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Sorvolando le spettacolari Victoria Falls in elicottero

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Le Victoria Falls sono tra le cascate più spettacolari del mondo. Questo luogo incontaminato, situato al confine tra Zambia e Zimbabwe, regala emozioni da brivido! Le bellissime foto e articolo di Roberto Lazzarato


A conclusione di un viaggio in Sud Africa ho avuto l’opportunità di sorvolare le Victoria Falls in elicottero. Anche se il periodo coincideva con la stagione secca e quindi di ridotta portata del fiume Zambesi che genera le famose cascate, lo spettacolo è stato grandioso ed emozionante perché dall’alto è stato possibile apprezzare tutta l’area del delta, il profondo canyon dove precipita la massa d’acqua, l’arcobaleno tra le nuvole di vapore, il ponte risalente all’inizio dello scorso secolo sul fiume Zambesi, l’area dei parchi dello Zambia e dello Zimbabwe confinanti con le cascate.

Le Cascate Vittoria (Victoria Falls) si estendono su più di 1600 metri di larghezza e sono generate dal fiume Zambesi che precipita in uno stretto dirupo, largo poco più di 100 metri, da un’altezza variabile dagli 80 ai 105 metri, con una considerevole massa d’acqua che genera una gigantesca nube di vapore acqueo che si innalza nel cielo e, condensandosi in minute goccioline, per effetto della rifrazione dei raggi del sole, crea suggestivi arcobaleni.

Musi-o-Tuna (il fumo che tuona)), così sono chiamate dagli indigeni le cascate scoperte dall’esploratore inglese David Livingstone nel 1855, alle quali diede il nome dell’allora Regina d’Inghilterra, la Regina Vittoria, fanno parte del Patrimonio dell’umanità dell’Unesco.

A monte delle cascate il fiume Zambesi è punteggiato da numerose isolette coperte di vegetazione, tra le quali una si chiama l’Isola di Livingstone, che in prossimità del canyon dove precipita frastagliano la massa d’acqua formando quattro cascate.

La quantità d’acqua varia notevolmente: nella stagione delle piogge la portata del fiume è di circa 9000 m³/s, che scende a meno di 400 m³/s nella stagione secca, nella quale però si ha la possibilità di vedere la vertiginosa gola del canyon, altrimenti oscurata dalla nuvola degli spruzzi.

Dall’alto si può ammirare anche il ponte sullo Zambesi, completato nel 1905, che originariamente rientrava nell’ambizioso progetto, mai completato, ideato da Rhodes per la costruzione di una linea ferroviaria di collegamento tra il Cairo e Città del Capo. Il ponte si trova ad una altezza di 125 metri dal fiume ed è lungo 250 metri.

A cura di  World Explore 360


Chi è Roberto Lazzarato?

roberto-in-yunnanHo il privilegio di abitare in Valbrenta, una valle percorsa dal fiume Brenta tra il Massiccio del Monte Grappa e l’Altopiano di Asiago.

Dopo aver visitato in lungo e in largo l’Italia, sicuramente il Paese con un patrimonio artistico, architettonico e naturalistico impareggiabile, anche se spesso non valorizzato adeguatamente, e con ancora tantissime mete piccole e grandi da scoprire, ho iniziato oltre trent’anni fa a viaggiare all’estero, prima qualche puntata in Europa, poi in Africa, Medioriente, Asia, Americhe.

La passione per i viaggi e per le foto è andata in crescendo, come la curiosità di cercare di scoprire sempre nuove culture, storie, tradizioni. Per ogni viaggio mi entusiasma prima di partire la fase di ricerca delle notizie, di documentarmi sulla destinazione scelta, studiare l’itinerario, conoscere la storia del paese, gli usi, i costumi; poi, durante il viaggio, cercare di utilizzare al meglio il tempo disponibile per vedere non solo le mete imperdibili, ma anche entrare in contatto con la gente, mi piace girare per i mercati locali, fotografare le persone, nel rispetto della loro sensibilità, gente che spesso non ti chiede nulla e ti regala un sorriso che vale molto più di mille parole e di tante pagine delle guide; infine, al ritorno, senza le inevitabili tensioni dei tanti accorgimenti che ti frullano per la testa quando ti trovi all’estero in Paesi a volte problematici, rivivere il viaggio e le emozioni provate, le sensazioni percepite, ripercorrendone le varie tappe attraverso le immagini.

Un viaggio, quindi, non dura i 10/15 giorni dalla partenza al ritorno, ma si assapora dalla preparazione e per lungo tempo dopo il rientro a casa, dove è già in cantiere l’itinerario della prossima destinazione.

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