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ULTIMO SOLE A CIPRO, L’ISOLA DI VENERE: RELAX E CULTURA

Andrea Meloni547 views
A Pafos Cipro

Cipro è un’isola molto affascinante con un ricco patrimonio culturale grazie ai 10.000 anni di storia. Tutto quello che è accaduto migliaia di anni fa è come se fosse accaduto da poco e moltissimi luoghi lo testimoniano ancora. Il racconto di Ighlis Filippetti


Ultimo sole di questa estate siamo andati a prenderlo a Ottobre in un’isola chiamata l’Isola di Afrodite, avamposto europeo nel Mediterraneo non ancora turisticamente sfruttatissima cioè Cipro: conquistata nel 1500 dagli ottomani Turchi, trecento anni dopo avvenne l’occupazione britannica, quindi anche la Grecia aspirò a quest’isola che divenne finalmente indipendente nel 1960. Rimane tuttavia divisa in 2 parti, a nord i Turco-ciprioti, a sud i Greco-ciprioti. La zona nord è meno cara e mussulmana, la zona sud, ha le spiagge più belle ed è ortodossa; se noleggiate un’auto la guida è a sinistra. Resteremo 5 giorni pieni, quindi abbiniamo relax, consistente in passeggiate e bagni di sole in spiaggia a Larnaca (ex Kition), (anche se le spiagge più belle sono altrove come ad Aya Napa), con una escursione con la Eman travel ed un fai da tè nella capitale.

Atterriamo a  Larnaca in tarda mattinata raggiungiamo l’hotel Livadhiotis sito in centro, col bus 431 e dopo aver preso possesso della nostra camera usciamo per una prima breve visita della città. Larnaca mostra un’atmosfera multiculturale, ha 60.000 abitanti, e si visita in una giornata. I 25 gradi sembrano essere di più sotto il sole delle 14, che ci accompagna prima sul lungomare poi in riva al mare stesso dove alcuni turisti approfittano per fare un bagno: la sabbia è grossa e piuttosto scura; uno sdraio costa 3 euro al giorno, ombrellone compreso. Giungiamo alla marina, presso una scogliera, decine sono le imbarcazioni ferme alcune adibite a bar. Fotografiamo la statua dedicata a Kimon ed entriamo nell’ufficio informazioni dove ci danno dettagliate spiegazioni, parte in lingua italiana, sulla città e luoghi  da visitare e dove mangiare un buon Kebab; Sappiamo comunque, che pur essendo un’isola, a Cipro il pesce è quasi tutto importato, non troverete filetti alla griglia ma qualche trancio di salmone, qualche pesce intero, fritti e molti crostacei probabilmente indiani. Sono tanti i bar ed i ristoranti che si trovano sul lungomare con prezzi accettabili e svariati menù, spesso presenti anche pizza e pasta, che ci siamo guardati bene dall’ordinare. Visitiamo esternamente il piccolo forte, in cui entreremo l’ultimo giorno, e la moschea a poche decine di metri. Proseguiamo in direzione contraria al centro, per visitare la vecchia zona turca, ove molti artigiani lavorano la terracotta: non siamo rimasti entusiasti di questi prodotti, ma è questione di gusti. Deliziosa invece la chiesa di San Lazzaro, molto scenografica da varie angolazioni, ed in cui vale la pena entrare risultando un po’ atipica. Ricorderete tutti la resurrezione di Lazzaro, dopo di chè lo stesso divenne vescovo a Cipro.

Larnaka Chiesa San Lazzaro..

Domani, 28 ottobre, è festa grande nella Cipro greca, così come nella Grecia stessa. Ci perdiamo un poco nelle stradine del centro, dove facciamo i primi piccoli acquisti.

L’indomani escursione con Eman tour ordinata via mail. Alle 8,30 (qui la puntualità è un optional) ci raccolgono nel luogo stabilito e percorrendo un’ora di autostrada immersa in un brullo paesaggio, ci rechiamo al famoso sito di Kourion, del 2° secolo a.C. con il famoso teatro greco-romano, i mosaici di Eustolio, ed altri importanti resti: tutti hanno per sfondo il mare. La sosta dura un’ora e vi è un punto ristoro, quindi dopo pochi chilometri da un punto panoramico chiamato Aphrodites rock vediamo il luogo in cui la leggenda racconta che Venere sia uscita dalle acque: davvero scenografico!

Aphrodite's rock Cipro

Il cielo azzurro, il mare blu e gli scogli bianchi dipingono un affascinante quadro d’autore. Proseguiamo per Pafos e nei pressi del porto entriamo nel parco archeologico visitando i resti delle case di Dionisio, Aion, Orfeo e Teseo, di pregio i mosaici che potrete fotografare, quindi salita al faro bianco con piccolo anfiteatro antistante l’Odeon che serve ora per spettacoli; a meno di 500 metri vediamo le rovine delle mura della fortezza. Usciamo dopo un paio d’ore, e ci dirigiamo verso il forte turco con grande torre quadrata del XIII secolo percorrendo il lungomare di Pafos, con innumerevoli ristoranti affollatissimi di turisti: l’offerta principale è il pesce, in particolar modo crostacei; presenti anche negozi di souvenir e gelaterie. Il tempo è scarso e fortunatamente avendo fatto un’abbondante colazione in hotel praticamente saltiamo il pranzo. Ci dicono che lavorano a Cipro molte persone dell’est europeo, (Bulgaria, Polonia, Russia) ed inoltre rumeni e greci. Ormai i lavoratori stranieri sono il 30% della popolazione. Tanti sono invece i turisti russi presenti soprattutto a Limassol dove comprano anche casa per le vacanze. Ovviamente moltissimi (50% del turismo) sono anche i turisti e i residenti britannici per ovvie ragioni di antica occupazione. La sera, a caso, scegliamo di cenare da “Alexander” sul lungomare, ristorante tipico e con parecchi avventori, ma le pietanze non sono gustosissime, un giros di manzo servito al piatto ed un kebab (letteralmente “carne arrostita”) di pollo e verdure in “pitta”  come quì normalmente servono il Kebab che è diverso in ogni paese arabo, aggiungendo due birre abbiamo speso 22 euro mancia compresa. In compenso ci hanno mostrato gentilezza ed offerto un tè. Classica passeggiata pro-digestione e ritorno all’hotel per via Zinonos, strada con tanti negozi ed alcune firme, ma tutta la zona tra la chiesa di San Lazzaro e Finikoudis (lungomare) presenta numerosi esercizi di vendita. Mentre il giorno fa ancora caldo la sera occorre un pullover.

Oggi è Sabato, lo dedichiamo al relax completo ed andiamo in spiaggia. C’è ancora parecchia gente che fà il bagno in un’acqua non proprio caldissima, ma si stà bene. Alcuni turisti ci indicano di occupare due lettini che poi passa l’addetto, che puntuale arriva dopo mezz’ora, e paghiamo 6 euro per due lettini ed ombrellone: credo costi così poco anche perché siamo a fine stagione. La spiaggia non è certo attrezzata come in Romagna, è divisa in una decina di “bagni”, che però offrono solo lettini ed ombrelloni, niente cabine o altro, mentre i servizi igienici ed un primo pronto intervento si trovano al centro della baia: uno per tutti. Notiamo vicino al pontile alcune canoe ed un pedalò. Ricordiamo che a fine ottobre il sole tramonta alle 18, quindi un’ora prima la spiaggia si svuota. Ritornando in hotel entriamo dapprima nella moschea, ovviamente senza scarpe, durante il richiamo del Muezzin, i locali gradiscono, quindi ci rechiamo alla chiesa di San Lazzaro e visitiamo nella cripta la tomba del santo; il sarcofago è vuoto perché le spoglie furono portate prima a Costantinopoli e poi a Marsiglia. Credenti o non credenti, forse per come ci si arriva, per come è composto l’ambiente o per la storia che si porta dietro ci lascia un senso di mistero. Poco dopo il tramonto ceniamo in un locale adiacente la moschea, souvlaki di agnello e di maiale, carne buona, 18 euro, ma non lo consigliamo per l’igiene piuttosto trascurata.

Domenica, la dedichiamo alla visita della capitale, costruita dai veneziani che per difenderla la recintarono di possenti mura. Green bus alle 9,30. Dopo 45 minuti di comoda autostrada siamo a Nicosia (Lefkosia), il bus ferma in zona Solomos presso porta Tripoli. Poiché tutti parlano inglese a Cipro ci è facile ottenere indicazioni supplementari, così percorriamo via Lidras, lungo corso pedonale vero centro vitale della città con tantissimi negozi di firme e tanti bar e ristoranti che ci porta diritti al chech-controll, dove compiliamo un breve modulo chiedendoci solo la carta d’identità europea (ma occorrerebbe il passaporto). Come saprete Nicosia è rimasta l’unica città al mondo divisa in 2 parti dalla green line, una Greca e l’altra Turca, e conta 300.000 abitanti. Appena passato il rapido controllo si nota la differenza, la parte turca è più provinciale, orientale con negozi a prezzi inferiori e prodotti “taroccati” e scompare l’euro anche se poi lo accettano con cambio a loro favorevole; ci sembra che molti ciprioti passino la “dogana” proprio per fare acquisti. Abbiamo visitato il Buyuk han (grande ristoro), architettura ottomana con al centro una piccola moschea, dove un tempo si fermavano i viaggiatori coi loro cammelli ora vi sono bar, ristoranti e negozi; la chiesa di San Nicola (dedicata al patrono del paese, bella la torre del campanile in stile arabo-siculo, molte opere di pregio all’interno) Santa Sofia o moschea Selemye, la cattedrale più bella e grande di Cipro in stile gotico francese, il Lapidario, stile veneziano dove si conservano oggetti in marmo, lapidi e colonne e Santa Caterina, architettura cipriota del XIV secolo. Dopo un paio d’ore ritorniamo nella parte Greca, ci dirigiamo verso la storica piazza di Faneromeni situata tra le mura veneziane di Nicosia, quindi giungiamo alla porta Famagosta poi a poche centinaia di metri troviamo, nello stesso agglomerato, il maestoso palazzo arcivescovile, la cattedrale di St.John (1662), in cui si stava celebrando messa, il museo etnografico ed il centro culturale Makarios, arcivescovo della chiesa ortodossa e politico (molte statue ce lo ricordano).

Nicosia Grecia

Quindi dopo aver oltrepassato kornensios house senza trasalire troviamo la moschea di Omerye, ex chiesa degli agostiniani, dove veniamo invitati a entrare, e così facciamo, per giungere alla chiesa di Tryplotis, che aggiriamo per ricominciare da corso Lidras, frequentatissimo, e godercelo con calma, sorseggiando una spremuta di frutti seduti ad un bar ed osservando i bei negozi che in esso si trovano. I prezzi sono simili a quelli dell’Italia del nord. Il giro della Nicosia greca dura circa un’ora e mezzo, quindi alle 14 siamo alla fermata dell’autobus, fortunatamente siamo tra i primi, e non stò a raccontarvi come noi ed una famiglia ungherese abbiamo resistito sulle nostre posizioni di privilegio per entrare in autobus dalle spinte feroci che giungevano da tutte le parti da un centinaio di residenti filippini e vietnamiti che, passata la domenica a Nicosia, tornavano a Larnaca. L’itinerario descritto ci è stato consigliato come detto all’ufficio turistico di Larnaca, che per la verità ci aveva avvisato di fare attenzione nella parte turca, perché: “ogni cosa che succede oltre il chech point sarete abbandonati a voi stessi”. i turco-ciprioti vengono considerati come rozzi occupanti. Comunque, rientrati a Larnaca, terza città di Cipro, affamati, decidiamo di recarci al ristorante “Tuck inn”, di cui avevamo letto il menù esposto come fanno tutti la sera prima. Finalmente abbiamo mangiato bene, un piatto indiano chiamato chicken pineapple curry, composto da ciotola con pollo e ananas in salsa di cocco, con verdure e riso, ben cucinato ed un semplice piatto a richiesta, cioè riso basmati con pomodoro, olive greche e feta, una variazione alla “village salad” o insalata greca; con le Pepsi abbiamo speso 24 euro, ci toneremo! Tipico piatto qui è il “Meze” composto da innumerevoli assaggi di pesce o carne e verdure, può essere esagerato per le nostre abitudini

Purtroppo siamo all’ultimo giorno di permanenza a Larnaca, gemellata con Venezia, che abbiamo apprezzato e lo dedichiamo allo shopping (i souvenir costano poco) e ad una bella passeggiata in riva al mare: l’acqua oggi sembra davvero pulita. Nel primo pomeriggio entriamo nel forte turco all’estremo sud di Finikoudi eretto prima dal re lusignano Giacomo alla fine del 1300, poi modificato nel 1652, che anticamente divideva il quartiere turco da quello greco. L’entrata costa la modica cifra di euro 2 forse non è un maniero famoso al mondo, ma vi assicuro che è gradevole entrare nel cortile dove sono sistemati 3 cannoni su ruote e di fronte alcuni cannoni più antichi; da un lato del cortile dove in estate si tengono eventi culturali vi è una zona ad arco contenente pietre tombali; dall’altro lato, salendo una scaletta si entra nel piccolo ma interessante museo. Di fronte un’altra scala in pietra porta nella zona di guardia dove sono siti altri cannoni e da cui si domina il mare ed a sinistra si vede Larnaca, in particolar modo il lungomare. Ultima cena nello stesso ristorante di ieri… siamo rimasti ancora soddisfatti poiché hanno seguito le nostre richieste, abbiamo assaggiato un ottimo giros e, onestamente, abbiamo speso poco.

Giorno del ritorno: rimangono un paio d’ore, a 5 km da Larnaca c’è la bella moschea Hala Sultan tekke, raggiungibile anche in autobus e visibile dalla strada che conduce all’aeroporto, ove pare sia sepolta una zia di Maometto, ma che soprattutto si fa apprezzare per la sua architettura e per il fatto di essere locata in riva al “lago salato” senza acqua in estate, quindi vedrete una grande distesa di sale, e con acqua in inverno dove vengono a svernare i bellissimi fenicotteri rosa.

Rientriamo in Italia, il sole è già caldo ed il cielo di un azzurro intenso, ultimo saluto a Cipro. Consiglio ai molti italiani che hanno voglia di cambiare, di visitare Cipro che sono convinto li conquisterà. Le ragioni per visitarla sono il suo clima mite, a fine ottobre si fà ancora il bagno e la temperatura invernale non scende sotto i 12 gradi, la sua storia e la sua cultura con molti siti archeologici e possibilità di fare escursioni interessanti. Ricordo che siamo a 3 ore di volo e non trascurabile fatto che si paga in Euro, e poi….potreste sempre incontrare Venere mentre esce dal mare.


Chi è Ighlis Filippetti?

Partire tristi, viaggiare liberi, ritornare sereni. Viaggiare, forse per capire, per non dimenticare, forse per arrivare là dove lui non ha potuto…e la sua musica ci accompagnerà rassicurandoci

Blog di Ighlis e Regina

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