Esplorazioni urbaneesplorazioni urbane di WE360Video Esplorazioni WE360

WE360 URBEX PIEMONTE: la meravigliosa villa della grotta fatata

Denis Orticola1 comment2717 views

Lo staff al completo di WE360 è oggi in versione URBEX, ovvero urban exploration.

Ci troviamo in una villa dal nome inventato, conosciuta grazie ad una fortunata coincidenza. Costruita verso la fine del 1800 da ricchi industriali mantiene quasi inalterata la sua bellezza da “barocco ” riciclato in salsa ottocentesca.

Nel parco  una grotta artificiale ancora funzionante : nel complesso la tenuta è ancora in buone condizioni.

Le impressioni personali questa volta sono state serene, è un pacioso villone che si affaccia su una vallata ripida, dominando la vista dalla sua posizione elevata. Gli interni non trasmettono sensazioni negative, è tutto sospeso, in attesa, forse di tempi migliori.

L’edificio principale conta tre piani ed una terrazza sul tetto davvero impressionante per quanto riguarda la vista. Sulla destra,in alto rispetto alla tenuta, domina la chiesa del paese con le sue brillanti campane che battono le mezz’ore.

Gli appartamenti della servitù sono in un borgo dietro la villa, visitabili anch’essi.

Essendo sconosciuto alle masse, questo edificio mantiene inalterato il suo splendore  decadente. Notevoli le tappezzerie che si muovono alla brezza delle correnti d’aria, dietro le quali è possibile osservare dei fogli del “corriere della sera” risalenti ai primi del novecento. In cucina ancora presente la stufa, alcune bottiglie e delle stoviglie.

Notevole lo scalone principale che sale a spirale ai piani superiori.

Buona visione!

a cura di world explore 360


chi è Denis Orticola?


villa della grotta fatataOttenuto il diploma di canto inferiore dopo qualche anno abbandono gli studi al conservatorio  per dedicarmi a tempo pieno al lavoro, diventando manager in una grossa azienda di abbigliamento. Nel 2009 la svolta. Definitiva. Mi ammalo di cancro, una forma molto aggressiva che nel giro di niente mi distrugge il  corpo e con la mente fa un discreto lavoro. Isolato dieci mesi dal mondo prendo nuovamente coscienza di quello che mi rendeva felice, accompagnato in questo cammino da mia madre e dal mio fedele compagno guarisco e da allora tutto cambia. Da arcigno e forse esecrabile uomo d’affari rompo gli indugi e antepongo sempre il rapporto umano di fronte a tutto, senza guardare il risultato finale.

Riscopro la mia natura ed accoppio la  passione per la musica a quella sopita delle immagini, divento pilota di droni e mi perdo nel cielo e nel silenzio riprendendo cose ed appiccicandoci sotto della musica. Videomaker? forse. Felice? si, sicuramente.

Il mio sogno nel cassetto? in realtà lo sto realizzando, esprimere me stesso senza interruzione, nel bene e nel male, vivere la Mia di vita e non quella che i condizionamenti della società mi obbligavano a seguire.

After graduating in lower hand, I left the studies at the Academy of music to dedicate myself full time to work, becoming the manager of a big clothing firm. In 2009 the turning point. I fall ill, cancer, a very aggressive form that in a short time destroys my body and almost my mind. I live isolated for 10 months, taking consciousness again of what really makes me happy, accompanied in this journey by my mother and my faithful partner. I recover fully, since then everything changes. As a businessman I was sullen and sometimes detestable: after recovering, I burst into action, I start to put first the human relationships, without caring about the final result.

I find interest in nature once again, and I match the passion for music with the hidden and forgotten passion for images. I become a pilot of air drones and I lose myself in the sky and in the silence, shooting videos and then combining pieces of music to them.

Videomaker? Maybe. Happy? Yes, for sure.

My secret dream? I actually am living it through, just expressing myself without interruption, in good and evil, living my life, not the one I would have lived if I’d followed the conditioning of society.

1 Comment

Leave a Response