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Sicilia on the road con Cristina Bertolino

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Cristina Bertolino ci racconta i suoi 10 giorni on the road in Sicilia. Buona lettura!

1° GIORNO

Siamo nel settembre 2004.
Parto con il mio allora “compagno”, ora marito, da Torino via Roma in aereo per Palermo
Siamo poco fiduciosi dello smistamento bagagli di Fiumicino, quindi approfittiamo della coincidenza lunga per ritirare e reimbarcare i bagagli. Sorpresa: il metal detector di Fiumicino segnala “esplosivo” nella nostra valigia rigida! Ce la fanno aprire, ci guardano con un po’ di sospetto, frugano ovunque senza ovviamente trovare nulla… possiamo richiuderla e spedirla!
A Roma incontriamo il nostro amico in arrivo da Bolzano, che viaggerà con noi. Arrivati in Sicilia troviamo anche la nostra amica di Milano. Ora il gruppo è al completo! Ritiriamo l’auto a noleggio e partiamo in direzione Segesta.
E’ ora di pranzo e decidiamo di fermarci a Terrasini, dove troviamo una trattoria sul lungomare che ci alletta!
Proseguiamo soddisfatti ed arriviamo a Segesta, dove visitiamo il teatro ed il tempio.

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Sono le prime rovine che vediamo in Sicilia e ci affascinano!
Ripartiamo in direzione Castellammare del Golfo, dove pernotteremo, ma lungo il percorso non possiamo rinunciare ad una sosta caffé e… cannolo!
Ceniamo in un ristorante sul lungomare, dove assaggiamo la pasta con le sarde (e la “muddica“!!!) e gli involtini di pesce spada, il tutto a prezzi contenutissimi.
Ci convinciamo che la Sicilia ci piacerà molto non solo per i luoghi, ma anche per i sapori!!!


2° GIORNO

Con la carica avuta da una buona colazione, siamo pronti per il nostro primo giorno completamente siciliano!
Partiamo ed arriviamo a Erice, una località molto carina, arroccata su una collina, con viuzze pedonali strettissime. E’ molto turistica, ma vale la pena vederla.

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Proseguiamo verso Trapani, dove però non ci fermiamo in quanto la nostra meta sono le saline, poco dopo la città. Il paesaggio è spettacolare: vasche d’acqua, mulini a vento, mucchi di sale ed in lontananza l’isola di Mozia! Ci imbarchiamo e la raggiungiamo. Rimaniamo un po’ delusi dalle rovine. Non è rimasto molto da vedere ed è tutto un po’ trasandato, ma se si pensa all’importanza che l’isola ebbe per i Fenici, l’atmosfera è affascinante.
Torniamo in battello e recuperiamo l’auto. La nostra destinazione è Mazara del Vallo, dove pernotteremo ma… non possiamo mica saltare merenda oggi? E brioche con gelato sia!!!


3° GIORNO

Questa mattina la colazione ci delude parecchio, ma non sarà questo che ci ferma. Siamo pronti per il nostro itinerario quotidiano!
Dopo neanche un chilometro dalla partenza ci ferma la polizia; direi che la giornata si prospetta tosta! Sono piuttosto turbati da questo insolito gruppetto formato da una torinese, un genovese nato a Palermo e trasferito a Torino per amore, una milanese ed un bolzanino con carta d’identità verde della Regione Autonoma!!! Fatti i dovuti controlli ci salutano e proseguiamo. La nostra meta è Selinunte.

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Il luogo è splendido e lo visitiamo con entusiasmo nonostante il sole che picchia! Dopo le rovine, avevamo pensato di concederci qualche ora di relax al mare ma… inizia a piovere a dirotto. Quando si dice “il buon giorno si vede dal mattino”!!
Proseguiamo fino a Siculiana Marina, dove spunta il sole. Il vento è forte, il mare è mosso ma non ci lasciamo scoraggiare: andiamo in spiaggia e ci godiamo un mare mosso ma splendido.

Arriviamo ad Agrigento, o meglio a San Leone, dove pernotteremo.
Ceniamo sul lungomare in un ristorante con menu fisso ad un prezzo ridicolo, consistente in dieci antipasti (che in realtà sono piatti veri e propri) e tre primi; siamo soddisfatti!


4° GIORNO

Oggi sarà una giornata impegnativa ma entusiasmante! Siamo ad Agrigento, dove visitiamo la Valle dei Templi.

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Il sole picchia, non c’è quasi ombra, ma il luogo è talmente splendido che si sopporta ogni fatica! Peccato che l’abitato di Agrigento sia così vicino alle rovine, ma siamo così entusiasti da cosa stiamo visitando da non farci caso.

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Ripartiamo in direzione Piazza Armerina. Attraversiamo una zona secca e brulla, ma le colline di terra gialla con qualche ulivo o vigneto sparsi qua e là sono affascinanti. Arriviamo a Piazza Armerina e visitiamo la Villa del Casale. E’ un posto molto turistico, con caffetteria e bancarelle di souvenir. Non quello che di solito piace a noi insomma, ma le rovine della villa romana ed i mosaici quasi intatti sono stupendi. Ci turba un po’ la copertura in plexiglass di tutto il sito, ma lo scopo è preservare questi preziosi reperti, comprensibile.

La destinazione finale di questa giornata è Catania, dove pernottiamo in un hotel in località La Plaja.


5° GIORNO

La prima tappa prevista per oggi è a Noto, famosa per il barocco.

Viuzze strette, palazzi stupendi ma… che brutta sorpresa, il Duomo è chiuso per restauri!
Decidiamo di visitare in alternativa la sala degli specchi del Municipio, poi ripartiamo.
Arriviamo a Siracusa ad ora di pranzo e dopo una breve sosta per uno spuntino iniziamo a visitare la zona archeologica.

Il Teatro Greco è spettacolare sia come costruzione che come posizione.
L’Orecchio di Dioniso, una grotta naturale con un’acustica perfetta, è affascinante.
L’Anfiteatro è imponente. Siamo soddisfatti!
Proseguiamo per l’isola di Ortigia, la parte storica della città.

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Il Duomo e l’omonima piazza sono stupendi, le viuzze molto caratteristiche ed il lungomare con la Fonte Aretusa molto rilassanti. Ci concediamo una pausa granita e ritorniamo a Catania, facendo una sosta al Castello Eurialo prima di rientrare in hotel (si tratta di rovine situate su una collina da cui si gode uno splendido panorama). Questa sera ceniamo in centro a Catania e facciamo due passi per la città (il Teatro Bellini e Piazza del Duomo con i palazzi in pietra lavica).


6° GIORNO

Oggi si prospetta una giornata entusiasmante: in programma c’è l’Etna!

Arriviamo in auto al Rifugio Sapienza (per un’amante della montagna come me, abituata alle Alpi, pensare di essere in montagna in Sicilia, in un rifugio, è incredibile…).
Di qua saliamo in funivia a quota 2500 m. Peccato che arrivino le nuvole e la visuale sia poca, ma lo spettacolo è fantastico! Distese di rocce e terra nera: sembra di essere sulla Luna!
Camminiamo un’oretta poi, infreddoliti, torniamo in funivia al Rifugio.
Ovunque si vedono i segni dell’ultima eruzione del gennaio 2004: strade rifatte da poco, case ancora in costruzione, paletti divelti dalla lava.
Una sosta per pranzo (nel mio immaginario ci vorrebbero polenta e salsiccia, invece qua troviamo gli arancini!) e ripartiamo in direzione Acireale e Giardini Naxos.
Imbocchiamo la vallata alle spalle di Giardini Naxos ed arriviamo alle Gole dell’Alcantara.

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Scendiamo all’imbocco delle gole, dove c’è una spiaggetta e si può camminare nell’acqua, che è gelida!
Il posto è bellissimo, peccato ci sia troppa gente.
Ripartiamo ed arriviamo a Giardini Naxos, dove pernotteremo.
Abbiamo ancora un po’ di tempo e decidiamo di concederci un bagno ed un po’ di relax in spiaggia.


7° GIORNO

Partiamo per Taormina e lasciamo l’auto in un parcheggio multipiano alle porte del centro storico.
Di qua iniziamo la passeggiata per questa splendida città.

E’ molto, troppo turistica, ma è talmente bella che si accettano negozietti di souvenir e gruppi di turisti vocianti; lo spettacolo vale comunque la pena!
Arriviamo al Teatro Greco, che credo sia uno dei monumenti più meravigliosi che io abbia mai visto! Sono bellissime le rovine, ma si rimane estasiati per la posizione: dal teatro si vede il mare e, alle spalle, l’Etna: un sogno!
Lasciamo un po’ a malincuore Taormina e ci dirigiamo a Messina.

Una breve sosta sulla Piazza del Duomo deserta, una brioche con gelato e ripartiamo per Tindari.

Dal parcheggio una navetta ci porta agli scavi archeologici.
C’è poco da vedere, ma la posizione del sito è splendida, a picco sul mare.
Riprendiamo la strada lungo la costa ed arriviamo a Sant’Agata di Militello, dove pernotteremo.


8° GIORNO

La prima tappa di oggi è Cefalù.

La cittadina è molto carina, con le caratteristiche viuzze strette che portano all’imponente Cattedrale. E’ una delle rarissime volte in cui ci fermiamo a fare shopping ed i nostri acquisti preferiti sono prodotti alimentari!
Troviamo il preparato per la pasta con le sarde… come dire di no!
E’ un’occasione anche per chiacchierare con il negoziante, che ci tratta come se fossimo vecchi amici e ci spiega i segreti per una preparazione perfetta: questo è il tipo di turismo che amiamo!
Oggi non abbiamo voglia di spuntini veloci per pranzo, ci concediamo una sosta in un ristorantino del centro storico ed assaggiamo il cous-cous di pesce… fantastico!

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Dopo pranzo ci fermiamo sugli scogli appena fuori dal centro e ci godiamo un po’ di relax prima di arrivare a Palermo.
Alle porte della città ci accorgiamo subito del grande traffico. La tangenziale è in realtà un grande corso cittadino e chiunque ne usufruisce; si passa da un ingorgo all’altro.
Tra una coda ed un intasamento arriviamo a Monreale. Che spettacolo!

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Visitiamo il Duomo ed il Chiostro e ripartiamo per Mondello, dove pernotteremo.
Questa sera cena sul lungomare a base di frutti di mare, ottima ed a prezzi più che ragionevoli, come sempre.


9° GIORNO

Con i piedi doloranti a causa dei tagli che ci siamo procurati ieri sulle rocce a Cefalù, andiamo a far colazione nella famosa pasticceria Caflish. La vetrina è una meraviglia ed è difficile scegliere tra le decine di specialità. Optiamo per dei cannoli di pasta di krapfen ripieni di ricotta, semplicemente sublimi!

Oggi ci dedicheremo alla visita di Palermo e decidiamo di raggiungerla in autobus, visto il traffico. Lungo il tragitto, chiacchieriamo con un signore che, accorgendosi che siamo turisti, ci fa da cicerone illustrandoci vie e palazzi. Popolo siciliano, vi adoriamo!!!
Arriviamo al Palazzo dei Normanni e visitiamo la Cappella Palatina, un gioiello. Proseguiamo per la chiesa di San Giovanni degli Eremiti, molto particolare, con un chiostro che dà una sensazione incredibile di pace e serenità. Arriviamo alla Cattedrale. L’esterno è imponente, ma dopo i mosaici di Monreale e della Cappella Palatina, l’interno ci sembra spoglio.

Riprendiamo Via Vittorio Emanuele e facciamo una sosta in un bar per pranzo, dove assaggiamo la “pasta cu furnu”, un timballo di pasta a forma di anellini con ragù e piselli, ottima!
Proseguiamo fino al Teatro Massimo e ci concediamo un cannolo in una pasticceria. Lo chiediamo “con scaglie di cioccolato, senza canditi” ed il cameriere un po’ stizzito ci risponde “sì, sì, per i turisti li facciamo così”. Capiamo di aver sbagliato tutto!!! Visitiamo ancora la chiesa della Martorana, piccola ma con mosaici e decorazioni stupende.
In autobus raggiungiamo il Castello della Zisa. E’ una costruzione del periodo arabo, un po’ lasciata andare, in un quartiere squallido ma la visita è interessante.

Per cena siamo invitati dagli zii del mio compagno, che per l’occasione hanno invitato altri parenti: siamo in dodici in tutto (a casa mia, in Piemonte, se si invitano due persone a cena ci si agita giorni e giorni in anticipo, qua si aggiunge un piatto ed è una grande festa in famiglia, fantastico!).
Non vogliamo arrivare a mani vuote e pensiamo di comprare delle brioches e del gelato. Altro errore da turisti… gli zii ringraziano e sorridendo ci chiedono “ma sono per colazione?”. Va beh, sono buone a qualsiasi ora!!!


10° GIORNO

Ultimo giorno… siamo già pervasi dalla malinconia!
Stamattina ci concediamo una passeggiata sul lungomare di Mondello, compriamo qualche dolcetto da portare a casa e gironzoliamo senza meta, cosa piuttosto insolita per noi!

A dire il vero, Mondello ci delude un po’…
Uno spuntino per pranzo e ci dirigiamo verso l’aeroporto.
Riconsegniamo l’auto e ci imbarchiamo tutti insieme per Roma.
Qua dobbiamo salutare i nostri compagni di viaggio, che proseguono per Milano e per Bolzano. Noi attendiamo il volo per Torino, che è in ritardo ma che importa… la vacanza è finita.


CONCLUSIONI:

In dieci giorni abbiamo percorso quasi 1400 km.
Abbiamo visto luoghi splendidi, trovato persone gentili e simpatiche.
E’ stata una vacanza faticosa, dai ritmi sempre sostenuti, ma siamo soddisfatti.
Dopo la fantastica cucina siciliana… ora ci tocca un po’ di dieta!

Precisiamo che, in questo caso, le foto inserite nell’articolo non sono state scattate dall’autrice e non appartengono a lei.


Chi è Cristina Bertolino?

foto-profiloSono nata nel ’70; una gemelli con la testa dura e con interessi spesso in contrasto tra di loro.
Adoro il silenzio e la tranquillità, ma mi ritengo una cittadina del mondo ed amo confrontarmi con gente di ogni lingua e nazionalità; mi piacciono le comodità di casa, ma ci rinuncio volentieri per scoprire nuovi mondi; amo passare del tempo da sola, ma ho trovato in mio marito il compagno di viaggio ideale.

Ho imparato a viaggiare grazie ai miei genitori, che durante le loro vacanze estive negli anni ‘70/’80 caricavano me e qualche valigia su un’auto senza navigatore né aria condizionata e partivano alla scoperta di luoghi più o meno lontani, sempre con la curiosità di scoprire, imparare, conoscere.
I miei viaggi non sono mai un “arrivare in un posto e fermarmi”; piuttosto sono un itinerario studiato in anticipo, un “fai da te” che permetta di vedere, visitare, esplorare, ma che lasci anche tempo ed occasioni per confrontarsi con la gente del posto, con le loro abitudini, con il loro cibo.

Da qualche anno ho l’abitudine di scrivere un diario durante i miei viaggi, che spesso rileggo quando ho nostalgia di un luogo o di alcune sensazioni. Ora mi fa piacere condividere questi miei diari con chi avrà voglia di leggerli!

Potete leggere i diari di viaggio di Cristina anche su Facebook e Google+.

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