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US Road Trip: Route 66 and more

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Edoarda ci racconta il suo bellissimo Road Trip degli Stati Uniti. Buona lettura!


17 Aprile – 3 Maggio 2014

Ponte pasquale e ponte del  1° maggio ….. idea! Un bel viaggio on the road negli U.S.A., e poi quest’anno è anche il nostro 25° anniversario di matrimonio e quale miglior occasione per programmare un bel viaggio!

Uno dei “sogni americani” di mio marito è sempre stato quello di percorrere la Route 66 da Chicago a Los Angeles. Dopo aver valutato bene i tempi e le tappe necessarie per la completa percorrenza della 66, abbiamo optato di intercettarla a Clinton e percorrerla fino a Los Angeles con alcune deviazioni.

Dopo aver definito le tappe, abbiamo preferito prenotare i Motel/Hotel direttamente dall’Italia ed è stata una scelta azzeccata: alla sera, stanchi morti dopo le miglia percorse, avevamo già un porto sicuro a cui approdare senza preoccuparci di prenotare ogni volta.


17/04 – Siamo partiti dall’Italia con Lufthansa (via Francoforte) atterrando a Dallas nel primo pomeriggio. Abbiamo noleggiato un’auto fullsize completa di GPS con Alamo, per fortuna era disponibile una bellissima Dodge Charger che avevamo visto sul sito internet al momento della prenotazione dall’Italia. Ci siamo subito diretti a Wichita Falls, a metà strada tra la Route 66 e Dallas dove abbiamo dormito al “Homewood Suites by Hilton”. Abbiamo fatto questa prima tappa di 200 Km.circa per riprenderci dal jet-leg e partire al meglio il giorno successivo.


18/04 – 1° obiettivo: raggiungere la Route 66 a Clinton (ca. 232 Km.). Finalmente abbiamo avvistato il primo caratteristico cartello che segnalava che avevamo raggiunto il nostro obiettivo! La tappa del primo giorno era ancora lunga, passando per Elk City, Erick, Texola (una ghost town in cui sembrava di essere in un film!), Shamrock con una vecchia stazione di servizio Conoco perfettamente ristrutturata art decò, Mc Lean con una vecchia stazione di servizio della Phillips 66 restaurata, Groom dove ci siamo fermati alla “Groom Cross” che con i suoi  57 metri di altezza è la più grande croce dell’emisfero ovest, Conway con il suo Bug Ranch ed infine Amarillo dove, dopo un totale di circa 450 Km., abbiamo finalmente dormito al “Comfort Suites Amarillo”.


19/04 – sveglia al mattino presto per visitare il famoso Cadillac Ranch di Amarillo: piuttosto insolito, solo le Cadillac piantate nel terreno senza nulla intorno reso ancora più affascinante dall’impetuoso vento che ci costringeva a ripararci tra le auto!

E poi via ancora sulla Route 66 per arrivare ad Adrian esattamente a metà della Route dove naturalmente abbiamo fatto una seconda colazione all’Adrian Cafè (storico anni ’50) che sforna delle ottime “ugly crust pie” con una calda tazza di caffè. Interessante anche il vicino Sunflowers Station per acquistare qualche ricordino di questo primo traguardo! Si prosegue per Glenrio (ghost town) e per Tucumcari paesino con vecchi motel tra cui il Blue Swallow Motel  che è uno dei simboli della Route 66, aperto dal 1949; certo, di sera con le insegne al neon l’impatto sarebbe stato sicuramente più suggestivo! Arriviamo poi a Santa Rosa dove fatichiamo un pochino per trovare il cenote menzionato sulla guida, ma alla fine ci siamo riusciti ed effettivamente è insolito trovare un cenote proprio da queste parti ….. innaffiato anche da un bel temporale che ci ha colto proprio in quel momento. Infine arriviamo ad Albuquerque dopo circa 465 Km. dove soggiorniamo due notti al “BEST WESTERN PLUS Rio Grande Inn” per avere il tempo di percorrere il loop della 66 verso Santa Fe.

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20/04 – si parte presto per Santa Fe bella cittadina in stile adobe con cattedrale sicuramente da visitare, facciamo una deviazione fino a Los Alamos paese con case a traliccio dove il fisico Oppenheimer ha progettato la prima bomba atomica, qui risiede il “Los Alamos National Laboratory”.

Proseguiamo per il Taos Pueblo in stile adobe, il più antico e famoso pueblo del New Mexico ora Patrimonio mondiale dell’Umanità.

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L’idea è di percorre ora la “Turquoise Trail” per tornare ad Albuquerque e vedere la Las Vegas del New Mexico e le tre ghost town sulla strada (Cerrillos-Madrid-Golden), ma la stanchezza è tanta che decidiamo di puntare direttamente su Albuquerque fermandoci a cena al caratteristico “66 Diner” (1405 Central Avenue NE) fast-food anni ’50 stile “Grease” o “Happy Days” ed effettivamente ne è valsa la pena, sembrava proprio di essere in uno dei telefilm che guardavamo da ragazzi!

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21/04 – partenza per il deserto dipinto e la foresta pietrificata; paghiamo l’ingresso con l’auto e seguiamo la strada che passa attraverso queste meraviglie da fotografare ad ogni angolo; ad un certo punto troviamo un cartello che ci avverte che la “nostra” Route 66 un tempo tagliava in due quest’area, ma ora questo tratto è completamente abbandonato ed è diventato parte del meraviglioso paesaggio. A seguire puntatina a Holbrook per fotografare il famoso Wigwam Motel dove le stanze sono dei teepees indiani.

Infine torniamo indietro a Gallup, un bel paesino in cui si possono comprare interessanti manufatti indiani, dove sostiamo al “Red Roof Inn”. Questa tappa in tutto è stata di circa 450 Km.

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22/04 – l’idea iniziale era di recarci al Chaco Culture National Historical Park, uno dei principali nuclei della civiltà degli Anasazi, ma purtroppo si dovevano percorrere ca. 30 Km. di strada sterrata e la nostra Charger se pur bellissima non ci è sembrata funzionale per percorrere strade sterrate in mezzo al nulla; purtroppo visita saltata! Ci siamo ripromessi, la prossima volta che torneremo negli USA, di noleggiare assolutamente una 4×4 tipo piccola jeep perché in effetti le strade sterrate nelle nostre deviazioni sono state parecchie e ad alcune abbiamo dovuto rinunciare! Proseguiamo comunque per Farmington dove visitiamo l’Aztec Ruins National Monument un complesso che ospita un antico pueblo degli Anasazi con al centro la ricostruzione del più grande “kiva” del mondo. Proseguiamo poi per Durango grazioso paese di montagna sull’Animas River dove pernottiamo al “Durango Downtown Inn” in ottima posizione centrale. La cena al Diamond Belle Saloon, come consigliato dalla guida, con atmosfera di un tempo e musica dal vivo. Questa tappa in tutto è stata di circa 300 Km.


23/04 – partenza al mattino presto da Durango per visitare la Mesa Verde National Park con abitazioni spettacolari costruite nella roccia e panorami mozzafiato dall’alto della mesa che purtroppo negli ultimi anni è stata parzialmente devastata dagli incendi. Nel pomeriggio proseguiamo per il Four Corner Monument il punto in cui si incontrano Arizona, New Mexico, Colorado e Utah. Poi Via verso Kayenta alla scoperta della Monumet Valley. Consigliamo di percorrere la I163, passando dal “Mexican Hat” (roccia particolare che assomiglia ad una persona con in testa un sombrero), per godere della famosa vista che tante volte abbiamo ammirato nei film. Arriviamo al tramonto al visitor center della Monument Valley …. è stata una fortuna perché abbiamo potuto godere dello stupendo panorama delle formazioni rocciose accarezzate dalla luce del sole che donava colorazioni uniche da noi ammirate in estasi senza badare all’orario! Abbiamo anche provato, sempre con la nostra bellissima berlina poco funzionale in questi casi, a scendere lungo il percorso sterrato giù vicino alle formazioni rocciose. Il sentiero sterrato nella prima parte è piuttosto accidentato, poi si fa più levigato, ma abbiamo preferito arrivare solo ai piedi delle formazioni e non proseguire sullo sterrato per evitare eventuali problemi con l’auto (in ogni caso è possibile acquistare sul posto diversi tours con fuoristrada). Anche quel punto di vista è stato veramente emozionante! Arriviamo in tarda serata a Kayenta, dopo aver percorso in tutto circa 300 Km., dove pernottiamo al  “Kayenta Monument Valley Inn”.

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24/04 – partenza mattutina per raggiungere Page sul  Lake Powell. In origine questa tappa era stata pensata per raggiungere nella giornata successiva il Bryce Canyon, ma valutando poi sul posto la durata delle varie tappe ed i Km. che avremmo dovuto percorrere per arrivare al Bryce e scendere poi al Grand Canyon, abbiamo preferito, anche se a malincuore, saltare la tappa del Bryce e trascorrere due notti anziché una al Grand Canyon. Comunque anche Page si è rivelata un’ottima scoperta; la diga sul Lake Powell è spettacolare e grandiosa ed inoltre abbiamo visitato l’Antelope Canyon decisamente suggestivo. Abbiamo preferito visitare la parte nord del Canyon anche se meno famosa in quanto la bellezza della parte sud si esprime soltanto nell’arco di circa un’ora verso mezzogiorno/l’una quando il sole filtra da una profonda fessura ed irradia le rocce sotterranee. Essendo arrivati dopo quella magica ora, un signore gentile del centro visitatori ci ha consigliato di visitare il Canyon nord; si è rivelato un ottimo consiglio! E’ veramente uno spettacolo di rocce multicolore sfiorate dalla luce del sole che filtra dall’alto …. e noi a piedi in fondo a quella fessura nascosta! Ci siamo poi recati al “Horseshoe Bend” poco distante dall’Antelope Canyon dove il fiume che sgorga dal Lake Powell forma una spettacolare ansa color blu intorno ad una grande roccia a forma di “zoccolo di cavallo”: veramente incantevole!

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A Page abbiamo soggiornato al “BEST WESTERN PLUS AT LAKE POWELL” dove ci hanno assegnato una stanza nel “seminterrato” con vista direttamente sotto al parcheggio auto sul retro …… per fortuna è stato solo per una notte!!! La tappa completa è di ca. 240 Km.


25/04 – per fortuna siamo partiti presto per raggiungere il Grand Canyon! Abbiamo trovato una strada chiusa (probabilmente per lavori) che ci ha fatto fare un giro lunghissimo per raggiungere Tusayan! Obbiettivo primario “fiondarci” subito all’aeroporto e prenotare un giro del Grand Canyon in elicottero. Per fortuna siamo riusciti a prenotarlo il pomeriggio stesso perché il giorno dopo dato il tempo (che tra un po’ vi spiegherò) gli elicotteri non hanno volato. Il tour in elicottero è stato molto emozionante, considerando anche che per noi era la prima esperienza su questo mezzo! Sembrava di essere sospesi nell’aria sopra l’immensa bellezza del Canyon. Fatelo, assolutamente consigliato anche se costa un pochino, ne vale sicuramente la pena! Dopo il giro in elicottero siamo entrati nel parco del Grand Canyon pagando l’ingresso con l’auto, valevole per una settimana, ed abbiamo scoperto che ci sono degli autobus che portano gratuitamente ai vari punti di osservazione sul Canyon. Abbiamo utilizzato l’autobus che dal centro visitatori portava verso est e ritorno: bellissima esperienza! A Tusayan abbiamo soggiornato al “Canyon Plaza Resort Grand Canyon”. La tappa completa è stata di ca. 250 Km. (compresa la deviazione per strada chiusa!)


26/04 – soggiornando due notti a Tusayan decidiamo di fare un’escursione a Flagstaff e Sedona con ritorno a Tusayan per la sera. Le previsioni metereologiche non erano delle migliori (fortunatamente avevamo portato i piumini e li abbiamo veramente goduti in quanto la temperatura si aggirava intorno allo zero) infatti era prevista pioggia con “episodi di neve”. Data la stagione abbiamo pensato a qualche acquazzone e ci siamo messi comunque in macchina. Arrivati a metà strada rispetto a Flagstaff cominciano a fioccare delle piccole gocce ghiacciate che man mano si intensificano fino a diventare veri e propri fiocchi di neve. Proseguiamo ancora per qualche Km, ma quando vediamo che sull’asfalto comincia a depositarsi uno strato di neve e considerando che la nostra bellissima berlina, ancora una volta non funzionale viste le condizioni, decidiamo di tornare a Tusayan un po’ indispettiti …. chi avrebbe detto che sarebbe nevicato a fine aprile? Pensavamo di aver buttato via una giornata, ma per fortuna nel parco del Canyon, malgrado le avverse condizioni, gli autobus funzionavano regolarmente. Ne abbiamo approfittato salendo sull’autobus che percorreva la tratta del Canyon ad ovest del centro visitatori. Sfidando le intemperie, abbiamo percorso a piedi alcuni tratti tra una fermata e l’altra dell’autobus godendo di un panorama insolito del Canyon leggermente innevato!


27/04: oggi si ritorna alla “nostra” Route 66 per raggiungere Las Vegas! Partiamo presto da Tusayan e riagganciamo la 66 a Williams. Proseguiamo sulla 66 fino a Seligman dove ci fermiamo per visitare il negozio di “Angel & Vilma Delgadillo”. Bellissimo negozietto che conserva ancora la stanzetta in cui il Sig. Delgadillo esercitava la sua professione di barbiere. Compriamo qualche ricordo e, mentre stiamo per uscire, vediamo il Sig. Delgadillo seduto su una sedia all’ingresso! Che fortuna poterlo conoscere! Lo salutiamo, diciamo che veniamo dall’Italia e lui molto gentilmente si presta a fare una foto con noi vicino alla sedia da barbiere! Stringiamo la mano a questo tenace vecchio signore ed usciamo dal negozio arricchiti di un’esperienza che non avevamo nemmeno sperato di poter fare!!!

Proseguiamo fino a Peach Spring dove scopriamo che nella riserva degli Hualapai c’è la possibilità di vedere dall’alto il Grand Canyon dallo Skywalk (una piattaforma di vetro costruita sullo strapiombo). Decidiamo di fare questa deviazione “sciroppandoci” diverse decine di miglia in parte sterrate per arrivare fino in cima. Entriamo nel centro visitatori e scopriamo che il biglietto minimo di ingresso costa più di 70$ a persona ed inoltre non possiamo portare né macchine fotografiche, né effetti personali!!! Un furto! Decidiamo che pagare quella cifra per uscire sulla piattaforma, guardarci in giro ed esclamare “oh, che bello!” non vale la pena, non fatelo! Ci “sciroppiamo” le stesse miglia per tornare indietro sulla 66 e proseguire verso Kingman dove ancora dobbiamo deviare dalla 66 per puntare su Las Vegas. Prima di arrivare ci fermiamo alla “Hoover Dam” la mastodontica diga che sbarra il passo al Colorado River: è veramente un “monumento di ingegneria civile”! Riprendiamo la strada ed arriviamo a Las Vegas. Dopo tanti Km percorsi su strade deserte, arrivare a Las Vegas ci ha procurato un vero e proprio shock!!! Traffico, strade enormi e piene di macchine, tante case e palazzi! Che differenza con il percorso precedente! La tappa completa è stata del ca. 450 Km (non contando l’inutile deviazione verso lo Skywalk!). A Las Vegas ci siamo concessi quello che secondo noi è il miglior Hotel: il “Bellagio”. E’ effettivamente un hotel meraviglioso con ambienti da scoprire uno diverso dall’altro, il soffitto della hall tutto fiori di vetro, il sorprendente giardino interno che comprende una serra con bellissime farfalle e la fontana esterna con gli spettacolari giochi d’acqua a tempo di musica!


28/04: avendo Las Vegas come base anche questa notte, siamo partiti presto per visitare la Death Valley che dista ca. 200 Km. dalla città. Siamo saliti fino al Dante’s View da cui si gode una spettacolare vista su Badwater, la depressione salata in basso, e su parte della strada che porta al di sotto del livello del mare di ben 85 metri!

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Puntatina anche allo Zabriskie Point dove purtroppo c’erano tre pullman con un mare di turisti che schiamazzando rumorosamente rovinavano l’atmosfera incantata del luogo. Purtroppo anche l’orario, verso l’una, non ci ha permesso di gustare appieno tutti i colori del paesaggio perché la luce illuminava a picco le rocce creando una sorta di foschia ….. ma abbiamo comunque apprezzato l’escursione.

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La serata a Las Vegas ci ha permesso di vedere tutte le luci “sberluccicanti” degli hotel e dei casinò che cambiano letteralmente l’aspetto della “Strip”


29/04: partenza al mattino presto per raggiungere nuovamente la Route 66 a Needles e per visitare il Mojave National Preserve una distesa desolata con catene montuose scoscese, laghi prosciugati, rocce laviche e …. dune di sabbia proprio come nel deserto! Le dune si raggiungono, dopo aver percorso qualche km. di buon sterrato e parcheggiato l’auto,  percorrendo a piedi un sentiero fino alla base delle dune. A parte un vento terribile il paesaggio è veramente meraviglioso sembra di essere veramente nel deserto! Unico “piccolo” inconveniente: al ritorno dalle dune, sul sentiero pedonale, incontriamo un abitante del luogo ….. un crotalo bellamente avvolto in spire che si godeva il sole a circa 3 metri da noi!!! Siamo riusciti a fotografarlo per bene con un po’ di timore …. e se si muove e viene verso di noi???? Dopo qualche foto ci siamo allontanati lentamente lasciandolo nel suo ambiente naturale! Continuando sulla 66 ci fermiamo nei pressi di Newberry Springs al Bagdad Café con il vicino Motel ormai dismesso da tempo. Ancora una sosta a Calico, ghost town ricostruita a nord di Yermo. Purtroppo era tardi e stavano chiudendo tutti i negozietti, ci sarebbe piaciuto fare il giro della miniera sul trenino, ma si sa che qui tutto chiude non oltre le 18!!! Pazienza! Dopo qualche foto puntiamo direttamente su Barstow dove dormiamo al “Best Western Desert Villa Inn” tra la ferrovia e la highway, ma sul comodino abbiamo trovato degli utilissimi tappi per le orecchie gentilmente offerti dall’hotel. Ma prima di dormire, un’ottima cenetta all’ “Idle Spurs Steakhouse” dove abbiamo mangiato un carne tenerissima e saporita con un servizio gentile e cordiale. La tappa in totale è stata di ca. 300 Km.


30/04: si riparte al mattino per l’ultima tappa del nostro viaggio on the road: Los Angeles!  Dovendo percorrere ca. 220 Km. e non avendo molto tempo per vedere la città, scegliamo a malincuore di non seguire la 66, ma di optare per le più veloci highways. Appena arrivati a Los Angeles puntiamo direttamente al molo di Santa Monica dove raggiungiamo il fatidico ultimo cartello della 66: “End of the Trail”. Anche se non abbiamo percorso proprio tutta la Route, siamo orgogliosi del nostro viaggio e fotografiamo con piacere il cartello considerandolo come “obiettivo raggiunto”!!! Nel pomeriggio ci rechiamo a visitare gli Universal Studios di Hollywood; il biglietto d’ingresso è un po’ caro, ma vi assicuro che ne vale la pena. Il giro sul trenino tra i vari set cinematografici ti fa sentire come il protagonista di un film. All’arrivo al Bates Motel l’emozione è stata grande! Psyco è uno dei nostri film preferiti e vedere dove sono state girate le scene più significative non ha prezzo ….. anche quello del biglietto è speso bene! Cena al “Bubba Gump Shrimp” sulla Universal CityWalk: ottime linguine con gamberi per me e gamberi con riso per mio marito! Poi dritti all’”Hotel Angeleno”, situato in ottima posizione per visitare Beverly Hills, per un meritato riposo.

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01/05: ultimo giorno a Los Angeles! Dato che il tempo scarseggia il giorno precedente avevamo deciso, su suggerimento della gentile Sig.ra Edith della lobby, prenotare un tour giornaliero in pullman direttamente in Hotel. Ottima organizzazione: ci sono venuti a prendere in loco e ci hanno portato al terminal di partenza del pullman, poi è iniziato il tour che ci ha permesso di vedere diverse parti di Los Angeles, Hollywood, Beverly Hills. Bellissimo pranzo al Farmer Market in un turbinio di profumi e colori. Poi ripresa del tour fino al ritorno in hotel nel pomeriggio. Ci resta solo da riconsegnare l’auto (abbiamo preferito farlo la sera prima della partenza) all’aeroporto con ritorno in hotel in taxi.


02/05: taxi alle 5 di mattina per l’aeroporto, imbarco per Milano con scalo a Newark. Ecco la fine del nostro viaggio, pienamente soddisfatti di tutto ciò che abbiamo visto e soprattutto del fatto che siamo riusciti in un’impresa che non avevamo mai tentato: un viaggio on the road così lungo in “terra straniera”. Vi assicuro però che durante l’atterraggio a Newark, la vista di New York (la mia città preferita in assoluto) al tramonto fungeva da calamita! Ah, se solo non dovessimo tornare al lavoro lunedì!


Per vedere la Galleria Fotografica di Edoarda su questo Road Trip clicca qui


Chi è Edoarda?

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Viaggiare……una delle parole sempre presenti nella mia mente.

Significa conoscere luoghi che non pensavamo potessero esistere veramente, molte volte visti solo sui libri e sulle riviste, conoscere popoli completamente diversi dal nostro, lontani dalle nostre abitudini e dalla nostra cultura la cui comprensione accresce continuamente il nostro sentirsi parte del mondo.

Se potessi, sarei perennemente in viaggio, purtroppo gli impegni di lavoro e la vita stessa non ci concedono che poche pause di cui però godiamo sempre al massimo.

Sono nata in Liguria, ma vivo in Lombardia per esigenze di lavoro e … di cuore….

Il mare ed il sole sono i miei elementi naturali, ma adoro anche la montagna, nuove città da scoprire e nuovi paesi lontani

Quest’anno ho festeggiato il mio mezzo secolo, ma è come non sentirli, la mia mente …. almeno per ora ….. è indietro di circa 20 anni, spero lo rimanga anche nel prossimo futuro!

Mi diverte scrivere i resoconti dei nostri viaggi, soprattutto quelli più sentiti che ti riempiono gli occhi e il cuore, ma nel contempo ti lasciano dentro una dolce malinconia. Al contrario di mio marito, io non sono appassionatissima di fotografia, ma lo sono quanto basta per documentare il viaggio con foto dei luoghi e delle persone che più mi affascinano.

E’ un piacere condividere le esperienze di viaggio, si insegna e si impara sempre qualche cosa di nuovo!

Contatti: emerega566@gmail.com

 

 

 

 

 

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