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Balcani: terra vicina e misteriosa. Il viaggio di Andrea

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Andrea Quagliotti ci racconta il suo viaggio nei Balcani, una terra che, seppur vicino a noi, è ricca di mistero e fascino. Buon Viaggio!


Sono circa le 11 di un semplice lunedì mattina. Il 26 settembre precisamente. Ma siamo a Cattolica. In ospedale per la visita al termine della quale sapremo la data dell’operazione alla spalla di Simona.


10 Ottobre

Ok. 26, 27, 28, 29… abbiamo più di dieci giorni! Partiamo. Per dove? Un posto che costi poco.. non le solite città europee.. skyscanner dice Albania a 120€. Perfetto. Balcani.. terra sconosciuta a così poche miglia dalle nostre coste. Si parte. Quando? Domani! Andiamo.

Così nasce il nostro viaggio settembrottobrino senza alcuna guida, preparazione e poche informazioni ottenute navigando virtualmente nel mondo come faccio da anni.

Prima esperienza last minute e senza supporti tecnici.

Prima di partire prenotiamo giusto la prima notte in un ostello in stile soviet/backpacker nel quartiere più alla moda di Tirana (scoperta fatta in loco) e una sfrecciante (nonchè la più economica.. capiremo in seguito il motivo) Fiat 500 con la quale muoverci liberamente per le strade Albanesi. Si sa mai cosa troveremo una volta sbarcati in Albania..

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27 Settembre

Sveglia presto. Valigie già fatte ieri sera. Colazione veloce, ultimo controllo di eventuali oggetti caduti sotto il letto e via! Macchina parcheggiata in un viale alberato.. pieno di uccelli. Ma pieno pieno. Probabilmente hanno mangiato male ieri sera. Non fa niente.

Si parte in direzione Orio al Serio! I tempi sono abbastanza stretti ma sicuramente riusciremo ad arrivare in aeroporto.. “Attenzione! Incidente con 9km di coda in direzione milano”. Non è possibile. Fortunatamente il traffico intenso incomincia dopo il nostro bivio.. meglio non guardare il tachimetro.. Arriviamo al pelo al parcheggio, al pelo al deposito bagagli, al pelo al check in e 10 minuti dopo essere saliti sull’aereo decolliamo!

Dopo un’ora e venti minuti di viaggio super tranquillo atterriamo in Albania. Fortunatamente moltissimi albanesi parlano italiano benissimo e in pochi minuti entriamo in possesso della nostra sfrecc.. no.. scassatissima 500. Diciamo che le foto online sono state ingannevoli. Forse andavano “leggermente aggiornate”. Fa niente. Direzione Tirana!

Ovviamente come qualsiasi capitale europea bisogna fare i conti con il traffico.

Tuttavia nonostante venditori di cd invasivi ed abusivi agli incroci, nomi delle vie incomprensibili e vari incidenti stradali riusciamo ad arrivare al nostro ostello in pieno stile soviet al calar del sole. I letti ci implorano di abbracciarli ma con un atto di estrema forza ci avventuriamo subito per le vie della capitale. Nonostante l’aria pesante dovuta alle macchine degli anni ’90, con annessi scarichi non proprio ecofriendly, riusciamo a visitare la grande piazza Skanderbeg con la sua vecchia moschea, la torre dell’orologio, il museo nazionale sullo sfondo e la famosa statua dell’omonimo eroe nazionale nel pieno centro, tra vari edifici degli anni ’20.

Tappa ottimo cibo tradizionale in uno dei vari ristoranti del verde e vivace quartiere Blloku, prenotazione pernottamento per la sera successiva nell’estremo sud della costa albanese e via a riposare.

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28 Settembre

Prima sveglia in terra albanese. Primo caffè nella capitale albanese (per fortuna anche l’ultimo) e via verso il profondo sud! Usciamo abbastanza agevolmente dal caos di Tirana e ci immettiamo su strade provinciali in direzione Durazzo. L’asfalto non è proprio dei migliori, ma non superando i 50 km/h con la 500 possiamo superare ogni ostacolo (quasi..). In circa 1h30 di viaggio arriviamo alla nostra prima tappa: Berat. Iniziamo il tour perdendoci per i bianchi vicoli della città vecchia all’interno della fortezza con viste sulle colline circostanti e la piana verso il mare. Dopo aver vagato tra le antiche case ottomane dalla tipica forma, scendiamo nella città nuova per attraversare l’antico ponte romano, vedere una chiesetta ortodossa abbarbicata su una parete rocciosa  e sentire i muezzin richiamare i fedeli dai minareti delle varie moschee presenti in città (il 90% della popolazione albanese è musulmana.. anche se proprio non si direbbe).

Terminato il tour ritorniamo verso la costa e con qualche difficoltà stradale (lavori che interrompono la comoda ed unica superstrada del paese) arriviamo fino al parco nazionale di Llogara, non senza prima perderci almeno una volta nella gigante Valona (viali a 4 corsie ed enormi palazzi). Dopo numerosi tornanti arriviamo in cima al Llogara pass da dove si può godere una meravigliosa vista panoramica su gran parte della costa adriatica meridionale, a più di 1000 metri di altitudine a picco sul mare. Fatte le foto di rito, superando diversi piccoli bunker costruiti durante la dittatura di Hoxha (pare che avesse la fobia di una possibile invasione via mare), ci inoltriamo nella fantastica strada panoramica che costeggiando stupende anse e fortezze sul mare ci conduce finalmente (la schiena è a pezzi) alla penisola di Ksamil dove facciamo la conoscenza del fantastico Vladimir che ci ha riservato un piccolo appartamento con vista mare (esattamente davanti all’isola di Corfù) ad un prezzo irrisorio.. lanciamo gli zaini e subito a fare scorpacciata di pesce sul mare!

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29 Settembre

Sveglia direttamente sul mare. Le case albanesi non si possono propriamente dire “affascinanti” con i pali di ferro che escono e i piani non finiti.. però nell’insieme hanno sicuramente un loro fascino. Il meraviglioso mare di certo aiuta molto. Dopo una gigantesca colazione (con annesso liquore tipico “Raki” e caffè turco di cui ovviamente bevo subito il terribile fondo) partiamo per la visita della vicina meta archeologica Butrinto : in questa piccola penisola si possono trovare torri veneziane, un piccolo anfiteatro greco, resti di ville romane e chiese medioevali! Di tutto praticamente! Dopo la cultura giunge l’ora dello spiaggiamento davanti alle due famose isolette di Ksamil (raggiungibili a nuoto in pochissimo tempo) con il loro meraviglioso mare trasparente. Mezz’oretta di pausa sotto il mite sole settembrino e si riparte per la stupenda sorgente naturale di Syri i Kalter. A metà percorso sulla strada per Argirocastro si trova questa fantastica fonte di acqua trasparentissima immersa nel verde. Tra rane e libellule ci si perde facilmente osservando tonalità di colore che spaziano dal blu elettrico, al rosso ed al verde delle alghe fluviali. La fonte rilascia una quantità enorme di acqua da una cavità profonda circa 50 metri visibile da una passerella sopraelevata.. spettacolo meraviglioso. Dopo la consueta birra di metà giornata ripartiamo verso la storica città di Argirocastro dove visitiamo in breve le viuzze con le tipiche case dall’architettura ottomana e la bella fortezza/prigione sulla cima della collina con i vari cannoni e aerei risalenti alle epoche belliche. Terminata la visita rientriamo subito alla nostra casa (1h circa) per concederci un generoso (issimo) calice di vino albanese con il sole che tramonta su Corfù e il mare di Ksamil.

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30 Settembre

Appena svegli ci rendiamo conto che siamo in super anticipo con il nostro programma. Quindi con due giorni da riempire potremmo rilassarci in pace al mare e prendere sole in spiagg.. ma vaaa. c in Grecia e conquista della confinante Macedonia! Anello balcanico sia.

Salutiamo il fantastico Vladimir che con il suo italo/greco/albinglese ci ha trattato come dei principi e partiamo verso il confine greco. Acquistiamo la carta verde necessaria per lo sconfinamento e usando le parole magiche “turisti italiani” passiamo subito il confine albanese.

Quello greco no. Una fazza una razza? No. Fammi vedere il motore. Va bene.. uffa.

Dopo un’ora riusciamo finalmente ad inoltrarci in territorio greco! Dopo 1h20 di curve e annessi camion scorgiamo in lontananza le stupende formazioni rocciose delle Meteore. Troviamo il nostro albergo, decidiamo di saltare pranzo per non perdere nemmeno un minuto e partiamo per la visita dei meravigliosi monasteri. Le parole non bastano per descrivere il posto. Sei monasteri di diversa grandezza (alcuni molto grandi) su speroni rocciosi con dirupi di centinaia di metri. La macchina fotografica si intasa quasi subito. Armati di pantaloni lunghi (io.. anche se si muore di caldo) e teli (simona nonostante i jeans) riusciamo a visitare tre monasteri con le loro meravigliose pitture e cappelle ortodosse. I turisti sono tanti ma tra di loro vi sono anche una comitiva di signore con annesso pope barbuto.. mescolandoci tra di loro riusciamo anche ad assistere ad una specie di messa con baci ai testi sacri e canti vari. Per concludere il tour quotidiano ci piazziamo tra vari asiatici armati di enormi macchine fotografiche per assistere al famoso e stupendo tramonto sui monasteri.. che spettacolo. Con l’anima piena di emozioni è giunta l’ora di riempire anche le pance.. finalmente!

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1° Ottobre

Oggi Macedonia! Dopo qualche ora di viaggio sconfiniamo (stavolta le parole magiche “turisti italiani” funzionano davvero) nella verde e collinare Macedonia. Per questioni di tempo decidiamo di visitare solo la parte occidentale del paese in modo da restare vicini all’Albania, dovendo ripartire da Tirana. Prima meta è il grande lago di Ohrid le cui sponde appartengono sia alla Macedonia sia alla vicina terra della aquile. Lasciata la macchina nella città vecchia, facciamo una passeggiata di un’oretta visitando l’anfiteatro antico, le mura della fortezza da cui si gode di panorami meravigliosi, la chiesa di Santa Sofia e la famosissima Sveti Jovan Kaneo con le sue viste da cartolina. Il clima qua è meraviglioso.. tuttavia ci dobbiamo spostare fino alla periferia di Skopje, nel canyon di Matka dove si trova il nostro hotel quindi dobbiamo ripartire abbastanza in fretta.

Al sopraggiungere della sera, con la schiena che urla, finalmente arriviamo nel canyon.

La strada finisce e l’hotel non c’è. Eh? Boh. Prendiamo i bagagli e proviamo ad addentrarci. Mal che vada dormiamo all’adiaccio, io non guido più.

Invece dopo pochi minuti sorge l’hotel in una meravigliosa ansa del canyon, a pochi metri dall’acqua. Che meraviglia. Prendiamo possesso della stanza in mansarda e come in un sogno sento le magiche parole “con la camera avete una bottiglia di merlot gratis”. Stasera mangiamo qua. Deciso.

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2 Ottobre

Ben riposati e dopo colazione continentale partiamo per un breve trekking del canyon, meta domenicale di gran parte degli abitanti di Skopje.

Simona. Eh. E’ domenica. Oh no.. passando tra vari mucchi di plastica nel pieno mezzo del sentiero e superando combriccole di macedoni vestiti come se dovessero sbocciare lo spumante in discoteca, finalmente raggiungiamo una parte del tracciato troppo lontana per i “passeggiatori” macedoni della domenica. Ad ogni curva si gode di una fantastica vista del canyon con le acque verde smeraldo e ripide pareti rocciose. Purtroppo dopo un’oretta il sentiero viene bloccato con recinzione perchè successivamente ritenuto troppo pericoloso (secondo lo standard macedone) e dopo una pausa nel pieno silenzio della natura ritorniamo al nostro hotel. Birra di recupero, pisolo ristoratore e si parte per la visita della capitale a pochi minuti dal nostro paradiso verde.

Skopje è estremamente più tranquilla del previsto e fortunatamente l’aria è anche respirabile! Gironzoliamo tra giganti recenti palazzi costruiti secondo uno stile che ricorda l’antica Roma, passiamo per la grande piazza centrale con l’enorme statua di Alessandro Magno (qua tutte le statue sono giganti), saliamo verso la fortezza e ci perdiamo tra i vicoli dell’antico bazar ottomano (anche se essendo domenica tutti i negozi sono chiusi). Dopo aver assaggiato un paio di birre artigianali locali ci trasferiamo in un quartiere pieno di carinissimi ristoranti per strafogarci con la cucina locale.

Dopo ottimo vino e grappozzo offerto (speriamo che non ci siano tanti poliziotti in giro…) rientriamo al canyon dato che domani ci tocca il lungo rientro verso l’Albania.

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3 Ottobre

Levataccia, colazione abbondante e subito in strada per l’ultimo lungo trasferimento. Prima di sconfinare in Albania tuttavia ci concediamo ancora un paio di visite sul suolo macedone, partendo dal parco nazionale di Mavrovo. La strada panoramica ci fa attraversare folti tunnel di alberi dalle tonalità che passano dal verde smeraldo all’arancione vivo.. i colori autunnali qua sono ancora più belli. La strada ci conduce all’omonimo lago nel quale si trova una particolarissima chiesetta semisommersa ed abbandonata (dagli uomini ma non dalle mucche). Scattata qualche foto a bordo del lago e ai boschi circostanti, ci rimettiamo per strada verso il famoso monastero di St. Jovan Bigorsky dove gironzoliamo liberamente (rigorosamente con ginocchia e spalle coperte) per il suo grande cortile interno e rimaniamo senza fiato osservando le tantissime pitture nella ricchissima cappella, dal cui soffitto scende un gigantesco candelabro (credo..) di oro. Subito dopo ripartiamo per sconfinare nella nostra cara vecchia Albania! Dal confine macedone approdiamo in una zona super selvaggia immersa nelle montagne.. anche le strade sono davvero davvero selvagge. Chiedendo indicazioni qua e la (per fortuna anche qua nel mezzo del nulla qualche santo albanese parla italiano) riusciamo finalmente, dopo ore ed ore ed ore ed ore di macchina, ad arrivare presso la nostra ultimissima meta: Kruja. Costruita quasi sulla cima delle montagne nei pressi di Tirana, questa cittadina permette di godere di un panorama mozzafiato sulla capitale, sulla sua piana e sulla costa in lontananza. Per fortuna noi arriviamo poco prima del tramonto perciò i colori sulla fortezza e sul piccolo ma bellissimo bazar sono stupendi. Dopo breve passeggiata nelle parti storiche del paese (purtroppo anche qua ci sono scheletri di palazzoni abbandonati che rovinano luoghi fantastici) ci concediamo una meravigliosa cena casalinga nell’interno della fortezza, presso la nostra guesthouse gestita dall’accoglientissima famiglia albanese di Emiliano. Le luci della notte albanese rendono l’atmosfera ancora più magica. Purtroppo con la consapevolezza che il viaggio sia giunto al termine, pensiamo a quanto sorprendente siano queste terre con la loro impensabile accoglienza e disponibilità, le strade da incubo, paesaggi meravigliosi e cucina “da sbavo”.

Sicuramente torneremo.. ora testa al prossimo viaggio. Sempre.


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chi è Andrea Quagliotti?


andrea-quagliotti-balcani-58-di-85Non sono nato con l’ossessione del viaggio.

Tuttavia la vita a volte riserva sorprese positive e negative.. così un giorno mi sono svegliato con una voglia fortissima di capire, osservare e comprendere. Come farlo? Viaggiando ovviamente.

Dopo il primo viaggio zaino in spalla e senza alcuna prenotazione in giro per la Thailandia ed il Laos non mi sono più fermato.

Quando non sono in giro per il mondo viaggio con la mente studiando quale potrebbe essere la prossima destinazione. Camera mia è un’accozzaglia di bandiere, maschere etniche, diari, foto e ricordi dei vari viaggi.

Non posso pensare di non conoscere i vari angoli del mondo, i colori e le culture diverse dalla mia. Alla fine sarebbe un po’ come abitare in una grande e bellissima villa ma stare solo in cucina no?

Ma va. Testa al prossimo viaggio. Sempre.

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