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Girovagando per la lacrima dell’India: 25 giorni in Sri Lanka

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Lo Sri Lanka è composto da tantissime bellezze naturali che regalano pace e spiritualità, ci sono antichi templi e fortezze in mezzo alla natura, città antiche, spiagge lunghissime, mare stupendo, montagne, pianure e fiumi. Tutto questo lo possiamo trovare nel racconto di Andrea Quagliotti. Buona lettura!


Ragazzi quest’anno proporrei Sri Lanka. Pare sia una meta super tranquilla, un sacco di ecosistemi differenti, mare spettacolare e jungla. Poi sono buddhisti, quindi non dovrebbero esserci problemi! Perfetto. Prenotiamo!

Ragazzi.. Eh? I buddhisti hanno fatto un attentato ad un quartiere islamico a sud di Colombo. Ma non erano quelli pace e amore, oooohm e meditazione? In teoria si.. vabbè. Ormai è prenotato. Andiamo.

 E fu così che nell’estate del 2014 partimmo con zaino da 15 kg in spalla, guida sotto braccio, solamente volo e prima notte prenotati presso la capitale.


25 Luglio 

Ultimissimo controllo dello zaino (alla fine le uniche cose che contano davvero in un viaggio nel sud-est asiatico sono solo il passaporto e la carta igienica.. soprattutto la carta igienica.. tanta carta igienica), carichiamo Mattia e dritti verso Malpensa.

Il volo è costato abbastanza caro (sugli 800€) ma i soldi spesi per viaggiare sono sempre un investimento. Durante l’andata ho talmente sonno che non riesco nemmeno a finire un film degli X-Men.

Scalo a Dubai. Lungo scalo Dubai. 12 interminabili ore su scomodissime seggiole rigide. Vabbè proviamo a dormALLAAAAAAAAHHHH UUUHH ALLLLLAAHH.

Paese islamico = preghiera all’autoparlante dell’aeroporto a tutto volume.

Sarà una lunga notte.


26 Luglio 

Finalmente dopo un altro paio di richiami del muezzin che destano in me pensieri non propriamente puri, ci imbarchiamo per Colombo. Arriviamo a metà giornata e l’impatto con il calore e l’umido della capitale è molto forte. Anche la bellezza della capitale non è confortante.. il recensore della lonely planet deve avere dei gusti un po’/molto particolari.

Nonostante tutto, prima di svenire sui letti dell’ostello, riusciamo a visitare, mescolandoci tra la folla (non proprio benissimo dato che i cingalesi sono scuri, bassi e sbarbati.. proprio come me e Mattia insomma), il quartiere Pettah con i suoi mercati di strada e vari templi della minoranza induista. Prima bottiglia di Lion (birra nazionale) e via a letto.


27 Luglio

Prima di salire sul treno che ci condurrà nell’antica Anurhadapura, nel pieno centro del cosiddetto Triangolo culturale, visitiamo le ultime zone che ci mancano della caotica ed umida Colombo. Facciamo due passi sul lungo mare del Galle Face Garden tra diversi bambini che giocano con gli aquiloni, andiamo sotto le due torri moderne (suppongo siano banche) e guardiamo qualche vetrina nel rinnovato Dutch hospital. Giunta l’ora della partenza (ovviamente dopo 1h di ritardo.. ma presto capiremo che qui la calma è normale in ogni settore) ci piazziamo sui nostri sedili e con le ultime ore di luce ci godiamo il cambio repentino del paesaggio dalla costa atlantica alle praterie della Savana. Ma siamo davvero in Sri Lanka?? Così pare..


28 Luglio

La notte è stata particolarmente afosa.. calda.. appiccicosa. Da oggi capiamo perché le stanze più economiche sono senza aria condizionata. Mano ai portafogli, subito.

Con un po’ di turbolenza addominale causata dal tentativo (debbo ammettere prolungato) di degustazione dell’Arrack (locale liquore derivato dal cocco.. funziona particolarmente bene come carburante per macchine temo), saliamo in sella alle nostre scassatissime bici e ci avventuriamo per gli antichi resti di Anurhadapura. L’ingresso non è dei più economici (i turisti pagano ticket molto più cari rispetto ai locali) ma perdersi tra le varie dagobe ed i resti di antichi insediamenti con scimmie che fanno capolino qua e la è estremamente piacevole. Arrivati in un posto particolarmente suggestivo salgo su un muretto per cercare una prospettiva migliore per fare una fotogSSSCCCCRAAATCH. Pantaloncini squarciati. Sul cavallo. Molto squarciati. Ma tanto siamo solo al secondo giorno. In uno dei centri più sacri dell’Asia. Benissimo.

Dopo necessario cambio di indumenti, contrattiamo un tuk tuk (qui sono ovunque) e ci facciamo condurre nella vicina Mihintale. Al tramonto il paesaggio dalla rocca sulle foreste con diverse dagobe bianche è meraviglioso.. Consueto enorme piatto di riso di fine giornata e dritti a letto (con aria condizionata).


29 Luglio 

A che ora parte il bus per Polonnaruwa? Dove? Polonnaruwa. Chi? Polonnaruwa!! Eh? ORARIO. BUS. POLONNARUWA. Eh?

L’inglese non è il forte dei locali. Fa lo stesso. Andiamo a caso.

Prima di tornare alla stazione dei bus facciamo una breve visita allo Sri Maha Bodi, ovvero quello che si dice essere l’albero piantato più antico del mondo. Se non fosse per i tantissimi fedeli a noi sembrerebbe una pianta qualunque.. mah.

Vittoriosamente riusciamo a salire su un bus che vada nella nostra direzione.

Molto vittoriosamente arriviamo vivi alla nostra destinazione. Per essere brevi, in Sri Lanka gli autisti dei bus sono pazzi.

Sorpassi in curva. Tra bus. Con macchine nell’altro senso. Tutto normale.

Prima che la luce del sole cali del tutto riusciamo a fare un piacevolissimo giro sulle sponde del vicino lago osservando scene di vita quotidiana al tramonto.

Enorme piatto di riso con pollo e curry (buono eh.. alla lunga però..) e tutti a letto nel caldo del nord.


30 Luglio

Notte infernale. Siamo stati di nuovo tirchi e senza aria condizionata. Caldo. Infernale.

Su consiglio del simpatico padrone della guesthouse la nostra giornata inizia molto presto con la visita del parco archeologico della città. Dall’ingresso sbagliato. Torniamo indietro Mattia.

All’interno si trovano diversi resti di antichi edifici religiosi, le consuete dagobe, buddha e bassorilievi di particolare bellezza. Particolarmente suggestivi sono i tre famosi grandi buddha (uno sdraiato, uno seduto ed uno in piedi) che già ho potuto ammirare in alcune riviste di viaggio da casa.

Pausa pranzo con riso e curry (anche a pranzo no dai…) e subito in partenza per il safari nel vicino parco di Minneriya. Per un attimo crediamo nuovamente di essere finiti in Africa. A bordo di una vecchia e scassata Jeep, ci infiliamo nel mezzo della prateria per osservare due grandi branchi di elefanti che si ritrovano quotidianamente nei pressi delle poche pozze d’acqua presenti nel parco. Lo spettacolo ci lascia senza fiato.

Stanchi, affamati e scottati (meglio dire viola) rientriamo infine in ostello per combinare i prossimi spostamenti.


31 Luglio

Matti prima che arrivi Davide abbiamo un giorno in più, mare? Ma è vicino? No. Fa lo stesso. Andiamo.

Il bus che ci porta a Kalkuda beach, sulla costa est dello Sri Lanka, si riempie fino all’esplosione. Dato che siamo seduti e lo spazio vitale è davvero poco, una signora senza se e ma ci rifila suo figlio di (credo) appena un anno. A me e Mattia. Ci riscopriamo babysitter. Il bimbo sta bravissimo ed il viaggio prosegue senza denunce per maltrattamenti.

Dopo 3 ore saltiamo giù dal bus e immediatamente ci fiondiamo sulle bianche spiagge della costa est. Birra fredda (più di una) e totale relax. Questa è vita.

Verso sera rientriamo in hotel, ceniamo (riso e pollo con curry.. ma va? Che strano!) e scopriamo con pura gioia che la nostra stanza ha l’aria condizionata. Stanotte pacchia totale.


1 Agosto

Matti ma io ho avuto freddo stanotte. Quanti gradi abbiamo messo? 16. Ah. E fuori quanti ce ne sono? 34. Forse abbiamo esagerato.

Oggi giornata di lunghi spostamenti. Dalla costa est rientriamo nel centro dell’isola per la visita dell’ultima città del triangolo culturale: Dambulla.

Arriviamo presso il nostro ostello nel pomeriggio inoltrato e facciamo la conoscenza di Bob, uno dei pochi rastafariani dell’isola. Dico solo che il suo tuk tuk ha un amplificatore enorme al posto del vano bagagli e spara a palla Bob Marley (ovviamente).

Nonostante ci venga detto che ormai le attrazioni della zona siano chiuse, per non restare nella nostra stanza alquanto spartana (è un complimento), ci avventuriamo per il paese.

La fortuna ci conduce all’ingresso dei templi rupestri poco prima dell’orario di chiusura e così, con pochissimi turisti e la meravigliosa luce del tramonto, visitiamo le stupende sale di un tempio costruito sotto una montagna, ricolme di antiche statue di buddha e di affreschi su tutte le pareti.

All’uscita scorgiamo in lontananza la sagoma della celebre Sigiriya che visiteremo domani.. ma prima cena. Riso e pollo con curry. Pietà.


2 Agosto

Super colazione con tè cingalese, frutta e via verso la principale attrazione del paese: Sigiriya. All’ingresso del sito vediamo diverse persone indossare dei k-way neri.. in agosto. In asia. Sono tutti matti. Compriamo i cari biglietti e vediamo un insolito cartello “Beware to hornets”. Che dice? Parrebbe attenzione alle vespe.. aspetta. Dice che in cima potrebbero esserci attacchi di sciami di vespe. Ah. I k-way neri.. ecco perchè. Li mettiamo? Ma va, fa caldo. Mi pare giusto.

La salita della meravigliosa formazione rocciosa permette di godere di stupendi panorami sulle terre circostanti anche se il caldo è veramente importante. Fortunatamente in mezzo alle rovine sulla cima della rocca tira un discreto vento che tiene lontane anche le presunte api assassine/serial killer/piaga d’Egitto descritte in biglietteria. Passiamo un po’ di tempo semplicemente seduti ad ammirare il paesaggio. Dopo una discesa di 30 minuti ritorniamo alla nostra casa base, zaini in spalla e partiamo verso il cuore verde dell’isola: Kandy. In città si svolge quello che viene definito come festival più sacro di tutta l’Asia, l’Esala Perahera. Ovviamente i bus sono stracolmi, quindi ci tocca viaggiare in piedi.. scopro che anche gli uomini possono dormire in piedi come le giraffe. Non è comodissimo.

Arrivati in città nuova sorpresa. Si sono dimenticati della nostra prenotazione, l’ostello è pieno e in città non ci sono altri posti. Ottimo. Quindi? Vi diamo la camera della segretaria. Bene.. ma c’è solo un letto. Uno dorme per terra. Ah. Va beh. Almeno c’è un sacco di carta igienica (stavamo giusto per rimanere senza.. sia mai).

Ritorniamo subito in città per assistere alle celebrazioni del famoso festival. Spettacoli danzanti, pirotecnici, elefanti completamente illuminati.. tutto molto suggestivo. Al primo giro. Al secondo un po’ meno. Al terzo anche basta. Al quarto capiamo di essere bloccati nel quartiere fino al termine della celebrazione. Tre ore dopo.

Mai più festival in Asia. Mai più.


3 Agosto

Oggi dall’Italia arriva Davide! Cambiamo velocemente ostello (in favore di uno decisamente più comodo, bello e pulito) e passiamo la mattinata in tranquillità leggendo e suonando l’ukulele con vista sulle verdi colline cingalesi.

Finalmente Davide arriva e lo accogliamo come solo gli amici di lunga data fanno: insulti, calci, pugni e ancora insulti. Siamo fatti così.

Ripartiamo nuovamente verso Kandy per una visita della città. Camminiamo lungo le sponde del suo lago (dove vediamo anche un enorme varano) e dopo aver comprato dei luridissimi sarong entriamo nel sacro Tempio del dente del buddha (meta finale della celebrazione che si svolge ogni sera per circa venti giorni). Finalmente per pranzo scopriamo gli short eats, ovvero semplici sfoglie ripiene di verdura e carne.. qualunque cosa pur di smetterla con il riso e pollo al curry. La giornata passa in fretta sorseggiando un buonissimo tè locale mentre all’esterno incomincia a piovere (questa zona è piovosa tutto l’anno). Cena in ostello e pronti per la prossima partenza.


4 Agosto

Sveglia prestissimo per salire sul treno panoramico che attraversa le meravigliose colline invase da piantagioni di tè, in direzione Dalhousie, campo base per l’ascesa notturna all’Adam’s Peak, meta sacra per ben quattro religioni differenti. Sul treno decidiamo di sederci direttamente sui portelloni di uscita, perennemente aperti in modo da non perdere nemmeno uno scorcio dello stupendo paesaggio. Ottima scelta.

Davide durante una curva un pò più decisa rischia solo di finire fuori dal treno portando con se un innocente cingalese.. ma questi sono dettagli.

Giunti alla stazione di Hatton troviamo un tuk tuk che ci porta verso la nostra meta e che nel tragitto ci consente di fare una veloce sosta fotografica per visitare un bellissimo cimitero inglese, posto in cima ad una collina sulle rive di un lago. Giunti a Dalhousie, immersi nel verde della montagna, entriamo in possesso della nostra camera con unico letto matrimoniale (partendo per le 3 di notte e dormendo poche ore abbiamo deciso che ci sarebbe potuta bastare) con il sottofondo del vicino ruscello e della costante pioggerella che caratterizza la zona..


5 Agosto

Altro che pioggerella. E’ passata acqua tutta la notte, direttamente sul mio sacco a pelo. Diluvia. E noi dobbiamo salire su una montagna. Alle 3 di notte. Ma tanto siamo armati di torce, impermeabili e scarponi. Non ci ferma nessuno!

Ore 5. Ragazzi io sono marcio. Anche noi. Qua fa tempesta. Ci sono i fulmini. Tira vento boia e non vediamo ad un palmo dal naso. Gli dei non ci vogliono. Torniamo? Si va.

Dopo due misere ore si conclude mestamente la nostra impresa.

Mettiamo i vestiti zuppi marci in fondo agli zaini, colazione e ripartiamo verso Nuwara Eliya. A 1900 metri di altitudine, con asciutti solo più i pantaloncini.

Andiamo al mercato a comprare delle tute? Eh va.

La città ancora oggi sembra un paese inglese immerso nel verde delle colline britanniche. Le attrazioni non sono molte, ma riusciamo a far passare il tempo con un giro al giardino botanico e giocando a biliardo sorseggiando whisky come dei lord inglesi.

Domani speriamo di andare al caldo sennò le scarpe inizieranno a fare il muschio..


6 Agosto

Ultimo viaggio sul trenino che attraversa le colline verde smeraldo del centro Sri Lanka.. ad ogni curva si presenta un nuovo panorama che toglie il fiato.

Il nostro viaggio si conclude ad Ella, dove fortunatamente fa molto più caldo e riusciamo ad asciugare velocemente i vestiti ancora zuppi dal fallito tentativo di ascesa alla cima dell’Adam’s Peak. Oggi giornata di riposo in vista dell’escursione di domani mattina.. ottima cena (tradizionale assaggio di pizza all’estero.. il riso con pollo e curry è un lontano ricordo), 2/3/4 birre e arrack prima di andare a letto.


7 Agosto

Arrack. Maledetto arrack. Oltre che avere lo stomaco in fiamme ho dimenticato macchina fotografica e passaporto al bar. Fortunatamente nel sud-est asiatico la fiducia nel prossimo è sempre ripagata. Documenti ritrovati e via verso la scalata della collina. Il primo pezzo del sentiero consiste nella linea ferroviaria.. non abbandonata. Molto frequentata.

Per fortuna i ferrovieri conoscono il percorso e andando piano ci permettono di saltare nelle vicine siepi in tempo con discreta sicurezza. Lo Sri Lanka è così.

Dopo un paio di ore arriviamo in cima all’Ella Rock da dove si gode di uno stupendo panorama sulle colline circostanti. Decidiamo di ritornare in paese in tempo per pranzo.. ed in tempo per vedere che l’Ella rock è completamente in fiamme. Ah. Anche questa volta per fortuna gli dei non ci hanno voluto. Chiediamo spiegazioni ad un poliziotto per strada sull’eventuale pericolo incombente ma con estrema sicurezza ci risponde che è solo un incendio. Niente interventi. Prima o poi si spegnerà. Bene. Lo Sri Lanka è così.

Nel pomeriggio Davide ci propone una gita alle vicine Waterfall Homestay per rinfrescarci un po’.. peccato che sia il nome di un ostello gestito da olandesi. Vicino all’incendio. Bravo Davide. Rientriamo mestamente in ostello e ceniamo con il vecchio amico riso con pollo e curry.


8 Agosto

Oggi la sveglia sono i lamenti di Mattia. Purtroppo ha forti crampi addominali e siamo costretti a richiedere l’intervento di un medico locale che si presenta con abito tradizionale e pastiglie sfuse. Prima di uccidere eventualmente Mattia io e Davide facciamo un approfondito studio online. Possiamo dargli le medicine.

La giornata passa tra letture di libri, partite a scacchi e giri in paese con estrema lentezza. Nel corso del pomeriggio la proprietaria dell’ostello ci offre dei frutti locali coltivati dalla propria famiglia.. io riesco a correre per primo in bagno a sputare il tutto, Davide nel vano tentativo di superarmi si ritrova faccia a faccia con la padrona dovendo così ingurgitare il terribile frutto e fingere piacere nel farlo. Come premio riceve una seconda razione dalla felice e soddisfatta matrona. Bravo Davide!


9 Agosto

Mattia fortunatamente sembra essersi ripreso. Lo imbottiamo di medicine tappo e partiamo in direzione di Tissamaharama, nota per il vicino parco nazionale, celebre per la presenza di giaguari. Mattia non se la sente ancora di allontanarsi troppo da un water, così io e Davide organizziamo per il pomeriggio un safari con la nostra stramba guida Kalu.

La gita sembra particolarmente tranquilla e proficua dato che riusciamo ad avvistare coccodrilli, bufali, cinghiali, daini, pavoni e vari uccelli. Ma tutto ad un tratto Kalu rivela la propria natura. Giunti in prossimità di un elefante adulto che si nutre in mezzo alla fitta vegetazione dandoci le spalle, il buon Kalu ci invita a scendere dalla jeep (teoricamente assolutamente vietato). Noi siamo in ciabattine, lui a piedi nudi. Bene. In estremo silenzio ci avviciniamo al grande animale e riesco a scattare qualche foto senza destare la sua attenzione. Ma Kalu inizia a fargli le pernacchie. Si. Le pernacchie. Io e Davide guardando le nostre ciabattine con non poco panico iniziamo ad avvicinarci alquanto velocemente verso la jeep.. finchè Kalu, non ancora soddisfatto dalla propria stupidità, afferra un tronco secco e lo lancia contro l’elefante. Proprio addosso. Meno male che gli elefanti riconoscono l’idiozia dell’uomo e lo evitano nonostante le provocazioni.

Poco dopo il buon Kalu si redime avvistando un meraviglioso esemplare di leopardo adulto che dorme su un albero.. a quanto pare è estremamente raro.

Sopravvissuti all’incontro con l’elefante e anche all’avvistamento del leopardo.. per oggi può bastare.


10 Agosto

Da oggi finalmente relax al mare! Spostamento a Tangalle e direttamente in spiaggia a giocare con le onde. La giornata passa così tra una spiaggia e l’altra, un po’ di pesce e qualche chilometro fatto in bicicletta.

Di sera organizziamo una visita ad una vicina spiaggia nota quale luogo di deposito uova da parte di giganti tartarughe marine. Anche questa volta siamo fortunati e riusciamo ad osservare da vicino un’enorme tartaruga verde che prima deposita le proprie decine di uova e poi ritorna placidamente tra le onde del mare, verso nuove destinazioni..


11 Agosto

Oggi continuiamo il nostro programma di recupero energie e relax balneare. Con le classiche bici del primo dopoguerra ci avventuriamo fino alla spiaggia di Gokiambokka, stupenda mezzaluna di sabbia dorata con le palme da cartolina. Purtroppo il tempo non è dalla nostra e ben presto ci ritroviamo nel bel mezzo di un forte monsone tropicale. Tuttavia siamo in vacanza, quindi anche l’acqua torrenziale ci pare più bella. In un momento di pausa decidiamo di rientrare in ostello e la giornata prosegue con dei pisoli sulle amiche, lettura di libri e giochi da tavolo con gli abitanti del posto. Cena a bordo spiaggia con barracuda in cartoccio e consueta birra. Paradiso.


12 Agosto

Salutati i simpatici ostellanti saliamo al volo su un bus (a dire il vero non si ferma nemmeno) che in un paio di ore ci conduce a Mirissa, una delle migliori mete al mondo per l’avvistamento delle balenottere azzurre. Trovata una stanza nei pressi della spiaggia, passiamo il resto della giornata a rilassarci sulle meravigliose spiagge della costa cingalese. Anche oggi affrontiamo un paio di veloci monsoni, ma nulla riesce a scalfire il nostro senso di pace con il mondo. Cena in riva al mare e a letto presto in vista della prossima escursione oceaniche.


13 Agosto 

Sveglia alle 6.15. Con non poca fatica ci dirigiamo verso il porto di Mirissa dove saliamo sulla nostra barca che tenterà di farci avvistare gli animali più grandi esistenti al mondo.

Il clima sulla barca tra i turisti è di gioia e festa. Fino alla prima onda. Alla seconda iniziano a vedersi tanti sacchetti. Non dico nulla sulla terza onda.

Noi invece ci divertiamo anche se il mare è leggermente mosso e rimaniamo sbalorditi alla vista delle prime enormi balene. La barca si avvicina il più possibile nel rispetto degli animali.. sono veramente immense. In totale facciamo cinque avvistamenti. Dato che in lontananza si vede arrivare un monsone il capitano decide di rientrare in porto e così la giornata si conclude nel migliore dei modi, con la consueta abbuffata di pesce con i piedi sulla spiaggia.


14 Agosto

La risalita della costa verso Colombo continua ed oggi ci fermiamo a Unawatuna. Purtroppo (siamo diventati un po’ insofferenti verso i festival locali dopo l’esperienza di Kandy) il paese e le spiagge sono completamente intasate a causa di un festival sacro in pieno svolgimento. Nonostante l’avvistamento di una tartaruga a pochi metri da noi decidiamo di rientrare in ostello anche a causa dell’arrivo del consueto monsone pomeridiano. Per fortuna la guesthouse ha un’ottima piscina, perciò non facciamo fatica a far trascorrere il resto della giornata.


15 Agosto

La mattina inizia scoprendo che il tenero cucciolone di pastore tedesco dell’ostello nella notte mi ha disintegrato gli occhiali da sole.. meno male che amo gli animali.

Armati di mantelle a causa di un monsone mattutino ci inoltriamo tra le mura dell’antica e stupenda città fortificata di Galle. Lo stile architettonico del paese risulta influenzato dalle varie occupazioni subite dai coloni olandesi e portoghesi. Perdersi tra le vie e le botteghe degli artigiani locali fa tornare indietro nel tempo, rivivendo l’atmosfera dei classici film sui pirati. Nel pomeriggio decidiamo di esplorare la selvaggia e vicina Jungle Beach dove passiamo il resto della giornata tra una birra ed un bagno fino al tramonto.


16 Agosto

Il viaggio sta per volgere al termine e oggi ci trasferiamo verso la nostra ultima destinazione Hikkaduwa. La città non è particolarmente attraente ed anche le spiagge ci lasciano leggermente delusi. Questo non ci impedisce comunque di esplorare le varie botteghe nelle quali si creano le tipiche ed uniche maschere dello Sri Lanka.

Nel corso della giornata ci concediamo un po’ di consueto relax balneare, nel corso del quale riusciamo anche a scorgere una nuova tartaruga marina.

Hikkaduwa è famosa per essere il centro delle feste dell’isola e fortunatamente nel corso della serata riusciamo a trovare un locale nel quale i turisti si ritrovano per fare un po’ di casino.. dopo più di venti giorni riusciamo finalmente a non addormentarci prima delle 23. Miracolo.


17 Agosto

Saranno i bagordi della passata notte, la fredda aria di mare o i temibili (e terribili) frullati di avocado, fatto sta che mattia è di nuovo a letto con i crampi. Dopo aver fatto colazione insieme ad un tranquillo varano (lo Sri Lanka è così) optiamo per una gita verso i vicini vivai di tartarughe marine di Bentota, consigliati dalle nostre guide.

La delusione è fortissima. Oltre al prezzo magicamente aumentato, il luogo appare fortemente una struttura completamente volta al richiamo dei turisti più che alla salvaguardia degli animali marini. Minuscole vasche, tartarughe appena nate messe tra le mani dei visitatori e tartarughe adulte messe all’interno di bacinelle.

Purtroppo anche in Asia non tutto è perfetto. Decidiamo perciò di rientrare in ostello ed accertarci delle condizioni di Mattia.

Ultimo bagno con osservazione della barriera corallina (in recente ripresa a seguito degli enormi danni causati dallo Tsunami del 2004), preparazione delle valigie in vista del trasferimento notturno in aeroporto ed ultima birra in terra asiatica, ricordando e ridendo delle varie esperienze vissute in questi fantastici 25 giorni.

Si torna a casa. Ma testa già al prossimo viaggio. Sempre.


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chi è Andrea Quagliotti?

andrea-quagliotti-balcani-58-di-85Non sono nato con l’ossessione del viaggio.

Tuttavia la vita a volte riserva sorprese positive e negative.. così un giorno mi sono svegliato con una voglia fortissima di capire, osservare e comprendere. Come farlo? Viaggiando ovviamente.

Dopo il primo viaggio zaino in spalla e senza alcuna prenotazione in giro per la Thailandia ed il Laos non mi sono più fermato.

Quando non sono in giro per il mondo viaggio con la mente studiando quale potrebbe essere la prossima destinazione. Camera mia è un’accozzaglia di bandiere, maschere etniche, diari, foto e ricordi dei vari viaggi.

Non posso pensare di non conoscere i vari angoli del mondo, i colori e le culture diverse dalla mia. Alla fine sarebbe un po’ come abitare in una grande e bellissima villa ma stare solo in cucina no?

Ma va. Testa al prossimo viaggio. Sempre.

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