OceaniaPolinesiaRacconti di viaggio

Polinesia: il Racconto di Viaggio di Brunella Grasso

WE 360359 views
polinesia-brunella-grasso-

Brunella Grasso ci racconta il suo viaggio in Polinesia. Buona Lettura!

Finalmente si parte, destinazione Polinesia!

Il 3 giugno verso le sei pomeridiane partiamo in auto per Milano Linate dove lasceremo le macchine dopo aver pernottato all’ Air Hotel.

Arriviamo in serata, ceniamo, ci facciamo una bella dormita e presto ci alziamo per il primo volo, colazione e via per l’aeroporto tramite navetta.


Il 4 giugno si parte in orario per la prima tranche del volo, ovvero Parigi, aeroporto Charles De Gaulle da dove, alle 11,30  e dopo 11 interminabili ore durante le quali non chiuderò occhio – ma vedrò uno spezzone di film con Leonardo di Caprio e altri giochi al video del seat – atterriamo finalmente a LOS ANGELES!!! la città degli angeli, così chiamata dai primi abitanti messicani.

Due interminabili ore di coda alla immigration, e poi fuori, nella bolgia della città. Caos indescrivibile, macchine, pickup, camioncini tutti strombazzano, c’è il sole e fa caldo.

Finalmente arriva lo shuttle per l’hotel, l’Hilton Airport, dove arriviamo dopo pochi minuti di traffico infernale. Gli uomini scaricano le valigie mentre Katia e io facciamo il check in.

La camera è bella, all’undicesimo piano.

Ceniamo in hotel con un panino e una bibita e poi a nanna, siamo davvero stanchi.


5 giugno: Los Angeles. Dopo colazione usciamo dall’albergo e prendiamo un bus, chiedendo indicazioni, per andare a prendere la metro e recarci in centro, alla down town che conserva i primi edifici della città.

Per fare il primo biglietto automatico della metropolitana bisognerebbe filmarci: non ci si riesce e sembra di essere in un film di Totò, per fortuna alla fine ce la facciamo e gireremo Los Angeles in metro, prendendone per arrivare a destinazione almeno tre.

Sbuchiamo finalmente nel sole, al mattino però l’aria è freschetta così come alla sera, e ci dedichiamo alle foto della Union Station che è proprio bella, conserva antichi pavimenti, soffitti e suppellettili proprio notevoli.

Arriviamo infine alla parte denominato El Pueblo e nella piazza ci imbattiamo in una festa messicana con canti e balli: è domenica e pare che vi si svolgano questi intrattenimenti molto caratteristici. Visitiamo la vecchia stazione dei Vigili del Fuoco, ci rechiamo poi a Rodeo Street e al Walk of Fame dove ci sono le celeri impronte degli attori e pranziamo molto bene in un localino con anche della buona birra.

Torniamo alla fine in albergo dove recuperiamo i bagagli e affrontiamo la seconda parte del viaggio: Los Angeles – Papeete per altre otto lunghe ore.polinesia-brunella-grasso-


6 giugno – Al nostro arrivo a Papeete incontriamo il rappresentante in loco del t.o. che ci omaggia prima di tutto con una collana di fiori profumati e ci consegna i voucher per l’intero soggiorno in Polinesia. Dall’aereo ci trasbordano su un traghetto – bagagli al seguito –  e sbarchiamo a moorea che dista da Tahiti solo 17 km.

Anche all’arrivo in hotel collana di fiori. Ciò si protrarrà per ogni cambiamento di resort: all’arrivo collana di fiori, alla partenza collana di conchiglie, tutte molto belle.

Purtroppo la camera ce la daranno solamente alle due del pomeriggio: sono le 8,30 del mattino! e io sto piuttosto maluccio a segutio della nottata complicata appena passata.  Anche Mario, un t.o. del posto  – che in seguito chiamerò Supermario – intercede presso la signora della reception vedendo che non stavo bene ma questa risponde piccata “alle 14!!!”.  Ottenuta finalmente la camera rimango a letto fino alla mattina dopo, per fortuna Katia mi presta alcune pastiglie e il mattino dopo sono come nuova, si fa per dire.


Il 7 e l’8 giugno lo trascorriamo in questa bella isola. L’albergo è il Sofitel Ia Ora che è molto bello, peccato che il tempo sia nuvoloso, ma lo spettacolo dell’isola è fantastico. Anche la stanza è molto bella con splendida doccia all’aperto, bungalow immerso in un giardino profumato col mare innanzi. Stupendo!polinesia-brunella-grasso-

Essendo stata poco bene ci concediamo il giorno 7 di assoluto riposo con bagni e sole ma anche vento e scrosci di pioggia, ma l’8 giugno decidiamo decidiamo di fare un giro in safari del Super Mario, ex guida turistica, ex grafico torinese, che da sette anni vive a Moorea e da due ha impiantato questo giro dell’isola sua un 4 x 4  il tutto molto avventuroso.

Mario è un tipo un po’ sopra le righe, ma simpatico e gentile, facciamo questa gita con una coppia di italiani, una francese e una col marito australiano e moglie cinese. Alla fine del tour super Mario mi accompagna in farmacia così mi prendo le compresse di Imodium e sono tranquilla per il resto della vacanza.

Il tempo durante il safari non è gran che, infatti arriveremo in hotel bagnati fradici, ma il giro è stato davvero bello. Nella parte settentrionale di Moorea due profondi fiordi danno vita ad altrettante incantevoli baie: la Baia di Cook e quella di Opunohu che dire fantastiche è dire poco. Il Belvedere che vedremo poi è straordinario infatti il panorama  sul Mare della Luna offerto dal belvedere è mozzafiato. Visitiamo anche una fabbrica dove vengono prodotti succhi di frutta molto buoni e una fattoria dove acquistiamo delle marmellate che abbiamo assaggiato e che troviamo ottime.

La sera prima Angelo e Katia ci avevano offerto l’aperitivo nel loro bungalow con spumante di ananas comprato durante il safari che loro avevano effettuato il giorno prima, alla sera di questo giorno saranno inviatati da noi per una bevuta di spremuta d’ananas e rhum, sempre acquistato durante la gita.

E poi a nanna presto, siamo davvero cotti.

polinesia-brunella-grasso-


9 giugno: ci trasferiamo a Bora Bora con l’aereo delle 10,30 dove arriviamo verso le 11 e ci trasferiscono subito al Bora Bora Pearl Beach Resort che dire bellissimo è altamente riduttivo. La nostra stanza è fantastica: è un bungalow enorme, arredato benissimo, circondato da un grande giardino con patio dove vi sono tavolino e posti a sedere e vasca jacuzzi super fantastica che di notte si colora! Superlativo!

La ragazza della reception parla italiano, è molto carina e gentile. Stavolta la camera tocca prima a noi che ai Sottanis, heheh, così va la vita…(smile)

Bora Bora è forse la più famosa delle isole polinesiane, d’altra parte anche lei ha mare cristallino, lagune spettacolari, motu corallini fantastici e il monte Otemanu che svetta al suo centro. Ad onor del vero devo dire che il sogno della mia vita è sempre stato Bora Bora dopo aver visto l’omonimo film con Corrado Pani negli anni settanta.

Per il momento il monte vulcanico  è contornato da nubi, ma siamo sicuri che il tempo si rifarà.


Il 10, 11 e 12 giugno lo trascorriamo in questa dolce isola anche se il 10 andiamo con la barca navetta più bus dell’hotel alla sua capitale che visitiamo e dove assaggiamo dei buonissimi succhi di frutta fresca e gelato davvero ottimi e beviamo buoni caffè e birre Hinano. Vaitape, questo il suo nome, è piccola ma carina, piena di negozi e di bar.

Facciamo pure compere: magliette per Ludovico e Alberto, un pareo per Pamela e come regalo per il suo compleanno una bella collana di perle polinesiane. Per me un bel paio di orecchini con perle dal colore verde pallido che mi piace molto.

Mentre siamo al caffè ci coglie un acquazzone notevole, per fortuna siamo al riparo. Siamo anche stati all’Ufficio Turistico dove prenotiamo una giornata in giro per la laguna oltre al Lagoonarium, dove si farà il bagno con le razze e con gli squali.

Purtroppo in questi giorni il sole va e viene, ma fa sempre molto caldo.

Mangiamo anche molto bene come anche a Moorea. Di regola facciamo una abbondante colazione: scramble eggs, bacon, toast, prosciutto, formaggio, pane, burro, marmellata, brioches, succhi di frutta, yogurt, caffè, a mezzogiorno saltiamo, altrimenti non si potrebbe fare il bagno. La frutta è buonissima in tutta la Polinesia francese. Ottime banane, ananas dolcissimi, buona papaia e – incredibile – pompelmi da sogno, dolci e delicati, mia aspri come quelli che si trovano in Italia! Mi sono veramente piaciuti, questi ottimi pampelmousse! Ci limitiamo a mangiare una barretta a testa che ci siamo portati dall’Italia. Facciamo poi cena nel resort, tre portate a Moorea e due a Bora Bora e Tikehau ma sono talmente abbondanti che non soffriamo assolutamente la fame.

Il tonno è squisito, le insalate di tonno col latte di cocco ottime, il carpaccio di tonno gustosissimo, gamberi favolosi, insomma si mangia bene.

Partecipiamo all’escursione nella laguna: partiamo che piove, e infatti ci telefonano per sapere se siamo sempre intenzionati a partecipare. Certo che si, e allora si va. Ci imbarchiamo su una barca con altre coppie, con noi il capitano della barca e un tipo strampalato che suona l’ukulele, canta e balla e nuota da dio.

Praticamente circumnavighiamo la laguna, vedendo anche il cannone che avevano predisposto gli americani nella seconda guerra mondiale in previsione di un attacco giapponese, poi ci si ferma in una baia a fare il bagno. Io e Mario ci caliamo in acqua col giubbotto salvagente: la corrente è notevolissima e si fa fatica a nuotare dove si vorrebbe. Per fortuna io mi attacco alla corda della barca legata ad una boa fissa e poi non mi smuovo dalla scaletta della barca: siamo ad una profondità di 7 metri con mare  limpidissimo pieno di pesci colorati: sembra di essere immersi in un acquario! Mario tace sul fatto che calandosi prima di me ha visto gironzolare attorno alla barca due squali…

Angelo se la gode un mondo in acqua, nuota molto bene, e pure Katia si divertepolinesia-brunella-grasso-

Andiamo poi al lagoonarium: le razze sono bellissime, gli squali un po’ meno… quando entro in acqua armata di maschera e boccaglio me ne trovo uno accanto che sarà almeno due metri e mezzo… il mio dietro front è precipitoso, dirigo volando verso riva. Mario lo fa e poi mi dirà che è stato emozionante, ci sono un sacco di squali che si avvicinano… il tizio strampalato si è raccomandato di non toccarli… Mario mi confiderà poi che ripensandoci dopo il bagno con gli squali non lo vorrebbe fare più…

Torniamo poi al resort soddisfatti anche perché poi ha smesso di piovere e la giornata è diventata meravigliosa.


Il 13 giugno partiamo per Tikehau  facendo come sempre prima tappa a Papeete e da qui riprendiamo l’aereo per questo isolotto delle Tuamotu che è strepitoso, selvaggio e meno turistico delle altre isole che abbiamo visitato.

Dal finestrino dell’aereo – sono ATR 72 – il panorama delle lagune, delle barriere coralline, del mare è favoloso.

Tikehau è l’ennesimo esempio di bellezza polinesiana: una serie di motu disposti in forma ovale dal diametro di 30 km. descrive una laguna dalle acque particolarmente limpide.

Distante appena 20 minuti da Rangiroa, Tikehau è un bacino naturale pronto ad accogliere numerose specie di pesci che contribuiscono ad aumentare la pescosità della laguna.  La ricchezza faunistica dell’isola è stata ulteriormente confermata dagli studi compiuti nella seconda metà degli anni Ottanta dal comandante Jacques Cousteau.

Particolarmente spettacolari sono il motu di Ohihi, con la sua sabbia bianca dalle venature rosate, e i motu di Puarua e Oeoe presso i quali è possibile ammirare numerose tipologie di uccelli marini alla ricerca di un posto appartato e tranquillo dove poter costruire i propri nidi.

Nelle notti stellate lo spettacolo del firmamento illuminato da migliaia di stelle e dalla luna toglie davvero il fiato e non ci stanchiamo di ammirarlo.

Una delle escursioni che facciamo è proprio all’isola degli uccelli dove si vedono moltissime specie. Tra l’altro scopriamo un uovo deposto da una sterna bianca poggiato su un ramo d’albero, non fanno proprio il nido! e poi facciamo un pic nic buonissimo a base di tonno preparato in tre maniere diverse, pollo e  pesce alla griglia, insalata di riso e pure il caffè preparato dal fantastico Basciù che ci accompagna in questa giornata altrettanto fantastica. Abbiamo trovato Basciù alla reception, parla un buon italiano e altre sei lingue, è un ragazzo che pare sia stato allevato come una donna – usa da queste parti – ed ha unghie lunghissime e atteggiamenti femminili, così come anche il cugino che sfoggia pure bellissime perle alle orecchie.

Il picnic si svolge sul motu di Ohihi, mi pare, che ha della sabbia rosa indescrivibile, una laguna incantevole e tanti squali che vengono a mangiare i rifiuti che getta loro Basciù.

Il nostro over water al resort è molto bello, con un vetro sotto al tavolino dove si possono vedere mille e mille pesci colorati. Peccato non ci sia aria condizionata: si fa corrente tenendo aperte le finestre sulla testata del letto e quelle di fronte nella zona bagno del lavabo, c’è la ventola ma io  soffro il caldo. Il terrazzo con le sdraio è bellissimo, ha la scaletta per calarsi in acqua e io mi calo con scarpe e guanti anti corallo e mi attacco alla scaletta del bungalow perché la corrente è fortissima. I pesci sono migliaia, coloratissimi, favolosi. Una comoda doccia sulla piattaforma che conduce alla scaletta evita di entrare nel bungalow tutti bagnati d’acqua di mare, poi ci si asciuga sulle sdraio del terrazzo.

Scopriamo che verso sera nella laguna arrivano degli squaletti…

Siamo anche andati a Tikehau village, ma non c’è assolutamente nulla, neanche un bar dove sederci e bere qualcosa. In comprenso tanti ragazzini in bicicletta ci salutano allegramente.


Il 16 giugno si parte per Papeete via Rangiroa, e anche qui spettacolari panorami dal finestrino.

Arrivati a Papeete con la navetta del resort ci portano in albergo, il Manava, dove alloggiamo in una bella stanza anche se standard.

Nel primo pomeriggio prendiamo un taxi e ci facciamo portare in centro dove cominciamo a visitare la capitale polinesiana con il suo colorato mercato, i giardini botanici e il bellissimo parco che costeggia il mare con il suo porto e le sue barche.

Durante la passeggiata nel parco sul mare incontriamo un ragazzo italiano che vive qui da due anni: fa il cuoco e si trova benissimo a Tahiti, dove spera lo raggiungano i suoi genitori che per il momento lavorano a Londra.

Ceniamo nelle roulotte: la piazza dell’Ufficio Turistico di sera si riempie di roulotte dove cucinano di tutto e di più, e sono tutte molto affollate. Noi ci facciamo una steack con patatine fritte e acqua, peccato non avessero la birra.

Per tornare in hotel prendiamo il solito taxi, poi salutiamo Angelo e Katia che domattina presto partiranno per le isole Marchesi.


17 giugno: giornata a Papeete. Al mattino prendiamo parte ad un safari nella valle di Papenoo che è incantevole. Eravamo andati all’Ufficio Turistico ad informarci e alle 7,30 siamo già belli pronti ad aspettare di prenotare la gita nel nostro albergo. Partiamo verso le 9 su un  4 x 4 con una coppia di francesi molto simpatica. Affrontiamo tutta la parte nord ovest molto selvaggia, con vari guadi da brivido e zanzare a volontà. Intanto si è messo a piovere, mannaggia. Visitiamo anche un marae che ci piace molto. Vediamo innumerevoli cascate, vegetazione stupenda.

La nostra guida – un tipico francese molto gentile – oltre a un sacco di cose ci dice che marzo aprile e maggio sono stati molto piovosi, che la ricchezza di Tahiti è proprio l’acqua che ne favorisce sia le coltivazioni che la verdeggiante natura.

Sulla via del ritorno la nostra guida si ferma in un punto panoramico dove c’è una venditrice di frutta e ci offre dell’arancia.  Gli scossoni sono molti in quanto la strada è piena di buche e il francese guida birroso. Scoprirò dei bei lividi al braccio che poggiavo sul sedile, peraltro imbottito, del  pickup. E’ tornato il sole e si sta bene.

Il safari ci lascia in albergo dove ci rimettiamo un po’ in sesto e poi prendiamo lo shuttle dell’hotel e ci rechiamo in centro, visitiamo la cattedrale cattolica, nuovamente il mercato dove acquisto un gran bel pareo, ritorniamo al Cafè Retrò dove prendiamo due melba framboise e fraise come il giorno prima e ce lo gustiamo tutto, torniamo a passeggiare nel parco.

Ci sono tantissimi bimbi, uno più bello dell’altro, Ludovico è sempre nei nostri pensieri.

A cena torniamo al Retrò – ceniamo alle 18!!!!! – ma, d’altra parte, nei resort abbiamo sempre cenato alle 19 – dove io prendo degli ottimi gamberi al curry verde e Mario un carrè d’agnello ottimo, e poi col taxi ce ne torniamo in hotel.polinesia-brunella-grasso-


18 giugno si parte per Los  Angeles  e ormai siamo alla fine del viaggio.

Il volo parte alle 9,45 per cui abbiamo il tempo di fare colazione all’albergo, come la mattina prima, e poi, caricate le valigie sullo shuttle si parte per il ritorno a casa.

Trascorreranno 8 ore e saremo a Los Angeles. Intanto mi sono vista un bel film con Fabrice Lucchini, “L’ermine” notevole davvero.


19 giugno: Los Angeles e hotel Hilton. Questa volta, essendo la seconda che si entrava in USA abbiamo fatto i controlli elettronici da soli – aiutati da una hostess – per cui in mezz’ora ce la siamo sbrigata.

Fuori, nella notte, è una bolgia incredibile: auto, mini van, pullman, shuttle e auto a più non posso.

Facciamo il check in dopo essere arrivati all’Hilton con lo shuttle e ci danno una camera che dà direttamente sull’aeroporto: sentiremo aerei partire tutta la notte…

Comunque alle 8,30 siamo in piedi, andiamo a far colazione, riprendiamo le valigie e ci facciamo portare all’aeroporto, alle 13,20 abbiamo il volo per Parigi e trascorreranno altre lunghe 10 ore senza dormire…

Atterriamo finalmente a Parigi e non so più che giorno è e che ora sia…non so perché mi arriva un messaggio dal Ministero degli Esteri, Unità di Crisi… boh,  dopo di che  ci fanno fare un cammino lunghissimo per arrivare al gate dove dovremmo imbarcarci per Milano, 45 minuti previsti, poi si prende l’autobus per il terminal F e finalmente ci si ri imbarca su un aereo e per circa un’ora si vola, senza nemmeno vuoti d’aria sulle Alpi…


20 giugno : arrivo  a Milano Linate, attesa della navetta per l’albergo dove abbiamo posteggiato l’auto e rientro a casa.

Stanchissimi … dobbiamo smaltire tre fusi orari…

Che dire di questo agognato viaggio? Ne avevamo parlato con Katia e Angelo quando eravamo a pranzo il 15 agosto 2015. Loro ci avevano confidato che il prossimo anno si sarebbero sposati, probabilmente il 2 giugno e noi che avevamo già intenzione di visitare la Polinesia avevamo chiesto loro di venire con noi. Detto fatto.

Verso ottobre ne avevamo parlato con Miriam che si è interessata col suo corrispondente ed ha studiato la soluzione migliore per farci risparmiare e star bene nei resort. Il che è avvenuto puntualmente.

Suona strano, comunque, essere agli antipodi e sentire il francese, sapere che i polinesiani sono considerati francesi, possono studiare, se vogliono, a Parigi.

E’ una popolazione strana, sono grandi e grossi, molti obesi. Pagano caro lo scotto di una evoluzione che è stata rapidissima: da quando Cook ha scoperto la Polinesia sono passati neanche 250 anni e sono passati praticamente dall’arco con le  frecce  alla land rover. Di conseguenza soffrono in molti di diabete. Le malattie reumatiche sono invece dovute al clima caldo umido.

Come mi ha raccontato Super Mario i polinesiani non tengono assolutamente alla casa, per loro è solo un rifugio per la notte, per cui si vedono moltissime case malandate col tetto in lamiera e qualche pietra sopra per tener fermo il tutto. Non a Papeete che è la capitale e lo si nota.

Non interessa loro se la casa ha i topi o gli scarafaggi, per loro è importante l’ultimo modello di cellulare o il nuovo televisore o la land rover più moderna.

Si dice che Gauguin abbia dipinto donne che non sorridevano più. Questo perché con l’arrivo dei missionari era stato sconvolta la società polinesiana che si sviluppava in comunità di clan. Non esisteva il matrimonio né la fedeltà tra uomo e donna, ognuno aveva la vita sessuale che voleva e i figli che nascevano erano i figli della comunità. Con la religione è stato introdotto il peccato originale, che prima non avevano e di conseguenza tutto il resto.polinesia-brunella-grasso-

Sono un popolo socievole e gentile, sorridente, ti danno volentieri una mano se sei in difficoltà.

Il clima non è stato dei migliori ma a Tikehaui il cielo terso è stato fantastico. La natura che abbiamo visto è davvero invidiabile, non abbiamo avuto contrattempi e tutto è filato liscio come l’olio. Siamo stati proprio bene, insomma.

A Papeete si svolgeva il festival della musica e abbiamo incontrato tanti musicisti nei bar o nelle strade che ci rallegravano con la loro musica. In albergo abbiamo assistito alle danze polinesiane con ragazze belle dai costumi colorati e  spettacolari.

E allora ia ora nà, ovvero buon giorno, maeva, benvenuti, e maururu,  grazie, a questo popolo ospitale.


Per vedere la Galleria fotografica di Brunella clicca qui


Chi è Brunella Grasso?

finalebrunella“mi chiamo Brunella Grasso, vivo da sempre a Genova mia città natale e che amo –
non riuscirei proprio a vivere in una città senza mare – e sono una nonna viaggiatrice nata tanti secoli fa.
da sempre mi è piaciuto viaggiare, passione che ho sempre condiviso con mio marito, che abbiamo trasmesso a nostro figlio e che trasmetteremo al più presto allo splendido nipotino di quasi quattro anni.”

Leave a Response