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Giappone “Arugamama no egao” (un sorriso è un sorriso)

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Sara Belloni ci racconta il suo viaggio in Giappone: 18 giorni intensi, colorati ed indimenticabili. Pronti? Via!!

 23 Settembre 2016, ore 11:40 SI PARTE. Finalmente. Destinazione Giappone!

Viaggio con scalo a Londra e arrivo a Tokyo a mezzogiorno del giorno successivo. Trasferimento in Hotel, qui piove, ma non molto forte. Iniziamo con l’esplorare la zona e ci fermiamo nel primo tempio shintoista (Hanazono Jinja) e poi arriviamo alla stazione della metro più vicina, destinazione Shibuya: che caos! Neon, Musica e colori. E il famoso incrocio, proprio come viene descritto nei film e nei documentari. Quello che rimane impresso è decisamente l’ordine delle persone in tutta questa confusione.

Cerchiamo un ristorante per cenare in zona (primo contatto vero con la cucina giapponese che è decisamente diversa da quella che pensiamo). Passeggiata serale a Omote-sando, nel pieno del lusso e delle famose firme internazionali. Metro fino all’hotel (abbiamo alloggiato al Hotel Citadines Tokyo Shinjuku, camere spaziose con cucina. Colazione internazionale non inclusa ma l’abbiamo provata e ci è piaciuta). Si riposa.


25 Settembre

prima tappa del mattino, il tempio di Meiji. Bellissimo tempio shintoista all’interno di un parco. Si trovano anche le botti di sakè e di vino, con il quale il tempio è stato consacrato. Oggi è domenica e ci sono anche i matrimoni. Abbiamo la fortuna di incontrarne uno, vestiti bellissimi e sposi molto carini. Ci spostiamo in metro fino al Royal Palace: con un gruppo di guide “speciali”, un gruppo di studenti universitari che cercano di migliorare il loro inglese facendo da guida sulla storia del palazzo e del suo giardino. Il Palazzo non è visitabile se non per 2 giorni l’anno, il 23 Dicembre e il 2 Gennaio. Dopo averli salutati ci inoltriamo nella zona di Ginza: insegne, super palazzi del lusso e tanta gente. Di giorno poi è anche pedonale.

Ci fermiamo per pranzo in un locale (sopra il palazzo/negozio di Miu Miu): il ristorante si chiama Shuns. Molto carino ed elegante, puoi scegliere se mangiare fritto o grigliato, e quanti pezzi vuoi. Noi abbiamo preso il menù 8 pezzi: Carne, pesce e verdure, abbiamo fatto fare al cuoco che ci ha cucinato proprio davanti cibo fresco e buono.

Torniamo a fare i turisti: visitiamo camminando la zona del mercato del pesce, fino alla Tokyo Tower (non ci siamo saliti, sarebbe sembrato di stare sulla Torre Eiffel, è identica) e al tempio buddista di Zojo-ji: siamo fortunali e riusciamo anche a seguire e partecipare a una preghiera, davvero molto suggestiva. Terminiamo la giornata a Rappongi: decidiamo di salire in cima alla Tokyo View. Vedi l’intera città illuminata, puoi bere qualcosa e anche mangiare se vuoi. Rientriamo in metro, mangiamo qualcosa in zona hotel. Domani prima gita fuori porta.


26 Settembre

io e Matteo amiamo girare da soli e non avere troppe restrizioni di orari, cosa vedere e dove mangiare. Per questo nonostante sia un viaggio di nozze, in realtà è tutto molto fai da te dove è possibile. In un paio di occasioni però, abbiamo deciso con l’agenzia di amiche ci ha aiutato ad organizzare, di inserire anche un paio di escursioni organizzate. L’Agenzia Giapponese è la JTB, che credo sia la più famosa in assoluto in fatto di viaggi in Giappone. Attraverso la Sunrise Agency si organizzano gite fuori dalle città, oppure nelle città vicine alle più importanti.

Oggi ci porteranno sul Monte Fuji e nei pressi di Hakone. Partenza ore 9:00 dalla stazione dei bus (un altro bus alle 7:45 era passato a prenderci vicino all’hotel). Non siamo fortunatissimi perché la giornata è nuvolosa e se sul monte di sono le nuvole vedremo ben poco. Prima Tappa 2305 m sul Monte Fuji e come pensavamo siamo nel bel mezzo di una nuvola “bassa” che non ci permette di goderci a pieno del panorama. In realtà ci spiegano che sono poche le occasioni di vedere limpida la zona, ma per me la sola idea di essere lì è stupenda e ne approfittiamo per girare la zona e fare delle foto. Ci spostiamo tutti insieme nel ristorante che ci serve un pranzo proprio giapponese: seduti sul tatami mangiamo udon, pollo fritto, riso, pesce, zuppa di miso, tutto buonissimo! E con la pancia piena il bus ci porta nel pressi di Hakone. Ci fermiamo al lago Ashi: breve giro in traghetto e funicolare che ci porta in alto: in cima troveremo un tempio e un piccolo tori (nel salire momento di “eccitazione”, la nuvola si sposta per un minuto e riusciamo a vedere il Fuji!!!). Rientriamo in Tokyo, e per finire la giornata un giro al quartiere di Akihabara: tecnologia, manga e Mad cafè. Ragazze vestite alla “Sailor Moon”, capelli colorati, camerieri con costumi di super-eroi. Si questi giapponesi con i manga sono davvero fissati, alcuni di loro sono delle vere e proprie star! Ceniamo in un poco giapponese “Carl’s burger” sulla Chuoi-dori e poi rientro in hotel, domani ci si sposta.


27 Settembre

 Stamattina ore 8:33, non un minuto più tardi, siamo partiti un treno per Takayama. Arrivati ore 13:00. Stanotte dormiremo in un ryokan, il “Ryokan Tanabe”, hotel tipico giapponese dove si dorme sui futon. Takayama è una cittadina tranquilla e di montagna, un relax totale dopo le luci e i rumori di Tokyo. Nel nostro ryokan c’è anche una piccola onsen interna (onsen = tipiche terme giapponesi) che riusciremo anche a sfruttare un po’. La parte più bella di Takayama è rappresentata dalle due vie principali,Takayama e Sanmachi-dori. È un vecchio quartiere di mercanti che è stato conservato nel tempo, composto da piccoli negozietti, ristoranti e fabbriche di sakè, alcune anche visitabili e aperte al pubblico nel periodo di lavoro maggiore (Gennaio-Febbraio). Altra zona da visitare ma più in collina rispetto al centro è quella di Teramachi formata da un insieme di templi visitabili attraverso un sentiero che li collega fino alle rovine del Castello. Ceniamo con dei buonissimi noodle e del ramen con carne (qui è famosa quella di Hida) e ci rilassiamo nella nostra bellissima stanza adibita per la notte.


28 Settembre

 Colazione giapponese.. diciamo che è molto diversa dalla nostra! Riso, zuppa di miso, pesce, verdure e uova… da provare! Ma da fare tutti i giorni è troppo anche per me che amo un sacco il Giappone! Salutiamo la gentilissima signora del ryokan e ci dirigiamo alla bus-station, destinazione Shirakawa-go. Ci troviamo davanti qualcosa di straordinario. Le case hanno i tetti fatti di paglia, resistente a pioggia/neve, incredibile! Il villaggio è Patrimonio dell’Unesco ed è parzialmente abitato. Riusciamo a visitarne una all’interno ed è un vero e proprio mondo. Assolutamente da vedere.

Dopo aver finito la visita (e aver preso tanta acqua), pranzo veloce e il bus ci porta a Kanazawa. Troviamo subito il nostro hotel (APA Hotel Kanazawa-Ekimae), giro veloce tra negozi, cena e nanna. Domani esploreremo questa nuova città.


29 Settembre

Una particolarità del Giappone è decisamente la puntualità, e anche in questo caso, il bus che ci porta in centro non sgarra di un minuto. A Kanazawa non c’è la metropolitana ma un sistema di bus turistici che è molto comodo. Decidiamo di partire dal Castello e dal suo giardino: come per la maggior parte dei castelli, dopo vari conflitti e incendi, la struttura è stata ricostruita abbastanza recentemente. La particolarità è il metodo di costruzione, un sistema di travi a incastro con l’utilizzo esclusivo del legno. Dopo la visita, ci fermiamo con il bus a Hirokoji che è un vecchio quartiere di templi e samurai. Da notare il contrasto tra queste case in legno rimaste originali e i grattacieli pieni di centri commerciali. Quartieri come questi in Kanazawa ce ne sono altri ma purtroppo il nostro tempo è limitato e abbiamo dovuto fare una scelta. Prima di lasciare questa città ci inoltriamo nel Omi-cho Market: pesce, frutta, verdura di ogni tipo. È uno spettacolo! Granchi giganti, teste di tonno enormi e ostriche grandissime. Se vi piace il pesce crudo qui è freschissimo!! Recuperiamo le nostre valigie e via, nuovo treno (Japan Rail Pass, fatelo assolutamente prima di arrivare in Giappone) e nuova destinazione, Nagoya. Arriviamo per l’ora di cena e, solo per stasera, ceniamo italiano! Un amico che vive in Giappone ormai da più di 20 anni e che ha aperto un ristorante qui in Nagoya, il “Ristorante Siziano”: cibo italiano, ottimo e abbondante. Quindi per una pausa italiana in mezzo al Giappone vi consigliamo di provarlo.

Pernottamento presso il MyStays Nagoya-Sakae.sara-belloni-giappone-colore2-1-di-1


30 Settembre

 quello che vale davvero la pena di vedere a Nagoya è il Castello. Le aspettative sono tante e vengono ampiamente rispettate. È molto grande e completamente visitabile. Ogni piano racconta un pezzo di storia: i bombardamenti, le guerre. Anche la parte esterna è bellissima. Ma noi abbiamo una nuova meta in programma, Kyoto ci aspetta!!

L’impatto con Kyoto è strano, chi si aspetta di trovare solo una vecchia città piena di storia e di zen ha sbagliato proprio prospettiva. Anche qui in centro è pieno di nuovi palazzi, grattacieli e firme del lusso internazionale. Ma in realtà, dietro a questa facciata moderna, si nascondono ancora perle uniche al mondo. Iniziamo a esplorare la zona vicino a noi (alloggeremo all’hotel Kyoto Royal and Spa). La zona vicino al fiume è molto bella, è piena di localini e ristoranti. Prima occhiata anche alla zona di Gijo, dove vivono tutt’ora alcune gheishe ma che esploreremo meglio nei prossimi giorni con la lucidità del mattino. Bellissima al tramonto, con l’accendersi di tutte le luci.


01 Ottobre

 Kyoto mon amour! Per girare la città ci servono sia i bus che la JRline  (compresa nel Japan RailPass), è molto estesa quindi anche gli spostamenti in centro e fuori sono abbastanza impegnativi e spesso non fattibili con un passeggiata. Prima voce del nostro itinerario: Kinkaku – il Padiglione d’Oro (Rokuon-ji Temple). Dal Centro c’è un bus che porta direttamente davanti alla via che si immette nel parco. Si paga per entrare, circa 3 euro, ma ne vale la pena!!!! Il Tempio ricoperto d’oro è qualcosa di indescrivibile, si riflette nel suo laghetto pieno di carpe, gli albero intorno sono tagliati e curati alla perfezione. Non si può visitare al suo interno ma ci si può avvicinare e girargli intorno seguendo il percorso. Noi ci siamo capitati nel weekend, quindi con molti visitatori, ma se riusciste a passare in settimana forse si eviterebbe la folla e si godrebbe di più anche della pace del parco. Seconda tappa della giornata: Il bosco di Bambù di Arashiyama. Conviene arrivarci con il JR Train, fermata Arashiyama. Passeggiando in questo bosco vi sembra di entrare in una nuova dimensione: gli alberi hanno delle canne enormi, mai viste, e lasciano entrare una luce stranissima. Il bosco si estende dall’entrata del Tenryu-ji che è un tempio buddhista e la residenza di Okichi Sanso che è una proprietà di un notissimo attore giapponese. È un po’ fuori città ma si arriva sulle rive di un fiume in questa zona della città chiamata appunto Arashiyama e lo spettacolo verso le montagne è bellissimo: il percorso da fare è perfettamente segnalato e secondo me è una bellissima escursione, molto romantica. Ultima tappa della giornata, Fumishi Tample! La caratteristica di questo tempio è il suo colore rosso acceso e il famosissimo percorso di tori rossi da togliere il fiato. Noi siamo riuscito a vederlo con i colori del tramonto, è straordinario!! Tutte le zone descritte oggi sono attorniate da negozietti e posti per mangiare, quindi non vi preoccupate, non potete morire di fame e vi potete anche svagare con un po’ di shopping nipponico. PS: da assaggiare il gelato al the verde, a me è piaciuto un sacco!! Concludiamo la giostra impegnata giornata in un ristorante a Ponto-cho, la zona di localini vicino al nostro hotel, stasera tempura!!!


02 Ottobre

 oggi abbiamo una gita programmata nel pomeriggio, quindi decidiamo di non spostarci molto dal centro e rivisitiamo la zona di Gion che avevamo velocemente esplorato il primo giorno. Primo tempio da vedere il Chion-in, decisamente uno dei più imponenti di Kyoto. Anche in questo caso è domenica quindi vediamo sia un matrimonio che anche una preghiera. Oggi si muore da caldo nonostante sia ottobre quindi possiamo sfruttare meglio il parco bellissimo e le viuzze caratteristiche piene di case tipiche, dove una volta (e pare ancora) vivevano gheishe. Le case ormai sono tutti piccoli localini e negozi, ma è un modo per riuscire a mantenere intatte e restaurate questo che secondo me rappresenta un importantissimo patrimonio. Nella nostra passeggiata incontriamo tanto templi minori e la Pagoda di Yasaka (che purtroppo non è visitabile). Il tempo stringe e dobbiamo dirigerci verso la stazione per la nostra gira pomeridiana, destinazione Nara.

Nara è una città a circa un’ora di bus da Kyoto, ci si arriva anche con il treno. Si può anche visitare da soli perché come tutti i luoghi di interesse è facilmente raggiungibile ma con una guida molte cose si capiscono meglio e per visitare i due luoghi simbolo di questa città abbiamo preferito essere accompagnati. La compagnia che organizza questa gita è sempre la Sunrise del JTB. L’attrazione principale è il tempio di Toda-ji. Sia per le dimensioni e la sua storia, ma anche per il fatto che qui ci sono i cervi che possono passeggiare liberi e tranquilli tra le persone. Cercano soprattutto carezze e cibo. Al suo interno questo tempio custodisce il Buddha Diabutsu, una statua in bronzo di 16 metri. È molto imponente e magnifico e secondo me ti trasmette una calma incredibile. Seconda tappa è il tempio di Kasuga Taisha, la via che conduce all’edificio principale è fiancheggiata da circa 2000 lanterne di pietra donate dai fedeli e altre 1000 di bronzo sono appese sui cornicioni del tempio, dono di fedeli e delle varie casate imperiali che si sono susseguite in Giappone. Dopo questa visita, si torna a Kyoto. Stasera per cena si provano i famosi gyoza (ravioli), una vera prelibatezza!!


03 Ottobre

 Oggi ultimo giorno a Kyoto, ma piove! Siamo un po’ stanchi ma decidiamo comunque di muoverci: prima tappa della mattina il Nijo-jo Castle, residenza militare. A differenza degli altri castelli già visitati questo è molto più lavorato esternamente e lo sono anche i soffitti, soprattutto nella parte in cui vi erano le visite ufficiali. Questo perché si voleva far capire sia agli ospiti che alla famiglia imperiale che il vero potere era quello militare. Diciamo che dal punto di vista architettonico le porte e le entrate sono molto simili agli altri ma molto molto più elaborate, colorate, raffiguranti animali, piante e fiori, alcune in oro. Finita la visita ci spostiamo al tempio di Nishi Hongwanji: questo tempio buddhista segue il credo di Jodo Shinshu, fondatore anche della scuola tutt’ora presente al suo interno. Un tempo, dopo un incendio, un gruppo di donne donò i propri capelli per usarli come corde per la ricostruzione e un intreccio di questi è ancora conservato. Ormai è già pomeriggio inoltrato e per il nostro ultimo giorno qui decidiamo di rilassarci un po’.. shopping! Ci concediamo un pranzetto e prenotiamo il treno per l’indomani. Pausa in hotel e per cena BBQ Giapponese (troppo bello, tu ti scegli la carne e te la cucini tu sulla griglia al centro del tavolo, verdure comprese!). Poi nanna.

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4 Ottobre

 oggi si parte verso il Monte Koyasan dove verremo ospitati in un tempio buddhista per la notte. Il tragitto è un po’ lungo, nel senso che si devono cambiare un po’ di mezzi, ma lo consiglio, ne vale la pena. Quando vi ricapita? Da Kyoto prendiamo in treno per Osaka, poi da una seconda stazione si deve prendere un ulteriore treno locale per Koyasan più 10 minuti di funicolare e un ultimo tratto di bus che si ferma esattamente davanti e dove dormiremo. Dormire qui è simile al ryokan già provato a Takayama, con la differenza che l’atmosfera è molto più spirituale, la cena è alle 18 in stanza e dopo le 21 le porte del tempio sono chiuse e ci si deve adattare. Anche qui c’è una onsen, che noi prontamente utilizziamo. Il tempio al suo interno è stupendo, ci sono molti oggetti legati sia alla spiritualità ma anche ai samurai. Il pomeriggio prima di cena visitiamo una prima parte del monte con i suoi giardini zen e gli enormi templi. Il complesso monastico è la sede centrale della scuola Shingon di buddhismo esoterico. Il monaco Kukai costituì in questo luogo la sua comunità religiosa dal rientro dalla Cina ed è una delle figure religiose più importanti di tutto il Giappone. I suoi seguaci credono che non sia morto, ma che riposi nella sua tomba al cimitero di Oku-no-in su questo monte. Le spoglie e semplicemente una parte di esse di qualsiasi buddhista giapponese sono portate presso questo tempio per garantire una posizione privilegiata quando arriverà il buddha del futuro (Miroku). La zona delle pagode e dei templi del monte Koyasan verrà chiamata Garan: la pagoda di Dai-to (che racchiude il buddha d’oro) si dice sia al centro del mandala a forma di loto formato dalle otto cime che costituiscono il Koya-San.

La cena al tempio è particolare e praticamente vegetariana, molto buona. Relax presso la onsen e rilassante dormita dopo l’impegnativa giornata.


5 Ottobre

 stamattina dopo la colazione giapponese tradizionale, abbiamo visitato la seconda parte del monte fino al mausoleo dedicato a Kukai. Il sentiero passa in mezzo a un cimitero, che a differenza dei nostri per quel che mi riguarda non mi trasmette inquietudine ma pace. Torniamo a riprenderci i bagagli e rifacciamo il viaggio di ieri al contrario: questa volta la nostra destinazione però sarà Hiroshima. Fortunatamente l’hotel è direttamente in stazione (e di lusso, il Granvia Hotel Hiroshima) e decidiamo di fare un primo giretto di perlustrazione.


6 Ottobre

Oggi visiteremo una parte di storia del mondo. Il 6 Agosto del 1945 la città fu distrutta da una bomba atomica. Il simbolo più “triste” è l’A-Bombe Dome, o Cupola della Bomba Atomica. L’edificio era un centro espositivo: tutte le persone al suo interno morirono ma il suo scheletro rimase in piedi e ora la città ha deciso di conservarlo come monumento. Ora è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità. A questa tragedia è stato dedicato anche un parco, il Parco della Pace, pieno di diversi monumenti dedicati (famiglie, bambini, dispersi e morti stranieri) e anche un museo da non perdere. Al centro del parco c’è il cenotafio di cemento che riporta i nomi di tutte le vittime accertate: comprende anche la Fiamma della Pace che è sempre accesa e verrà spenta solo quando l’ultima arma nucleare esistente al mondo sarà debellata. All’interno del museo invece, ci sono molti cimeli che raccontano storie di bambini, di famiglie, di genitori, fratelli e sorelle… le storie sono strazianti come i reperti ritrovati, ma è giusto ricordare, è giusto che tutti conoscano quello che è accaduto. Si parla anche del dopo, delle radiazioni che hanno colpito i sopravvissuti anche a km e km di distanza e che ne hanno pagato le conseguente anche dopo più di 10 anni da quel giorno. L’effetto è devastante, sia per il cuore che per la mente: rabbia, dispiacere e impotenza di fronte a tanta stupidità dell’essere umano. Altro monumento importante, la Sala Nazionale della Pace per le Vittime: c’è un percorso luminoso che porta a una sala rotonda dedicata al ricordo, la fontana al centro rappresenta l’ora in cui ci fu lo scoppio, le 8:15. Nella sala successiva sono raccolti tutti i nomi e le foto delle vittime e ci sono dei video con delle testimonianze di coloro che ce l’hanno fatta.

Finito il giro, torniamo in stazione e partiamo alla volta di Miyajima, un’isoletta famosissima per il santuario di Itsukushima e il suo tori rosso immerso nell’acqua. Il complesso è bellissimo, raggiungibile con un traghetto dalla fermata del treno (tutto JR quindi se avete il Japan RailPass non pagate niente di più). La struttura in realtà ricorda un molo, e anche qui come a Nara trovate i cervi girovagare liberi, anche sulla spiaggia. Molto suggestivo, impagabile la visita durante l’ora del tramonto per gli straordinari colori. Anche qui potete trovare la via con i negozi e il cibo (i biscotti con i fagioli dolci, oppure le ostriche cotte a vostra scelta) la Omotesando, dove trovate anche la shakushi più grande del mondo (la paletta per il riso che trovate in vendita ovunque). Oggi poi abbiamo avuto fortuna, c’è un sole stupendo e siamo stati proprio bene. Al tramonto decidiamo di tornare in città, dove per caso troviamo un ristorante specializzato in tonno con una signora fantastica che ci fa provare il sushi, il tonno alla piastra e anche le polpette, che bontà ragazzi! Torniamo in hotel completamente soddisfatti della giornata, domani ci aspetta l’ultimo spostamento, questa volta in aereo.


07-11 OTTOBRE

Che meraviglia! Non lo perché da noi non è per niente pubblicizzata ma quando venite in Giappone non potete non venire a Okinawa per qualche giorno finale all’insegna del relax totale. Le spiagge sono bellissime, loro hanno molto lo stile hawaiano dovuto anche alla forte influenza degli americani che in quest’isola hanno una grandissima base militare e anche un ospedale. Ci sono molti resort bellissimi, noi abbiamo alloggiato alle Sheraton Marina, veramente un gioiello (attualmente con un parte in ristrutturazione dove aggiungeranno una spa e una nuova ala con le stanze). In realtà, per chi volesse, anche qui ci sono molte cose da vedere ma sinceramente noi volevamo solo rilassarci, prendere il sole e non pensare più a niente.

In conclusione, questo Giappone mi è rimasto nel cuore. Ci tornerò per vedere tutta la parte che non abbiamo fatto in tempo a vedere. Quello che più mi ha stupito è la gentilezza e la generosità di questo popolo, certo un po’ strano magari dal nostro punto di vista.. ma anche noi ai loro occhi non dobbiamo sembrare troppo normali.

Spero di essere riuscita a trasmettere tutto il mio entusiasmo per questo paese! Io amo il Giappone.


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CHI E’ SARA BELLONI?

“SARA, NATA A MILANO, CLASSE 1982 E UNA PASSIONE: VIAGGIARE.
MI PIACE RACCONTARE I MIEI VIAGGI E AIUTARE LE PERSONE A PROVARE LE MIE STESSE EMOZIONI NEL FARLI.
Contatti: sarabelloni00@gmail.com e Instagram: sarabelloni00

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