor Plain. I quattro precedenti viaggi fatti in Australia ci avranno pur dato un po’ di esperienza.


05 – 06 Agosto 2016
Alle 14:05 in nostro Airbus 380 di Emirates decolla da Milano Malpensa per Dubai, dove dopo il cambio di aeromobile il Boeing 777-300 ER ci porta ad Adelaide; atterriamo il 06 agosto alle 19:40, poi prendiamo un taxi che ci porta al nostro albergo, l’unico che abbiamo prenotato, per il resto vedremo giorno per giorno dove andare. L’Ibis Adelaide è un buon albergo e comodo, in pieno centro città; infatti, presa la camera, usciamo a fare un breve giro nonostante la stanchezza ed il freddo piuttosto pungente, circa 10 gradi, comunque ora qui è inverno.


07 Agosto 2016
Dopo la colazione, check-out in albergo lasciando le nostre valigie in deposito, facciamo un giro in città. La giornata è bellissima e l’aria al mattino è piuttosto frizzante. La città di Adelaide è la quarta volta che la visitiamo e quindi la conosciamo già abbastanza bene, facciamo un giro a piedi sulla centrale Rundle Mall e poi ci rechiamo all’ufficio Hertz a ritirare la nostra auto a noleggio; otteniamo un’ottima auto Mitsubishi Outlander di colore bianco di categoria superiore a quella che avevamo prenotato, torniamo all’albergo a recuperare il nostro bagaglio e si parte. Abituarsi alla guida a sinistra non è un problema e non lo è mai stato le altre volte, quindi lasciamo alle spalle Adelaide ed andiamo in direzione nord sulla A1.

L’Australia, secondo noi, offre il meglio di se stessa fuori dalle città principali – che sono tutte bellissime -, ma oltre queste, è tutta un’altra meraviglia. Il traffico della città, anche se non esagerato, si è ormai diradato ed iniziamo a gustarci il paesaggio attorno, fatto di colline e di fiori lungo la strada. Siamo verso la fine dell’inverno, ma il clima piuttosto mite rende possibile che ci siano i fiori. Oggi ci sono circa 18 gradi. Arriviamo a Lochiel dove c’è il Bambunga Lake, piuttosto grande e di colore rosa, proseguiamo quindi tralasciando la Penisola di York che comporterebbe almeno due giorni di visita, e dopo una fermata al lunghissimo “jetty” di Port Germain, in serata arriviamo a Port Augusta dove ci troviamo un motel. Alla reception una brillante signora che ama l’Italia e ci racconta che ci è stata cinque volte. Andiamo a cena e siamo un po’ fortunati, perché nel ristorante dello storico “Flinders Hotel” proprio questa sera c’è la serata “Schnitzel” la classica, se vogliamo, nostra cotoletta che in Australia cucinano in modo eccellente… ed anche questa volta è così, non si poteva iniziare meglio il viaggio; mentre le giornate a livello climatico sono buone, la sera ci ricorda che siamo in inverno, quindi si dorme con un po’ di riscaldamento acceso.


08 Agosto 2016
Dopo il caloroso saluto da parte della signora del motel, torniamo in città e facciamo colazione in una bakery, poi pieno di benzina e si riparte; Port Augusta è un po’ un crocevia: da qui solitamente si va nei Flinders Range, o si prende la Stuart Hwy verso nord, oppure, ed è quello che facciamo noi, prendiamo la Eyre Hwy verso ovest.

Dopo circa 150 km di strada solitaria ed aver superato le miniere di Iron Knob, arriviamo a Kimba dove troviamo una roadhouse, il “big Galah” –praticamente la statua gigante del bellissimo pappagallo di colore rosa che si trova un po’ ovunque in Australia – ed un grande cartello che ci indica che la cittadina di Kimba è “half point”, cioè esattamente nel centro dell’Australia da est ad ovest. Lasciamo la Eyre Hwy per qualche giorno, ed andiamo in direzione sud percorrendo una piccola strada secondaria dal paesaggio bellissimo;  superato il paesino di Cleve pieno di fiori lungo la strada, sbuchiamo sul mare ad Arno Bay; siamo nel Golfo di Spencer. Nel pomeriggio andiamo sempre verso sud con soste nelle cittadine un po’ solitarie di Port Neill e Tumby Bay con delle spiagge bianchissime, così arriviamo a Port Lincoln. La cittadina sembra piuttosto animata, poi come spesso accade tutto sembra spegnersi. Sarà il freddo dell’inverno, saranno le giornate corte, saranno i negozi che tra le 17:00 e massimo le 18:00 chiudono tutti… e tutto sembra fermarsi. I due alberghi che avevamo preso in considerazione sono pieni per una qualche conferenza in città, quindi dobbiamo ripiegare su una seconda scelta: albergo non bellissimo, però è proprio sul mare; per la cena un’ottima pasta in un ristorante Italiano sul lungomare.


09 Agosto 2016
In camera abbiamo una seconda uscita proprio fronte mare e ne approfittiamo per fare qualche foto del sole all’alba. Marina non ha ancora smaltito completamente il fuso orario, quindi la mattina è sveglia presto; la giornata per il momento è buona ma c’è molto vento; andiamo a fare colazione nella bakery vista ieri sera, poi un giro in città, e siamo un po’ indecisi: ci sarebbe il “Lincoln National Park” che potremmo vedere, ma con questo vento…il tempo sembra peggiorare, intanto saliamo fino al Port Lincoln lookout; da questo punto si ha una bella vista della cittadina, della baia e del National Park, compreso dei brutti nuvoloni neri che stanno arrivando velocemente dal mare, oscurando un po’ tutto. Quindi la decisione si prende da sola, è meglio andare via. Abbiamo preso un po’ di pioggia lungo la strada e siamo dalla parte opposta della Eyre Peninsula, il vento è rimasto ma almeno non piove più; arriviamo a Coffin Bay ed entriamo nel National Park. Il parco è bellissimo con la vista sulle baie e sulle spiagge bianchissime, siamo solo noi a fare questo percorso in auto all’interno del parco, nessuno in giro, soltanto alcuni emu che girano liberamente, peccato che il tempo rimane nuvoloso, con questo vento forte che non molla mai e che ti fa’ scendere dalla macchina solo il tempo di fare delle fotografie. Lasciata Coffin Bay, risaliamo la Eyre Peninsula verso nord. Ad un tratto troviamo l’indicazione di un lookout e così andiamo a vedere, sappiamo di avere il mare vicino ma lungo la strada non si vede; la deviazione per il lookout è un tratto sterrato breve ed in salita fino ad un piccolo slargo, e da questo punto ciò che si vede è fantastico, siamo sopra la scogliera a strapiombo sul mare, ecco perché il mare lungo la strada principale non si vedeva. Il vento è terribile, tanto che Marina, molto più leggera di me, scesa dalla macchina rimane attaccata a me per non volare via….c’è anche un cartello che avvisa di non esporsi troppo per il rischio di folate di vento forte improvvise.

La discesa di ritorno dal lookout è altrettanto bella, se alle nostre spalle lasciamo il mare, di fronte a noi mentre scendiamo c’è un lago di colore verde questa volta, che poi costeggiamo per un po’ riprendendo la hwy verso nord. Altra deviazione verso Calca, dove ci sono i “Murphy’s Haystacks”, delle rocce di forme arrotondate piuttosto particolari; facciamo una parte del percorso a piedi che le attraversa, poi oltre al vento inizia a piovere….inizialmente troviamo riparo sotto una di queste rocce, poi visto che non smette raggiungiamo di corsa la nostra macchina ed andiamo via – alcuni kilometri più avanti uscirà il sole -. Arriviamo a Streaky Bay, dove dormiremo questa notte in un discreto motel, mentre per cena vediamo un ristorante di pesce vicino al jetty ed affacciato sul mare. Questa sera è chiuso, in questo periodo dell’anno apre solo tre sere alla settimana. Andiamo allora allo storico Streaky Bay Hotel dove al piano superiore c’è il ristorante in un bell’ambiente stile antico e con prezzi piuttosto alti, mentre al piano terra c’è il pub…cosa piuttosto curiosa: cenando nel pub, con la quasi stessa scelta dei piatti del ristorante (e della stessa cucina) costa molto meno; ceniamo quindi nel pub ed è anche divertente vedere la gente del posto che arriva, beve qualche birra e si diverte a scommettere sulle corse dei cavalli o dei cani, che la televisione stà trasmettendo in diretta. Fine di questa bella giornata impegnativa, anche per il forte vento… ma quante cose belle abbiamo visto.


10 Agosto 2016
Cambio di passo, la colazione la prepariamo in camera, tutti i motel mettono a disposizione in camera il bollitore per l’acqua ed il set per la colazione con il tè per Marina ed il caffè solubile per me. Alcune volte, come oggi, ci sono anche i pacchettini di biscotti – gli Arnott – . Giornata splendida, sole e cielo blu, si riparte ma restiamo a Streaky Bay. Abbiamo visto tra le varie brochure che abbiamo che da qui partono tre “scenic drive” e decidiamo di fare il “Cape Bauer Loop”, saranno circa 30 km; fuori dalla cittadina la strada diventa subito una pista, ma è ben tenuta come spesso succede in Australia. Viaggiamo un po’ su e giù in un paesaggio molto bello, con alcuni punti dove ci si ferma per vedere il mare e le scogliere, il Cape Bauer appunto. Solo il colore rosso di questa pista merita il percorso; altro punto spettacolare del percorso sono i “Blowholes”: l’oceano da queste parti è piuttosto turbolento ed arriva con le sue onde contro le rocce, comprimendo l’aria che si trova all’interno di alcuni buchi o fessure, creando dei soffioni a volte anche molto alti come dei geyser – i blowholes appunto -. Terminiamo la “Scenic Drive” di nuovo a Streaky Bay e poi proseguiamo arrivando a Ceduna, ultima cittadina di un certo rilievo prima di affrontare il niente del Nullarbor Plain; facciamo un giro a piedi per la città frequentata da molti Aborigeni, non c’è moltissimo da vedere ma è piacevole e siamo comunque sul mare. Proseguiamo ritrovando ancora la Eyre Hwy che avevamo lasciato a Kimba, ora andiamo ad ovest; dopo circa 120 km facciamo una deviazione su una strada che presto diventa sterrata e dopo circa 22 km arriviamo al piccolo villaggio di pescatori di Fowlers Bay, dove ti organizzano anche escursioni per andare al largo a vedere le balene, ed il posto è carino. Ora abbiamo due scelte prima che venga buio: se ci fermiamo qui c’è un posto piuttosto spartano – Holiday Unit – , oppure un caravan park ma non ha le cabin, o percorrere altri 32 km ed arrivare alla Nundro Roadhouse… decidiamo di restare qui, almeno c’è il mare. Aspettiamo che ritorni il signore della reception, che fa anche il meccanico ed usa le ruspe… ed abbiamo il nostro “appartamento” self contained per questa notte, con riscaldamento solo in sala e cucina, ma va bene così; prima che venga buio vediamo anche il “Fowlers Bay Conservation Park” con le dune bianche che arrivano al mare… poi una spruzzata di pioggia improvvisa ci costringe a rientrare correndo. Per cena un unico cafè che reclamizza fish and chips e che chiude alle 17:30. Bene, questa sera pesce; arriviamo un po’ prima della chiusura, ma la cucina ha spento alle 16:30 e non è rimasto nulla. Allora niente, ma noi in macchina oltre alla scorta di acqua, teniamo sempre qualcosa da mangiare per le emergenze tipo questa, perciò ce la caviamo ugualmente.


11 Agosto 2016
Questa mattina basta lasciare le chiavi inserite nella porta dell’appartamento ed andarsene, come ci è stato detto ieri sera, senza troppe storie. Proseguiamo su questa bella pista e passando per un altro piccolo villaggio Aborigeno, dopo 30 km ritroviamo la Eyre Hwy ed arriviamo alla Nundro Roadhouse, piuttosto brutta… abbiamo fatto bene a scegliere di dormire a Fowlers Bay invece di arrivare qui. Comunque curiosiamo un po’, poi per la colazione i biscotti li abbiamo ed acquistiamo il caffè, che ti fanno strapagare 4 aud ed in monete da inserire nella macchinetta automatica. Iniziamo il Nullarbor, subito un cartello che indica che per 96 km potrebbero attraversare la strada cammelli, canguri e wombat; la strada scorre piacevole come sempre per il paesaggio intorno a noi, c’è un bel sole e facciamo un po’ di soste per scattare foto – attraversiamo anche una “dog fence” – , il traffico non esiste, solo qualcuno raramente e nell’occasione ci si saluta con un cenno della mano.

Passiamo dalla comunità Aborigena di Yalata dove c’era una roadhouse molto bella, viste le foto di qualche tempo fa, ma ora è chiusa ed abbandonata; dopo circa 150 km da Nundro arriviamo alla Nullarbor Roadhouse, intendiamo dormire qui questa notte e visto che è quasi mezzogiorno vediamo almeno di assicurarci la camera. Il posto c’è e quindi la camera è nostra anche se al momento non ancora disponibile, ma ora non ci serve. Visto che ci hanno dato la camera n. 24 andiamo a piedi a vederla da fuori, sentendoci parlare esce una ragazza che sta preparando le camere ed è Italiana, della Puglia, e lavora qua nella roadhouse da un paio di mesi. Dice che siamo i primi connazionali che incontra; chiacchieriamo un po’, poi ci salutiamo, forse ci rivedremo questa sera….ma non ci incontreremo più. Lasciamo per il momento la roadhouse, torniamo indietro un po’ e prendiamo la deviazione per Head of Bight… andremo a vedere le balene; Head of Bight è un a zona di mare protetta della costa Australiana dove le balene australi durante il loro viaggio, nel periodo da maggio ad ottobre, si fermano da queste parti per partorire e crescere i cuccioli. Noi per la verità le balene le abbiamo già viste in modo fantastico in un precedente viaggio in Australia, in una uscita in barca nel Queensland, ma è sempre bello riuscire a vederle; si paga un ingresso di 15 aud a persona per accedere alla zona, dove un sentiero porta fino ad alcune passerelle in legno da cui appunto poterle vedere. Un bel posto, vale la visita sicuramente, le balene ci sono e nuotano liberamente ognuna con il suo piccolo vicino e ci sono anche due balenotti di colore bianco, albini. Passiamo il pomeriggio andando avanti ed indietro su queste lunghe passerelle, ammirando queste straordinarie balene, ma anche il paesaggio delle scogliere che vediamo non è da meno; nel tardo pomeriggio rientriamo alla Nullarbor Roadhouse che abbiamo prenotato, la camera è molto bella e siamo contenti di questa scelta. Facciamo una passeggiata al tramonto lungo l’airstrip, la pista di atterraggio del piccolo aereo che è parcheggiato a fianco della roadhouse, poi andiamo a cena nell’unico ristorante presente sul posto; dopo cena la passeggiata la facciamo sulla Eyre Hwy, la statale che percorriamo di giorno, mentre col buio quasi nessuno si azzarda a mettersi in viaggio. Nel silenzio totale, se arriva un roadtrain si sente a km di distanza… siamo nel buio della sera, passeggiamo guardando il cielo pieno di stelle: sia la luna che le stelle sono così luminose che le nostre figure fanno ombra sulla strada.


12 Agosto 2016
Dopo la colazione lasciamo la roadhouse e risaliamo sulla Eyre Hwy sempre in direzione ovest, ci sono tre lookout lungo i circa 185 km che portano al confine con il Western Australia e noi facciamo volentieri queste deviazioni per andarli a vedere; ciò che si vede è bellissimo, sono i Bunda Cliff, la straordinaria scogliera della costa sud dell’Australia con circa 90 metri di strapiombo a picco sul mare.

Arriviamo al Border Village, c’è una bella roadhouse che curiosiamo, ma due cose ci sono da fare qui: tirare indietro l’orologio di 45 minuti per il cambio di orario e passare un posto di controllo, dove più che i documenti vogliono accertarsi che tu non porti nel Western Australia roba da mangiare… frutta, verdura e carni, e noi sapendo di questo posto, non abbiamo nulla in auto tranne acqua e biscotti che sono permessi, ma che segnaliamo comunque. Proseguiamo, abbiamo lasciato alle spalle lo stato del South Australia ed ora siamo nel Western Australia, dopo circa 15 km ci fermiamo ad Eucla dove troviamo un hotel/roadhouse e l’immancabile caravan park; non ci fermiamo e su una strada sterrata andiamo verso il mare – sulla strada vediamo i primi canguri di questo viaggio -. Parcheggiata l’auto, raggiungiamo a piedi le ormai rovine della “Telegraph Station” del 1877, dove le dune di sabbia bianchissima l’hanno in parte ricoperta, continuiamo a camminare finché sbuchiamo sul mare: che sorpresa, il posto è fantastico, spiaggia bianchissima e mare con colori verde e blu, dietro le nostre spalle le dune di sabbia bianca. Camminiamo a lungo sulla spiaggia tutta nostra, non c’è nessuno, solo noi due. Se è stato facile arrivare al mare, ora dobbiamo tornare alla nostra auto parcheggiata; ci siamo quasi persi tra queste dune tutte uguali, poi alla fine salgo su una duna più alta e vedo la macchina…siamo salvi !!!

Ritorniamo sulla Eyre Hwy incontrando ancora dei canguri, probabilmente gli stessi di qualche ora prima ed anche un dingo sul bordo della strada. La strada è sempre spettacolare da percorrere, si allontana un po’ verso l’entroterra e facciamo sosta alla Mundrabilla Roadhouse per curiosare un po’; proseguiamo ancora per 115 km fino a Madura Pass e visto il paesaggio così piatto incontrato fino ad ora, sembra di andare in montagna. In realtà con il Madura Pass siamo saliti solo a circa 300 mt, ma il posto è bello, all’improvviso ci sono boschi di eucalipti ovunque, un paesaggio completamente diverso, ed in mezzo troviamo il Madura Hotel e Caravan Park dove prendiamo una camera per questa notte; al tramonto facciamo una passeggiata tra questi boschi di eucalipti. Pensavamo di incontrare dei canguri ma invece niente, il posto è bellissimo ma il motel è “così così” ma non c’era alternativa; per la cena nell’unico ristorante stessa situazione di qualche giorno fa: il ristorante ha prezzi scandalosi, mentre nel pub ceniamo piuttosto bene ad un prezzo abbordabile.


13 Agosto 2016
Ancora una bella giornata di sole, anche se alla mattina la temperatura è un po’ frizzante; ci prepariamo la colazione e poi si riparte, Eyre Hwy direzione ovest, sulla strada alcuni canguri morti, forse qualche passaggio durante la notte dei roadtrain, poi nei 155 km successivi incontriamo solo due roadhouse, la Cocklebiddy Roadhouse e la Caiguna Roadhouse… ci piace sempre fermarci in questi posti a curiosare anche se magari non ci serve nulla. Le roadhouse possono essere più o meno belle, ma l’aria che si respira e le sensazioni che si hanno sono da “pura Australia” davvero e nella Caiuguna ho fatto una foto di fianco ad un enorme roadtrain. Lasciata la Caigura Roadhouse e tirato indietro l’orologio ancora di 45 minuti, ci aspetta uno dei rettilinei più lunghi del mondo, ben 147 km di strada perfettamente diritta che si becca alla guida Marina, visto che lei preferisce guidare su strade diritte e qua ne ha da soddisfarsi; dopo alcune soste per godere di questo paesaggio, arriviamo alla Belladonia Roadhouse dove ci prendiamo un gelato seduti ai tavoli all’aperto del ristorante; ripartiamo e lungo la strada prendiamo la deviazione per Newman Rock, un posto incantevole, in auto si arriva praticamente sopra a questa roccia o monolito, c’è un laghetto e la vista di tutto il panorama sottostante. Altra deviazione alla Fraser Range Station con una bella – anche se breve – pista di colore rosso, ed incontriamo anche un branco di emu, poi altra sosta per ammirare e fotografare i colori di un lago o ciò che rimane, visto che è quasi secco ed il contrasto di colori con il rosso del terreno è fantastico. In serata arriviamo a Norseman, terminando così la Eyre Hwy ed anche l’attraversamento del Nullarbor Plain, dopo 1194 km da quando abbiamo lasciato Ceduna fino a Norseman, 700 abitati in mezzo al nulla… meraviglioso e spettacolare Nullarbor Plain. A Norseman ci troviamo un motel, mentre per cena come spesso succede, l’unica scelta sembra il ristorante e pub dello storico Norseman Hotel, questa sera pizza davanti al camino acceso, mentre guardiamo i “locali” che giocano a biliardo.


14 Agosto 2016
Le previsioni meteo danno oggi una giornata fantastica di sole al sud, poi per qualche giorno il tempo sarà disturbato….quindi cambio itinerario rispetto a ciò che pensavamo, visto il bel tempo oggi andiamo a sud a vedere il mare e le spiagge di Esperance; dopo la colazione, facciamo un giretto in paese ma non c’è molto da vedere…..il lookout di Bacon Hill lo abbiamo visto ieri sera, andiamo allora a vedere la statua di Norseman, il cavallo di un cercatore d’oro che casualmente picchiò il suo zoccolo contro una grossa pepita d’oro che affiorava nel terreno; andiamo dunque in direzione sud, sono circa 200 km di strada – inutile dire molto bella – di paesaggio desertico, poi boschi di eucalipti e laghi. La cittadina di Esperance è già piuttosto grande, 10.000 abitanti, andiamo subito a prenderci l’albergo e questa volta – finalmente si potrebbe dire – è un Best Western e siamo affacciati sul mare;c’è un percorso da fare verso ovest della città che porta a visitare numerose spiagge e noi lo facciamo… ci fermiamo ovunque, alcuni nomi di queste meraviglie: Lover Beach, West Beach, Blue Haven, Salmon Beach, Twilight Beach, Ten Mile Lagoon. Ora, noi di mare bello in giro per il mondo ne abbiamo visto, ma davanti al mare di Esperance e soprattutto in posti come West Beach e Twilight Beach c’è solo da rimanere incantati dalla straordinaria bellezza del paesaggio e dai colori che sembrano quasi finti. E poi c’è il bello di essere qua nel loro inverno, quindi spiagge incontaminate e pochissima gente in giro, anche se tra questi abbiamo visto qualcuno azzardarsi a fare il bagno…dopotutto oggi ci sono 20 gradi. La Scenic Drive che percorriamo poi si allontana un po’ dal mare e poi passando per il Pink Lake rientra in città ad Esperance; verso sera andiamo a passeggiare su West Beach, resa ancora più bella dalla luce tenue del tramonto, poi facciamo un giro in centro città con negozi come sempre già chiusi ed andiamo a cena, questa sera fish and chips.


15 Agosto 2016
Dopo colazione ed un giro in città lasciamo con dispiacere Esperance, avremmo voluto restare almeno ancora un giorno per visitare alcuni parchi nella zona, ma il meteo prevede tempo brutto per i prossimi giorni e pioggia già nel pomeriggio, ed i nuvoloni di questa mattina lo confermano…. quindi non rimane che spostarsi; per non rifare la strada di ieri – è sempre brutto percorrere la stessa strada due volte – andiamo verso ovest. Di tutto il viaggio forse solo la giornata di oggi è un po’ così così, sarà il tempo con il cielo sempre così grigio, sarà la strada che percorriamo che non offre molto da vedere… passiamo la cittadina di Ravensthorpe, risaliamo verso nord e dopo avere superato Lake King arriviamo nella piccola cittadina di Hyden, conosciuta come Wave Rock; al terzo tentativo troviamo la giusta camera al Wave Rock Motel. Nella prima camera assegnataci la chiave non apriva la porta, la seconda camera aveva il letto con lenzuola sporche da fare schifo, ci siamo fatti andare bene la terza camera – ma volendo guardare nemmeno le lenzuola di questo letto erano state cambiate di recente – .Usciamo subito per andare a visitare Wave Rock, questa formazione rocciosa che in milioni di anni è stata modellata dalla pioggia e dal vento a forma di un onda alta 15 metri e lunga 200, poi nell’area vediamo altre formazioni rocciose come Hyppo’s Yawn e The Humps, e passerelle con sentieri per attraversare le wetlands; noi a Wave Rock ci eravamo già stati 15 anni fa nel primo viaggio in Australia e la zona la ricordavamo più selvaggia e forse più reale. Ora a distanza di anni è tutto più ordinato e forse un po’ tanto ad uso e consumo dei turisti. Rientriamo in albergo, intanto inizia a piovere, non ci và di andare nel solo ed unico ristorante del posto, così prendiamo qualcosa al supermercato e mangiamo in camera… tanto l’occorrente per preparare la cena c’è. Dopo cena visto che fuori piove e c’è vento, guardiamo al computer le foto fatte fino ad ora in questa prima parte di viaggio.


16 Agosto 2016
Tempo nuvoloso ma in miglioramento, oggi vorremmo andare verso Kalgoorlie nella Goldfields Region, ma su strada regolare la tappa diventa abbastanza lunga. Sulla cartina è segnata una “unsealed road”, cioè una pista di terra che potrebbe essere però brutta per la pioggia di questa notte; dopo colazione chiediamo al gestore del motel e ci consiglia di fare il giro più lungo su strada asfaltata, allora chiediamo al distributore di benzina; la gentile ragazza, cartina alla mano, guarda la nostra auto che è tipo Suv ma non 4wd e ci dice che con un po’ di attenzione lo sterrato si può fare… e ci fidiamo. Ripassiamo dalla Wave Rock, dopo una ventina di km facciamo una deviazione per vedere alcune caverne con pitture rupestri Aborigene e poi ritorniamo sulla nostra strada….saranno circa 140 km di pista solo in alcuni tratti un po’ soffice… fortunatamente nella notte non ha piovuto così tanto da creare i pericolosi “floodway”, quindi via libera. Questa unsealed road di colore rosso è bellissima, unico rammarico è che il sole solo a tratti tra le nuvole non ci permette di godere appieno delle meraviglie e dei colori del paesaggio intorno a noi; arriviamo a Marvel Loch e poi circa 32 km più avanti incontriamo la Great Eastern Highway nella cittadina di Southern Cross, dove ci fermiamo a dare un’occhiata – qui nel 1887 fu scoperto il primo giacimento d’oro -, facciamo un giro a piedi sulla via centrale e poi ripartiamo in direzione est. Ci fermiamo per uno spuntino nel Boorabbin N.P. con ancora molta vegetazione, poi ricomincerà il paesaggio desertico; arrivati a Coolgardie ci fermiamo a visitare questa città quasi fantasma, mentre ai tempi della corsa dell’oro era una città molto ricca con più di 15000 abitanti – ora se ne contano meno di un migliaio – però passeggiando sulla larghissima strada centrale si vedono ancora molti edifici dell’epoca, alcuni abbandonati, ma ci rallegra il fatto che altri edifici siano in restauro.

Proseguiamo ed una deviazione dalla strada principale ci porta a vedere il Lake Douglas;è bello arrivare con un breve tratto di pista e vedere il lago sbucare all’improvviso… torniamo poi sulla Great Eastern Hwy ed arriviamo a Kalgoorlie o solo “Kal” come la chiamano da queste parti, e ci troviamo finalmente un albergo degno di questo nome, l’Ibis Kalgoorlie. E’ tardo pomeriggio ed usciamo subito a piedi sulla centrale Hanna St., il nostro albergo è praticamente una via dietro a questa; Hanna Street è lunghissima e molto bella con molti edifici d’epoca e molti alberghi tutti perfettamente restaurati, ed è molto piacevole girovagare in questa cittadina. Ci risistemiamo in albergo e poi usciamo per cena, questa sera andiamo da “Paddy’s” il ristorante dell’Exchange Hotel, hotel che appare in quasi tutte le fotografie che pubblicizzano la città di Kalgoorlie; ottima cena e poi passeggiamo ancora un po’ in Hanna Street concludendo così quest’altra bella giornata.


17 Agosto 2016
Colazione in albergo, giornata bellissima ma c’è molto vento, lasciamo l’Ibis Hotel però chiediamo la disponibilità eventualmente per un’altra notte e non c’è problema; andiamo appena fuori città per ammirare la città di Kal dal Mont Charlotte lookout, poi ci spostiamo ed andiamo a visitare la Hannan’s North Tourist Mine, una miniera che ha cessato l’attività negli anni settanta ed ora è diventata un museo all’aperto. Passiamo volentieri del tempo tra i vari impianti ed edifici, vediamo anche un bel filmato con la sensazione di essere davvero nei corridoi sotterranei della miniera; al termine facciamo anche qualche foto davanti ai moderni mezzi da lavoro… è impressionante quanto siano grandi gli “Haul” i camion ribaltabili….io che sono alto 176 cm arrivo si e no a metà della ruota. Lasciata la Hannan’s Mine andiamo al lookout della Superpitt, grande miniera in piena attività…qua è più complicato entrare, solo con tour accompagnati. La vista della Superpitt dal lookout è incredibile, però oggi c’è troppo vento per restare ma ci torneremo; scendiamo nel centro città di Boulder, città gemella di Kal – che è praticamente attaccata –. Il centro di Boulder è molto bello anche se più piccolo e passeggiamo volentieri lungo il distretto storico con edifici anche qui molto ben restaurati; nel pomeriggio ci spostiamo a sud di circa 50 km fino alla cittadina di Kambalda dove c’è il Lake Lefroy, un lago salato, dove la luce del tardo pomeriggio ed il vento sempre piuttosto forte da sollevare la terra rossa creano bellissimi colori in un paesaggio fantastico. Rientriamo a Kalgoorlie che ormai è buio e torniamo all’hotel Ibis per un’altra notte, mentre per la cena Marina aveva scovato tra le varie info che avevamo “Mamma Mia Trattoria” e quindi si va… all’inizio di Hannan’s St. dentro lo Star Hotel. Ottima pasta cucinata benissimo.


18 Agosto 2016
Giornata bellissima, sole e cielo blu ma soprattutto il vento di ieri ci ha lasciato; colazione in albergo e ripartiamo, prima di lasciare Kalgoorlie torniamo al lookout della Superpitt per vedere con calma questa miniera al lavoro dall’alto, con gli “Haul” (abbiamo visto ieri quanto sono grandi visti da vicino) stracarichi di materiale che arrancano nelle risalite. Ripartiamo ed andiamo in direzione nord sempre nelle Goldfields ed in pieno outback del Western Australia, pochi kilometri a nord di Kal troviamo una specie di anfiteatro fatto in lamiera ed è un posto dove gli Australiani vengono a giocare al “Two-Up”, un gioco d’azzardo fatto di scommesse che una volta era illegale. Proseguiamo facendo una deviazione dalla strada principale ed arriviamo alla città quasi fantasma di Broad Arrow…ci abiteranno una ventina di persone e la taverna storica e caratteristica è ancora in funzione; proseguiamo mentre la strada asfaltata è diventata una pista e dopo alcuni km si arriva nell’altra città quasi fantasma di Ora Banda e nonostante tutto, il posto è bellissimo; pieno outback, c’è lo storico Ora Banda Hotel, tutto in pietra con la scritta sul tetto ed una grande bandiera Australiana…guardando il cartello con gli orari sembra ancora in funzione.

Ora dobbiamo scegliere se tornare indietro dalla stessa strada o proseguire su questa pista che ci allontana ancora un po’ da tutto…prima o poi sulla strada asfaltata ci ritorni…allora proseguiamo su questa pista bellissima. Dopo un po’ di km c’è la città di Siberia, o meglio c’era, perché sono rimaste solo delle pietre in un recinto ed il cartello indica i resti di questa cittadina. Proseguiamo, la nostra Mitsubishi Outlander funziona sempre come un orologio e ne abbiamo proprio bisogno, visto che siamo piuttosto lontani da tutto su questa meravigliosa pista di colore rosso…facciamo diverse soste per scattare foto al paesaggio o solo per il gusto di fermarci ad ascoltare il niente. C’è un silenzio che mette quasi i brividi ed è fantastico. Torniamo sulla strada asfalta ed arriviamo a Menzies, piccolo paese tutto sulla strada principale con qualche edificio storico restaurato, ci sediamo fuori al tavolo dell’unico cafè per uno spuntino e tutto sembra fermo in questo paese…tranne il passaggio di un paio di enormi roadtrain; da qui potremmo andare al lago salato Lake Ballard… questo comporta un percorso di 51 km per andare ed altrettanti per tornare, sempre per la stessa strada, ed il dormi re nel piuttosto scandaloso hotel storico di Menzies. Quindi lasciamo stare, e proseguiamo verso nord. Ancora una deviazione per la ghost town di Kookynie: fino al 1903 contava 400 edifici, 2500 abitanti e 7 hotels, ora è rimasto un hotel che funziona con il suo “real outback pub” come dice la pubblicità, poi visitiamo la vicina Niagara Dam con un bel parco ed area per campeggio, ed in serata arriviamo a Leonora; qua abbiamo la scelta tra il Motor Inn ed il Leonora Lodge… scegliamo quest’ultimo. Otteniamo una buona e nuovissima camera self contained con un grande lettone e la tv di non so quanti pollici visto quanto è grande. Per la cena andiamo nel centro della cittadina e nel ristorante del Central Hotel, dove ceniamo discretamente e concludiamo quest’altra bellissima giornata un po’ impegnativa.


19 Agosto 2016
Prepariamo la colazione in camera e siamo pronti a ripartire; andiamo solo ad un paio di km a visitare la cittadina di “Gwalia ghost town”, che in pratica è un museo all’aperto con ancora le abitazioni dei minatori e le baracche delle varie attività, c’è il solito hotel storico però chiuso, mentre poi si sale sul lookout per una vista dall’alto della miniera, c’è un museo e la casa del direttore della miniera – Herbert Hoover -, colui che più tardi nel tempo diventerà il 31° Presidente degli Stati Uniti. Ora la casa è un bed and breakfast. Ripassiamo per Leonora, sicuramente la cittadina più grande da queste parti con circa 2000 abitanti, poi continuiamo il nostro viaggio verso nord le meraviglie di oggi lungo la strada sono un bel sole ed il cielo blu, la strada asfaltata è contornata dalla terra rossa del deserto che in questo periodo inizia ad essere fiorito, quindi cespugli ed intere distese di fiori ovunque. E poi l’eleganza di un canguro che con i suoi salti decide di attraversare la strada costringendomi ad una buona frenata, ma senza pericolo sia per noi che per lui. Passiamo le cittadine minerarie di Leinster e Agnew, poi andiamo verso ovest fino a Sandstone dove ci fermiamo, un giro a piedi….sembrano tutte uguali queste cittadine, dove tutto si svolge sull’unica via centrale. Anche qua alcuni edifici storici ben tenuti tra cui il National Hotel del 1907. Da Sandstone parte una scenic drive e noi ne percorriamo una parte fino allo spettacolare “London Bridge”, un ponte naturale di pietra arenaria di colore rosso tra queste rocce in mezzo al deserto pieno di fiori; in serata arriviamo a Mount Magnet, 700 abitanti, e dobbiamo trovare dove dormire tra i posti piuttosto scadenti che ci sono… l’unico caravan park con delle cabin decenti non ha più posto e ci consiglia la roadhouse all’inizio del paese perché anche secondo lui le altre sistemazioni non sono buone e allora prendiamo una cabin alla Swangan Roadhouse: scandalosa come gli altri posti e con il riscaldamento che non funziona, per questa sera va bene così, siamo un po’ in disparte da tutto e fuori nel buio della sera abbiamo un cielo favoloso pieno di stelle.


20 Agosto 2016
Abbiamo dormito benissimo, dobbiamo ripassare nella roadhouse perché nonostante la bettola che era, devono restituirci 10 aud della cauzione per la riconsegna delle chiavi, e poi ne approfittiamo per prendere il caffè e fare colazione; qua a Mount Magnet c’è una scenic drive, un loop di 37 km che noi andiamo a fare, questa pista sterrata di colore rosso è molto bella e liscia, giriamo attorno a qualche miniera e poi ci fermiamo in vari posti panoramici…alcune rocce chiamate “anfiteatro”, oppure più avanti la bellezza di “The Granites” di vari colori rosso, arancio e bianco. In questo posto giriamo un po’ a piedi, in questo spettacolare paesaggio desertico dell’outback.

Andiamo in direzione ovest e la strada è una sorpresa ed uno spettacolo per gli occhi….ci sono cespugli e distese di fiori ovunque di colore giallo, bianco, rosa, rosso, azzurro, blu e viola; ci fermiamo di continuo a scattare foto o solo per vedere meglio questo paesaggio meraviglioso, unica nota stonata sono alcuni canguri morti sulla strada, segno di qualche incontro con le auto o più probabilmente con i roadtrain. Breve sosta a Yalgoo con 400 abitanti, una bella chiesetta del 1920 tutta in pietra con campanile bianco e proseguiamo, sulla strada incontriamo anche un goanna che attraversa, poi altra sosta a Pindar dove non è rimasto quasi più nulla ormai. Qua arrivava la ferrovia, un granaio ormai chiuso e l’hotel storico con una sala da the aperta dove si beve il the del Devonshire. Superiamo la cittadina di Mullewa e con un po’ di rammarico vediamo che solitudine ed il deserto dell’outback stanno per finire…il paesaggio è altrettanto gradevole e diventa di colline verdi e coltivate. In serata arriviamo sull’Oceano Indiano a Geraldton, dove ci troviamo l’albergo per questa notte. La sera giriamo un po’ per la città e sul lungomare, poi ceniamo in un ristorante Italiano, buona pasta ma con porzioni piuttosto contenute ed un’attesa interminabile dall’ordinazione all’arrivo dei piatti; poi facciamo ancora due passi sul lungomare, anche se la temperatura è piuttosto pungente e poi rientriamo in albergo.


21 Agosto 2016
Dopo la colazione si riparte, un giro ancora in città con la luce del giorno, visto che ieri ormai era buio quando siamo arrivati… c’è una bella cattedrale ma è chiusa per restauro, poi andiamo al faro e sulla lunghissima spiaggia bianchissima che porta più avanti ad un parco con dune di sabbia bianca; in tarda mattinata lasciamo Geraldton ed andiamo verso nord sulla North Coastal Hwy, incontriamo la deviazione per la “Akabella Homestead” ed andiamo a vederla, poi proseguiamo fino alla cittadina di Northampton, giriamo per una strada secondaria piuttosto stretta ma più vicina al mare rispetto alla highway e costeggiando il Pink Lake – davvero dalle acque rosa –, arriviamo al villaggio di pescatori di Port Gregory, dove facciamo un giro per questo piccolo villaggio stretto in mezzo tra l’oceano ed il Pink Lake. Torniamo indietro un attimo e girando attorno al lago rosa dopo qualche km entriamo nel Kalbarri National Park; strada facendo incontriamo i vari lookout e sentieri che portano a punti panoramici sulla costa, con rocce a strapiombo sull’oceano e formazioni rocciose come Nature Window, Natural Bridge, Castle Cove, Mushroom Rock e Red Bluff… posti spettacolari, ed anche qua distese di cespugli e fiori ovunque, peccato solo il tempo di oggi un po’ troppo nuvoloso. Ma in serata tutto migliora e ci permette di assistere ad un bellissimo tramonto sulla spiaggia. Arriviamo alla piccola cittadina di Kalbarri situata alla foce del Murchison River, che pochi metri prima di gettarsi nell’oceano compie una grande ansa, creando una lunga spiaggia di sabbia proprio davanti al centro del paese; arrivando da sud ed essendo un po’ in alto con la strada si vede tutto questo, il centro del paese ed il fiume che fa questa grande curva prima di entrare nel mare. Ci troviamo un Best Western per questa notte, essendo un posto piuttosto turistico ci sono diversi alberghi e Caravan Park, mentre per la cena si và da “Finlay’s Fish e BBQ” un posto un po’ “ruspante”; ceniamo incredibilmente all’aperto e questa sera ci saranno si e no dieci gradi, ma tutto il locale è all’aperto – ha soltanto delle coperture per la pioggia – ci sono dei tavoloni in legno e tavoli normali, un camino acceso da una parte ed un falò acceso dall’altra….questo posto è molto originale ed a suo modo bellissimo e ceniamo ottimamente. Il proprietario – che ci ha serviti – è in parte Scozzese ed in parte Italiano (per la nonna). Dopo cena non c’è molto da fare, è vero che il posto è piuttosto turistico, ma siamo comunque alla fine dell’inverno e le temperature serali ce lo ricordano, non rimane che guardare ancora un po’ questo cielo così luminoso e pieno di stelle, e ritornare al nostro albergo.


22 Agosto 2016
Dopo la colazione ripartiamo, andremo a visitare l’altra parte del Kalbarri National Park…se ieri abbiamo visto la parte sul mare, oggi andiamo verso l’interno; dopo circa 20 km dalla cittadina di Kalbarri svoltiamo a sinistra su una pista di sabbia di colore giallo, piuttosto pessima per la verità come fondo, e dopo circa 25 km arriviamo ad alcuni lookout. Percorriamo i relativi sentieri arrivando a delle viste bellissime sul fiume Murchison River ed alle varie gole che ha scavato tra queste rocce di colore rosso; tornati sulla strada principale, dopo alcuni km altra deviazione per altre zone di visita del parco, tra cui lo Z-Bend, lo spettacolare belvedere sui sue canyon formati dal fiume. Decidiamo di farci anche tutto il sentiero fino giù al fiume per toccare l’acqua fresca con le mani, l’ambiente è molto carino tra cespugli di fiori ovunque. Immagino quanto sarà bella questa zona tra circa un mesetto, quando esploderà definitivamente la primavera. Lasciato il parco, prendiamo un’altra deviazione per vedere la storica Murchison House Station , ed i 4 km di pista rossa ci danno modo di vedere alcuni canguri sulla strada; ritroviamo la West Coastal Hwy che prendiamo in direzione sud e nella cittadina storica (1848) di Northampton, creata per lo sfruttamento di miniere di rame e piombo, noi facciamo una sosta allo Shearing Shed Cafè per caffè e scone, specialità della casa. In serata ritorniamo a Geraldton, l’albergo dell’altra sera a Marina non è piaciuto quindi ne scegliamo un altro:un Ibis fatto in stile motel questa volta, tutto rimesso a nuovo e per la cena visto che questa sera è piuttosto tardi, ci fermiamo in un Mc Donald’s… la cosa bella – e non so se è così anche in Italia, non lo frequentiamo molto –  è che si può costruire il proprio panino a piacere, partendo dalla scelta del pane, a cosa inserirci dentro, al tipo di contorno, al tipo di patatine, al tipo di bevanda, etc.; alla fine abbiamo mangiato due ottimi panini con carne, formaggio e bacon.


23 Agosto 2016
Colazione questa volta preparata dall’albergo e non da noi e poi ripartiamo in direzione sud, passiamo attraverso queste dune bianchissime che finiscono nel mare e mentre facciamo due passi sulla spiaggia, abbiamo la classica situazione Australiana o Californiana: arrivano due ragazzini biondissimi, di età credo appena sufficiente per guidare l’enorme jeep che hanno, ci salutano educatamente e dopo avere fatto due chiacchiere indicando le onde tornano alla jeep, si cambiano, chiavi dell’auto nascoste sotto la targa – tanto qui non tocca niente nessuno – e poi tavola da surf e via in mare, peccato non avere fatto una foto con loro. Noi siamo qua in spiaggia con giubbotto e cappellino per l’aria gelida della mattina, ed i due ragazzini sono in acqua a fare surf ….questa è l’Australia. Proseguiamo allontanandoci un po’ dal mare, verso un paesaggio di colline verdi e sempre molti fiori in giro, fino alla Greenought Ellendale Pool, un parco dove fare anche campeggio, dove c’è una piscina naturale formata dal fiume tra rocce di arenaria di varie sfumature di colore rosso; giriamo un po’ a piedi, qualche foto e poi ritorniamo sulla strada principale fino alla cittadina di Dongara, avvicinandoci di nuovo al mare. E’ un posto piacevole da visitare, pieno di vita e con molta gente in giro – anche se come spesso accade quasi tutto si svolge sulla via principale, ma è bella -; c’è un hotel moderno e approfittiamo dell’offerta scritta sulla lavagna del suo cafè/ristorante, che offre cake e coffee a prezzo speciale. Ci sediamo ai tavoli all’aperto guardando il viavai di gente sulla via principale di Dongara, con davanti due enormi fette di torta e caffè…dopotutto oggi è il mio compleanno ed abbiamo trovato il giusto modo per festeggiarlo.

Ci spostiamo leggermente nella vicina Port Denison e qua siamo proprio sul mare, poi proseguiamo lasciando la Coastal Hwy per la più panoramica Indian Ocean Drive, con soste sul mare a Leeman e Jurien Bay; la sera arriviamo a Cervantes e poco più avanti andiamo al Kangaroo Point, un breve tratto di strada sterrata che sbuca poi sul mare, ed il nome non tradisce l’attesa, perché ci sono diversi canguri in giro. Poi il tempo di un bellissimo tramonto dalla spiaggia e lenti lenti per paura di centrare al buio qualche canguro, torniamo a Cervantes nell’albergo prenotato in precedenza al nostro arrivo.


24 Agosto 2016
Dopo la colazione ripartiamo, ancora un giro sulla bianchissima spiaggia dove abbiamo visto il tramonto ieri sera, ed un passaggio a Kangaroo Point – nessun canguro in giro questa volta -, andiamo più avanti fino al Namburg National Park ed entriamo a visitare il Pinnacle Desert: è bellissimo anche perché è abbastanza presto, e all’interno di questo circuito da fare in auto o a piedi tra i pinnacoli ci siamo solo noi ed alcuni pappagalli rosa – i galah – che si posano qua e là sui pinnacoli. Poi arrivano alcune auto e l’atmosfera si spegne un po’. E’ bello fermarsi e girovagare in questo paesaggio unico, tra tutte queste guglie modellate dal vento ed il deserto di colore giallo, le dune bianche verso il mare ed il cielo blu di oggi…lo abbiamo rivisto volentieri a distanza di 15 anni. Lasciamo completamente questa zona ed andiamo verso l’interno percorrendo strade per qualche tratto monotone ed altri spettacolari, tra colline e campi coltivati, e ritornano anche i fiori…. poi arriviamo nella cittadina di Moora – che sembra il centro più grande della zona – con molti edifici storici e lo storico hotel, quindi decidiamo di fermarci qui. Cerchiamo un posto per dormire, troviamo un Caravan Park con delle cabin molto graziose ma full, quindi non ci rimane che l’unico scandaloso motel. Però per la verità la camera era pulitissima; andiamo poi in giro nei dintorni, visitiamo una farm perché Marina è alla ricerca di cestini con fiori secchi, poi prendiamo la deviazione per un’altra fattoria; dopo 9 km l’asfalto finisce per lasciare il posto ad una meravigliosa pista di colore rosso, tra laghetti e pozze d’acqua, e poi colline, facciamo un po’ di km girovagando in questa bellissima zona – troviamo poi la fattoria che cercavamo – ma apprezziamo di più il paesaggio che c’è intorno. Rientriamo a Moora e per cena sembra che l’unico ristorante aperto sia quello dell’hotel storico, che ha poca scelta di piatti e prezzi veramente alti e quindi niente, giriamo ancora e troviamo finalmente un take-away ancora aperto… la scelta sembra buona e vista la quantità di gente che va e viene, decidiamo di comperare qualcosa per la nostra cena di questa sera.


25 Agosto 2016
Nonostante la brutta impressione per questo motel, abbiamo dormito benissimo, camera pulita ed inoltre eravamo gli unici clienti di questa notte…ci prepariamo la colazione e ripartiamo in direzione sud e dopo un’oretta siamo a New Norcia, cittadella di fede cattolica fondata dai monaci benedettini. C’è l’abbazia, il monastero e due college scolastici maschile e femminile ancora attivi. E’ un po’ complicato fare una visita, si può solo fare un tour guidato a pagamento abbastanza lungo (circa 2 ore) e per l’inizio bisogna aspettare tanto tempo, così curiosiamo un po’ noi in
giro. Vediamo l’abbazia, mentre il monastero è chiuso; vicino al monastero c’è una guesthouse dove i turisti di passaggio possono dormire, ed una gentilissima signora ci vede e ci permette di entrare fino al giardino interno su cui si affacciano le camere: da qua si vede una parte del monastero; ringraziamo la signora e lasciamo New Norcia. Continuiamo lasciando la Wildflowers County e siamo nella Avon Valley, il paesaggio è bello con colline, boschi ed ancora fiori sulle strade un po’ secondarie che cerchiamo di fare; arriviamo nella graziosa cittadina di Toodyay con alcuni edifici dell’ottocento, facciamo uno spuntino all’aperto sul patio superiore di una bakery, poi ripartiamo e con una tourist drive arriviamo a Northam, che non ci piace molto perché troppo grande e trafficata, così lasciamo e con qualche difficoltà, ma la troviamo, prendiamo la Old York Road invece della comoda statale e dopo 35 km, con varie soste per apprezzare e fotografare ciò che ci circonda, arriviamo a York. E’ una città antica ma è quella che ci è piaciuta più di tutte, con molti edifici storici che si affacciano sulla strada principale – Avon Terrace -; girovaghiamo un po’ a piedi per questa bella cittadina, poi visto che è pomeriggio ma è presto per fermarci qua per la notte, allora decidiamo di proseguire verso Perth. Preferiamo Fremantle per questa sera, abbiamo preferenza per un hotel ma è full questa sera, non c’è posto, dall’altra parte della strada c’è l’Hougoumont Hotel, più caro come prezzo ma che ci riserva un trattamento eccellente, dal nostro arrivo fino alla nostra partenza. Camera un po’ piccola per la verità, ma correttamente la gentilissima ragazza della reception ci accompagna per vederla prima di acquistarla. Siamo proprio nel centro di Fremantle, praticamente dietro a “Cappuccino Strip” con tanti ristoranti e cafè, e noi dopo avere girato un po’ ci fermiamo in uno di questi per la cena.


26 Agosto 2016
La colazione ce la preparano in albergo, poi facciamo il check-out per liberare la camera, ma ci permettono comunque di lasciare i bagagli, ma soprattutto l’auto, nel loro parcheggio fino al pomeriggio; noi a Fremantle ci siamo già stati nel nostro primo viaggio in Australia – allora con il traghetto andammo a Rottnest Island -, e noi oggi decidiamo di girare un po’ a piedi per Freo, come è chiamata la città da queste parti. La città è storica ed antica, e si è rifatta il look quando nel 1987 ha ospitato le regate dell’America’s Cup, restaurando molti edifici storici; siamo nel fine settimana ed il mercato coperto molto caratteristico è aperto, ma forse è diventato troppo turistico. Ci spostiamo poi sul mare e verso la marina, dove ci sono molti bei locali e ristoranti di pesce: qua si trova anche la statua dello scomparso cantante degli AC/DC Bon Scott. Dopo avere girato tutta la mattina per la città, tra il mare, il porto e tutta la parte interna con stradine e piazzette con molti negozi, nel primo pomeriggio rientriamo all’Hougomount Hotel, ci offrono ancora una volta un caffè, poi riprendiamo bagaglio ed auto e lasciamo Fremantle; prima però di lasciarla del tutto, facciamo una sosta al suo cimitero poco fuori città. Dopo avere visto questa mattina la statua, ora vediamo la tomba del leader e cantante del gruppo rock AC/DC; girando per il cimitero, siamo colpiti da quanti Italiani siano sepolti qui. Comunque da queste parti vive un buon numero di nostri connazionali e lo dimostra il fatto che a Fremantle c’è il “Club Italiano”. Arriviamo a Perth e ci troviamo l’albergo, questa volta abbiamo scelto il Four Point By Sheraton in posizione centrale, poi usciamo a piedi per la città… è praticamente l’ora di punta con tanta gente in giro che esce dal lavoro e traffico un po’ impazzito, ma il centro di Perth è bello, con un paio di strade completamente pedonali e pieno di negozi e locali; la stessa cosa non si può dire del tempo, visto che inizia a piovere con forte vento. Attraversiamo con un ponte pedonale i binari della stazione ferroviaria e siamo a Northbridge, forse il quartiere più vivo di Perth, dove su James Street ci sono molti locali, pub e ristoranti, giriamo un po’ a curiosare e siamo non abbastanza, ma completamente bagnati… l’ombrello quando c’è acqua e vento forte ripara ben poco, così decidiamo di rientrare in centro città per cenare in uno dei tantissimi ristoranti che ci sono, e concludiamo la serata.


27 Agosto 2016
Ultimo giorno di vacanza, oggi il meteo migliora un po’ ma è sempre “stravagante”… con pioggia, vento e sole poi di nuovo pioggia, vento e sole, per tutto il giorno così; dopo la colazione siamo di nuovo in giro a piedi per la città, andiamo verso il fiume, lo Swan River, che qui diventa così grande da sembrare il mare, mentre il mare è poco distante; siamo a Elizabeth Quay, una parte nuova della città da poco inaugurata, molto bella per passeggiare e da dove si ha una buona vista dei palazzi della città. Inoltre da qui partono i vari traghetti per crociere sul fiume o fino a Fremantle dove eravamo ieri. Torniamo ancora un po’ in centro e poi torniamo all’hotel a riprenderci bagaglio ed auto, ripartiamo per salire al Kings Park, il grande parco sulla collina con giardini botanici, fontane, monumenti, sentieri ed aree da picnic, e da dove si ha una bellissima vista della città di Perth e del bacino dello Swan River.

Appena il tempo di una passeggiata e di tornare alla macchina, che si scatena un nuovo acquazzone e poi di nuovo il sole, oggi è così; lasciamo definitivamente Perth, e sulla strada per l’aeroporto incontriamo il borgo storico di Guilford. Ci fermiamo per dare un’occhiata ai tanti negozi di antiquariato ed antichità, poi è proprio arrivata l’ora di recarci in aeroporto; un affettuoso saluto alla nostra Mitsubishi Outlander, grande compagna di viaggio per queste tre settimane di vacanza, ed alle 22:10 il nostro airbus A380-800 di Emirates decolla per portarci prima a Dubai e poi di nuovo a Milano Malpensa.


Conclusione:
Ancora Australia per la nostra quinta volta; come sempre piuttosto cara per le nostre tasche, nonostante il cambio euro/aud favorevole, e sempre con quella sensazione di spendere molto di più rispetto a ciò che ottieni in cambio, che sia un ristorante, un hotel, motel o caravan park, tranne solo in alcuni rari casi. Australia, che forse a volte ti innervosisce un po’ la sera quando arrivi in posti un po’ fuori mano e dove trovi tutto chiuso molto preso, e scelte quasi obbligate per dormire o mangiare; ma quando ogni giorno, tutti i giorni risali in macchina, puoi solo rimanere in silenzio ad ammirare la bellezza e lo spettacolo di questo straordinario Paese.


Un ricordo:
Questo viaggio è dedicato ad una nostra amica scomparsa prematuramente. Da Lassù ci avrà guardato ed accompagnato, così come quando era tra noi ci ha sempre più che aiutato nell’organizzazione dei nostri viaggi precedenti, nella Sua meravigliosa Australia.
A te. Ciao Silvana.
Moreno e Marina


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Chi è Moreno?

Sono nato nel 1965 e vivo in provincia di Milano, sono sposato con Marina, senza figli, lavoro come operaio specializzato e la mia vita è viaggiare.
In questi anni ho viaggiato molto, sono stato principalmente negli USA (26 volte e ci tornerò ancora il prossimo agosto – sono riuscito a visitare 49 dei 50 stati, mi manca solo l’Alaska-), Australia (5 volte), Cina, Argentina, Paesi arabi, Malesia, Thailandia, Caraibi, Europa, Polinesia, Egitto, Namibia, Sudafrica, Qatar, Singapore e a dicembre sono in partenza per l’Oman.

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