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TANZANIA DEL SUD:DOVE COMANDA LA NATURA.

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Stefania e Alessio ci portano con loro in questa indimenticabile viaggio in Tanzania !! Pronti?


NOVE GIORNI NELL’INCREDIBILE NATURA INCONTAMINATA DEI PARCHI SELOUS E RUAHA

Una breve introduzione per questo viaggio  in Tanzania è doverosa perché sicuramente non sono due dei parchi africani più famosi… Con il grande sogno di fare un safari e incontrare da vicino i felini selvatici, abbiamo iniziato ad informarci sui parchi migliori in cui andare.

Escludendo da subito il Kenya perché è troppo turistico, una persona ci racconta di aver visitato i Parchi nord (Serengeti e Ngorongoro) e sud della Tanzania e ci consigli proprio questi ultimi, Selous e Ruaha in quanto la presenza dell’uomo è ancora agli albori.tanzania-alessio e stefania

Tant’è che infatti fatichiamo a trovare un tour operator che se ne occupa! Alla fine abbiamo trovato un tour con Evolution Travel, un’agenzia di viaggi on line che tratta appunto anche il sud della Tanzania, che ci ha costruito un’itinerario in base alle nostre esigenze (anche economiche!).

Confermo che nel 2012 la natura era assolutamente incontaminata, ci siamo trovati molte volte io e Alessio da soli con le nostre due guide a tu per tu con gli animali selvatici e abbiamo potuto osservarli tutto il tempo che ci pareva.

Il prezzo di questo safari è ovviamente più alto rispetto ad altri parchi, ma vi assicuro è un’esperienza unica… e ora vi racconto nel dettaglio cosa abbiamo visto in questa terra magica!


DALL’ITALIA ALLA NATURA INCONTAMINATA DEL SELOUS

Partiamo da Roma Fiumicino in tardo pomeriggio e dopo uno scalo a Il Cairo ci imbarchiamo sul volo EgyptAir a tarda sera, per viaggiare fino alle 6 del mattino.

Appena arrivati all’aeroporto di Dar Es Salam, occorre sbrigare le pratiche burocratiche legate al visto, che sono molto lunghe, ci abbiamo messo più di un’ora; dopo aver ritirato il bagaglio, abbiamo raggiunto l’aeroporto dove partono i voli interni; premetto che il ragazzo del tour operator, Evolution Travel, che doveva attenderci se n’era andato convinto che avessimo perso l’aereo e invece eravamo solo bloccati per il visto, ma non c’è da temere, qui la gente è gentilissima e ti aiuta al massimo, infatti siamo stati portati con una navetta da un altro ragazzo all’imbarco dei voli interni.tanzania-alessio e stefania

Qui occorre essere molto svegli e chiedere perché non c’è un vero e proprio orario di partenza, bensì delle specie di aero bus e gli orari non sono sempre precisi. Questi aerei sono a 7 posti, minuscoli e quando tira il vento..ci sono un po’ di turbolenze!

Dopo circa un’ora arriviamo alla Riserva del Selous, un parco di 55000 kmq, la più grande riserva africana, divisa in due parti; in una si possono effettuare safari fotografici, nell’altra purtroppo si possono fare safari di caccia, ma non abbiamo indagato oltre.. Appena arrivati saliamo sulle Jeep messe a disposizione dal nostro campo tendato, il personale è ovviamente gentilissimo e la nostra guida Peter parla un ottimo italiano, oltre che inglese, spagnolo e francese. Durante il viaggio di circa un paio di ore dalla pista di atterraggio al campo tendato, iniziamo già a capire che, al contrario di quello che uno si può immaginare guardando i documentari in tv, non è semplicissimo trovare gli animali soprattutto in uno spazio così ampio! Il paesaggio che ci si presenta è secco, brullo, pieno di arbusti e rami secchi, qui infatti non piove ormai da 4 mesi!tanzania-alessio e stefania

Nonostante questa premessa, incontriamo quasi subito un elefante appena diventato adulto, che si è allontanato dal gruppo e che sembra abbastanza irrequieto, di fatti tende a caricare un po’ tutte le jeep che trova! Proseguendo, vediamo un sacco di impala, qualche facocero e un’infinità di giraffe; la giraffa è l’animale simbolo della Tanzania e anche nella riserva di caccia è proibito cacciarle; inoltre, occorre dire che le giraffe non hanno un grande istinto materno, per andare a cercar cibo abbandonano per moltissime ore i piccoli con ancora il cordone ombelicale.. questa cosa ci rattrista, ma è la natura!

Facciamo un ultimo incontro interessantissimo prima di arrivare al campo: un branco di leonesse e giovani leoni intenti a mangiare un bufalo catturato precedentemente! La carcassa è già mezza squartata, una leonessa pur non avendo più fame ma non volendo lasciare il cibo agli avvoltoi, la sta trascinando via con sé. Tutto intorno siamo accerchiati da leoni sornioni che si riposano con la pancia piena, alcuni ci bloccano la strada, un altro si avvicina alla jeep incuriosito.

Nel Sud della Tanzania, come dicevo, gli animali non sono ancora abituati alla presenza dell’uomo, il turismo è agli albori e oltre tutto nel Selous, essendo anche in parte riserva di caccia, gli animali, specie gli erbivori, sono molto schivi, è difficile avvicinarsi!tanzania-alessio e stefania

Restiamo incantati a guardare i nostri primi leoni almeno una mezz’ora, per poi arrivare al campo tendato Lake Manze Tented Camp gestito da due ragazzi inglesi molto gentili, i quali ci spiegano un po’ le attività che si possono fare nei giorni a seguire e ci spiegano le regole di convivenza nel campo. Questi campi tendati non sono recintati, gli animali si aggirano intorno al cottage (aperto) dove si mangia, i babbuini saltano sulle tende per rubarsi il cibo e gli elefanti ogni tanto ti vengono a “salutare” mentre sei in bagno! Infatti, la zona notte della tenda è chiusa su tutti i lati e protetta da una grossa zanzariera, ma la zona bagno, a cui si accede attraverso un’altra zanzariera a zip, è a cielo aperto! Non esiste la luce elettrica, solo qualche spina alla “reception” per caricare cellulari e macchine fotografiche; quindi è indispensabile portarsi delle torce (in camera comunque le trovate!) e anche repellenti per zanzare, in quanto il campo è situato su un enorme lago quindi le zanzare abbondano!


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Proseguiamo la giornata con un ottimo pranzo a base di riso, verdura, buonissimi panini, carne e dopo aver riposato un paio di ore, decidiamo di effettuare un boat safari, cioè un giro in barchetta sul lago vicino.

L’ambiente del lago è una delle cose che ci ha più affascinati! Soprattutto al tramonto, i colori del cielo, che si specchiano sull’acqua creano un gioco di luci e colori che faranno impazzire di gioia gli amanti della fotografia e non solo! Durante i boat safari è sicuro vedere coccodrilli in gran quantità, sono ovunque! Ma si mimetizzano molto bene e hanno un po’ timore del rumore delle barche quindi difficilmente li riuscirete a beccare fuori dall’acqua, ma non è impossibile! Inoltre il Lake Manze è perfetto per gli amanti del bird watching, ci sono un’infinità di cicogne e uccelli di vario tipo, oltre a varani, ippopotami, impala che si abbeverano.. noi riusciamo a vedere anche un elefante e un gruppo di giraffe che attraversano le sponde del lago, ci dicono che è cosa rara e ci sentiamo molto fortunati! La cena si consuma sotto un cielo così stellato che di più non si potrebbe! Il cibo è sempre molto buono e si chiacchera con gli altri commensali, molti stranieri, sulle esperienze fatte in giornata! La notte, nei campi tendati, è un’esperienza da fare! Gli animali sono svegli di notte, e fanno un baccano infernale! Mi hanno stupita molto gli ippopotami! Di notte danno il meglio (il peggio?) di sé!


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L’indomani decidiamo di fare un safari in jeep, nonostante le strade al Selous siano veramente pessime per la schiena! L’alba è uno spettacolo, anche in questo caso i colori fanno felici gli occhi! Incontriamo tantissime giraffe, impala, qualche zebra che scappa subito e un branco di gnu. Decidiamo di fare colazione nella savana e dopo poco ci troviamo accerchiati dai babbuini, ma restano a distanza perché hanno timore di noi! Incontriamo anche un branco di leoni giovani, giocano tra loro sono molto divertenti e uno annusa la jeep di fronte a noi e inizia e sgranocchiare la gomma per sentire se è commestibile… per fortuna desiste subito! Dopo il pranzo, decidiamo di deambulare un po’ e facciamo un walking safari, cioè una camminata a piedi ai margini del campo. E’ rarissimo vedere animali, a parte qualche impala, ma è interessante vedere anche la vegetazione e come essa viene impiegata nelle medicazioni locali, oltre a “studiare” le feci di diversi animali e vedere come, in base alla loro alimentazione, siano estremamente diverse! Troviamo anche uno scheletro di ippopotamo, la guardiamo per bene e sono quasi tentata di portarmi via un dente.. ma le guide sono molto severe! Qui nulla si lascia e nulla si porta via, pertanto mi arrendo subito alla cura che hanno del loro ambiente.

PESCA TRA COCCODRILLI E ELEFANTI

tanzania-alessio e stefaniaL’indomani usciamo nuovamente con la barca per una battuta di pesca, che si rivela fruttuosa in quanto il mio ragazzo e un’altra coppia conosciuta durante il viaggio pescano in totale 6 / 7 pescegatti, i quali verranno cucinati dai cuochi del campo e offerti a pranzo agli ospiti e allo staff del campo. Durante la pesca, vediamo un elefante a distanza molto ravvicinata intento a cercar cibo che attraversava il lago da un isolotto all’altro, oltre a tantissime cicogne, ippopotami, coccodrilli e due enormi bufali! Al rientro, durante il pranzo, ci dicono che stamattina molte jeep hanno visto un branco di licaoni.. peccato.. è rarissimo poterli vedere.. ma così ho un buon motivo per tornare in africa! La mattina seguente, dopo la colazione, ripartiamo per prendere l’aereo interno che ci porterà al Ruaha National Park; il volo durerà circa 2 ore un po’ scomodo ma tranquillo.


IL NOSTRO RUAHA

Il Ruaha è letteralmente infestato dalla Mosca Tse Tse, è una piaga! E’ necessario coprirsi il più possibile, anche se in realtà la mosca punge anche attraverso i vestiti. Le guide in macchina hanno un repellente abbastanza efficace e per allontanarla portano un barattolo agganciato sul retro della jeep dove bruciano cacca di elefante.. tranquilli non puzza! Il Ruaha mi rimarrà sempre nel cuore perché mi ha offerto tutto quello per cui ho affrontato il viaggio. Dopo appena mezz’ora di viaggio troviamo, ben nascosti nella vegetazione secca e nelle sterpaglie, un branco di leoni dove c’è anche, finalmente, un maschio adulto! E’ maestoso e ci guarda fisso negli occhi. Davanti a lui una carcassa di gazzella kudu già mezza divorata e a fianco a lui una leonessa che dorme a pancia in su.. restiamo estasiati.. quando da dietro la gazzella sbuca un cucciolo di leone! In questo momento penso che la fatica del viaggio sia valsa la pena, anche solo per vedere questo piccolo leoncino che sbadiglia e si mette addirittura a giocare con la leonessa! Tutt’intorno scorgiamo leoni che dormono, si mimetizzano benissimo, ma non si spostano di una virgola! Il campo tendato che abbiamo scelto per la permanenza al Ruaha è il Mdonya Old River Camp, situato sul letto di un fiume, in estate completamente secco, molto simile come fattezze al campo del Selous. Qui il campo è gestito da un ragazzo italiano da 2 anni, il quale ci spiega che nel campo vive ormai stabilmente una vecchia genetta che la sera viene a mangiare avanzi di carne della cucina,infatti la sera stessa riusciamo ad osservarla, e spesso arriva anche un giovane leopardo, questo purtroppo, non siamo mai riuscito a vederlo.


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Il giorno seguente, partiamo con le nostre guide decisi a trovare qualche felino! I primi che incontriamo sono i leoni, intenti a mangiarsi un facocero.. fotografie a raffica! Intorno arrivano anche degli sciacalli decisi a rubare qualche pezzettino di carne! Seguendo le tracce e le impronte, ci addentriamo nel bush e vediamo un sacco di giraffe, zebre finalmente da vicino, impala, elefanti e tra l’altro ci sono anche tanti cuccioli di ciascuna specie! Ma finalmente dopo un paio d’ore la guida scorge da lontano qualcosa.. ci avviciniamo, è un leopardo femmina! Appollaiata su un enorme sausage tree, sta dormendo pesantemente. Quando ci sente, si sveglia, sbadiglia, salta da un ramo ad un altro e dopo un quarto d’ora decide di andarsene.. ma è stato un incontro stupendo! Successivamente, ci spostiamo in un’area chiamata piccolo Serengeti, in quanto ovviamente il paesaggio è somigliante a quello appunto del Serengeti, l’habitat perfetto per il ghepardo, oltre tutto, che per la caccia ha bisogno di distese piane e libere da alberi per correre in velocità. E infatti.. dopo una difficilissima ricerca, improvvisamente da un cespuglio, sbucano due occhi rigati di nero.. e finalmente lo abbiamo trovato! Subito, spaventato dalla nostra brusca frenata, inizia un po’ a scappare e questo ci dà la possiblità di fare delle foto stupende, ma poi decide di sdraiarsi all’ombra di un acacia. Stavolta ci avviciniamo pianissimo e infatti è molto tranquillo! E’ un animale bellissimo, sinuoso ed elegante, ma molto fragile. Restiamo una buona mezz’ora, incantati dai suoi occhi …


tanzania-alessio e stefaniaALTRI INCONTRI NEL RUAHA!

Il giorno successivo andiamo in un luogo paesaggisticamente spettacolare, l’unico fiume che permane durante la stagione secca, qui ci sono molti coccodrilli, enormi rispetto a quelli del selous, che sonnecchiano a bocca aperta e tantissimi ippopotami!

Il pomeriggio, dopo un po’ di riposo, giriamo con la jeep nei dintorni del parco per poi andare su una collina ad ammirare il tramonto; qui talvolta ci addentriamo nella savana alla ricerca di qualcosa.. e lo troviamo! Spenta la macchina, ci accorgiamo dopo qualche secondo che sopra le nostre testa sta dormendo placidamente un leopardo maschio, bellissimo! Ci sbadiglia in faccia e scoppia una soffocata risata.. visto così sembra proprio un gatto troppo cresciuto! Si rigira un paio di volte sul ramo, ma poi decide di scendere dall’albero, “sfila” davanti alla jeep e se ne va, scomparendo tra i cespugli.. Arriviamo poi sulle sponde di un fiume in secca e vediamo una cinquantina di elefanti che scavano con la proboscide sotto al letto del fiume per cercare acqua.. è uno spettacolo, ci sono anche tantissimi cuccioli e ci rendiamo conto di dove la natura si spinge in queste condizioni estreme… Il tramonto, non è spettacolare come quelli del Selous, però regala comunque emozioni, soprattutto dopo questi avvistamenti!


CHE SIMPATICI QUESTI LEONI!

Il giorno seguente, il penultimo in Tanzania, torniamo nella zona del primo giorno. Avvistiamo un branco di leoni con tantissime femmine che sonnecchiano all’ombra con la pancia piena. Non so se è la nostra presenza, ma danno spettacolo, coccole, strusciatine stiracchiate… verrebbe voglia di unirsi a loro. Intanto continuano ad attraversarci la strada giraffe e zebre coi loro piccoli, manguste, elefanti. Addirittura un elefante ci si avvicina così tanto che se avessi allungato la mano l’avrei toccato, ma ero paralizzata dalla paura! Mi spiega la guida che è un maschio, per giunta anziano, quindi abbastanza tranquillo, però è gigante!

L’indomani è tempo di andarsene. Lascio il Sud della Tanzania con tristezza, e anche qualche lacrima consapevole che sono riuscita in pochi giorni a vedere tutto ciò per cui sono venuta, i grandi felini, ma che comunque ho ancora dei buoni motivi per poter un giorno tornare in questo angolo di natura incontaminata.


Per vedere la Galleria fotografica di Stefania ed Alessio clicca qui


CHI SONO ALESSIO E STEFANIA?


8Ciao a tutti, siamo Alessio e Stefania!

Nella vita abbiamo tante passioni, ma negli ultimi anni i nostri passatempi preferiti sono diventati i viaggi e la fotografia, al punto che ogni volta che ne abbiamo la possibilità riempiamo la valigia e partiamo!

Con noi la vostra immancabile reflex, per immortalare tutti i momenti più belli dei nostri viaggi.

Da qualche anno ho iniziato anche a scrivere diari abbastanza dettagliati (a volte anche troppo), perchè spero siano utili a tutti coloro che, come me, iniziano a vivere il viaggio molto molto tempo prima di partire…..

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