AmericaAmerica del NordRacconti di viaggio

New York, love at first sight…..o quasi!

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Nessun luogo incarna l’esperienza americana e lo spirito americano più di New York. Paola ci racconta il suo bellissimo viaggio!


Una settimana alla scoperta della città che non dorme mai! New York

Un viaggio del 2013

Lo ammetto, New York nella sua spettacolarità mi ha inizialmente spiazzato, mi ci sono voluti un paio di mesi per digerirla, assimilarla ed innamorarmene! Non era la mia prima volta negli States e nemmeno la mia prima metropoli  ma i primi giorni mi sono sentita totalmente disorientata, nonostante a detta di tutti sia una città facilissima nella quale orientarsi e muoversi. Non riuscivo a dominare la città, era la città che dominava me….e questa sensazione era fortemente irritante. A distanza di tempo posso comunque affermare che New York e’ unica ed è da vedere almeno una volta nella vita, anche se una settimana e’ davvero troppo poco rispetto a tutto quello che la citta’ ha da offrire…ma andiamo con ordine.


Partiamo  il 27 Aprile da Milano Malpensa con volo diretto Alitalia.

Ricordatevi di registrarvi almeno 48 ore  prima della partenza  al sito della ESTA per ricevere l’autorizzazione all’espatrio. Una volta atterrati al JFK ci attendono 50 minuti circa di attesa per passare il banco della immigrazione. Esistono varie alternative che permettono di raggiungere il centro della citta’ con i mezzi pubblici ma noi abbiamo preferito la soluzione più comoda; Con un taxi, alla tariffa fissa di $65, raggiungiamo il nostro Hotel, The Mave, localizzato al 62 di Madison Avenue, prenotato anche questo direttamente su internet.

Ancora non mi sembra vero….sono a NEW YORK!!!  Avevo letto sui vari diari che le stanze degli hotel a New York non si distinguono per ampiezza ma la nostra e’ veramente microscopica!

L’ hotel sembra comunque pulito e posizionato in una zona strategica, a 2 isolati dal Madison Square Park (zona Flat Iron) più che altro non so dove faremo stare tutti i nostri acquisti….perché da domani, già lo so, inizieranno a moltiplicarsi a dismisura. Dopo una veloce rinfrescata usciamo subito a perlustrare la zona. La stanchezza del viaggio e il jet-lag iniziano a farsi sentire ma l’entusiasmo e’ tale che non permette soste.

Imbocchiamo la famosa 5th Strada e subito davanti ai nostri occhi si erge in lontananza l’imponente Empire State Building. Fa un certo effetto vedere con i propri occhi uno dei simboli piu famosi della citta’.

Passiamo davanti alla Public Library,  in mezzo a Bryant Park fino a raggiungere Times Square: un esplosione di luci, colori e persone…ci sono persino i Puffi! Da capogiro! Ecco come si presenta New York: un mix ben calibrato di caos, suoni, luci, colori, profumi e gente….tanta tantissima gente! Non riesco a smettere di guardare all’insù’.

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Per cena ci rechiamo da Bubba Gump, liberamente ispirato al film “Forrest Gump”. Il ristorante si affaccia proprio su Times Square, seduti al nostro tavolo continuiamo a seguire con lo sguardo l’incessante brulicare delle persone che transitano per la piazza e rimaniamo abbagliati dai molteplici cartelloni pubblicitari che costeggiano le strade. La cena e’ da leccarsi le dita! La specialità della casa sono i gamberi, cucinati in mille modi e con mille salse.


Domenica 28 Aprile

Questa mattina ci aspetta il Tour di Harlem con messa Gospel, prenotato dall’Italia tramite il sito cityexperts

Sono le 8,00 di domenica mattina e la città dorme ancora, per strada quasi non ci sono macchine, solo i netturbini e qualche sportivo in compagnia del proprio cane. In confronto a ieri sera sembra un altro mondo! Attraversiamo Madison Square Park, popolato da simpaticissimi scoiattolini con cui stringero’ amicizia nei giorni successivi.  Raggiungiamo a piedi il punto di ritrovo del tour e alle 9 puntualissimi partiamo in compagnia della nostra guida Anthony, un italo-americano originario del Bronx la cui mamma e’ di Frosinone. Come nei telefilm! È molto bravo: chiaro, preparato e simpatico. Con il pullman costeggiamo Central Park e Anthony ci illustra gli appartamenti di alcuni personaggi famosi: Sting, Robert de Niro, Bruce Willis, Danzel Washington, ect. Non deve essere male alzarsi la mattina con vista su Central Park e magari avere anche la possibilita’ di farci una passeggiata. In effetti al momento e’ gremito…chi corre, chi passeggia, chi legge comodamente un libro su di una panchina, chi prende il sole. È un parco stupendo ma avremo modo di visitarlo con calma e per nostro conto nel pomeriggio.

Breve sosta davanti l’Aphollo Theatre, il teatro più’ antico di New York. Al mercoledì sera si esibiscono artisti dilettanti che inscenano uno spettacolo stile “La Corrida”. I più bravi e talentuosi potrebbero anche diventare famosi, dopo tutto in questo teatro da ragazzino si esibì pure Michael Jackson. Le saracinesche dei negozi di fronti al teatro, ancora chiusi, sono decorate da graffiti e murales veramente belli. Tutte da fotografare! La visita prosegue fino alla Sugar Hill, la collina di zucchero, così nominata per la tranquillità della zona. Su questa collina si erge la casa più’ antica di New York fatta costruire nel 1765 da un colonnello inglese. Proseguiamo verso il Bronx, dove si trova la chiesa nella quale assistiamo alla messa Gospel. Purtroppo prima di entrare ci avvisano dell’ impossibilita’ di fare foto durante la funzione, in quanto dobbiamo rispettare il loro momento di preghiera; mi sembra corretto anche se qualche fotina l’avrei scattata più che volentieri. La messa si rivela coinvolgente ed emozionante proprio come mi aspettavo. La comunità ci accoglie calorosamente, ci stringono la mano dandoci il benvenuto. La messa e’ prevalentemente cantata. Il coro maschile si alterna a quello femminile, tutti i presenti partecipano attivamente ai canti e alle preghiere. L’ enfasi di alcuni personaggi e’ notevole e a tratti ci fa sorridere. Il loro entusiasmo e’ talmente coinvolgente che senza rendercene conto iniziamo anche noi a cantare seguendo i testi delle canzoni su di uno schermo posto sopra l’altare.

La messa e’ molto diversa dalle nostre, molto più allegra, coinvolgente e sinceramente sentita da parte di tutti. Ci consigliano però di uscire prima dell’ inizio della predica perché’ potrebbe durare anche piu’ di un ora ed è vietatissimo andaresene prima che sia terminata, per loro sarebbe un gesto irrispettoso. Usciamo sulle note  di “When the Saints Go Marchin’In” tutti  ci sorridono, ci stringono la mano, ci augurano una buona permanenza e ci invitano a tornare presto a trovarli….magari! Il tour e’ terminato. Lo consiglio anche solo per la messa Gospel. In alternativa si può andare da soli in alcune chiese di Harlem aperte ai turisti ma occorre mettersi in fila molte ore prima della cerimonia, con il rischio di non riuscire poi ad entrare. Da quanto avevo letto ti fanno accomodare in zone riservate ai turisti mentre noi  eravamo seduti in mezzo a loro e di conseguenza l’atmosfera e’ sicuramente più coinvolgente. Ci facciamo lasciare dal pullman a Columbus Circus, così siamo comodi a visitare Central Park ma prima pranzo! Scegliamo il Whole Food Marketing, un enorme supermercato proprio su Columbus Circus dove si trovano un sacco di prelibatezze Take Away. Ci dirigiamo poi verso Central Park dove trascorriamo l’intero pomeriggio. È enorme! Un vero e proprio polmone verde nel cuore della città. Passeggiamo tranquillamente per le stradine pedonali del parco, si perché poi ci sono le corsie riversate alle bici, ai podisti e ai taxi! È domenica e il parco e’ stato letteralmente preso d’assalto: chi prende il sole, chi corre, chi passeggia, chi legge, chi ha organizzato un pic-nic, chi gioca a baseball, chi dipinge…chi semplicemente si rilassa!

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Sembra di essere in un film. Verso sera assistiamo ad uno spettacolo di break dance improvvisato da alcuni ragazzi di colore presso la Bethesa Fountain. In pochi minuti attirano un folto pubblico che assiste divertito alle loro performance. Usciti da Central Park facciamo un giro dal mitico FAO Schwartz, il famoso negozio di giochi localizzato proprio all’uscita del parco, all’angolo con la 5th Avenue e la 59 strada. Non potevo non provare a suonare il piano come il protagonista di “Big”, uno dei primi film di Tom Hanks! È sempre bello tornare bambini. Scendiamo lungo la 5th st. puntellata da tantissimi negozi noti e meno noti, tra cui Tiffany e Abercrombie, dove torneremo con più calma nei prossimi giorni. Veloce rientro in Hotel per poi andare a cena da Wildwood, poco lontano dall’hotel, per la precisione su Park Avenue all’altezza della 18th strada, per un classico ed intramontabile Hamburger americano.


Lunedì 29 aprile

Stamattina ci concediamo il lusso di dormire un po’ di più anche perché piove e il nostro programma di andare a Coney Island va rivisto. Ci dirigiamo verso la 23 strada alla ricerca di un posticino dove fare colazione ma prima entriamo da Eataly e ci perdiamo a curiosare tra gli scaffali. È un piccolo e autentico angolo di Italia in pieno centro di New York. È impressionante, sembra una boutique di lusso. Prodotti di ottima qualità delle più note marche italiane esposti in maniera impeccabile, un vero paradiso per occhi e palato. Stanno anche registrando un programma televisivo di cucina e devo ammettere che non potevano scegliere location migliore. Ci sono corner dedicati a frutta, verdura, pasta fresca, formaggi, carne e salumi…resistiamo al richiamo del classico cappuccino e brioche e ci sediamo in un barettino sulla 23 Strada, tra la 5th e la 6th Avenue dove ci gustiamo un breakfast burrito eccezionale!

Prendiamo poi la metro direzione Columbus Avenue, approfittiamo del brutto tempo per fare un veloce sopralluogo da Michaels, un enorme magazzino dedicato al fai da te dove devo acquistare un paio di cosette.

Per spostarsi con i mezzi pubblici la soluzione più’ comoda e’ sicuramente la Metro Card, una tessera che consente di viaggiare a costi contenuti su metro e autobus. Si puo’ acquistare presso i rivenditori autorizzati e i distributori automatici. Tappa intermedia al Lincoln Centre, moderno teatro e auditorium  della città.

In realtà ci impieghiamo tutta la mattina per arrivare da Michaels,  si trova infatti alla fine della Columbus quasi al confine con Harlem e il sopralluogo si trasforma alla fine in una razzia vera e propria che mi obbliga a fare poi rientro in hotel per posare i vari pacchetti e pacchettini! Ma questa e’ un altra storia… Volevamo andare al MoMa ma ci rendiamo conto solo ora che chiude alle 17,30  e a questo punto non ne vale la pena. Visita rimandata. Andiamo quindi a visitare la Grand Central Station, la stazione dei treni più antica e importante di New York.

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C’è un via vai continuo di gente e ovviamente turisti, specialmente all’Apple store localizzato al piano superiore. Stupenda e’ la volta con rappresentate le costellazioni che alla sera si illuminano. A seguire visitiamo la St. Patrick Church, ma è in pieno restauro e ci sono impalcature ovunque. E’ finalmente ora di fare visita a Tiffany, la mia marca di gioielli preferita, un istituzione qui a New York, Audrey Hepburn insegna. Passiamo il resto del pomeriggio a girovagare per i negozi della  5th Strada anche se sinceramente non mi ha entusiasmato come pensavo, trovo molto più belle ed eleganti alcune vie di Milano seppur proibitive da un punto di vista economico. Sfiniti facciamo rientro in Hotel per un pisolino prima di cena. Abbiamo ancora il fuso da smaltire e per quanto bella  New York e’ una città che spompa! Purtroppo la giornata piovosa ha scombussolato il programma originale e ci siamo ritrovati a vagare da un negozio all’altro senza fare nulla di concreto. Col senno di poi, sarebbe stato meglio visitare qualche museo ma mi rendo conto che gli spostamenti a New York non sono immediati ed occorre sempre più tempo di quello stimato. Pazienza.


Martedi 30 Aprile 2013

È  sempre nuvolo ma almeno oggi non piove e secondo le previsioni dovrebbe migliorare nel corso della  giornata. Il programma giornaliero prevede: visita a Down Town, Wall Street, Soho, Chinatown e quel che sta di Little Italy. Si parte! Visitiamo per prima Battery Park, da dove partono i Ferry gratuiti per Staten Island…i famosi Ferry arancioni tante volte visti nei film! All’orizzonte si intravede Lady Liberty…piccola ma maestosa anche in lontananza. È il punto da terra di Manhattan da dove poter osservare più’ da vicino la Statua della Libertà. Proseguiamo verso Wall Street, il Distretto Finanziario e del Stock Exchange, ma prima come da manuale, e’ doveroso toccare il  Charging Bull, un enorme statua di bronzo raffigurante appunto un toro pronto alla carica che adorna la piazza di Bowling Green; dicono che toccargli i genitali porti fortuna e in effetti….c’è la coda!

In realtà la statua simboleggia il trend ascendente del mercato finanziario e la città di New York l’aveva commissionato come simbolo della forza della nazione ad un artista italiano, Arturo Di Modica.

Arriviamo a Wall Street ma forse visita l’ora più che da business man le strade sono popolate unicamente da turisti! Qualche foto di rito e poi via verso Ground Zero.

Fa un certo effetto vedere questo enorme cantiere dove un tempo si ergevano le Torri Gemelle; provo ad immaginare cosa debbano aver provato i newyorchesi il giorno del l’attentato…e mi viene la pelle d’oca. Ci accodiamo per visitare il Memorial 9/11. Sulla base delle torri ci sono ora 2 fontane a specchio. Dal bordo di esse scende una cascata perenne che confluisce in quadrato centrale vuoto. Sono quasi ultimati i lavori della Freedom Tower, che diventerà la torre più alta della città. È sicuramente un ottimo lavoro di recupero e riqualifica ma ripeto, e’ impossibile non provare con l’immaginazione a ricostruire quel terribile giorno….di tutti gli alberelli della piazza se ne distingue uno per grandezza; E’ l’unico sopravvissuto alla tragedia e mi piace vederlo come il simbolo della vita che nonostante tutto reagisce e si rigenera. Per scelta non entriamo nel museo, e ci dirigiamo invece verso il ponte di Brooklin.  L’idea era fa un veloce giro al Pier 17 e poi risalire verso Soho e Chinatown, ma una volta arrivati di fronte al famoso ponte della gomma: vuoi non attraversarlo? Complice la bellissima giornata di sole che è uscita nel frattempo. La cosa che più’ mi colpisce e’ la dimensione del ponte. È molto più’ piccolo rispetto a come me lo ero sempre immaginato. Ci sono  due corsie: una per i perdoni, l’altra per i ciclisti. Io me lo aspettavo almeno grande il doppio! Allora e’ vero che la Tv allarga….! La vista dello skyline invece rispetta le aspettare….è meravigliosa! Ancora più bella però’  è la vista che si può’ assaporare e ovviamente fotografare da Dumbo, un piccolo spazio verde alla fine del ponte. In questa zona e’ molto facile incontrare novelli sposi che posano per il loro album di nozze. Incontriamo infatti una coppia di asiatici che è intenta in uno shooting di tutto rispetto.

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Purtroppo sono già le 16! È sconvolgente quanto il tempo passi in fretta e la sensazione e’ quella di non essersi quasi mossi!!!

Abbandoniamo l’idea di visitare Soho e Chinatown perché’ alle 19 abbiamo prenotato il Musical “The Lion King” e dobbiamo ancora ritirare i biglietti acquistati prima di partire sempre sul sito cityexperts . Con la metro rientriamo in Hotel (per me la metro di New York rimane un mistero, la trovo complicatissima) e andiamo a farci una birretta alla ormai famosa Birreria (così si chiama), sul tetto di Eataly.

Questo locale e’ incredibile, sia a livello di arredo, menu’ e frequentazione. La cosa che più mi colpisce e’ che è frequentato quasi esclusivamente da newyorchesi, che assaporano le nostre birre, i nostri vini e degustano invitanti taglieri di prosciutto e formaggio. Una ragazza di colore sta facendo scarpetta in una ciotolina di olio di oliva con del pane…mi verrebbe da farle i complimenti!

Location super glamour …peccato dover scappa così in fretta ma Broadway ci attende! Prima di entrare a teatro decidiamo di provare un hot-dog degli ambulanti che popolano Times Square…ne avrei mangiato un carretto intero! Decisamente il miglior hot-dog che abbia mai assaggiato!

Il musical e’ stato spettacolare! Costumi e scenografia incredibili, eravamo seduti in terza fila, praticamente sotto il palco, per cui il coinvolgimento e’ stato sicuramente maggiore. In alcuni momenti gli attori, per altro bravissimi, scendevano in platea e sembrava di essere parte integrante dello spettacolo o meglio…sembrava davvero di essere in mezzo alla Savana!


Mercoledì 01 Maggio 2013

Un’altra splendida giornata di sole!

Prima tappa della giornata: Coney Island. Si va al mare!

Come da noi la stagione estiva non è ancora iniziata e molti negozi e locali sono ancora chiusi. La spiaggia di Brighton aprirà ufficialmente dopo il Memorial day (31/05) che verra’ celebrato con una mega festa sulla spiaggia con tanto di musica e fuochi d’artificio.  Purtroppo l’uragano Sandy che si è abbattuto sulla città lo scorso ottobre ha provocato molti danni nella zona, tanto che il Luna Park e l’Acquario sono ancora chiusi per lavori straordinari di manutenzione.

Peccato…sarebbe stato bello fare un giro sul famoso Cyclone, anche se da terra la sua vecchia struttura in legno non mi trasmetteva tutta questa sicurezza. La ruota panoramica mi sembra già più’ stabile e quando è tutta illuminata deve essere veramente coreografica. Sul lungo mare ci sono comunque un paio di negozi e baretti aperti tra cui il famoso Nathan’s. Si dice che l’hot-dog sia stato inventato proprio a Coney Island e la gara a chi mangia più hot-dog che si svolge ogni anno il 04 Luglio e’ ormai entrata nella storia. Mi permetto però’ di dire che la fama degli Hot dog di Nathan’s e’  superiore alla loro qualità. Personalmente ho trovato molto più’ appetitosi quelli degli ambulanti di Time Square. D’estate Brighton Beach deve essere uno posto molto carino per una gita in giornata o anche solo per scappare dal traffico cittadino. Dopo una rilassante passeggiata sulla spiaggia riprendiamo la metro diretti a Brookling Heights. Si tratta di una zona molto tranquilla e a prima vista borghese, caratterizzata dalle classiche casette in Brownstone e dalle strette strade adornate di aliti platani, l’ideale per una passeggiata. Dopo esserci rilassati una mezz’oretta al sole su di una panchina riprendiamo la metro per dirigerei verso il quartiere di Williamsburg, una sorta di città universitaria senza…università che attira musicisti, pittori, scrittori…insomma ogni genere di artista o aspirante tale. La zona e’ inoltre caratterizzata da un gran numero di bar, pubs, boutique di vintage. Anche questa zona e’ molto piacevole e tranquilla per una passeggiata. Il momento migliore per visitare Williamsburg e’sicuramente la sera e nei week end ma meritava comunque una deviazione. Ci fermiamo in un pub per una birretta e patatine con salsa ali-oli….intramontabili!  riprendiamo  la metro, direzione Up-Town, stiamo per salire sull’Empire State Building! Arrivati all’Empire ritiriamo i biglietti e il New York City Pass (ebbene si, dopo 3 giorni a New York dobbiamo ancora ritirare il City Pass!) acquistato on-line prima della partenza sempre sul sito cityexpert

Trovo doveroso aprire una veloce parentesi  in merito al CityPass. Il CityPASS include l’ingresso alle principali attrazioni di New York, quindi particolarmente adatto per chi vuole visitare soprattutto i principali musei e i maggiori punti di interesse, ad un prezzo scontato rispetto all’acquisto dei singoli biglietti. Conviene anche se si vogliono visitare solo 4 attrazioni tra quelle incluse, infatti è sufficiente visitare l’Empire State Building, il Top of the Rock, il Museo Metropolitan e fare la Crociera Circle Line per risparmiare; il CityPASS in più permette di saltare le file, dettaglio non da poco. Una volta acquistato on-line, sarà sufficiente ritirarlo alla biglietteria della prima attrazione che vorrete visitare, presentando semplicemente la ricevuta che vi arriverà per email e avrete 9 giorni di tempo per visitare le attrazioni incluse a partire da quando visitate la prima. Ci mettiamo in coda ( un minimo di coda non la si può evitare) e dopo una ventina di minuti ci ritroviamo come per incanto all’86 esimo piano….siamo sulla cima dell’Empire! Per la precisione siamo a 381 metri da terra. WoW! Da quassù’ New York e’ totalmente diversa. Questa e’ la New York che ho sempre immaginato e sognato! Dall’alto riconosco i quartieri e le zone visitate in questi giorni: il Flat Iron, il Ponte di Brooklin, il Ponte di Williamsburg, il Chrysler Building, il palazzo del MetLife alla cui base si trova la Grand Central Station, Central Park, Bryant Park e Time Square. Incredibile, da quassù’ riesco finalmente ad orientarmi! Il cielo e’ sereno, sta lentamente calando il sole ma la visibilità e’ perfetta…anzi la luce morbida del tramonto che avvolge la città la rende ancora più bella. Grazie all’audio guida riceviamo una spiegazione dettagliata dei distretti che compongono la città e ovviamente un po’ di storia sull’Empire, dalla sua progettazione e costruzione ( fu completato negli anni ’30) ad oggi. Mi ha sconvolto sapere che è stato costruito in soli 14 mesi e che durante i lavori sono morte solo 5 delle 102 persone inizialmente stimate ( 1 per piano). Se oggi dovessero ricostruire un edificio del genere credo che i numeri sarebbero molto diversi …in particolare il tempo necessario per i lavori di costruzione…almeno 3 anni! Scattiamo numerose foto panoramiche in attesa che si accendano le luci della città: uno spettacolo senza pari… Da togliere il fiato! Fa parecchio freddo e tira vento, una costante in questi giorni anche a livello “strada”, ma lo spettacolo e’ talmente affascinante che vale la pena resistere ancora un po’. Per cena scendiamo con la metro sulla 6th Avenue, tra la 11 e la 12 strada per gustare un ottimo hamburger da BLT Burger, famosa catena di New York.

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Giovedì 02 Maggio 2013

Prima tappa della giornata Canal St e Chinatown. Percorriamo tutta Canal Street fino a raggiungere il tempio buddista di Mahayana, il tempio più’ grande di Chinatown. L’interno e’ semplice, con pavimento in legno e sedie e lanterne rosse. Custodisce un Buddha dorato alto quasi 5 metri, seduto su di un fiore di loto e circondato da frutta e fiori offerti dai fedeli. Facciamo anche noi un offerta e prendiamo due bigliettini della fortuna che sono sempre di ottimo auspicio. Ci ributtiamo poi nelle caotiche stradine di Chinatown. Ci sono un sacco di negozi che vendono le cose più strane e disparate: cibi cinesi, tuberi, radici, legumi e semi di varia e dubbia natura. Poi pescivendoli, fruttivendoli e tanti, tantissimi cinesi!!! Arriviamo fino al noto quartiere di NOLITA, molto in voga tra i newyorchesi per lo shopping. Ci sono infatti varie boutique vintage dove si possono trovare marche famose a basso costo( ma sempre troppo alto per i miei standard). Andiamo ora a curiosare tra gli scaffali del New York China Market, un supermercato di soli prodotti cinesi.  Si trova di tutto ma mai è poi mai avrei pensato di vedere questo: una signora sta selezionando da un secchio di plastica delle enormi rane vive che verranno passate al pescivendolo per essere sventrate. Di certo il prodotto e’ fresco ma che stomaco! Dentro il supermercato, per altro molto affollato, eravamo gli unici occidentali…fa sempre un certo effetto essere  in minoranza! Passiamo poi per Mulberry Street, ovvero quel poco che rimane di Little Italy. La via e’ caratterizzata da una serie di festoni abbastanza pacchiani appesi ai lato della strada e da una lunga fila di ristoranti dalle classiche tovagliette a quadretti bianche e rosse.

Nel limite settentrionale di Little Italy si trova la Old S. Patrick Church. Oggi La chiesa di S.Patrick e’ ubicata nella lussuosa 5th Strada ma la sua prima sede era qui. Per pranzo ci gustiamo come da programma un ottimo Pastrami da KAT’S. È un sandwich farcito di carne di manzo tagliata a listarelle sottili e condito con senape. KAT’S e’ sempre stato un locale molto famoso a NY, appunto per il suo gustosissimo Pastrami ma è diventato di certo ancora più’ noto dopo il film “Harry ti presento Sally”. Dal soffitto scende un cartello che indica il tavolo preciso dove era seduta Meg Ryan, con l’augurio di divertirsi tanto quanto lei!  È un locale molto caratteristico, dal sapore retro’. Le pareti sono piene di foto di personaggi dello spettacolo più o meno noti che hanno mangiato nel locale. C’ e’ perfino una foto di Bill Clinton.

Dopo pranzo con la metro raggiungiamo Il Village, prima tappa Washington Square, la piazzetta del “Villaggio”, ritrovo preferito di universitari e artisti di strada. In effetti e’ un parco molto animato e più rumoroso rispetto quelli visti fino ad ora. Il simbolo della piazza e’ il grosso arco sotto il quale si ritrovano gli studenti della New York University, localizzata su di uno dei lati della piazza. Ci dirigiamo poi verso Perry Street, per vedere con i nostri occhi il portone più filmato e fotografato di New York, quello della casa di Carry Bradshaw! Dal vivo e’ un po’ una delusione, lo ricordavo molto diverso…ma si sa la TV crea falsi miti. La zona e’ comunque molto carina, anche qua ci sono una sacco di boutique tanto caruccie e non solo da un punto di vista estetico. Ora capisco perché questa zona della città e’ nota come il Village, assomiglia proprio ad un villaggio. Tranquille stradine alberate si snodano tra case dai tipici mattoncini marroni. Giungiamo alla High Line, una sorta di giardino pensile interamente costruito su una vecchia linea sopra-elevata della metropolitana. È una vera e propria oasi verde, ricoperta di fiori in boccio e di alberi di un verde brillante. Ecco un altro angolo tranquillo della citta’ dove potersi rilassa all’aria aperta. Dopo una passeggiata sulla High Line e ovviamente un milione di scatti, facciamo tappa al Chelsea Market, localizzato proprio all’ inizio della High Line. È una vecchia fabbrica di biscotti interamente ristrutturata e trasformata in una galleria al coperto per buongustai.

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Bellissimo e profumatissimo il negozio di spezie. La visita al Chelsea Market e’ piuttosto rapida, cerchiamo di non perdere troppo tempo perché’ vorremmo concludere la giornata prendendo il Ferry gratuito che porta a Staten Island e poter ammirare Lady Liberty e lo Skyline di Manhattan al tramonto. Emozionante! Come già detto, la luce morbida del tramonto conferisce alla città ancora più fascino.

Purtroppo non siamo riusciti a vistare Ellis Island e il Museo della Immigrazione, in quanto sempre a causa dei danni causati dall’uragano Sandy, l’isola avrebbe riaperto il 04 luglio. Peccato, ma è sicuramente una validissima scusa per tornare!


Venerdì 03 Maggio 2013

È già venerdì, penultimo giorno….proprio ora che iniziavo a prendere il gusto ritmo! Oggi partiamo dal MOMA, che come suggerisce la parola stessa, raduna le migliori opere del panorama artistico, al 900 ad oggi.

Ci sono opere di Van Gogh, Matisse, Picasso, Andy Warhol, Pollock…è tanti altri ancora. Le opere degli artisti più famosi sono disposti al 4 e 5 piano , e’ consigliabile dunque visitare il museo dall’alto verso il basso. D non perdere la ” Notte stellata “di Van Gogh, “Bagnante” di Cezanne, per non parlare di vere e proprie icone americane come le “Campbell’s Soup Cans” e la “Marilyn” di Andy Warhol. Già queste opere valgono sicuramente la visita. Gli altri piani sono dedicati ad architettura, design, fotografia ma li ho trovati meno interessanti o quanto meno di difficile comprensione. Basti  dire che ad una parete erano appese 3 enormi tele completamente bianche, si distinguevano solo dal colore della cornice! Arte moderna…va capita e forse non fa per me! Nel complesso e’ un bel museo e vale la pena  ma per chi come noi si intende poco di arte una visita che potrebbe durare giornate intere si riduce ad un paio di ore. Dopo il MOMA e’ la volta del Top of The Rock, dal Rockfeller Center. Qui la coda per i biglietti e controlli e’ decisamente lunga ed estenuante. Finalmente raggiungiamo la cima, siamo esattamente a 70 piano sopra Midtown! La vista e’ da togliere il fiato, complice una limpida e meravigliosa giornata di sole. Dal Top of The Rock si può’ ammirare perfettamente tutto Central Park. Visto da quassù’ non sembra poi così lungo…invece percorrerlo tutto a piedi e’ un impresa! Ci godiamo il panorama e scattiamo fin troppo foto ma la vista e’ talmente unica che è impossibile trattenersi. Dal Top of The Rock si gode di un ottima visuale non solo su Central Park ma dal lato opposto anche sull’Empire. Un po’ più’ nascosto rimane invece il Chrysler Building. Di nuovo a terra decidiamo di noleggiare due bici per fare un giro a Central Park. Questa e’ stata forse una delle esperienze più’ divertenti della vacanza. Le bici sono state noleggiate presso il negozio Sayat Bike Rental, 117 West 58th Street, poco lontano dall’ingresso del parco. Oggi il parco si presenta meno affollato di domenica ma non e’ certo vuoto! Pedaliamo fino al Grande lago centrale, il Jacqueline Kennedy Onassis Reservoir. È come un enorme specchio su cui si riflette lo skyline della città. È circondato tutt’intorno da un sentiero lungo 2 km, metà preferita di podisti e corridori. Certo che avendo a disposizione un parco di simile bellezza, non ci sarebbero più scuse alla pigrizia.

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Sarà solo un impressione ma oggi il parco mi sembra più verde di domenica e ovunque ci sono alberi in fiore: rosa chiaro, rosa scuro, bianco….un’ esplosione di vita e colore! Senza dubbio uno degli angoli da me preferiti della città. Purtroppo e’ già ora di riconsegnare le bici e non ci possiamo trattenere oltre, anche perché’ stasera ci aspetta la partita di baseball allo Yankees stadium, uno dei team più leggendari della storia del baseball americano. Dopo una rapida tappa in Hotel ci rimettiamo in moto verso il Bronx. Assistere ad una partita di baseball e’ sicuramente una delle attività più’ tipicamente americane che potessimo scegliere. Lo stadio si riempie di tifosi che giungono in massa per incitare la squadra di casa, mangiando hot-dog e bevendo birra ghiacciata. Ci sono poi un sacco di negozi che vendono merchandising di ogni tipo, si trovano pure i perizomi brandizzati Yankees! Anche in questo gli americani sono imbattibili! Sedersi sugli spalti e trovarsi il fronte il campo e’emozionante! Avevamo acquistato i biglietti  prima di partire per assicurarci dei buoni posti e devo dire che al visibilità e’ ottima Iwww.ticketmaster.com ) Anche lo stadio, da sempre, e’ stato una location molto gettonata nei film, ed ora esserci di persona mi fa un certo effetto. Sono sincera, l’entusiasmo si spegne mano a mano che procede il gioco, pensavo fosse più semplice invece nonostante le continue spiegazioni non ci capisco nulla. Ci tenevo a veder una partita degli Yankees perché’ ritengo sia comunque un esperienza, ma mi permetto di dire che per chi come me non è appassionato di questo sport, 3 ore e passa di gioco sono alla lunga…una palla! Finita la partita (per dovere di cronaca informo che  gli Yankees hanno perso) ci dirigiamo ancora a Times Square, essendo venerdì sera in giro c’è più’ gente del solito….immaginatevi quindi che bolgia infernale!

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Sabato 04 Maggio 2013

È giunto sabato e la vacanza, ahimè e’ giunta al termine. Ho la sensazione di avere ancora un milione di cose da fare e da vedere e in parte e’ così ma questo e’ il bello e il brutto di New York, una città in continua evoluzione ad un ritmo difficile da seguire. Percorrendo a piedi la Broadway raggiungiamo Union Square, una piazza costeggiata da bancarelle che vendono prevalentemente fiori e altri prodotti ortofrutticoli. Dedichiamo la mattina a girovagare per la questa zona.  Alle 13 puntualissimo il nostro taxi, prenotato tramite l’Hotel, ci viene a prelevare per portarci in aeroporto.


Commenti generali: New York e’ sicuramente un posto unico al mondo, ci sarebbero voluti ancora 2/3 giorni per riuscire a fare le ultime cose che avevamo in mente o anche solo per girovagare senza metà per le zone più tranquille come Williamsburg o il Village e assaporarne appieno l’atmosfera.  Quello che mi è piaciuto meno sono state alla fine le cose più conosciute e decantate, come ad esempio, la famosa 5th Strada, che non ha nulla di speciale.

Resta il fatto, e credo che chi ha visitato la città mi possa dare ragione, che NY non è una città immediata, non è  una città per tutti, mi e’ servito un po’ di tempo per metabolizzare tutto quello che ho visto ma ora, a distanza di mesi, non vedo l’ora di farci ritorno!

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india-varanasiMi chiamo (Maria) Paola Salvanelli, parmigiana per nascita, giramondo per vocazione.

Per la legge quel Maria è d’obbligo ma non mi è mai piaciuto, per tutti sono semplicemente Paola.

Inguaribile ottimista, metto passione in tutto quel che faccio e sorrido sempre.

Sono curiosa, estremamente curiosa, forse troppo curiosa.

Potrei trascorrere giornate intere a leggere, passo dai romanzi ai manuali sulla meditazione nel giro di un giorno e mi appassiono a tutto. Chi mi conosce dice che sono un uragano ed io lo prendo come un complimento, odio la monotonia.

Viaggio sempre con la mia macchina fotografica, costantemente in cerca dell’attimo perfetto.

Adoro pianificare, uno degli aspetti che preferisco di ogni viaggio, cosi come il contatto umano

Le persone incontrate lungo la strada rappresentano senza dubbio il ricordo più bello di ogni meta.

Appena ne ho l’occasione scappo verso nuove mete o torno ad abbracciare quelle che ho amato maggiormente. Ho un debole per l’Oriente anche se ne detesto l’umidità.

Amo raccontare e scrivere di viaggi e soprattutto scrivo ovunque, sul web come su pezzi di carta volanti.

Civediamoquandotorno è il mio blog di viaggi. È nato nel 2015 con lo scopo di condividere le mie esperienze, esternare le mie sensazioni e mostrare il mondo attraverso i miei occhi.

Credo che lo scambio di informazioni tra persone sia la migliore guida turistica, anche se continuo a comprare la Lonely Planet per una sorta di feticismo editoriale.

Non pretendo che il mio blog diventi famoso, vorrei più di tutto che fosse utile a chi capita per caso o per scelta sulla mia pagina. Spero quindi che i miei racconti di viaggio possano essere utili e di ispirazione anche agli utenti di World Explore 360

Se avete curiosità o domande sarò felice di rispondervi, qui di seguito trovate tutti i miei contatti.

Blog: http://civediamoquandotorno.blogspot.de/

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