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WE360 Urbex Piemonte: La villa abbandonata dalle cento finestre

Denis Orticola737 views

Italian/english version. Le gelide pareti della camera da letto incombevano con il loro colore rosso cupo. Mentre riaccendeva la brace del focolare, la cameriera personale della signorina Ilaria riandava con il pensiero alla notte precedente. In visita dal lontano oriente era giunto un principe persiano, figlio e diretto erede al trono del lontano paese arabo. La villa si era addobbata a festa. Per settimane i preparativi  avevano obbligato la servitù a lavorare il doppio: tende che da tempo non venivano lavate erano sbattute con forza sulle pietre della lavanderia, strizzate dalle forti braccia del giardiniere il quale, borbottando, era stato arruolato per il duro compito: sicuramente non poteva essere svolto dai delicati camerieri. Leccornie di ogni tipo erano uscite dalla cucina e sottoposte al rigoroso controllo qualità della Marchesa. Tutto doveva essere perfetto! Nessuno, nemmeno la padrona di casa, poteva immaginare cosa sarebbe successo da li a poco.

Elsa rabbrividiva ancora al ricordo del peso morto, ai gemiti che le uscivano nonostante i suoi tentativi di soffocarli durante quello spostamento, alle lacrime della marchesina, ed allo sguardo severo della Marchesa.

“Nessuno dovrà mai venirlo a sapere Elsa, giuramelo su quello che hai di più sacro”, ancora rivedeva gli occhi color ghiaccio della matrona puntati su di lei, e lei aveva giurato, mentre con lo sguardo cercava quello sfuggente e piangente della signorina Ilaria.

Il giorno dell’arrivo del principe era giunto, meraviglioso era emerso dalla vettura ed aveva garbatamente risposto agli inchini della servitù schierata ad accoglierlo: la Famiglia dopo i convenevoli lo aveva accolto nel salone azzurro che lui nemmeno notò, perso dietro alla bellissima Ilaria, che da diciassettenne in fiore si pavoneggiava ma non troppo davanti a lui.

La serata festosa giunse al termine in un baleno e la notte complice portò il principe nella stanza della fanciulla. Elsa non sapeva e non voleva sapere cosa accadde. Seppe solo che nel mezzo della notte venne svegliata nella sua camera al piano della servitù da una piangente marchesina. Giunta nella stanza dell’isterica ragazza ad Elsa si ghiacciò il sangue: il Principe era riverso sul letto, nudo, colto da un malore improvviso.

Le due fragili fanciulle, non sapendo che fare, si recarono nella stanza della Marchesa la quale, appresa la notizia con gelida calma, indossata la vestaglia aiutò a riportare il corpo del defunto nella sua stanza. Da quel momento non se ne parlò più.

Il fuoco si accese, la famiglia stava salendo per la notte ed Elsa era pronta a svestire la signorina e ad accompagnarla a letto. Era passato un mese dal rinvenimento del cadavere e nessuno sospettava nulla. Per il momento la reputazione del marchesato era intatta.

Con mani tremanti Elsa si augurava di non dover mai più rivivere una notte come quella.


The ice-cold walls of the bedroom impended with their dark-red color. While reviving the embers of the hearth, Miss Ilaria’s maid thought about the night before. A Persian Prince had come to visit from Far East, he was the son and direct heir to the throne of the distant Arabic country. The villa was dressed up for the party. The preparations had obliged the servants to work the double for weeks: curtains that hadn’t been washed for a long time were beaten on the stones of the laundry wrung by the grumbling gardener’ strong arms, who had been enlisted for the hard task: it could not be performed by the delicate servants, for sure.

Goodies of all sorts had come out of the kitchen and had been subjected to the severe quality control of the Marquise. Everything had to be perfect! Nobody, not even the landlady, could imagine what would have happened later on.

Elsa still shivered at the memory of the dead weight, of her groans that she tried to suffocate as she was moving it, the tears of the little marquise, the stern look in the marquise’ eyes.

“Nobody will ever know about this, Elsa, swear it upon what is most sacred for you.”, she still could see the ice-colored eyes of the matron fixed on her. And she had sworn, while searching to catch the elusive and crying glance of Miss Ilaria.

The day of his arrival, the prince had wonderfully come out of the coach, he had kindly  responded to the servants’ bows, all lined up to receive him: the family, after the compliments, had escorted him into the blue saloon, that he didn’t even notice, as he was lost in the contemplation of the beautiful Ilaria. She, a seventeen-years old blooming beauty, swaggered around. The festive evening came to an end quickly and the accomplishing night brought the prince into the young girl’s room.

Elsa did not know and did not want to know what had happened. She only knew that, in the middle of the night, she was woken up by the crying young marquise. As she entered the room of the hysterical girl, her blood froze: the body was lying on the bed, naked, stroke by  sudden death. The two feeble girls, not knowing what to do, went to the marquise bedroom: she, listening to the news with a cold calm attitude, wore the dressing gown and helped bring the dead body back to his bedroom. From that moment on, nobody spoke about this again. The fire was lighted up, the family prepared to go to bed, Elsa was ready to undress the Miss and see her to bed.

A month had gone by since the finding of the corpse and nobody had any suspect. For the moment, the reputation of the Marquisate was safe. With shaking hands, Elsa wished to herself never to live again such a night.

 

a cura di world explore 360


chi è Denis Orticola?


villa abbandonata dalle cento finestre

Ottenuto il diploma di canto inferiore dopo qualche anno abbandono gli studi al conservatorio  per dedicarmi a tempo pieno al lavoro, diventando manager in una grossa azienda di abbigliamento. Nel 2009 la svolta. Definitiva. Mi ammalo di cancro, una forma molto aggressiva che nel giro di niente mi distrugge il  corpo e con la mente fa un discreto lavoro. Isolato dieci mesi dal mondo prendo nuovamente coscienza di quello che mi rendeva felice, accompagnato in questo cammino da mia madre e dal mio fedele compagno guarisco e da allora tutto cambia. Da arcigno e forse esecrabile uomo d’affari rompo gli indugi e antepongo sempre il rapporto umano di fronte a tutto, senza guardare il risultato finale.

Riscopro la mia natura ed accoppio la  passione per la musica a quella sopita delle immagini, divento pilota di droni e mi perdo nel cielo e nel silenzio riprendendo cose ed appiccicandoci sotto della musica. Videomaker? forse. Felice? si, sicuramente.

Il mio sogno nel cassetto? in realtà lo sto realizzando, esprimere me stesso senza interruzione, nel bene e nel male, vivere la Mia di vita e non quella che i condizionamenti della società mi obbligavano a seguire.

After graduating in lower hand, I left the studies at the Academy of music to dedicate myself full time to work, becoming the manager of a big clothing firm. In 2009 the turning point. I fall ill, cancer, a very aggressive form that in a short time destroys my body and almost my mind. I live isolated for 10 months, taking consciousness again of what really makes me happy, accompanied in this journey by my mother and my faithful partner. I recover fully, since then everything changes. As a businessman I was sullen and sometimes detestable: after recovering, I burst into action, I start to put first the human relationships, without caring about the final result.

I find interest in nature once again, and I match the passion for music with the hidden and forgotten passion for images. I become a pilot of air drones and I lose myself in the sky and in the silence, shooting videos and then combining pieces of music to them.

Videomaker? Maybe. Happy? Yes, for sure.

My secret dream? I actually am living it through, just expressing myself without interruption, in good and evil, living my life, not the one I would have lived if I’d followed the conditioning of society.

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