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In Giappone nel periodo dell’Hanami, la fioritura dei ciliegi

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Proprio durante la fioritura dei ciliegi Rossana ci porta in Giappone. Buona lettura!


Tre, due, uno…si parte per una nuova destinazione: GIAPPONE, proprio durante la fioritura dei ciliegi. E chi l’avrebbe mai detto? Tutto è nato da una battuta, per caso, qualche mese prima “Se vinco, andiamo in Giappone”. E così è stato. Complice un’ottima offerta di volo di Alitalia, diretto da Milano Malpensa su Tokyo, il 31.03.2016 si decolla per la capitale del Sol Levante. 12 ore di volo che “filano” via lisce senza problemi. Atterriamo all’aeroporto Narita e dopo aver cercato di decifrare le mille possibilità per raggiungere il centro, stanche del viaggio, scegliamo la più logica e comoda: il Narita Express che ci porterà in 1h alla stazione Centrale (Y 3220.-/pp). Da lì la metropolitana fino al nostro albergo. Abbiamo prenotato il Keio Presso Inn Akasaka, nel quartiere appunto di Akasaka a pochi metri dalla fermata della metropolitana (linea C Chiyoda). Ottima qualità/prezzo e ottima posizione. A Tokyo bisogna districarsi tra le 9 linee della metropolita, le 4 linee Toei (che noi non abbiamo utilizzato per risparmiare qualcosina sui biglietti giornalieri) e le altre linee (JR,…). Molliamo i bagagli in camera…e usciamo subito all’avventura! L’impatto con la metropoli è assolutamente positivo ma inizialmente rimaniamo un po’ sconcertate per la complessità dei mezzi di trasporto e le mappe scritte solo in giapponese. Sarà solo per le prime ore, poi l’organizzazione nipponica rende chiaro ogni cosa. Il programma del pomeriggio prevede l’isola artificiale di Obaida che raggiungiamo con la monorotaia. Abbiamo fame quindi facciamo un salto al centro commerciale (Diver City Tokyo Plaza) per un primo sushi (che ci arriva al tavolo su un trenino, il tutto ordinato tramite uno schermetto comodamente da tavola). Uscendo ci troviamo davanti il Robot gigante Gundam che alle 17 dovrebbe dare spettacolo di sé. Che delusione. Non che mi aspettassi che ballasse come Michael Jackson, ma muove solo un po’ la testa con una musichina bassa bassa di sottofondo. Passeggiamo su e giù per l’isola e scattiamo foto su foto del Rainbow Bridge e della Statua della Libertà (?). Pausa da Starbucks, dato che è nuvoloso, così da aspettare che faccia un po’ buio per scattare alcune foto in notturna del ponte. Riprendiamo la monorotaia poi la metro e arriviamo alla Tokyo Tower. Decidiamo di salire fino a 150m (Y900.-) ma non fino ai 250m (anche perché bisognerebbe pagare un supplemento di Y700.-). Come ogni metropoli, dall’alto la città illuminata rende. Rientriamo in zona albergo abbastanza affamate, nei dintorni i ristorantini sono quasi tutti pieni (dato che sono già le 21). Ne troviamo uno proprio a due passi dall’albergo, parlano solo giapponese!! Dopo un po’ di incertezza pronunciamo le paroline magiche: ramen e gyoza (ravioli). Un’ottima cena e poi collassiamo a letto.


2° giorno

Colazione in albergo e ci dirigiamo poi al famosissimo mercato del pesce Tsukiji (ps abbiamo preso la giornaliera della metro a Y600.- per 24h che possiamo usare illimitatamente). Gironzoliamo in zona tra bancarelle di pesce fresco e cibarie varie prima di entrare nel mercato coperto. Sono le 10.15 e nonostante sia aperto fino alle 11 di pesce ce n’è ormai poco, tutti intenti nelle pulizie. Come dicono tutte le guide, fate attenzione come vi muovete, loro lavorano a tutta velocità e non si curano dei turisti sbadati. Passiamo dal mercato coperto di frutta e verdura lì a due passi e ritorniamo poi fuori nella zona circostante tra centinaia di turisti intenti a mangiare qualsiasi cosa commestibile: ravioli, tonno rosso freschissimo e delizioso, spiedini di pesce, zuppe, di sicuro troverete qualcosa di vostro gusto. La giornata prosegue nel quartiere di Ginza, il quartiere dello shopping per eccellenza, passando davanti al teatro più celebre di tutta la capitale, il Kabuki-za. Un salto da Uniqlo non può mancare. Nei week end la strada principale Chuo-dori diventa pedonale. Dopo tanto camminare ci concediamo una pausa e dal 2° piano di un caffè (proprio in faccia al nuovissimo Tokyu Plaza Ginza) ci godiamo lo spettacolo del passaggio dei pedoni in uno incrocio affollatissimo. Prendiamo nuovamente la metro e ci dirigiamo ai Giardini Imperiali aperti al pubblico gratuitamente. Complice forse il brutto tempo, non ci è piaciuto un gran che. Una volta usciti abbiamo passeggiato lungo le mura e siamo arrivati al famoso ponte Niju-bashi, uno dei ponti più famosi del Giappone. Via poi alla volta del quartiere di Shinjuku, quartiere del divertimento, delle luci, dei locali e degli schermi lungo le strade. Siamo incuriosite dal Robot Restaurant, avevamo letto alcuni articoli prima di partire. Sembra che sia al completo ma ci dicono di ritornare poco prima dello spettacolo. Ci mettiamo in fila e riusciamo ad entrare. Non si tratta di un ristorante ma di uno “scantinato” relativamente piccolo con tavoli e sedie lungo i lati della “sala”. Trovare un aggettivo per definire lo spettacolo è al quanto complicato, bisogna viverlo. È un mix di assurdo, musica frastornante, luci psichedeliche, attori e cantanti (un po’) improvvisati. Ancora adesso non so capire se mi è piaciuto e meno. È caro (Y 8000.-) quindi ragionateci un po’ su prima di prenotare. Dopo lo spettacolo gironzoliamo un po’ in zona e ci mangiamo dei soba buonissimi.


3° giorno

Di buon mattino ci dirigiamo a Chidorigafuchi Park, la guida non ne parla, ma trovo che sia una zona bellissima soprattutto nel periodo dell’Hanami, della fioritura dei ciliegi.

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Si passeggia ai lati di laghetti artificiali con decine e decine di alberi di ciliegi maestosi. Un paesaggio da cartolina. Si può anche fare un giro su barchette a remi ma quando siamo arrivate c’erano già ca 200 persone in fila, quindi abbiamo saggiamente evitato (tra l’altro dopo poco è iniziato a piovere e non le noleggiavano più). Andiamo poi ad Akihabara nella zona dei manga e videogiochi. Se volete compare souvenirs siete nel posto giusto. Non abbiamo più trovato le bamboline Kokeshi così a buon mercato (a buon intenditore…). Pausa pranzo a base (ancora) di soba e tempura. Come si ordina in tanti ristorantini a Tokyo? All’esterno del locale troverete una macchinetta stile distributore automatico. Lì scegliete i piatti che desiderate mangiare (il problema che sono scritti in giapponese ma se vi va bene ci sono anche le foto). Digitate appunto i piatti che volete ordinare, pagate e quando entrate consegnate al cameriere i biglietti che sono usciti dalla macchinetta. Nel giro di qualche minuto sarete serviti (l’acqua naturale è gratuita e servita direttamente a tavola). Il pranzo durerà quindi pochi minuti. In una metropoli dove il tempo è denaro…

Andiamo poi alla scoperta di Asakusa per visitare il tempio secolare Senso-Ji, l’attrattiva più antica di Tokyo. Si percorre un viale pieno a perdita d’occhio di piccole bancarelle di ogni genere: cibo (tanto per cambiare), magliette, artigianato, souvenirs, scarpe, per poi arrivare di fronte all’edificio principale dove c’è il grande incensiere. Secondo la tradizione il fumo dell’incenso dona la salute quindi approfittatene, un po’ di aiuto “celeste” non fa mai male. Acquistate un omikuji (biglietto con oracolo), scuotete il barattolo d’argento, estraete un bastoncino e leggete il numero (in kanjii, quindi cercate un giapponese per farvi aiutare), poi prendere il foglio con l’oracolo nel cassetto corrispondente (qui le spiegazioni sono anche in inglese). Se la predizione è negativa, legate il biglietto alla rastrelliera, chiedete agli dei di avere maggiore fortuna e tentate di nuovo la sorte. Ripartiamo per Ueno, per visitare il parco pubblico. Ci sono dei ciliegi magnifici ma c’è troppa gente! A stento si riesce a camminare. Il periodo dell’Hanami è molto sentito dai giapponesi che si riversano nei parchi per fare pic nic. Il fatto che sia un parco pubblico con il permesso di bere bevande alcoliche può degenerare in un casino assordante, cassonetti strabordanti di spazzatura e gente che copre ogni singolo centimetro di erba e non solo. Peccato! Ritorniamo a Chidorigafuchi Park perché al mattino avevamo letto che estendevano il periodo di illuminazione dei ciliegi: che spettacolo. Ne vale assolutamente la pena!


4° giorno

Iniziamo la giornata nel bellissimo parco di Shinjuku-gyoen. Arriviamo all’entrata e ci sorprende un bell’acquazzone che fortunatamente dura solo qualche minuto. Dopo un veloce controllo delle borse prima di entrare (gli alcolici sono proibiti), paghiamo il biglietto e passeggiamo in una calma surreale, lontano dal caos della città, attorno a laghetti in stile giapponese, tra ciliegi maestosi (l’ho già detto vero?). Ci fermiamo in una graziosa casa da tè tradizionale, per gustare il famoso tè matcha (esperienza da fare giusto perché siamo in Giappone, io proprio il tè lo detesto), ma paese che vai usanze che trovi…quindi si prova anche questo. Dopo aver visitato la grande serra (gratuita) con fiori e piante di ogni provenienza, andiamo in direzione del grandioso santuario shintoista di Tokyo Meiji-jingu, che si raggiunge con una bella passeggiata in mezzo al bosco. Da un estremo all’altro, dalla calma del santuario all’incrocio Shibuya, che probabilmente è l’attraversamento pedonale più trafficato al mondo (avete una bella visuale da Starbucks). Foto di rito alla statua del cane Hachiko e poi rientriamo in albergo.

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5° giorno

Sveglia alle 2.30 (un trauma per una dormigliona come me), il taxi ci aspetta alle 3.00. L’intenzione è quella di partecipare all’asta dei tonni, riservata solo a 120 persone (due gruppi di 60). Nonostante gli sforzi e la buona volontà, altri 120 pazzi (a questo punto più pazzi e mattinieri di noi) sono arrivati prima e quindi non riusciamo ad accederci. Non so se è sempre così, credo che il periodo (fioritura dei ciliegi) sia di altissima stagione e quindi con un numero di turisti molto elevato. Fatto sta che nonostante ci siamo presentate quasi 2 ore prima (se non erro la prima asta è alle 5.45), non siamo riusciti a partecipare. Rientriamo quindi in albergo e riprendiamo a dormire. Dopo colazione andiamo alla Tokyo station e facciamo i biglietti per lo Shinkansen (treno proiettile ad alta velocità) Nozomo Super Express che ci porterà a Kyoto prossima tappa in terra nipponica (A/R fino all’aeroporto di Narita il giorno della partenza Y30800). Arriviamo così a Kyoto alle 12, tempo di ambientarci con la nuova metropolitana raggiugiamo il nostro albergo Kyoto Garden Palace. L’hotel è ottimo ma la posizione non è delle migliori. Siamo in faccia all’entrata dei giardini imperiali ma a ca 3km dal centro (sempre complice l’altissima stagione, abbiamo avuto poca possibilità di scelta, quindi consiglio di prenotare tanti mesi in anticipo nel periodo della fioritura dei ciliegi!) Comunque camminare non ci spaventa. Quindi raggiungiamo la prima fermata del bus e ci dirigiamo al Santuario shintoista Heian-jingu con i suoi bellissimi giardini, il laghetto ed il ponte cinese (piccola parentesi per quel che riguarda i bus: si sale da dietro e si paga l’autista quando si scende. Vedete di avere moneta con voi per pagare velocemente). Visitiamo poi Shoren-In, Chion-in (salendo fino alla gigantesca campana), il Maruyama-koen con il suo ciliegio piangente e moltissime bancarelle di street food, Yasaka-jinja ed infine il Kodai-ji Temple. Dopo il tramonto arriviamo nella zona di Gion, piena di negozi e ristoranti, tra la folla di turisti che passeggiano lungo la strada principale. A cena andiamo al famoso Chao Chao per mangiare i loro gustosissimi ravioli. Preparatevi a fare fila. La prima sera abbiamo atteso ben 40 minuti, pazientate, ne varrà la pena!

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6° giorno

Prendiamo il treno JR e ci dirigiamo al Fushimi-Inari. Oggi il santuario è uno dei più frequentati del Giappone, infatti, è gettonatissimo dai bus di turisti, ma tranquilli, rimangono solo nella parte iniziale. Proseguite tranquillamente lungo il sentiero che si snoda tra i boschi fino in cima, attraverso centinata e centinaia di Tori arancioni. Dopo il caos iniziale, la gente diminuisce sempre di più e potrete godervi questo luogo magico e unico, scattando foto a più non posso. Riprendiamo il treno alla volta di Sanjusangen-do, per visitare il tempio delle 1000 statue di Kannon. Raggiungiamo a piedi fino in cima il Kiyomizu-dera, questo antico tempio appartenente alla scuola buddhista. Per la sera ritorniamo a Gion e nella zona di Hanami-koji riusciamo ad intravvedere di sfuggita una Geisha. Per cena assaggiamo un’altra specialità del posto: lo shabu-shabu, una sorte di “nostra” fondue chinoise con carne, tofu e verdure. Ottima!

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7° giorno

La meteo non è dalla nostra, ce la prendiamo quindi con più calma del solito. Dopo colazione prendiamo il treno JR e dopo 40 minuti raggiungiamo Nara. Ombrello aperto e via a visitare i siti più importanti all’interno del parco Nara-koen in compagnia di decine di simpatici cervi sacri. Potete comprare i biscottini per i cervi dai venditori ambulanti. Apprezzeranno molto! Tappa obbligatoria è il Todai-ji. Il celebre Daibutsu, grande Budda (enorme a dir poco) si trova all’interno del padiglione. La pioggerellina non ci da tregua e dopo aver passeggiato qua e là ci ripariamo in un ristorantino per mangiare un fantastico Tonkatsu. Concludiamo la giornata con un po’ di shopping di maschere di bellezza e prodotti per la pulizia del viso (fate scorta ne vale assolutamente la pena).

 


8° giorno

Ultimo giorno di visite. Oggi ci concentriamo nella zona nord. Prendiamo il bus e visitiamo il famoso Padiglione d’oro Kinkaku-ji, per poi andare al Ryoan-ji con il suo giardino zen. Prendiamo il trenino per raggiungere Arashiyama una cittadina piccola ma molto turistica dato la foresta di bamboo. Avevo grandi aspettative riguardo a questa foresta, ma vuoi per il tempo (nuvoloso con poca luce), la folla e le recinzioni, mi ha deluso un po’. Decidiamo di non visitare la foresta delle scimmie e ci concediamo una pausa pranzo lungo il fiume mangiando finalmente il famoso okonomiyaki definito da noi “mappazzone” (assaggiatelo e poi ditemi). Rientriamo a Gion nella zona Pontocho (di notte bellissima e pittoresca con il fiumiciattolo illuminato attorniato da ciliegi) e decidiamo di tornare nuovamente alla ravioleria. Questa volta l’attesa è più breve: solo 15 minuti.

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9° giorno

La sveglia suona alle 5. Il taxi ci attende per portarci alla stazione centrale (all’entrata troverete la Kyoto Tower ). Abbiamo prenotato lo Shinkasen delle 6.30 che ci porterà alla stazione centrale di Tokyo e poi direttamente in aeroporto. Il volo di rientro è previsto alle 13.

Il viaggio si è concluso. Un viaggio magnifico in una terra semplicemente stupenda, piena di gente cordiale e premurosa. In un periodo di alta stagione, la fioritura dei ciliegi, che va vissuta una volta nella vita. Una cultura millenaria con usi e costumi differenti, con tradizioni presenti nelle attività quotidiane nonostante la vita frenetica. Ordine, pulizia, puntualità e precisione. Certo se parlassero un po’ più di inglese sarebbe meglio, ma un viaggiatore lo sa, in qualche modo c’è una lingua universale fatta di gesti, espressioni e sorrisi, così tutto diventa comprensibile e più facile. Sicuramente da ritornarci! See you soon!

 


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Chi è Rossana?

Anche quando non me ne rendevo conto, ho sempre viaggiato. In treno per andare a trovare i nonni, le trasferte in bus e in auto per le gare di pattinaggio. Non mi hanno mai pesato gli spostamenti.

Poi ho iniziato con le varie passeggiate scolastiche. Il mio primo volo? Lugano – Zurigo – Praga. Mi ricordo ancora quella prima volta, sorvolare le Alpi all’alba, che spettacolo! Non eravamo ancora “social dipendenti” quindi poche foto ma comunque tanti e tanti ricordi.

Ora eccomi qui, con qualche soldo in più (la vita da studente è finita da un pezzo), trolley alla mano, guida e “sempre in giro”, quando si può! Viaggio con le amiche oppure con mio marito (che mi segue nonostante la paura di volare), in lungo ed in largo, da nord a sud, da ovest a est. L’importante è viaggiare!

Rossana, 35 anni, un marito ed un gatto, “travel addict” J

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