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Una settimana a Creta

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Cristina Bertolino ci racconta il suo sorprendente viaggio di una settimana a Creta. Buona esplorazione!


1° GIORNO

Nell’aprile 2012 mio marito ed io decidiamo di partire, ma non abbiamo un’idea precisa su dove ci piacerebbe andare. Navigando sui siti di compagnie aeree low cost troviamo un’offerta per Creta. Non siamo amanti delle vacanze mare, non l’avremmo mai presa in considerazione, ma il prezzo è veramente allettante. Leggendo qua e là scopriamo che si tratta di un’isola molto grande e che c’è parecchio da visitare… ci convinciamo!

Prenotiamo ed il 27 aprile partiamo da Bergamo puntualissimi alle 7.15.
I voli low cost sono uno spasso se affrontati con la giusta dose di umorismo. Famiglie, coppie e gruppi di vacanzieri che si accalcano al gate e che passano il tempo in volo gustando le specialità riscaldate vendute a bordo, rigorosamente gettando a terra i rifiuti; assistenti di volo impegnati a vendere biglietti della lotteria e sigarette che non fanno fumo… sembra più di essere al mercato che su un aereo!

Alle 10.50 atterriamo a Chania, l’aeroporto secondario dell’isola, dopo aver sorvolato montagne imbiancate. Quindi Creta è montuosa e le montagne sono abbastanza alte da avere ancora neve sulle cime a fine aprile… che sorpresa!
In aeroporto facciamo una coda interminabile per il ritiro dell’auto a noleggio e discutiamo con l’impiegato che prima ci offre una vettura di categoria superiore a quella prenotata “in offerta speciale”, poi cerca di affibbiarci tutte le assicurazioni facoltative possibili; rifiutiamo tutto e partiamo su una Hyundai I10, minuscola ma perfetta.
Ci imbattiamo subito nel traffico di Chania, sotto un sole decisamente caldo.
Imbocchiamo la strada per Rethymno ed essendo ora di pranzo ci fermiamo appena vediamo un ristorantino con terrazza sul mare. Tzatziki, insalata greca, spiedini… siamo già entusiasti della cucina greca e dei prezzi più che abbordabili!
Ripartiamo ed arriviamo a Rethymno, dove visitiamo prima la Fortezza, poi facciamo una passeggiata lungo il porticciolo veneziano ed i vicoletti del centro storico, con le case tutte colorate. E’ tutto molto caratteristico, ci piace.

Passiamo davanti ad un parrucchiere e mio marito, che in Italia non aveva proprio trovato il tempo di farsi tagliare i capelli, decide di entrare e mi chiede di fargli da interprete. Ci accolgono un ragazzo ed una ragazza giovani, sorridenti, in un inglese perfetto ed in pochi minuti shampoo e taglio sono fatti.
Soddisfatti, ci concediamo un caffé ed un gelato e ripartiamo in direzione sud.
Sosta in un supermercato per fare scorta di acqua, poi percorriamo una sessantina di chilometri nell’entroterra, in mezzo alle montagne; un paesaggio stupendo.
Arriviamo a Kokkinos Pyrgos, dove pernotteremo.

Scarichiamo le valigie in hotel, poi facciamo due passi sulla spiaggia e cerchiamo un posto dove cenare. In hotel ci avevano consigliato un ristorante e pensiamo di averlo individuato ma… ha l’insegna scritta in caratteri greci… sarà quello??? Non importa, entriamo e veniamo accolti dal proprietario che parla solo greco, ma con un sorriso ci assegna un tavolo e ci porta il menu scritto in inglese. E’ bassa stagione, non ci sono altri turisti in giro; per strada e nel ristorante troviamo solo gente del posto e questo ci piace parecchio! Mangiamo dell’ottimo pesce ed assaggiamo degli involtini di foglie di vite, riso e verdure; siamo soddisfatti. Ora siamo stanchi, ci occorre una bella dormita.


2° GIORNO

Ci svegliamo alle 8.
Fuori c’è il sole e fa caldo; optiamo per i pantaloncini corti.
Facciamo colazione in hotel e verso le 9.30 partiamo. La prima tappa è al sito archeologico di Gortina. Non c’è molto da vedere, ma è comunque interessante e, soprattutto, intorno alle rovine ci sono ulivi, rose e fiori di ogni genere; molto bello.

Un caffé, poi ripartiamo e vediamo lungo la strada un banchetto che vende delle fragole… non possiamo non fermarci!
Arriviamo a Festo, mentre il sole inizia a picchiare, tanto che dobbiamo spalmarci la crema protettiva! Visitiamo le rovine situate sulla cima di una collina, da cui si ha un panorama splendido. Purtroppo i reperti sono in pessime condizioni, ma l’ambientazione ha un grande fascino. A poca distanza vediamo Agia Triada, altro sito archeologico, anche questo situato in uno splendido punto panoramico. Peccato che le indicazioni e le spiegazioni siano scarse e confusionarie, quindi ci ritroviamo a vagare a caso, sotto il sole che picchia ma pazienza, è bello comunque!
Sono le 13.30 e decidiamo di andare al mare. Ci dirigiamo verso Matala, ma prima ci fermiamo in una “taverna” (così si chiamano qua i ristorantini, le trattorie) lungo la strada, molto spartana ma con una splendida terrazza con vista mare.

Ci accoglie un signore anziano, che sorridendoci ci dà la mano ed immediatamente ci mostra con orgoglio la moto di suo nonno, un cimelio di guerra in bella mostra sulla terrazza. In un inglese molto stentato ci spiega che è bassa stagione, che purtroppo non ha molta scelta di piatti da offrirci, se non bistecche o spiedini con insalata greca. Va benissimo qualsiasi cosa; peccato che pochi minuti dopo torni dispiaciutissimo a dirci che non funziona il gas! Pazienza, vada per la sola insalata greca, “con tanto formaggio”, gli chiediamo! Mentre gustiamo la nostra insalata, il signore si siede al nostro tavolo ed inizia a suonare il mandolino: è tutto vero o siamo sul set di un film???

Proseguiamo fino a Matala, ma ci accorgiamo subito che non fa per noi; autobus, traffico, confusione… facciamo due passi, ci fermiamo a prendere un caffè ed a fare merenda con un bombolone (in fin dei conti a pranzo abbiamo mangiato “solo” insalata!) e riprendiamo l’auto per tornare indietro di qualche chilometro, fino ad una spiaggia molto più tranquilla. Un paio d’ore di relax, sole ed un bagno veloce in un’acqua freddina ma molto piacevole.
Alle 18 ripartiamo e torniamo in hotel.
Ci è talmente piaciuto il ristorantino dove siamo stati ieri, che decidiamo di tornarci. E’ sabato sera e poco a poco il locale si riempie di gente del posto. Notiamo che loro non ordinano un piatto a testa, bensì una serie di piatti che poi si passano a rotazione e dividono tra tutti. Noi proviamo delle sfoglie ripiene di formaggio e cosparse di miele; sono simili alle seadas sarde, ma qua sono considerate un piatto salato, non un dessert.
Torniamo in hotel e prepariamo le valigie; domani partiamo per Malia.


3° GIORNO

Sveglia alle 8, colazione e verso le 9.30 partiamo in direzione Heraklion.
Percorriamo per circa un’ora e mezza una strada in mezzo alle montagne, con tutto intorno coltivazioni di viti e ulivi; bellissima!

Arriviamo ad Heraklion e parcheggiamo sul piazzale del terminal dei bus.
Prima tappa il Museo Archeologico, che in realtà è chiuso per lavori, ma i cui oggetti principali sono esposti in un padiglione temporaneo. Come al solito, mi accorgo delle mie enormi lacune in storia: non so praticamente nulla delle popolazioni minoiche, ma ci sono esaurienti spiegazioni in inglese e le opere, provenienti dagli scavi archeologici di tutta Creta, sono molto interessanti.
Usciti dal museo, proseguiamo per il centro: la Fontana Morosini, la Basilica Agios Minas, la Loggia Veneziana, la chiesa Agios Titos e la zona del porto con la Fortezza.

C’è parecchia confusione per le strade; è domenica, c’è il sole ed i cretesi escono a spasso. Di turisti, invece, ne vediamo veramente pochi. Diciamo che è la capitale, andava vista, ma la città non ci ha proprio entusiasmati.
Ci fermiamo a pranzo in un ristorante nella zona del porto. A differenza degli altri locali in cui abbiamo mangiato, qua i camerieri non brillano per simpatia, però assaggiamo dell’ottimo pesce spendendo poco. Ripartiamo e vorremmo fermarci a Cnosso, ma in bassa stagione quasi tutti i monumenti chiudono alle 15, non facciamo in tempo. Arriviamo a Malia, dove abbiamo prenotato un 4 stelle fantastico ad un prezzo bassissimo, visto il periodo. E’ un complesso suddiviso in più palazzine, immerso nel verde, con diverse piscine ed accesso diretto alla spiaggia.
Proviamo ad andare subito in spiaggia, ma c’è un’aria fresca ed il mare è agitato; optiamo quindi per la piscina, più riparata e calda. Abbiamo prenotato la mezza pensione in hotel e durante la cena ci accorgiamo di essere in una struttura frequentata prevalentemente da clienti tedeschi. Il buffet, seppur di ottimo livello, apre alle 18.30 e chiude alle 21 e di tipico greco c’è ben poco. Rimpiangiamo un po’ il ristorante con il signore che parlava solo greco delle sere scorse!
Dopo cena usciamo a fare due passi e ci fermiamo a prendere un caffè in un bar vicinissimo all’hotel, semideserto. Beh, ovvio, i clienti sono tutti in hotel “catturati” dall’animazione da cui noi fuggiamo!


4° GIORNO

Sveglia alle 8 e colazione al buffet in albergo, veramente eccellente.
Partiamo in direzione Agios Nikolaos e proseguiamo fino a Elounda, lungo una bella strada panoramica.

Parcheggiamo sulla piazzetta del paese, allegra e colorata, e ci informiamo in merito al battello per il Forte di Spinalonga. Ci imbarchiamo e dopo circa venti minuti di navigazione arriviamo sull’isoletta. Era utilizzata all’inizio del ‘900 come lebbrosario e si vedono ancora le rovine delle abitazioni in cui vivevano i lebbrosi. Facciamo il giro a piedi dell’isola e vediamo i resti delle fortificazioni e delle torrette costruite dagli ottomani. E’ tutto molto suggestivo, interessante. Alle 12 torniamo in battello a Elounda e ripartiamo in auto.
Facciamo una breve deviazione sul terrapieno che collega la selvaggia penisola di Spinalonga alla terraferma; si vedono dei ruderi di mulini a vento, ma nulla di più. Proseguiamo per Agios Nikolaos e ci fermiamo a passeggiare per il centro, dove si trovano un laghetto collegato al mare da un canale artificiale ed una piazzetta molto caratteristica, con bar e ristoranti.

Non abbiamo molto appetito e per pranzo decidiamo di mangiare fragole con gelato; un Nescafé e ripartiamo.
Lungo la strada cerchiamo di trovare qualche spiaggetta carina e tranquilla, ma sembra che qua sia impossibile trovare le calette come piacciono a noi; ci sono o zone di roccia, che per una scarsa nuotatrice come me non vanno bene, oppure spiagge enormi e poco caratteristiche. Decidiamo quindi di tornare nella spiaggia dell’hotel; oggi c’è poco vento e l’acqua è stupenda, quindi un bagno è d’obbligo!
Ceniamo nuovamente al buffet in hotel e questa sera ci attende la “serata greca”, con tutti i loro piatti tipici; siamo soddisfatti. Dopo cena decidiamo di spostarci in auto in centro a Malia. Peccato che sia bassa stagione e troviamo quasi tutto chiuso: rientriamo in hotel senza neanche bere un caffè.
Nella hall un gruppo folcloristico si sta esibendo in danze tipiche e invita i turisti a partecipare; scappiamo a gran velocità e ci prepariamo un Nescafé in camera, socievoli come sempre!!!


5° GIORNO

Solita sveglia alle 8 e nuovamente ottima colazione al buffet dell’hotel.
Dato che nel cortile di fronte all’ingresso c’è una colonia di gatti ed il personale dell’albergo ha predisposto uno spazio dove chi vuole può dar loro da mangiare, sottraiamo un po’ di prosciutto dal buffet e lo portiamo ai micetti; in un attimo siamo attorniati da decine di gatti miagolanti: che meraviglia!
Partiamo nuovamente in direzione Agios Nikolaos e proseguiamo per la chiesetta di Pelagia i Kera.

Si tratta di una piccola costruzione in mezzo agli ulivi e sembra che conservi dei begli affreschi all’interno. Peccato che sia il 1 maggio e sia chiusa! Avevamo in programma di visitare anche le rovine di Latò, ma saranno sicuramente chiuse anche quelle, quindi rinunciamo. Riprendiamo la strada che costeggia il mare e continuiamo fino a Gournia. Anche qua il sito archeologico è chiuso, ma si vede abbastanza bene dalla strada e si riesce a fotografare qualcosa… meglio che niente.

Visto che oggi non si può visitare nulla, c’è il sole e fa caldo, quindi decidiamo di dedicarci al mare. Raggiungiamo la spiaggia di Voulisma, detta anche “golden beach” per la sua sabbia dorata. Troviamo un angolo tranquillo dove sistemarci; la sabbia è fine e l’acqua è azzurra, tutto perfetto fino a quando, verso mezzogiorno, arriva un gruppetto di ragazzi muniti di tutto il necessario per fare il barbecue: addio tranquillità. Raccogliamo le nostre cose e ci spostiamo in un’insenatura vicina, raggiungibile camminando in mare con l’acqua fino alle ginocchia. Qua siamo soli, nel silenzio più assoluto, fantastico!
Verso le 14 ce ne andiamo e pranziamo in una taverna vicina. Un’insalata con uova e pollo, accompagnata da pane caldo e paté d’olive; tutto ottimo. Il proprietario è, come la maggior parte degli abitanti di Creta, simpatico ed alla mano, parla abbastanza bene inglese, così ne approfittiamo per chiacchierare un po’. Ci racconta di avere degli ulivi e di dedicarsi alla raccolta delle olive in inverno e di gestire il ristorante in estate; dice che in realtà la raccolta delle olive non rende molto e che in Grecia vivevano molto meglio prima dell’Euro; ci sembra di conoscere questi discorsi!!!

Torniamo in hotel e restiamo in spiaggia a poltrire fino alle 19.
Cena al solito buffet, caffè nella caffetteria a fianco dell’albergo e rifacciamo le valigie; domani partiamo per Chania.


6° GIORNO

Stanotte abbiamo dormito agitati; la nostra vicina di casa in Italia ha per sbaglio fatto squillare il mio cellulare in piena notte, non rispondendo quando poi l’abbiamo richiamata. Solo alle 7 del mattino abbiamo capito che si è trattato di un errore.
Ultima colazione in questo hotel splendido e partiamo.
Ci fermiamo subito a visitare la zona archeologica di Malia, a poca distanza dall’albergo, ma sempre chiusa negli orari in cui ci siamo passati i giorni scorsi. Le spiegazioni sono scarse e orientarsi è difficile, ma è comunque affascinante visitare i resti di qualcosa che ha più di 3000 anni!

Ripartiamo ed in poco meno di un’ora arriviamo a Cnosso.
Capiamo immediatamente che si tratta di una meta molto gettonata: file di pullman turistici, caos per trovare un posto dove parcheggiare e coda di mezz’ora per l’ingresso. Una volta ottenuto il biglietto, all’interno del sito si procede a stento, facendosi largo a gomitate tra i turisti, il tutto sotto un sole cocente. Se il posto vale la pena, siamo sempre disposti a fare qualche sacrificio ma ben presto ci accorgiamo che non è questo il caso! Le rovine furono scoperte da un archeologo di nome Evans, che a quanto pare capiva talmente poco della sua materia ed amava così tanto inventare ciò che non sapeva, che su ogni reperto si trovano indicazioni tipo “Evans sosteneva si trattasse di…”; nulla di certo insomma! Non solo, ogni ambiente è stato rimaneggiato con ricostruzioni in cemento e tinteggiature false… obbrobrioso! Non riusciamo proprio a goderci la visita, scappiamo e ripartiamo in auto, fermandoci poco prima di Rethymno per pranzo. Anche qua troviamo un’ottima taverna, dove mangiamo del pesce freschissimo pagando molto poco. Due chiacchiere con il ristoratore e con sua moglie, poi ripartiamo per il monastero Moni Arkadi. E’ situato nell’entroterra, sulle colline, immerso in un paesaggio splendido. Anche il monastero di per sé è molto bello e, dopo la falsità di Cnosso, ci sembra così genuino, così “vero”!

Vicino alla biglietteria troviamo una signora anziana, completamente vestita di nero, che ci saluta sorridendo e ci dice qualcosa di incomprensibile in greco; ce lo ripete più volte, ma non possiamo fare altro che sorridere a nostra volta e proseguire… non sapremo mai cosa ci ha detto!
Ripartiamo per Chania, dove pernotteremo.
Un’ora e mezza di strada, poi quando siamo in zona iniziamo a chiedere indicazioni per l’hotel, che è assolutamente impossibile trovare da soli. Lo raggiungiamo dopo aver percorso una stradina stretta e ripida, sulla collina fuori da Chania. Anche in questo caso è una struttura composta da un corpo centrale e da bungalows. La camera non è male, la piscina neanche, ma niente a che vedere con l’hotel di Malia. Abbiamo prenotato la formula “all inclusive” semplicemente perchè non esisteva la mezza pensione; ci affibbiano immediatamente un braccialetto da mostrare al ristorante e nei vari punti ristoro… aiuto, non ci piacciono queste usanze da villaggio!!
Sono le 18.30 e decidiamo di fare un bagno in piscina (la spiaggia dista circa 500m lungo una ripida stradina in discesa, non abbiamo voglia di affrontare poi la salita per il ritorno). Non c’è più anima viva ed il personale sta già riordinando; capiremo presto che la struttura è frequentata prevalentemente da turisti del nord Europa e gli orari sono adattati alle loro abitudini. Ceniamo verso le 20 in un buffet decisamente triste, più simile ad una mensa aziendale che non ad un ristorante. Siamo circondati da scolaresche urlanti, anziani che fanno fatica a camminare, bambini che corrono in mezzo ai tavoli; quanto ci manca l’hotel di Malia!
Due passi dopo cena ed andiamo a dormire.


7° GIORNO

E’ il nostro ultimo giorno a Creta ed avevamo previsto un’escursione alle Gole di Samaria, che la nostra guida decanta per la natura ed il paesaggio. Ieri sera, però, chiacchierando con la ragazza alla reception, abbiamo scoperto che si tratta di una visita piuttosto impegnativa, con circa cinque ore di cammino e, soprattutto, è consigliabile organizzarla con un’agenzia del posto e non andarci con la propria auto, in quanto si inizia il percorso in un punto e si termina in un’altro. Rinunciamo quindi e decidiamo di goderci l’ultimo giorno di vacanza in tranquillità.
Puntiamo la sveglia alle 8 e facciamo colazione al buffet dell’albergo, che non ha nulla a che vedere con quello di Malia, ma dove riusciamo comunque a mangiare fin troppo.
Partiamo per il centro di Chania, dove troviamo un grande traffico e dove parcheggiare sembra impossibile. Scopriamo un garage a pagamento e ci arrendiamo: il primo parcheggio a pagamento di Creta!

Per prima cosa visitiamo il mercato coperto. Ci sono parecchi banchetti di souvenir per turisti, ma anche diversi banchi di frutta, verdura, formaggi, carne e soprattutto pesce; in alcuni cucinano il cibo sul momento ed è possibile mangiare lì. Ci fermiamo ad ammirare un pescivendolo che sta lavorando al suo banco ed osserviamo divertiti tre gatti che pazientemente attendono di ricevere qualche assaggio!
Proseguiamo verso il porticciolo veneziano e decidiamo di fare come i greci: ordiniamo un Nescafé frappé (freddo) da portare via; due chiacchiere con i baristi e soddisfatti, con i nostri bicchieroni di plastica e le nostre cannucce, ci addentriamo per le viuzze del quartiere veneziano. I vicoli, i fiori, le case, i negozietti: è tutto uno spettacolo!
Entriamo in una libreria, che in vetrina ha esposte quelle lucine da attaccare ai libri per leggere al buio; le cercavo da tempo! Ne compro una e mi fermo a chiacchierare con la negoziante, che in un inglese perfetto mi racconta di quanta crisi ci sia in Grecia, ma anche della solidarietà tra la gente, che si aiuta a vicenda; mi spiega che Creta, essendo un’isola turistica, è più fortunata rispetto alla Grecia continentale e qua con una piccola attività non si diventa ricchi, ma si riesce a tirare avanti.

Tornando verso il parcheggio vediamo un supermercato e, come facciamo quasi sempre all’estero, entriamo a dare un’occhiata; trovo sia interessantissimo e decisamente istruttivo vedere cosa si vende in un Paese straniero, cosa consuma la gente e quali sono i prezzi. Qua ci colpiscono le confezioni enormi di formaggio Feta, le scatole giganti di Nescafé e le latte da 5 l di olio locale ad un prezzo bassissimo.
Torniamo verso l’hotel e facciamo una tappa vicino ad un molo con una chiesetta costruita proprio sulla punta; niente di importante a livello artistico, ma il colpo d’occhio è stupendo!
A questo punto decidiamo di passare qualche ora in spiaggia; poco più avanti ne troviamo una grande e tranquilla, dove ci sistemiamo all’ombra di una pianta; perfetto. Abbiamo il pranzo al sacco che ci ha fornito l’hotel; in realtà è decisamente misero ma non abbiamo molta fame, ci basta. Qualche bagno in un’acqua limpidissima, due passi sul bagnasciuga, un gelato e verso le 16.30 torniamo in hotel, con l’idea di stare ancora un po’ in piscina.
In realtà il tempo è così splendido e l’idea che domani a quest’ora saremo a casa, con tutto un altro panorama ed un’altra temperatura, ci convince a fare una passeggiata fino alla spiaggia più vicina all’albergo. E’ un posto molto tranquillo e ci godiamo il sole ed il mare fino all’ultimo. Rientriamo in hotel per cena e decidiamo di non cambiarci; andiamo al buffet in pantaloncini, maglietta e ciabatte, tanto non siamo in un locale elegante ed in fondo ci piace essere così liberi!
Solito buffet di scarsa qualità ma con enormi quantità di cibo; anche questa sera non moriremo di fame. Ora ci tocca rifare le valigie, la nostra vacanza è veramente finita.


8° GIORNO

Ci svegliamo alle 6.30, chiudiamo le valigie e le carichiamo in macchina.
Alle 7.30 apre il ristorante dell’hotel, quindi facciamo una colazione veloce ed alle 8 partiamo per l’aeroporto.
Facciamo il pieno di benzina e restituiamo la macchina, rimproverando l’addetto dell’autonoleggio di non averci avvisati che sarebbe stata chiesta una preautorizzazione sulla carta di credito per la franchigia dell’assicurazione (ce ne siamo accorti ricevendo la notifica via sms). Ci assicura che nulla è stato addebitato e si scusa per non avercelo detto al ritiro dell’auto, quindi un po’ più tranquilli facciamo il check-in, prendiamo l’ultimo Nescafé greco ed assistiamo a delle scene da film comico all’imbarco, dove i turisti che speravano di far passare inosservato il proprio bagaglio a mano molto più pesante ed ingombrante del consentito si trovano costretti a gettare nella spazzatura asciugamani, ciabatte, guide turistiche per alleggerirlo…

Partiamo puntuali alle 11.15 ed arriviamo a Bergamo con addirittura 20 minuti di anticipo.
Ritiriamo la nostra auto ed imbocchiamo l’autostrada. Ci fermiamo in autogrill a pranzo, dove ci concediamo della pasta dopo una settimana di astinenza e verso le 16 siamo a casa. Ultimamente, al ritorno da ogni viaggio proviamo una sensazione insolita, quasi di fastidio per essere rientrati in Italia, un Paese stupendo ma ormai pieno di problemi e senza speranze per il futuro. Persino la Grecia, che in quanto a crisi è messa peggio di noi, ci ha dato una sensazione di positività, di voglia di fare e di guardare avanti.


CONCLUSIONI:

Una destinazione scelta per caso, più per il volo economico che non per la voglia di visitarla, si è rivelata in realtà un’isola molto interessante sia a livello di natura e di paesaggi, che per le sue incantevoli cittadine e per i reperti storici, senza tralasciare ovviamente il mare e le spiagge splendidi.
Dalla paura iniziale di “non saper cosa fare” ci siamo ritrovati a dover selezionare le zone da visitare, perché in una settimana non saremmo riusciti a vedere tutto.
Credo opteremo nuovamente per questo metodo di scelta sulle destinazioni per le nostre vacanze, che si è rivelato assolutamente ottimo!


Precisiamo che, in questo caso, le foto inserite nell’articolo non sono state scattate dall’autrice e non appartengono a lei.


Chi è Cristina Bertolino?

foto-profiloSono nata nel ’70; una gemelli con la testa dura e con interessi spesso in contrasto tra di loro.
Adoro il silenzio e la tranquillità, ma mi ritengo una cittadina del mondo ed amo confrontarmi con gente di ogni lingua e nazionalità; mi piacciono le comodità di casa, ma ci rinuncio volentieri per scoprire nuovi mondi; amo passare del tempo da sola, ma ho trovato in mio marito il compagno di viaggio ideale.

Ho imparato a viaggiare grazie ai miei genitori, che durante le loro vacanze estive negli anni ‘70/’80 caricavano me e qualche valigia su un’auto senza navigatore né aria condizionata e partivano alla scoperta di luoghi più o meno lontani, sempre con la curiosità di scoprire, imparare, conoscere.
I miei viaggi non sono mai un “arrivare in un posto e fermarmi”; piuttosto sono un itinerario studiato in anticipo, un “fai da te” che permetta di vedere, visitare, esplorare, ma che lasci anche tempo ed occasioni per confrontarsi con la gente del posto, con le loro abitudini, con il loro cibo.

Da qualche anno ho l’abitudine di scrivere un diario durante i miei viaggi, che spesso rileggo quando ho nostalgia di un luogo o di alcune sensazioni. Ora mi fa piacere condividere questi miei diari con chi avrà voglia di leggerli!

Potete leggere i diari di viaggio di Cristina anche su Facebook e Google+.

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