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Nuova Zelanda: Vagabondaggio in tre atti!

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vagabondaggio

Livia P. ci racconta la sua avventura in Nuova Zelanda. Buon viaggio!

Vagabondaggio in tre atti

Destinazione Nuova Zelanda

Atto I

L’organizzazione programmatica

partita-a-schacchi-vagabondaggioOgni storia ha bisogno dei suoi protagonisti, per l’occasione me e mio fratello minore.

Reperire informazioni utili è il primo passo. Quindi, far domanda per ottenere i visti e capire come fare per documenti in loco: IRD Number e conto bancario neozelandese per poter lavorare lì (trascorrere sei mesi in una nazione necessita di money!). Prenotare il volo, prendere la patente di guida internazionale (non necessaria, ma utile se si vuole guidare all’estero), stipulare un’assicurazione sanitaria e stampare l’estratto conto bancario per poter avere il permesso di entrare nel paese.

Leggere opinioni, guardare video, documentarsi con film e guide turistiche, capire come funziona il sito di Wwoofing e quello di Airbnb, assicurarsi di avere una valigia sufficientemente capiente e partire, sono i passi successivi.

vagabondaggioAtto II

Vivere l’avventura

Mostre, musei, arte antica e moderna (non sempre comprensibile), fiori insoliti, uccelli bizzarri, strutture maori, edifici dell’esercito della salvezza, luoghi di culti diversi nel medesimo quartiere, templi massonici, mare e montagne, colline e campagne. Cavalli, mucche, pecore, una capretta che bruca in giardino. Parchi naturali, animali esotici, vigneti e birrifici, laghi, fiumi, monti innevati, l’Haka maori, il rugby degli All Blacks. Ricordi della prima guerra mondiale e papaveri rossi, il cinema neozelandese la cucina multiculturale, cattedrali gotiche fatiscenti, cinema antichi e magnifici, case in legno molto antiche. Rose e concerti, gatti e uccellini, i kiwi notturni e le strutture antisismiche, cose inglesi e americane, funghi, mantidi religiose, crostacei e papere in libertà. Giovani tedeschi e francesi in viaggio, studenti asiatici, qualche senza tetto. La pioggia, il vento e il sole che brucia. Lavanderie a gettoni, caffè liofilizzato, sandwich con cetrioli e marmellate, gabbiani e patate dolci. La Pasqua in estate e il Natale in inverno, l’assurda forma della presa elettrica e le porte dei bagni senza la chiave. Pigiami tuta a forma di animali, tè al sambuco, festival e cappuccini, giocare con scacchiere giganti al parco, le corse dei cavalli, il wifi sugli autobus. Un mulino olandese, la funivia, i porti, gli aeroporti e i parcheggi. Il dolce alla mela, lanciarsi dalla torre di Auckland, nuotare con delfini e foche, sorvolare i prati in mongolfiera, le segnalazioni sull’asfalto che indicano la linea di salvezza in caso di tsunami, i costanti pericoli di terremoto. Cocco in tutte le salse, kiwi frutto di differenti tonalità di verde, zucca al forno con burro e patate, l’agnello arrostito, impiattare cibi diversificati insieme. Mangiare un fish and chips on the road, osservare le foche che prendono il sole sulla scogliera tra l’oceano e la strada, i surfisti, le canoe, conchiglie su spiagge nere. Il latte bevuto non pastorizzato, le palestre a cielo aperto, gli autostoppisti e le asciugatrici nelle case. Lo spostarsi per chilometri disabitati prenotando bus (facendo coincidere quegli orari di partenza e arrivo con le tue esigenze), chiamando un taxi in città, comprando un biglietto del traghetto, accettando un passaggio in macchina.

Strane assurdità: una donna convinta che in Italia si parlasse latino come seconda lingua, un’altra che considerava impanare e cuocere il pesce una nuova prelibatezza culinaria, un uomo credeva che il verbo volare fosse il nome di una donna. All’estero impari cose del luogo visitato, ma anche le credenze che hanno quelle persone sulla tua nazione.

vagabondaggioAtto III

Conclusioni

Ogni viaggio è una scoperta di sé e dell’altro. Il mondo è variegato e anche ogni singolo essere umano lo è. Ogni viaggio ha pro e contro e spesso l’osservare ciò che ci circonda con occhio antropologico rende in qualche maniera più facile l’adattamento con un mondo nuovo.

Sono stata sei mesi sul suolo neozelandese ma un intero anno in Nuova Zelanda. Un viaggio non è solo trovarsi in un determinato posto, è pensare di andarci, organizzare il viaggio e l’alloggio, i posti di interesse turistico da vedere e quelli di interesse personale. Un viaggio è l’agitazione pre partenza, assicurarsi di aver messo tutto il necessario in valigia, è sognare ad occhi aperti quei luoghi che a breve visiterai. Il viaggio ha una partenza mentale e un ritorno che spesso è solo fisico.

L’essere turista o viaggiatore, l’importante è scegliere mete con il cuore e vivere a pieno i giorni designati per il soggiorno e poi, una volta tornati a casa, stampare le foto più belle, montare qualche video, raccontare la propria esperienza a chiunque sia disposto ad ascoltarti: all’amico di sempre che non ha mai lasciato la città natale e al nuovo amico che, come te, esplora il mondo quando può. Condividere esperienze di viaggio rende amici due sconosciuti.

Cala il sipario, fiori e applausi, arrivederci esploratori, alla prossima scoperta.

 Se volete informazioni più dettagliate su come fare richiesta per i vari documenti necessari per vivere un’esperienza simile alla mia e per leggere i resoconti mensili del mio errare, questo è il link al sito condiviso con mio fratello: http://www.viaggioasudest.eu/”

Infine, per chi volesse conoscermi meglio e leggere altro di mio, ho da pochi giorni creato una pagina facebook:

https://www.facebook.com/LivAspiranteScrittrice/


Chi è Livia?

liviaMi chiamo Livia, ho 28 anni e sono dipendente dai viaggi. Con una laurea in tasca, ho vissuto in Spagna e Nuova Zelanda, vagato per l’Italia e visitato un po’ l’Europa ma non ho ancora visto tutte le capitali europee. La mia lista dei viaggi futuri è lunga tanto quanto quella dei libri da leggere! Amo scrivere, cucinare e fantasticare.

Se volete informazioni più dettagliate su come fare richiesta per i vari documenti necessari per vivere un’esperienza simile alla mia e per leggere i resoconti mensili del mio errare, questo è il link al sito condiviso con mio fratello: http://www.viaggioasudest.eu/”

Infine, per chi volesse conoscermi meglio e leggere altro di mio, ho da pochi giorni creato una pagina facebook:

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