esplorazioni urbane di WE360Europa EsplorazioniVideo Esplorazioni WE360

WE360 urbex: La Villa del Vinaio, il video ed il racconto

Denis Orticola2845 views

Villa del Vinaio, un patrimonio di bellezza in completo abbandono. Lo staff di we360 lo esplora per voi.  Racconto di Denis Orticola

Il ragionier Galeazzo non poteva immaginare quello che la vita gli avrebbe riservato.

Arrivato ai quarant’anni si apprestava a vivere la sua vita sul comodo binario del lavoro d’ufficio che aveva, con la  fedele moglie ed il figlioletto che cresceva.

Siamo negli anni cinquanta, l’Italia cavalca il boom economico post bellico con una bottiglia di spumante in una mano ed una fetta di panettone dall’altra, senza immaginare che nemmeno cinquant’anni dopo, i posteri avrebbero pagato cara la mancanza di lungimiranza, ma questa è un’altra storia: parliamo della Villa del Vinaio, un enorme complesso di cinque piani appartenuto ad uno degli uomini più ricchi d’Italia e finito, per diritto di eredità, tra le mani del ragionier Galeazzo.

Il nostro ragioniere non capisce bene quello che succede nemmeno all’atto della firma notarile sull’eredità:  due ore dopo si trova a girovagare tra gli immensi saloni sfarzosi di questo meraviglioso edificio rosso e giallo, con un conto in banca milionario e la moglie che favoleggia su come avrebbe tolto la carta da parati (orientale e di immenso valore) a favore di una meno “polverosa” ritinteggiata.

Passano mesi in cui il nostro eroe è catapultato in un mondo nuovo, costellato da attori famosi che diventano i suoi migliori amici, giovani donne che mai si sarebbe sognato di guardare lo corteggiano anche davanti alla moglie, la quale ignora la faccenda, ben contenta della piega che ha preso la sua  vita. Il figlio, relegato nel sotterraneo della villa, ha in pratica un intero piano a  disposizione ed uno stuolo di servitori pronti a soddisfare qualsiasi capriccio. Si dice diventerà il bambino con più giocattoli e meno amici dell’epoca.

Il ragioniere esterna la parte del  carattere che sempre aveva tenuto celata, diventa sbruffone, saccente, tuttologo e sprezzante. Circondato e forte dei suoi “nuovi amici” da voce al peggio che la necessità quotidiana del mettere insieme pranzo e cena non aveva mai alimentato.

Una cantina di 200 metri quadri contiene migliaia di bottiglie di vino, alcune di pregio, altre di vino dozzinale spacciato per prima scelta all’ignaro ragioniere. Il quale paga paga paga qualsiasi cosa al doppio, triplo del suo valore, senza pensare che un giorno, se non fatto fruttare, il suo apparentemente immenso patrimonio si sarebbe esaurito.

(da un quotidiano degli anni 60)

Tre anni (ed una piscina al centro del parco) dopo infatti, troviamo il nostro ragioniere dietro ad un bancone di un’osteria a smerciare vino di pessima qualità, la moglie lo ha abbandonato con il figlio alla volta di un ricco armatore spagnolo e le banche hanno fatto man bassa dei possedimenti da lui ereditati. Lo osserviamo, triste e sparuto in volto, gli occhi ansiosi di chi non ha ancora capito cosa sia successo, la rabbia celata dietro ad ogni  risposta fa intuire la solitudine disperata del suo fallimento. Solo un amico gli è rimasto accanto, un poveraccio anche lui, pieno di sogni che forse mai si realizzeranno ma che, a differenza sua, ha sempre mantenuto i piedi per terra, forse grazie alla vita grama,  l’altruismo del suo carattere è tale che lo sostiene, gli da conforto nei momenti di abbandono, divide con lui speranze, sogni, soldi, senza pensare mai al proprio tornaconto personale.

 Un giorno, passeggiando in una località dove trascorriamo sovente le vacanze estive, ci vediamo il ragioniere passare con fare baldanzoso ed al braccio una pulzella spensierata e, molto probabilmente, mestierante del mestiere più antico del mondo. Restiamo perplessi, sapendo che il suo più caro amico per un certo periodo ha davvero risparmiato per aiutarlo economicamente ed ancora adesso non se la passa bene. Salutandolo cortesemente proviamo ad entrare nel merito del discorso: siamo sprovveduti se ci immaginiamo parole di stima e rispetto nei confronti di chi, dal basso della sua umile bontà d’animo, lo aiuta costantemente. Con spacconaggine tipica del fallito peggiore al mondo si trincera dietro alla disavventure della sua vita, autocommiserandosi al punto che la giovane professionista al suo braccio fatica a nascondere uno sbadiglio, sputando veleno su chiunque, compreso  l’unico vero amico che ignaro continua la sua triste vita sentendosi anche fortunato nel poterla vivere.

Salutiamo velocemente, turbati dall’esplosione di rabbia di questo omino che, meno di 5 anni prima, era una persona come noi, umile e rispettosa ed ora, sentendo di aver toccato il cielo con un dito per un momento, si dispera di non poterlo toccare di nuovo; non comprendendo che non è stata colpa della villa del Vinaio se lui è diventato quello che è. Si è trattata di una sua scelta.

Realtà? Finzione? A differenza del ragionier Galeazzo io che scrivo le distinguo, e posso dirvi questo: decidete voi se credere o meno a questo racconto, io non posso far altro che raccontare.


chi è Denis Orticola?


14991284_10211148525176963_2028837350280525569_oOttenuto il diploma di canto inferiore dopo qualche anno abbandono gli studi al conservatorio  per dedicarmi a tempo pieno al lavoro, diventando manager in una grossa azienda di abbigliamento. Nel 2009 la svolta. Definitiva. Mi ammalo di cancro, una forma molto aggressiva che nel giro di niente mi distrugge il  corpo e con la mente fa un discreto lavoro. Isolato dieci mesi dal mondo prendo nuovamente coscienza di quello che mi rendeva felice, accompagnato in questo cammino da mia madre e dal mio fedele compagno guarisco e da allora tutto cambia. Da arcigno e forse esecrabile uomo d’affari rompo gli indugi e antepongo sempre il rapporto umano di fronte a tutto, senza guardare il risultato finale.

Riscopro la mia natura ed accoppio la  passione per la musica a quella sopita delle immagini, divento pilota di droni e mi perdo nel cielo e nel silenzio riprendendo cose ed appiccicandoci sotto della musica. Videomaker? forse. Felice? si, sicuramente.

Il mio sogno nel cassetto? in realtà lo sto realizzando, esprimere me stesso senza interruzione, nel bene e nel male, vivere la Mia di vita e non quella che i condizionamenti della società mi obbligavano a seguire.

After graduating in lower hand, I left the studies at the Academy of music to dedicate myself full time to work, becoming the manager of a big clothing firm. In 2009 the turning point. I fall ill, cancer, a very aggressive form that in a short time destroys my body and almost my mind. I live isolated for 10 months, taking consciousness again of what really makes me happy, accompanied in this journey by my mother and my faithful partner. I recover fully, since then everything changes. As a businessman I was sullen and sometimes detestable: after recovering, I burst into action, I start to put first the human relationships, without caring about the final result.

I find interest in nature once again, and I match the passion for music with the hidden and forgotten passion for images. I become a pilot of air drones and I lose myself in the sky and in the silence, shooting videos and then combining pieces of music to them.

Videomaker? Maybe. Happy? Yes, for sure.

My secret dream? I actually am living it through, just expressing myself without interruption, in good and evil, living my life, not the one I would have lived if I’d followed the conditioning of society.

Leave a Response