Esplorazioni urbaneesplorazioni urbane di WE360Video Esplorazioni WE360

WE360 urbex Piemonte: La villa abbandonata dei Danzatori

Denis Orticola1487 views

Lo staff di WE360 in esplorazione

ENGLISH VERSION!!


Vi è mai capitato di innamorarvi?

A me si, spesso. Mi innamoro di un attimo, un colore, una situazione, una musica: sono travolto come un’onda e a seconda dello stato d’animo decido se farmi trasportare o meno. Alle volte mi innamoro contemporaneamente di più elementi sopracitati: quando succede non posso decidere nulla, semplicemente accendo la camera e cerco di incollare le mie emozioni sulla scheda sd.

La giornata è molto fredda, una di quelle che ti fanno rimpiangere la pioggia e la relativa mitezza dei giorni passati, nonostante le alluvioni ed i disastri: io, Andrea e Shady siamo in perlustrazione per il sito ed il lungo viaggio in macchina è riempito da un acceso e costruttivo scambio di opinioni sulla gestione e futuro dello stesso.  Oggi abbiamo in programma ben due escursioni impegnative e la giornata si prospetta interessante.

Quella di cui vi parlo oggi e della quale vedrete le immagini nel video è “La Villa dei Danzatori”, un enorme complesso del 1600 con una storia ricca e meravigliosa alle spalle. Come al solito sarò arido di notizie facilmente identificabili sul web.

 Posso dirvi però che mai nome fu più azzeccato.

Una delle storie che più mi ha colpito (e che si narra nel paese attorno alla villa) è quella appunto della ballerina resa storpia dall’amore.

La figlia del ricco commerciante proprietario della tenuta era una nascente stella del balletto francese. Dall’età di sette anni Eliana, questo il suo nome, studiava e viveva a Parigi, lontana dalla sua famiglia e rinchiusa in un collegio dove a farla da padrone erano la disciplina e lo studio dell’arte: veniva infatti applicato il rigore Russo della disciplina Danza, motivo per cui il suo carattere era estremamente duro, razionale, equilibrato.

All’età di 16 anni fece ritorno a casa, complice la malattia della madre, che pochi giorni dopo il suo rientro passò a miglior vita.

Disperata ed incapace di gestire il dolore Eliana trovava spesso conforto vicino al lago del parco: con sguardo perso nel vuoto osservava  il tramonto. Fu in una di queste solitarie giornate che si accorse della presenza di Alfonso, il giovane garzone del giardino.

Si innamorarono perdutamente, La ragazza mai aveva provato emozioni tanto forti: si sentiva viva, una pianta sbocciata al caldo del sole primaverile, una donna nuova.

Le differenze sociali non aiutarono i due innamorati, quando la Compagnia parigina richiese il rientro della sua stella nascente, Eliana decise. Una notte, complice la nebbia, organizzò la fuga con il suo amato, il quale la attendeva vicino alla chiesa di paese.  Scendendo le scale della balconata principale scivolò e rotolò sino al giardino. Venne trovata al mattino svenuta, la caviglia fratturata.

Anni dopo, Eliana ricordava insieme al marito Alfonso quella caduta mentre, dalla libreria della tenuta ereditata dal padre, osservavano i loro piccoli giocare nel curato giardino all’inglese. Non potevano sapere che presto la guerra li avrebbe messi nuovamente alla prova.

Realtà? Finzione?  Chissà, una cosa è certa, questa tenuta ti parla. Se ti aggiri tra le sue stanze in silenzio lei ti racconta, attraverso tende stracciate e stucchi ben conservati, che in quei luoghi le persone erano felici, ballavano nel salone principale sino a notte fonda con la musica che proveniva dal loggione in alto: la servitù numerosa ed affezionata alla famiglia si muoveva rapida e silenziosa, le carrozze arrivavano dal lungo viale alberato lasciando a bocca aperta i numerosi visitatori. Ti narra gioia e dolore.

Come spesso accade in queste esplorazioni esci dalla visita con due stati d’animo ben precisi: il primo, quello auspicabile, è nostalgia dei tempi andati (spesso in questi manieri accade), il secondo un misto di angoscia, disperazione e dolore (ospedali, manicomi, sanatori).

Questa tenuta mi ha fatto innamorare, al punto da montare successivamente le immagini su uno dei passaggi più famosi del Requiem di Mozart, Lacrymosa.

Buona Visione.

ENGLISH VERSION!!

Abandoned House in Italy, Piemonte
Have you ever fallen in love?
I have, often. I fall in love with an instant, a colour, a situation, a music: I’m swept away like a wave and, following the mood, I decide if I should let me totally go.. or not. Sometimes I fall in love suddenly with all the elements previously mentioned: when it happens, I can’t decide anything, I simply turn the camera on and I try to press my emotions on the SD card.
The day is very cold, one of those that make you yearn the rain and the relative warmth of the past days, in spite of the flood and the wreck. I, Andrea and Shady go on reconnaissance for the website and the long journey is filled with a constructive and burning exchange of opinions about the management and the future of our site.
Today, we plan two challenging excursions and the day points out to be interesting.
Today I’m going to tell you and show you “The dancers’ Villa”, an enormous estate of the 17th century with a rich and wonderful history. As usually, I’ll be stingy with details that can be easily found on the web world.
But I can tell you that the name has never been more appropriate.
One of the stories that hit me most (it is narrated in the town nearby the villa) is that of the dancer that becomes crippled for love.
The daughter of a rich dealer and businessman, the owner of the mansion, was a new star of the French Ballet. From the age of 7, Eliana, this was her name, studied and lived in Paris, far from her family. She was shut in a college where all it counted was discipline and the study of art: it was indeed applied the Russian severity of the dance discipline, this is the reason why her character was hard, rational, self-balanced.
When she was sixteen, she went back home in order to visit her sick mother, who unfortunately died a few days later.
Desperate and unable to handle the deep sorrow of her loss, Eliana often found consolation near the lake of the villa’s park: she just sat there, letting herself go to pain and emptiness, watching the sun go down. It was on one of these lonely days that she perceived the presence of Alfonso, the young gardener.
They fell in love, deeply. The girl had never felt such strong emotions: she felt alive, like a flower blossoming into the spring sun, a new woman.
The social gap didn’t help the lovers, when the Paris company requested the return of the new-born star, Eliana made her decision.
One night, hidden by the fog, she organized the love escape with the boy who was waiting for her near the little town’s church
Running down the front stairs of the balcony, she slipped and rolled down into the garden. She was found the morning after, fainted, her ankle broken. She could dance no more.
Years later, Eliana and her husband Alfonso still remembered the fall and its consequences: they would think of the circumstances of their encounter sitting in the library of the inherited mansion, looking at their children playing in the well-kept English garden. They couldn’t know that soon the war would have put them in danger again.
Reality? Fiction? Who knows: one thing is certain, this estate talks to you. If you wander through its rooms in silence, it tells you, through its stripped curtains and under the well-conserved stucco, that in those places people were happy. They danced in the main hall until late at night, as the music came down from the gallery.The numerous and discreet servitude moved rapidly and silently, the carriages came up from the tree-lined avenue, and everybody was left mouth open by the beauty of the place.
This place tells you about joy and sorrow.
As it often happens during these explorations, you end up the visit with two different but precise states of mind: the first, the one everyone should have, is nostalgia for the past (it is often so in these old abandoned mansion); the second is a mix of anguish, desperation and sorrow ( above all in hospitals, madhouses and sanatorium).
This place has made me fall in love, so deep that I decided to assemble the images with one of the most famous and heart-breaking passages of Mozart’s Requiem, Lacrymosa.
Enjoy the vision, Denis Orticola.


chi è Denis Orticola?


14991284_10211148525176963_2028837350280525569_oOttenuto il diploma di canto inferiore dopo qualche anno abbandono gli studi al conservatorio  per dedicarmi a tempo pieno al lavoro, diventando manager in una grossa azienda di abbigliamento. Nel 2009 la svolta. Definitiva. Mi ammalo di cancro, una forma molto aggressiva che nel giro di niente mi distrugge il  corpo e con la mente fa un discreto lavoro. Isolato dieci mesi dal mondo prendo nuovamente coscienza di quello che mi rendeva felice, accompagnato in questo cammino da mia madre e dal mio fedele compagno guarisco e da allora tutto cambia. Da arcigno e forse esecrabile uomo d’affari rompo gli indugi e antepongo sempre il rapporto umano di fronte a tutto, senza guardare il risultato finale.

Riscopro la mia natura ed accoppio la  passione per la musica a quella sopita delle immagini, divento pilota di droni e mi perdo nel cielo e nel silenzio riprendendo cose ed appiccicandoci sotto della musica. Videomaker? forse. Felice? si, sicuramente.

Il mio sogno nel cassetto? in realtà lo sto realizzando, esprimere me stesso senza interruzione, nel bene e nel male, vivere la Mia di vita e non quella che i condizionamenti della società mi obbligavano a seguire.

After graduating in lower hand, I left the studies at the Academy of music to dedicate myself full time to work, becoming the manager of a big clothing firm. In 2009 the turning point. I fall ill, cancer, a very aggressive form that in a short time destroys my body and almost my mind. I live isolated for 10 months, taking consciousness again of what really makes me happy, accompanied in this journey by my mother and my faithful partner. I recover fully, since then everything changes. As a businessman I was sullen and sometimes detestable: after recovering, I burst into action, I start to put first the human relationships, without caring about the final result.

I find interest in nature once again, and I match the passion for music with the hidden and forgotten passion for images. I become a pilot of air drones and I lose myself in the sky and in the silence, shooting videos and then combining pieces of music to them.

Videomaker? Maybe. Happy? Yes, for sure.

My secret dream? I actually am living it through, just expressing myself without interruption, in good and evil, living my life, not the one I would have lived if I’d followed the conditioning of society.


Leave a Response