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Viaggio nel cuore della Scozia tra castelli e leggende

Andrea Meloni1 comment1230 views
Highlands, Scozia tra castelli e leggende

Andrea dello Staff World Explore 360 ci racconta il suo viaggio nel cuore della Scozia tra castelli e leggende. Pittoresca, terra di eroi leggendari, montagne imponenti, paesaggi magnifici, antiche foreste, vallate solitarie e silenziose, fiumi e laghi che si confondono con i profondissimi fiordi dell’oceano e territori selvaggi che sapranno togliervi il fiato. Non vi resta che andare a scoprire le storie uniche di questi paesaggi e di queste meraviglie architettoniche. Buona lettura!


Scozia tra castelli e leggende:

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Giorno 1:  Milano_Edimburgo

Finalmente è l’ora di partire, pronti per questa nuova avventura in Scozia. In questo viaggio mi avvicinerò per la prima volta anche al mondo della fotografia, infatti mi sono fatto prestare per l’occasione una Reflex della Canon dalla mia amica Silvia. Da quel momento in poi si può dire che è nato un vero e proprio amore.

Prima tappa Edimburgo, una città meravigliosa, ricca di storia e con un’atmosfera unica.

Visto che sapevamo di arrivare nel primo pomeriggio e di avere a disposizione poco tempo, abbiamo optato per un hotel nelle vicinanze del centro storico. Anche se i mezzi pubblici sono super efficienti Edimburgo va visitata a piedi in modo da poter scoprire ogni suo angolo nascosto.

Tempo di posare le valigie in hotel e iniziamo il nostro itinerario dalla città vecchia, l’Old Town, con la sua strada più importante: The Royal Mile.  La città vecchia è stata nominata Patrimonio dellUnesco, un riconoscimento che merita davvero visto che racchiude le origini della città consolidandosi anche come capitale e sede della corte monarchica circa a metà del 1400. Posso dire che nella Royal Mile si vive e respira la storia. Molto interessante anche Victoria Street, una via davvero particolare con le facciate colorate dei vari negozi, pub e palazzi.

L’anima gotica di Edimburgo con le sue residenze antiche, i suoi cimiteri dall’aria tetra e i suoi vicoli stretti vi faranno tornare indietro nel tempo.

Edimburgo


Giorno 2: Edimburgo

Il secondo giorno è dedicato alla visita del castello di Edimburgo, posizionato sulla cima di una roccia vulcanica, nella parte più alta del Royal Mile, è l’attrazione turistica più famosa della città. Nel Medioevo era il castello principale della Scozia e attualmente ospita i Gioielli della Corona scozzese, il museo della Scottish National War, la Stone of Destiny, il famoso cannone da assedio Mons Meg del XV secolo, il cannone One O’ Clock Gun e il Museo nazionale scozzese della guerra. Vista la grandezza del castello per il tour completo ci vorrà almeno mezza giornata, potete anche evitare di visitare l’interno per dedicarvi a visitare altro però se siete appassionati di castelli questo non può di certo mancare nella vostra lista. L’edificio più importante del complesso è il Palace con la torre dell’orologio, dove al suo interno sono conservati la corona e lo scettro utilizzati per incoronare i sovrani scozzesi.

Castello di Edimburgo

Da non perdere il famoso One O’Clock Gun, il cannone che spara un colpo ogni giorno (esclusa la domencia) alle 13:00. Questa pratica era utilizzata per permettere alle navi del vicino porto di Leith di sincronizzare i loro orologi. Inaspettato il Dog Cemetery, ovvero un piccolo cimitero riservato ai cani dei militari scozzesi.

One O'Clock Gun

Il pomeriggio lo passiamo nella New Town ovvero uno dei più importanti esempi di architettura georgiana rimasto intatto nei diversi secoli. In questo quartiere le strade più belle e conosciute sono George Street e Princes Street, proprio da queste vie è possibile godere di una bellissima vista sul Castello. Mentre camminiamo per la Princes Street notiamo una torre annerita ovvero la Scott Monument, dedicata allo scrittore scozzese Sir Walter Scott, questo è il monumento più alto mai eretto ad un letterato, infatti per raggiungere la cima bisogna salire 287 scalini raggiungendo così i 60 metri di altezza dove si può godere di un bellissimo panorama.

La sera è stata dedicata alla tradizione scozzese, con uno show di musica e danza tradizionale, dove non mancavano cornamuse, violini e costumi tipici. Devo dire che è stata una serata davvero divertente accompagnata da una cena tipica servita da camerieri in kilt. Da notare che con più di 300 persone a questo spettacolo sono stato scelto per ballare un ballo tipico scozzese davanti a tutti, la solita fortuna. Sia lo spettacolo che la cena alla storica Mansione di Prestonfield meritano davvero, proprio qui si può provare il famosissimo haggis (sono stato uno dei pochi che ha avuto il coraggio di assaggiarlo, con bis finale) e il buonissimo salmone del mare del Nord accompagnato dal Whisky scozzese.


Giorno 3: Dundee_Stonehaven_Aberdeen

Ci svegliamo presto e ci prepariamo a lasciare Edimburgo e spostarci ad Aberdeen. La prima tappa sulla strada e Dundee con il suo bellissimo Glamis Castle considerato come il castello più infestato del mondo.

Catello di Glamis, Glamis castle

Il mito di questo castello inizia proprio durante la sua costruzione, dove nell’anno mille, Macbeth uccise il cugino e Re di cozia Duncan I, ispirando la futura opera di Shakespeare. Questa era soltanto la prima di molte disgrazie infatti qualche anno più tardi il monarca Malcom II fu ucciso e fatto a pezzi dai suoi sudditi. Ancora oggi invece si cerca una stanza segreta che viene nominata in tantissime leggende, la teoria più plausibile è quella che probabilmente nasconde il figlio deforme dell’undicesimo figlio di Strathmore. Fu proprio un giornale dell’epoca a far uscire la storia di un mostro rinchiuso all’interno di una stanza segreta nel castello. Le storie di fantasmi avvistati invece sono tre, la prima è quella della donna senza lingua, una poveretta che nel XVII secolo era venuta a conoscenza del segreto degli Strathmore, punibile soltanto con l’amputazione della lingua. Il secondo è quello di uno schiavo che attualmente darebbe fastidio agli attuali proprietari facendo casino, lui fu ucciso per divertimento infatti venne fatto sbranare dai cani durante una festa. Infine il fantasma della dama bianca avvistata anche da nobili e uomini di legge all’interno della cappella familiare e nella torre dell’orologio, lei accusata di stregoneria nel 1513 fu sepolta viva. Devo dire che queste storie rendono ancora più interessante la visita al castello, che è comunque uno degli edifici più belli della Scozia.

Catello di Glamis, Glamis castle

Ci rimettiamo in viaggio verso Stonehaven, dove scorgiamo all’orizzonte uno dei castelli più visitati della Scozia. Sopra una scogliera a strapiombo sul mare del Nord sorge il Dunnottar Castle, ne sono rimasto subito colpito, il panorama è bellissimo e la stradina che scende verso la spiaggia è magnifica. Lo si trova all’improvviso ed è difficile resistere alla tentazione di scendere di fretta da quella piccola stradina in mezzo ai prati verdi per osservarlo da vicino. Il castello viene ancora oggi ricordato per essere stato coinvolto in una delle vicende più sanguinose della Scozia durante la guerra per l’indipendenza.

Dunnottar Castle, castello di Dunnottar

E giunta l’ora di rimettersi in viaggio verso Aberdeen, dove si può trovare una delle università più antiche del Regno Unito e addirittura del mondo fondata nel 1495. Visto che la giornata è stata davvero stancante ci dirigiamo verso l’hotel ” Mercure Aberdeen Ardoe House“, una volta arrivati rimango colpito anche da questa struttura, un “castello” del XIX secolo immerso in 12 ettari di campagna che regalano silenzio e pace assoluta.

gufo, scozia


Giorno 4: Aberdeen_Elgin_ Aviemore

Dopo una bella colazione scozzese in albergo partiamo verso lo Speyside, ovvero una delle più importanti regioni di produzione del whisky, per effettuare la visita con degustazione in una distilleria. Prima di arrivare alla distilleria troviamo sulla strada la cittadina di Elgin con la sua bellissima cattedrale ormai in rovina. Quest’ultima era la più imponente chiesa della Scozia Settentrionale, che dopo essere stata devastata da due incendi ed aver ricostruito le sue parti più antiche fu abbandonata. Quello che rimane oggi sono le due torri quadrate in stile gotico primitivo, la porta ad Ovest, la sala capitolare con le sue volte su pilastro centrale. La facciata è composta da due ordini di finestre a sesto acuto con rosone nel timpano. All’interno dell’antica cattedrale ci sono anche varie tombe e una croce celtica. Bellissima la vista dalla torre Nord sulla città di Elgin e la campagna circostante.

Cattedrale di Elgin, Moray

Ci rimettiamo in marcia nella regione dello Speyside per raggiungere la distilleria “The Glenlivet”, proprio in questa regione si producono i whisky più sofisticati e popolari come il : Macallan, Glenlivet e Glen Grant. Oggi siamo nella zona più remota delle Highlands, una zona selvaggia con acque cristalline e ricca di torba che ne fecero la zona ideale per la produzione di whisky. Già da inizio Ottocento veniva prodotto in modo illegale, interessante il fatto che Giorgio V durante la sua visita nel 1822, chiese proprio un assaggio di Glenlivet un fatto curioso, un monarca che chiede un assaggio di whisky illegale.

The Glenlivet, Whisky

La Glenlivet però fu proprio la prima ad uscire dall’illegalità nel 1824 e nel 1933 dopo la fine del Proibizionismo negli Stati Uniti è l’azienda meglio attrezzata per venire incontro alla crescente richiesta statunitense. Oggi dopo ben 200 anni è il secondo Single Malt più venduto del mondo. Durante la visita ci spiegano e fanno vedere i 14 alambicchi con cui opera la Glenlivet, sette per la prima distillazione e sette per la seconda, l’acqua proviene dal ruscello Josie’s Well e l’orzo proviene dalle coltivazioni del Banffshire. Al posto dei tini in acciaio inox vengono ancora utilizzati quelli di legno dove avviene la fermentazione. Io non sono per niente un grande amante del whisky però questo bisogna assaggiarlo direttamente qui.

“never drink whisky without water, never drink water without whisky”

Questa è la frase famosa della distilleria che si trova nella sala della degustazione. Dopo la visita della Glenlivet ci spostiamo ad Aviemore e raggiungiamo un altro bellissimo hotel “Macdonald Aviemore hotel at Macdonald Aviemore Resort”.


Giorno 5: Aviemore_Kyle of Lochalsh_Inverness

Oggi si parte verso un posto misterioso, uno di quei posti che alla fine ti rimane nel cuore: l’Urquhart Castle ovvero una delle fortezze più grandi della Scozia. Quello che rende il tutto così magnifico è probabilmente la sua posizione strategica e particolare sulle sponde del lago di Loch Ness, dove i resti dell’antica torre si rispecchiano nelle acque grigie e misteriose. Come al solito inizio a scattare qualche foto mentre la mia mente prova ad immaginare l’antico splendore di un tempo.

Urquhart Castle, Loch Ness

La storia dell’Urquhart Castle è ricca di battaglie, lotte e colpi di scena. Una storia lunga 500 anni finita in un modo particolare e triste, infatti fu fatto esplodere nel 1692 per evitare che cadesse nelle mani dei Giacobiti.

Urquhart Castle, Loch Ness

Inizialmente non ci si rende conto della sua grandezza, cosa che accade dopo aver superato il portone principale d’ingresso. Inizio a camminare lungo un vastissimo prato verde fino a raggiungere il fossato utilizzato come protezione dell’entrata principale, oggi sostituito da un ponte moderno e non più dal ponte levatoio dell’epoca. La parte più importante dell’intero castello è la Grant Tower con pareti spesse fino a 3 metri e con 12 metri di altezza. Proprio in questa torre alloggiava la famiglia Grant, i padroni del castello, e per ragioni legate alla sicurezza l’ingresso era ben difeso con un fossato che correva lungo i lati interni dell’edificio e lungo il portone d’entrata, raggiungibile soltanto con un ponte levatoio. Un’altra parte importante era la Great Hall, utilizzata come palazzo di giustizia e per i vari banchetti, posizionata lungo la riva del lago.

Si trova infine l’acceso al Water Gate, ovvero la porta che garantiva l’accesso alla riva del lago, molto importante per l’arrivo delle provviste al castello.

Urquhart Castle, Loch Ness

Una delle cose che invece mi ha lasciato davvero senza parole è la grandezza del lago di Loch Ness, sinceramente non pensavo fosse così grande. Questo lago è stretta ma lungo ben 37 km, inoltre è famoso per le varie leggende legate a Nessie, il mostro che ogni tanto riemerge da queste acque alimentando le fantasie di vari turisti, appassionati di misteri e scrittori. La leggenda narra che nell’anno 565 un monaco irlandese affermò di aver visto un enorme creatura emergere dall’acqua, da allora attraverso i vari secoli ci furono migliaia di avvistamenti. La sua leggenda ha incuriosito talmente tanto degli scienziati che nel 1970 decisero di fondare il Loch Ness Phenomena Investigation Bureau, un apposito osservatorio creato per Nessie.

Loch Ness

Profondo anche fino a 250 metri è quasi sempre avvolto dalla nebbia, freddo e tedioso, circondato da montagne grigie e silenziose. Come non può essere misterioso un posto del genere?

Per ammirare il lago più da vicino abbiamo optato per una traversata in barca, godendoci a pieno il panorama e la pace che si respira in quel luogo.

Verso l’ora di pranzo ci spostiamo per una piccola visita nella città di Inverness, quella che si può definire la capitale delle Highlands vista la sua posizione strategica per le varie escursioni turistiche, questa città è il punto di collegamento perfetto per tutta la Scozia. Di solito si sceglie questa città prima di visitare il lago di Loch Ness e le Highlands.

Castello di Inverness

Vi consiglio di fare assolutamente una passeggiata nel bellissimo centro e lungo la sponda del fiume per ammirare la Cattedrale di St. Andrew e il castello di Inverness. Proprio nella piccola collinetta davanti a quest’ultimo ci fermiamo per una piccola sosta ammirando il fiume Ness che divide la città. Dopo questa sosta ci spostiamo per l’ultima tappa della giornata al Fort George, la fortezza delle Higlands edificata a pochi km da Inverness.

Fort George

Una volta arrivati ci ritroviamo davanti ad un vastissimo prato verde e delle possenti mura, si allargano sempre di più mentre attraverso il ponte in legno dell’ingresso che porta in una piazza enorme. Gli edifici all’interno sono tipici per una struttura militare ed ospitano ancora oggi il “Royal Irish Regiment” e il “The Black Watch” terzo Battaglione del Royal Scottish Regiment.

Fort George

Questa cittadella è conosciuta come la più grande fortificazione di artiglieria leggera d’Europa, nata per imporre alle Higlands la presenza militare britannica. Sono numerosi i cannoni che si incontrano mentre cammino sui bastioni, proprio qui dopo una lunga camminata all’interno di questa cittadella mi fermo ad osservare i numerosi delfini che giocano nelle acque gelide della Scozia.


Giorno 6: Ballachulish_Portree_Inveraray

Tempo di fare colazione e ci mettiamo di nuovo in viaggio. Ci dirigiamo verso uno dei castelli più fotografati dell’intera Scozia, l’Eilean Donan Castle, situato su una piccola isoletta collegata alla terraferma da un ponte in pietra. Dal ciglio di questa strada ammiro il castello e i vari colori che lo circondano, la posizione è davvero da cartolina, circondato da laghi e montagne.  Il suo nome deriva dall’antica lingua celtica e significa castello dell’isola di Donan.

Eilean Donan Castle

Il castello fu fatto edificare da Alessandro II di Scozia nel 1220 come fortificazione di difesa contro le continue incursioni dei vichinghi, che all’epoca occupavano le isole occidentali. Una delle battaglie più importanti avvenne nel 1539 quando Donald Gorn, signore delle isole occidentali, attaccò il castello con 400 uomini: Duncan MacRae riuscì però a resistere all’assalto difendendo con successo la fortezza e ferendo mortalmente con la sua ultima freccia Donald Gorn. Un’altra grande battaglia avvenne nel 1719, durante la prima ribellione giacobita, tre grandi navi da guerra inglesi si avvicinarono al castello e dopo aver tentato di negoziare e aver ricevuto risposta negativa iniziarono a bombardare il castello, catturando i soldati spagnoli ospitati all’interno della fortezza. Il castello fu quindi quasi completamento distrutto e rimase abbandonato per oltre 200 anni, fino a quando John MacRae Gilstrap acquistò l’isola nel 1911 e diede inizio al restauro riaprendo le porte ai visitatori nel 1955.

Il restauro di questa struttura fu un’impresa a dir poco notevole. Le pietre furono fatte arrivare da cave locali, trasportate grazie all’uso dei cavalli fino a riva e trasportate infine sull’isola grazie a delle barche; il ferro ed il legno arrivarono da Edimburgo via treno, mentre le pesanti tegole di ardesia furono fatte arrivare dall’estremo Nord della Scozia.

Eilean Donan Castle

Mentre attraverso il ponte di pietra noto la scritta in gaelico che si riferisce all’antico legame tra il Clan MacRae e Fraser: “finché ci sarà un MacRae all’interno, non ci sarà mai un Fraser all’esterno“. Accedo così al cortile interno ed entro nella fortezza a quattro piani con sei camere da letto, le cucine, la sala banchetti e una sala contenente una collezione di oggetti storici locali.

Comunque per gli amanti del cinema questo castello non è neanche una novità, appare infatti sia nel famosissimo “Highlander” e anche in “The World is not enough“.

Highlands

Adesso è giunta l’ora di spostarsi sull’Isola di Skye, probabilmente una delle più romantiche e pittoresche, in grado di attirare viaggiatori per i suoi paesaggi magnifici che ispirano registi, scrittori e pittori di tutte le varie epoche.  Giungiamo in questa bellissima isola grazie ad un ponte arcuato notando attorno a noi il paesaggio che cambia, con il suo mare e le sue vallate. Noi ci fermiamo a Portree, un piccolissimo villaggio costruito in onore di Giacomo V. Il suo porto è considerato uno dei più belli della Scozia, con i suoi edifici colorati, scogliere che fanno da contorno al paese e pescherecci ormeggiati.

Portree

Dopo aver lottato con i gabbiani per mangiare un fish and chips all’aperto ci spostiamo a visitare il castello di Dunvegan. Anche su questo castello ci sono numerosissime storie e leggende: fate, magie e avventure eroiche sembrano non mancare proprio in Scozia. Il castello fondato nel 1200 è ancora oggi proprietà della famiglia McLeod.

castello di Dunvegan

Le storie di magia derivano proprio dalla Fairy Flag, una striscia di stoffa gialla esposta all’interno della dimora. Secondo la leggenda fu donata dalle fate ai MacLeod dopo la nascita di uno dei loro figli, con lo scopo di proteggere il Clan dalla morte in battaglia, ma solo per tre volte. La cosa assurda è che in effetti fu proprio cosi. Merita di essere visto anche il parco attorno al castello, il tipico giardino anglosassone ricco di fiori colorati.

castello di Dunvegan


Giorno 7: Inveraray_Glasgow

Ci prepariamo al penultimo giorno prima di partire, ultima tappa Glasgow. Prima di arrivare passiamo in un incantevole borgo con le sue case bianche e ordinate che si rispecchiano nelle ascque del Loch Fyne, decidiamo quindi di fermarci per una sosta ed esplorare la zona circostante. Ci sono un paio di cose che rendono particolarmente affollato questo paese, una di queste è proprio il castello. L’Inveraray Castle è uno di pochissimi castelli scozzesi ancora abitati, è infatti la dimora degli Argyll. Dopo aver attraversato l’enorme parco sono rimasto stupito dalla bellezza e dalla maestosità di questo castello, è assurdo come dopo una settimana di castelli riesca a rimanere ancora stupito dalla loro bellezza e non inizi a provare un senso di noia.

INVERARAY CASTLE

Dopo un incendio del 1877 venne ricostruito nella sua forma attuale, assumendo un aspetto fiabesco. Per non disturbare i proprietari attuali è possibile visitare solo una parte del castello, con il Salotto e la Sala da pranzo e la Armoury Hall. Proprio quest’ultima vi lascerà a bocca aperta, con le sue pareti alte oltre i 20 metri, espone con vari motivi geometrici ben 1300 varie tipologie di armi tra cui spade, asce, picche e moschetti. Nel piano superiore troviamo la Clan Room e la MacArthur Room dove pare viva i fantasma di un giovane suonatore d’arpa irlandese ucciso nel 1644: si narra infatti che quando un membro della famiglia dei Duchi stia per morire si senta il suono di un’arpa provenire da quella stanza. Ne piano interrato si trovano infine le cucine usate fino al 1950 dalla mamma dell’attuale Duca.

INVERARAY CASTLE

Dopo questa visita siamo pronti per la nostra ultima tappa a Glasgow, la città più grande della Scozia, un luogo caratteristico e pieno di vita. Si nota subito che ha un origine vittoriana e industriale, ma oggi è il paradiso dello shopping e della vita notturna. Non è sempre stata la città a cui mi trovo davanti, infatti soltanto dopo gli ultimi decenni si è riscattata grazie ad una massiccia politica di riqualificazione urbanistica e al rilancio delle attività legate al centro di architettura scozzese, design e urbanistica e alla crescita e sviluppo del polo universitario. Probabilmente una delle cose più belle da fare è quella di rivolgere il proprio sguardo verso l’alto e rifarvi gli occhi con i vari mix di stili architettonici della città.

Sono tantissime le attrazioni culturali che si possono trovare, dai vari musei, alle gallerie e alle mostre. Vi consiglio di vedere la George Square, la grande piazza dedicata al Re Giorgio III di Inghilterra, con la sua imponente architettura e le statue che raffigurano personaggi importanti. La cattedrale con le sue moderne e colorate vetrate e la pietra nera, un bellissimo esempio di arte medievale. Infine il GOMA, ovvero il più importante museo di arte contemporanea della Scozia, situato all’interno del palazzo della Royal Exchange espone collezioni permanenti e temporanee di artisti di tutto il mondo.  All’esterno della galleria c’è la statua del Duca di Wellington con un particolare cono spartitraffico dorato sula testa. Chiediamo informazioni e scopriamo che è la vittima preferita dello spirito ribelle degli abitanti di Glasgow e i ripetuti tentativi da parte delle autorità di impedire questa pratica non ha avuto molto successo: quando il vandalismo diventa monumento.

Gallery of Modern Art Glasgow

Purtroppo non siamo riusciti a visitare il Kelvingrove, la Lighthouse e la Glasgow School of Art, dove prima o poi bisognerà tornare.


Giorno 8: Glasgow_Milano

Dopo un ultimissimo giro nel centro della città è ora di tornare a casa. Una delle particolarità della Scozia è che c’è un castello da visitare in qualsiasi posto vi troviate. La Scozia è davvero ricca di posti incantevoli che vi lasceranno senza fiato, con le sue scogliere, le sue leggende e i suoi castelli. Non vi resta che andare a scoprire le storie uniche di questi paesaggi e di queste meraviglie architettoniche.

Highlands

A cura di world explore 360


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Andrea Staff World Explore 360

AndreaSi può dire che ho sempre avuto tantissimi interessi. Lo sport, l’architettura, la fotografia ma soprattutto i viaggi sono le cose che amo di più.

Viaggiare per me ha un significato profondo perché indica un bisogno impellente di esplorare luoghi sempre diversi.

Per me il viaggio comincia nel momento in cui inizio a pensarlo, questo perché mi ritrovo ad immaginare il posto in cui andrò, cercando ovunque informazioni, immagini o racconti di altri viaggiatori. Quello che mi attira è scoprire le diversità nel mondo, mettendo a confronto le varie culture, inoltre penso sia stupendo sapersi adattare alle diverse situazioni toccando con mano la realtà, percorrere luoghi sconosciuti, assaggiare cibi mai visti prima e imparare qualche parola in una lingua sconosciuta.

Insieme ai viaggi coltivo la grandissima passione per la fotografia, questo perchè non esiste un luogo della terra che non meriti di essere visto e immortalato, inoltre penso sia il modo migliore per mantenere vivo il ricordo e poterlo condividere con la gente che nutre la mia stessa passione.

Viaggio perché ho bisogno di “crescere”