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WE360 URBEX PIEMONTE: lo staff di World Explore in un manicomio abbandonato

Denis Orticola685 views

Lo staff di WE360 in esplorazione. Oggi presentiamo questo breve video montato in maniera volutamente adrenalinica che ci riporta in un noto manicomio abbandonato.

ENGLISH VERSION!!

La località è segreta, non tanto perchè amiamo fare i misteriosi, ma per preservarla da ulteriori incursioni vandaliche. Il complesso in questione è enorme, oltre venti edifici a più piani completamente abbandonato a se stesso. All’interno diversi padiglioni, i più interessanti dei quali sono appunto quelli utilizzati per la pratica avulsa dell’elettroshock, delle vasche per l’inutile idroterapia, e di altre amenità mediche praticate sino a poco tempo fa in questi istituti.

Da notare il teatro, andato a fuoco tempo addietro.

La struttura in se non crea particolare timore, si respira tanta disperazione, le mura riecheggiano ancora delle grida disperate di centinaia di persone, alcune nate, cresciute e morte dentro questo complesso.

Sono presenti gli archivi, da cui si evince la mole di persone che gestivano.

L’idea generale è una tremenda tristezza mista ad agonia, dove ad essere improgionati non erano solo i pazienti, ma anche coloro i quali cercavano di aiutarli, in un girotondo infinito di amore e odio.

Penetrare in quel luogo significa entrare in una bolla di tempo sospesa, in cui a dominare le tue emozioni sono sensi che solitamente restano sopiti, a capo di tutti una fortissima empatia stimolata in continuazione da spunti visivi forti (alcuni posizionati ad arte da urbex precedenti)

Negli uffici amministrativi sono presenti ancora i quaderni con i turni degli infermieri, che si scambiavano messaggi e cose da fare tra una fascia oraria e l’altra.

Era sicuramente presente una scuola professionale per infermieri, presentimento giustificato dal ritrovamento di scritti su protocollo per un esame e libri di studio.

La passione per le esplorazioni urbane di WE360 nasce dalla necessità di scavare a fondo nella mente delle persone. Cosa c’è di meglio se non osservare la loro evoluzione attraverso edifici abbandonati con il tempo ma che all’epoca rivestivano un’importanza vitale?

ENGLISH VERSION

WE360’s staff is on exploration. Today we introduce you to this short video, deliberately assembled in an adrenalinic way, that takes us to a notorious deserted mental hospital.

The location is secret, not because we want to be mysterious, but in order to preserve it from further vandalic raids. The complex is huge, more than 20 multistorey buildings, completely deserted and neglected. There are several pavillions in the inner part, the most interesting of which are those once used for the uprooted practice of shock therapy. In another structure you can still see the tubs for the useless hydrotherapy, and some other medical pleasentness practiced up until few years ago in those institutes.

Please, look carefully at the theatre, burnt to ashes time ago.

The structure in itself isn’t so scary: you can still feel in the air a lot of desperation, the walls re-echo the hopeless cries of hundreds of people, some born, grown up and died inside this complex.

There are also some archives, from which you can guess the number of people who worked and lived here.

The general idea you get is of a terrible sadness mixed with agony, of a place where not only the patients were imprisoned , but also those who tried to help them, all of them trapped in a never-ending round dance of love and hate.

To get into this place means to step into a suspended time bubble, in which your emotions are controlled by senses that are usually dormant. The most important emotion is empathy, stimulated by strong visual hints ( some of them left on purpose by previous urbex).

In the administration office you can still find the books of the duties, with the notes, messages and lists of things to be done written by the nurses and the hospital staff.

There was certainly a school for hospital attendants, as you can still find some writings about exams and school books.

The passion for the urban exploration of WE360 comes from the need to go deeper into people’s mind. What is better than observe their evolution through deserted buildings, that once had a great and vital importance?


chi è Denis Orticola?


14991284_10211148525176963_2028837350280525569_oOttenuto il diploma di canto inferiore dopo qualche anno abbandono gli studi al conservatorio  per dedicarmi a tempo pieno al lavoro, diventando manager in una grossa azienda di abbigliamento. Nel 2009 la svolta. Definitiva. Mi ammalo di cancro, una forma molto aggressiva che nel giro di niente mi distrugge il  corpo e con la mente fa un discreto lavoro. Isolato dieci mesi dal mondo prendo nuovamente coscienza di quello che mi rendeva felice, accompagnato in questo cammino da mia madre e dal mio fedele compagno guarisco e da allora tutto cambia. Da arcigno e forse esecrabile uomo d’affari rompo gli indugi e antepongo sempre il rapporto umano di fronte a tutto, senza guardare il risultato finale.

Riscopro la mia natura ed accoppio la  passione per la musica a quella sopita delle immagini, divento pilota di droni e mi perdo nel cielo e nel silenzio riprendendo cose ed appiccicandoci sotto della musica. Videomaker? forse. Felice? si, sicuramente.

Il mio sogno nel cassetto? in realtà lo sto realizzando, esprimere me stesso senza interruzione, nel bene e nel male, vivere la Mia di vita e non quella che i condizionamenti della società mi obbligavano a seguire.

After graduating in lower hand, I left the studies at the Academy of music to dedicate myself full time to work, becoming the manager of a big clothing firm. In 2009 the turning point. I fall ill, cancer, a very aggressive form that in a short time destroys my body and almost my mind. I live isolated for 10 months, taking consciousness again of what really makes me happy, accompanied in this journey by my mother and my faithful partner. I recover fully, since then everything changes. As a businessman I was sullen and sometimes detestable: after recovering, I burst into action, I start to put first the human relationships, without caring about the final result.

I find interest in nature once again, and I match the passion for music with the hidden and forgotten passion for images. I become a pilot of air drones and I lose myself in the sky and in the silence, shooting videos and then combining pieces of music to them.

Videomaker? Maybe. Happy? Yes, for sure.

My secret dream? I actually am living it through, just expressing myself without interruption, in good and evil, living my life, not the one I would have lived if I’d followed the conditioning of society.

 

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