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Villa della Regina, Torino capitale del garbo e dell’eleganza

Denis Orticola359 views
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Un caldo mattino di Agosto, sono in anticipo con l’appuntamento di lavoro in centro, tra le mani ho  una nuova sportcam da provare: alzo gli occhi e da Piazza Vittorio osservo le torri laterali di quella villa a mezza collina, placidamente adagiata li sopra chissà da quanto. Sono sempre stato curioso di andarci per cui mi inerpico su per la strada ed in venti minuti di cammino eccomi davanti ai cancelli.

L’ingresso è libero, poco chiaro il percorso, comincio dalla parte anteriore del giardino,  in quella che sarà un’ora di scoperta.

Tutto è tenuto bene, sembra in fase di restauro, si entra dal seminterrato (come alla reggia di Venaria, ma qui versione ‘poraccia) per poi salire una scalinata che porta al piano nobile, attualmente l’unico visitabile. Tutto è perfettamente conservato. Essendo solo compio velocemente il giro obbligato che mi porta all’esterno nel giardino posteriore, quello più grande. Magnifico. Dalle sue terrazze si gode di una vista unica su Torino. Una vista strana, in quanto comprende da quasi tutte le angolazioni la centenaria vigna che si inerpica sul pendio a fianco della villa.

1villa-della-regina           lascio a questa citazione presa dal sito villadellaregina.org il compito di illustrare le meraviglie che ho visto

Villa della Regina, al centro di giardini all’italiana con teatro d’acque e aree agricole, edificata da Maurizio di Savoia all’inizio del secolo XVII, deve il suo nome ad Anna Maria d’Orleans (1669-1728), regina dal 1713, cui passò per testamento. Aggiornata ed ampliata fra Sei e Settecento, essa conservò la sua identità di “Vigna collinare” anche con il passaggio nel 1868 all’Istituto Nazionale per le Figlie dei Militari Italiani, ma la sua chiusura nel 1975 determinò per mancata manutenzione ed interventi impropri un grave degrado.
Con la consegna nel 1994 alla Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici del Piemonte è stato promosso il progetto di restauro e di apertura al pubblico, d’intesa con le Soprintendenze per Beni Architettonici e per il Paesaggio e Archeologica, attuato con finanziamenti ministeriali, affiancati da fondi della Regione Piemonte, tramite gli Amici dell’Arte in Piemonte, della Compagnia di San Paolo, della Fondazione CRT e della Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino, e in accordo con il Comune, la Fondazione Torino Musei,  e la Provincia di Torino.

Le vicende costruttive

Costruita sulla collina che si affaccia su Torino, l’edificio costituì fin dal Seicento il fondale scenografico della città oltre il Po sull’asse storico urbano costituito dalle attuali via Po e via villa della Regina. L’impianto seicentesco, voluto dal cardinal Maurizio di Savoia sul modello delle ville romane, venne mantenuto nei successivi ampliamenti disposti dal 1657 dalla moglie del principe, Lodovica, e con la ridefinizione architettonica e decorativa degli spazi e dei rapporti fra edifici e giardini attuata in successione, con la regia di Filippo Juvarra per la regina Anna Maria d’Orleans e poi per Carlo Emanuele III e le sue tre consorti, e successivamente con quella di Baroni di Tavigliano per Maria Antonia Ferdinanda di Spagna, moglie di Vittorio Amedeo III.
La villa testimonia oggi, fra arredi e decorazioni preziose, e pur nelle perdite dovute ai danni di guerra ed ai furti, il gusto del ‘vivere in villa’ in una residenza di corte amata da principesse e regine in un assetto d’arredo definito dall’uso come collegio dall’Istituto Nazionale per le Figlie dei Militari.

Il giardino all’italiana e il Teatro d’acque


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Un’idea compositiva unitaria sottese alla progettazione di Villa della Regina in una conca della collina trasformata per sfruttare la posizione panoramica e l’esistenza di sorgenti per il sistema idraulico delle fontane. Nell’arco di un secolo e mezzo intervennero architetti ed artisti per aggiornare il complesso, il suo disegno e la presenza dominante dell’acqua che scorre dalle sorgenti alle peschiere al Grand rondeau, articolata a costituire il Teatro d’acque, imprescindibile artificio di un giardino regale. Sull’asse centrale della Villa con vasche, grotte e fontane sei e settecentesche, i giardini all’italiana si articolano su tre livelli dall’Esedra, ai Giardini dei Fiori e ad Anfiteatro, delimitati da siepi di bosso, chiusi dalla corona boschiva con la definizione settecentesca dei Belvedere centrale e nord e il Padiglione dei Solinghi. Le parti auliche sono nuovamente in rapporto con le aree agricole con il reimpianto di circa metà del vigneto storico: la Vigna sabauda ha recuperato così sia la peculiare attività produttiva, sia la stretta connessione ambientale, paesaggistica e scenografica con la città.

 

Informazioni Pratiche:

Indirizzo:
Strada S. Margherita, 79 – 10131 Torino

Orari:
Dal 1° Marzo al 30 Novembre (periodo estivo)
Dal martedì alla domenica: dalle 10.00 alle 17.00

   Dal 1° Dicembre al 28 Febbraio (periodo invernale)
Dal martedì alla domenica: dalle 10.00 alle 16.00
Chiuso il lunedì

Tariffe:
La visita alla Villa della Regina di Torino è gratuita

 

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