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Thailandia, Malesia e Singapore: viaggiare vuol dire innamorarsi

Andrea Meloni8 comments1844 views

Andrea, dello staff World Explore 360, ci racconta il suo magnifico viaggio in Thailandia, Malesia e Singapore. Buona Lettura!


Ogni volta che racconto la mia esperienza di viaggio in Asia le persone rimangono affascinate, per questo ho deciso di realizzare questo post con molte informazioni utili per chi ha intenzione di organizzare un viaggio in Thailandia, Malesia e Singapore. L’idea iniziale era quella di intraprendere un viaggio dedicato alla scoperta della cultura, dei paesaggi meravigliosi che questi paesi racchiudono e delle spiagge paradisiache. Quest’avventura è stata affrontata con un amico che non vedevo e frequentavo da anni, quello che ci legava però era la stessa passione per i viaggi.


 

Le tappe scelte sono: 
Bangkok => Ayutthaya => Chiang Mai => Kuala Lumpur => Singapore => Phuket => Phi Phi Island => Krabi => Kho Samui

 

Numero di giorni: 
25

 

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Questo era un viaggio che aspettavo da anni anche perché mettevo piede per la prima volta in Asia. Nel mese prima di partire ho cercato di leggere e acquisire più informazioni possibili su questi Paesi, ma le cose da vedere sono talmente tante che non sono riuscito a finire il tutto in tempo.
La partenza era fissata per il 9 Luglio da Milano con Qatar airways, prima di atterrare a Bangkok è stato effettuato uno scalo a Doha in Qatar. Prenotando il biglietto aereo soltanto un mese prima di partire pensavo potesse avere qualche ripercussione sul prezzo, invece abbiamo trovato lo stesso una buona offerta sul sito di Skyscanner.
Costo Biglietto andata e ritorno: 506 euro

Giorno 1: 10 Luglio 2015, Bangkok
Dopo esserci massacrati di film durante il volo ed essere rimasti completamente colpiti dalla ricchezza percepita nell’aeroporto di Doha, atterriamo  finalmente nella capitale. Da quello che avevo letto e visto prima di partire mi aspettavo di rimanere colpito dalle isole paradisiache e non dalle città, soprattutto Bangkok era in forte dubbio per me. Come potrete leggere più avanti invece è stato il contrario, una cosa che non avrei mai pensato.
Appena uscito dall’aeroporto internazionale Suvarnabhumi si è subito fatta conoscenza con il famoso caldo thailandese, molto umido, afoso e a volte insostenibile. Dopo aver cercato di capire come raggiungere il nostro hotel con i mezzi, abbiamo optato per il famoso Tuk Tuk, ovvero un taxi a tre ruote che inizialmente vi sembrerà il modo migliore,più economico e più adrenalinico per spostarsi in città. Ecco, che sia emozionante e adrenalinico non si può negare, questo perché sembrerà di stare sopra una macchina da formula 1 a forma di risciò. Una volta partiti si da il via ad una vera e propria corsa automobilistica, spericolati come Ayrton Senna riescono a infilarsi in ogni buco e fare sorpassi spericolati senza rispettare nessun limite di velocità e nessuna precedenza. L’esperienza è di sicuro da provare ma pensandoci bene a fine vacanza è importante tenere in considerazione il rischio, anche perché molti turisti sono vittime di molti incidenti sulle strade proprio per questo motivo.
Tuk Tuk
 La sistemazione per le notti dal 10 al 14 Luglio a Bangkok è l’hotel iSanook. Al contrario di quello che mi aspettavo le camere risultano ben pulite, spaziose e silenziose, inoltre se la sera prima di uscire ci si vuole concedere qualche minuto di relax si ha a disposizione una piscina. L’unica nota negativa è che si accede attraverso una zona molto povera e in totale degrado, quindi la sera conviene farsi lasciare con il taxi direttamente davanti l’ingresso. Ottima posizione invece per gli spostamenti.
Costo dell’hotel per 4 notti: 140 euro
Dopo esserci fatti una doccia ed esserci riposati un’oretta siamo scesi per fare un piccolo giro del quartiere, anche perché si erano già fatte le sei del pomeriggio ed eravamo parecchio stanchi dopo il lungo viaggio. Una volta sceso in strada la prima cosa che mi ha incuriosito sono i mille cavi elettrici aggrovigliati e appesi a diversi pali che non avevano l’aria molto sicura, ma soprattutto mi sono chiesto come potesse funzionare un sistema elettrico del genere senza causare blackout o incidenti in un paese con una piovosità molto elevata. Tralasciando questo piccolo particolare, dopo aver svoltato nella prima via ci siamo ritrovati subito immersi in una realtà completamente differente dalla nostra, più o meno è stato come entrare in una nuova dimensione, un mondo particolare di cui non dimenticherò mai e poi mai una cosa: gli odori! Le diverse vie sono una sorta di mercato infinito che da vita ad un’esperienza sensoriale non sempre positiva, questo perché i thailandesi fanno praticamente di tutto per strada. A partire dalla frittura, alla frutta e alla carne lasciata sotto il sole senza alcun tipo di refrigerazione, per finire al lavaggio dei piatti in semplici bacinelle. E’ stato molto bello anche vedere tantissimi ragazzi studiare, ballare e cantare insieme sempre nelle varie vie della città. Comunque tornando al discorso dei profumi/puzza sarebbe da pazzi provare a descrivere i vari tipi di odori, però alcuni saranno talmente forti da mettere a dura prova il vostro olfatto.
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Giorno 2: 11 Luglio 2015, Bangkok
Il mattino seguente dopo aver fatto una bella doccia ghiacciata e aver mangiato qualcosa eravamo pronti per esplorare i principali monumenti religiosi e reali della capitale: il Wat Phra Kaew e Gran Palazzo Reale. In realtà il palazzo reale non è un singolo edificio ma è costituito da un complesso di diversi edifici costruiti in diversi anni. Una volta arrivati li davanti ci siamo ritrovati in mezzo a centinaia e centinaia di asiatici, finalmente ci eravamo resi conto di non essere più a casa ma nel sogno di quel viaggio che avevamo tanto desiderato. L’acceso al Palazzo Reale avviene attraverso la porta Viseschaisri, qui dopo essere stato preso in giro da Fil per il mio outfit (pantaloni lunghi con 40 °C, si sono pazzo), viene subito fermato all’ingresso, l’unica soluzione per entrare era prendere in prestito dei pantaloni lunghi, questo per rispettare le regole di acceso nei vari templi. Il karma finalmente aveva fatto la sua parte. I templi thailandesi sono molto appariscenti e lussuosi, questa cosa mi ha impressionato parecchio, anche perché è in netto contrasto con la spiritualità che si trova all’interno. La costruzione più sfarzosa che si trova all’interno del complesso è il Wat Phra Kaew ovvero il tempio del Buddha di smeraldo, ricoperto con tessere di mosaico colorate, cornici e statue dorate super kitsch. Una volta all’interno rimango stupito, pensavo di trovare una statua di dimensioni notevoli invece era di appena 60 cm ma soprattutto non era di smeraldo ma di nefrite. Il Buddha di smeraldo ha comunque un fascino incredibile,  uno spettacolo da vedere, e risiede in uno dei templi più sacri della Thailandia dove le persone si immergono nella preghiera ogni giorno. Un altro edificio appariscente è il Phra si Rattana Chedi, un enorme stupa ricoperto da un mosaico d’oro.
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La religione ricopre un ruolo di grande importanza in Thailandia. La cosa bella è che i diversi culti convivono l’uno affianco all’altro anche se il Buddhismo è la religione prevalente. Dopo esserci fermati per pranzo ci spostiamo verso il Wat Arun. Arrivati sulla sponda del Chao Phraya ci rendiamo conto che il tempio è nascosto da un enorme ponteggio. Tristi da questa scoperta decidiamo di attraversare lo stesso il fiume, che proprio come il centro città è super affollato, decidendo di girare per le vie della città senza una meta definita, alla scoperta dei posti non turistici. Mentre passeggiamo non possiamo fare a meno di notare i monaci buddisti con il loro vestito arancione brillante intenti ad utilizzare l’ultimo iphone lanciato sul mercato, chissà se donato oppure no. La prima sensazione che mi hanno trasmesso però è una pace interiore mai percepita prima.
Continuando a camminare nelle diverse vie ci rendiamo conto che i templi nella città sono numerosissimi, decidiamo così di entrare. La prima cosa che ci viene chiesta? Toglierci le scarpe. Una cosa strana per noi, molto importante invece per loro, diventa subito naturale camminare a piedi scalzi sentendo il tessuto e il pavimento freddo sottostante. Entrando in un tempio buddista percepirete una strana sensazione, come se insieme alle scarpe vi foste tolti anche i vari pensieri e problemi che ogni giorno ci portiamo dietro. Ci mettiamo li, ultima fila, per osservare gli anziani, i ragazzi e i bambini pregare, ammirando la dedizione e la passione che ci mettono ogni giorno. Ah dimenticavo che i piedi sono considerati la parte meno sacra del corpo, quindi non devono mai essere rivolti verso il Buddha durante la preghiera perché per loro equivale ad un offesa.

Giorno 3: 12 Luglio 2015, Bangkok
Il terzo giorno è quello dedicato alla scoperta dei mercati galleggianti di Bangkok. Leggendo varie guide e spulciando qualcosa su internet scopriamo che il più famoso è il Damnoen Saduak, con un grande punto a sfavore: pieno zeppo di turisti e posto che in Thailandesi evitano con piacere. Decidiamo cosi di non andare lì, ma scegliamo il Khlong Lat Mayom Floating Market, un mercato che dista pochi km da Bangkok, è poco conosciuto, quindi rimane fuori dalla frenesia e dal caos della grande metropoli. Tra le bancarelle si possono trovare cibi e dolci interessanti da assaggiare, anche se la nostra prima scelta è stata un pò sfigata visto il gusto particolare del piatto. Probabilmente non dimenticherò mai questa cosa, non paragonabile comunque all’assaggio della cavalletta la sera stessa…ma di questo ne parleremo più avanti.
Questo mercato non è molto esteso, ma vi farà passare qualche ora a curiosare una cultura diversa;  La definizione di “Floating Market” non è proprio precisa visto che in realtà è più un mercato lungo il fiume. Il canale non è larghissimo e le barche sono ancorate lungo la riva, cucinando per i clienti che passano da quelle parti.
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Il pomeriggio di questa giornata è stato invece dedicato al Lumpini Park, un polmone verde nel cuore di Bangkok. Il parco è molto utilizzato dagli abitanti della città, qui ogni giorno si può trovare gente impegnata nella corsa, nell’aerobica e al Tai Chi. Qui infatti ci siamo ritrovati a ballare in mezzo a centinaia e centinaia di persone impegnate in un allenamento aerobico in stile Flash Mob. Molto interessante anche la presenza di una grandissima palestra a cielo aperto totalmente gratuita.
Prima di arrivare al Lumini avevo parlato a lungo con Fil dei grandissimi Varani, lunghi anche più di 2 m, che vanno in giro per il parco senza problemi, ma purtroppo non abbiamo avuto la fortuna di vederli. Infine non era il nostro caso, però il parco potrebbe essere una tappa romantica visto che ospita due grandi laghi artificiali con panorama sui grattacieli della grande metropoli.
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Dopo essere tornati in hotel per una doccia prendiamo un taxi e ci facciamo portare nella famosissima Khao San Road, ovvero la via più famosa di Bangkok, situata in uno dei quartieri più belli della città. Basta pronunciare il suo nome per ottenere informazioni dagli abitanti del posto. Questa è una via sempre illuminata dalle sue numerosissime insegne, qui si mangia tutto il giorno e i vari locali propongono musica a tutto volume direttamente sulla strada. L’attrazione principale è il mercato, forse il migliore della città, dove si può trovare di tutto a prezzi bassissimi. La cosa principale che non ho ancora detto è che in Thailandia bisogna sempre trattare sul prezzo, tenendo sempre in considerazione che bisogna mantenere un comportamento educato e sorridendo sempre. Vi dico la verità, all’inizio quasi non mi osavo, ma alla fine ero diventato probabilmente il peggior cliente, pronto a trattare su tutto.  Che dire..ci avevo preso gusto e mi divertivo.
In questa famosa via decidiamo di provare il primo massaggio thailandese per il male al collo di Fil. Volete sapere com’è finita? A Filippo è passato il male al collo, io invece che stavo bene mi sono ritrovato con il collo bloccato. Dopo questa esperienza decidiamo di spingerci oltre: l’assaggio degli insetti. Premesso che se vedo una cavalletta a casa scappo, mi avvicino timidamente e con grande curiosità a queste bancarelle. In passato gli insetti erano un pasto popolare per i thailandesi, adesso lo stanno diventando anche per i turisti perchè al posto di essere catturati in natura vengono allevati in aziende agricole situate all’interno del Paese. Khao San Road è uno dei pochi posti dov’è possibile trovare queste bancarelle. Gli insetti più popolari sono le cavallette, i bachi da seta, i bruchi e i grilli, che vengono quasi sempre fritti e conditi con spezie. Non mancano anche gli scorpioni e le tarantole! Ormai eravamo lì e dovevamo assaggiarli, prendiamo coraggio e prendiamo una cavalletta. Il gusto? Per me come mangiare un foglio di carta, per Fil addirittura gamberetto (di sicuro per convincermi ad assaggiare). Dopo questa piccola impresa beviamo qualche birra, scambiamo due chiacchiere con vari backpackers e torniamo in hotel. Ci aspettava una bella giornata ad Ayutthaya.
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Giorno 4: 13 Luglio 2015, Ayutthaya_Bangkok

La sveglia è impostata alle 6 del mattino, meta del giorno Ayutthaya. Ci sono diversi metodi per arrivare direttamente li da Bangkok: tour organizzati, treno, autobus e MiniVan. Noi optiamo per il Minivan, comodi minibus che partono direttamente da Victory Monument a Bangkok. Vi consiglio di arrivare leggermente prima della partenza per riuscire a trovare la biglietteria e il mezzo che vi porterà a destinazione. Il costo è di 70 bath e ci mettono circa un’ora e mezza. Durante il viaggio ci addormentiamo, ad un certo punto veniamo svegliati da una persona che gridava “Per Ayutthaya scendere subito! Siamo arrivati!”. Prendiamo la roba in fretta e furia e ci catapultiamo fuori dal MiniVan. Mentre riparte ci guardiamo attorno e notiamo che quella non è Ayuttaya! Era soltanto una scusa per farci scendere e spendere altri soldi per arrivare a destinazione. Arrabbiati come non so cosa riusciamo a liberarci di questa persona (fate sempre tantissima attenzione perchè la fregatura in Thailandia è sempre dietro la porta) e con grande fatica a trovare un Tuk Tuk che non costasse un casino per arrivare alla tanto sperata meta.  Finalmente arriviamo nelle prime rovine, quello che ci troviamo davanti è magnifico. Durante i suoi anni migliori, Ayutthaya era una delle più belle città nel mondo, dopo il 1767 però venne rasa al suolo dai vicini birmani, depredando la maggior parte dei suoi tesori. Rimasero così templi vuoti e distrutti in una stato di assoluta desolazione, vennerò però ripristinati rimanendo tra i più spettacolari dell’Asia.

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Dopo aver visto queste prime rovine abbiamo deciso di affittare delle biciclette, pedalare attorno alle rovine è davvero divertente. Il costo si aggira attorno i 4-5 euro al giorno, inoltre le strade sono asfaltate e le distanze tra i vari templi sono davvero brevi. Un’altra rovina che merita davvero tanto è il Wat Maha That, dov’è possibile trovare la famosa testa del buddha avvolta tra i rami di un albero, dando vita ad un immagine davvero unica nel suo genere. Questa zona è quella che ha subito più danni dai birmani, infatti troviamo tantissime statue del Buddha decapitate

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Dopo aver fatto ancora qualche giro riconsegniamo le biciclette e andiamo verso la stazione dei MiniVan, se non ricordo male l’ultimo parte alle 17/17:30. Arrivati a Bangkok ci fiondiamo in hotel per una doccia e ci prepariamo per la serata al Moon Bar, al 61° piano del Banyan Tree Hotel. Questo bar regala una vista indimenticabile a 360° di Bangkok, dove ci siamo concessi il primo cocktail con il ghiaccio (cosa che bisogna sempre evitare). Come potete ben immaginare i costi sono parecchio elevati, decidiamo quindi di non mangiare direttamente li per vedere un altro posto e di andare a mangiare del pesce in un altro grattacielo:il Baiyoke Sky Hotel Restaurant. Per una sera abbiamo deciso di spendere parecchio di più, però ci serviva proprio, davvero consigliato.


Giorno 5: 14 Luglio 2015, Bangkok_Partenza per Chiang Mai

Oggi è il giorno della partenza per Chiang Mai, ci svegliamo con tranquillità e dopo aver fatto le valigie decidiamo di passare qualche ora in piscina. Questa giornata è stata dedicata al relax e allo shopping. Nel tardo pomeriggio ci prepariamo a partire con il Vip Bus dalla Mo Chit Station. La scelta è stata davvero difficile, ma alla fine ci siamo affidati alla New Viriya con partenza alla 20:20 e arrivo alle 7:20 al costo di circa 830 bath (22 euro). Il Vip Bus è un pullman a due piani con 32 posti molto larghi, reclinabili quasi completamente, viene fornito anche un piccolo kit che comprende una coperta per proteggersi dall’aria condizionata che come sempre è sparata a palla! Vengono anche forniti degli snack e dell’acqua. Durante il viaggio fa soltanto una sosta in “autogrill” se così si può chiamare. Problemi durante il viaggio? certo!! Fuori pioveva fortissimo e come per magia ha iniziato a piovere anche dentro al pullman. Dopo esserci lamentati con la hostess che non ci ha nemmeno preso in considerazione, decidiamo di “costruirci” una sorta di capanna con le coperte che ci avevano consegnato, riparandoci così dalla pioggia ma morendo dal freddo.

In conclusione consiglio vivamente il viaggio con il Vip Bus notturno in modo da risparmiare anche una notte in hotel ma di sicuro non con la New Viriya.


Giorno 6: 15 Luglio 2015, Chiang Mai

Arriviamo a Chiang Mai in anticipo perchè l’autista del pullman nella notte ha guidato come un pazzo, anzi che ci siamo arrivati. I tuk tuk davanti alla stazione hanno dei prezzi altissimi, vi conviene cercare altrove come abbiamo fatto noi. Ci facciamo portare in Hotel, il “99 the Gallery Hotel” (prezzo per 3 notti 80 euro), iniziamo a compilare i dati per il Check-in ma giustamente bisogna aspettare le 10 per avere la camera libera. Visto che era presto cerchiamo subito qualche tempio per assistere al rituale mattutino dei monaci che escono per le strade intorno ai templi a raccogliere le offerte degli abitanti, incluso il proprio pasto quotidiano.

Chiang Mai è la città più grande della Thailandia dopo Bangkok, anche dal punto di vista culturale. Il suo centro storico è delineato da un fosso  e da una muraglia che il Re Mengrai costruì per proteggerla dalle incursioni birmane. Proprio all’interno di queste mure oggi si possono trovare i numerosi templi buddisti, dico numerosi perchè sono più di 300! Qui regna la pace, niente caos e pochissimo smog, circondata da montagne e da campagne e molto più pulita e verde rispetto Bangkok. Anche qui decidiamo di affittare una bici e di perderci nelle sue vie senza nessuna guida alla scoperta dei vari templi. Una visita nella Thailandia del Nord è d’obbligo!

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Prima di tornare in hotel prenotiamo l’escursione per il giorno dopo con la Travel Hub, partenza 8:30 del mattino.


Giorno 7: 16 Luglio 2015, escursione Chiang Mai

Alle 8:30 arriva il pick-up dell’agenzia in Hotel, siamo i primi, adesso si va a recuperare il resto del gruppo. Conosciamo una coppia spagnola in viaggio da 7 mesi, non vi dico l’invidia, una professoressa americana in viaggio da sola e una famiglia inglese di 4 persone. Sembrava una barzelletta ma devo dire che abbiamo formato un bel gruppo. Il costo dell’escursione di oggi è 1100 bath, circa 27 euro, una cifra irrisoria per quello che andremo a fare: Camminata nella foresta sul dorso di un elefante, pranzo, trekking nella giungla, bagno sotto la cascata, rafting e giro in zattera. Ricordatevi uno spray contro le zanzare, io avevo comprato jungle formula (davvero ottimo), cosa importantissima da portarsi dietro durante questa escursione.

Dopo una rapida spiegazione saliamo sopra l’elefante, soprannominato da Filippo Gian Francesco (non chiedetemi il perchè). La passeggiata devo dire che è stata davvero emozionante, peccato per il tratto finale su strada asfaltata che rispetto alla foresta fa perdere il suo fascino.

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Ci fermiamo per pranzare poi si parte per il trekking nella foresta, la difficoltà è bassa però l’umidità ha dei livelli altissimi, mentre camminiamo ci spiega diverse cose sui diversi animali che potremmo incontrare e ci fornisce varie informazioni sule piante che troviamo lungo il percorso. Dopo un’ora di camminata troviamo di fronte a noi una bella cascata, certo non era enorme però con quel caldo l’unica cosa che ci passava per la testa era di buttarci nell’acqua fredda.

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Dopo aver fatto un bel bagno e qualche foto ci asciughiamo e ci spostiamo alla prossima tappa, dove ci aspettavano i gommoni per il rafting. Devo dire che il fiume era davvero tranquillo, ogni tanto qualche rapida ma niente di che, fino a quando non ha parlato Filippo..il Gufo.. “Mamma mia che noia”, le ultime parole, tempo di finire il discorso che alziamo la testa e vediamo delle belle rapide, il ragazzo thailandese che ci trasportava non riesce a tenere dritto il gommone nella discesa ma lo fa piegare lateralmente. Il ragazzo spagnolo che stava facendo l’escursione con noi viene letteralmente sbalzato fuori dal gommone e rimane incastrato tra le rocce. La corrente del fiume non lo aiutava ma è comunque riuscito a liberarsi, sempre la corrente lo trascina a tutta velocità verso di noi, mi allungo all’ultimo e riesco ad afferrargli la mano, poi con tutte le mie forze lo tiro sopra il gommone. Per qualche minuto mi sono sentito il protagonista di Indiana Jones.

L’ultima attività è infine il bambù rafting, ovvero una zattera di bambù. Onestamente questa è stata la parte più noiosa della giornata però è servita per scambiare qualche chiacchiera con il gruppo. Chiang Mai è la base di tantissimi trekking, probabilmente i più belli della Thailandia, si possono prenotare trekking da 1 a 4 giorni per conoscere la parte della Thailandia autentica e vera.


Giorno 8: 17 Luglio 2015, Chiang Mai

In questo ultimo giorno a Chiang Mai continuiamo il nostro giro per i templi e per le vie della vecchia città. Assolutamente da non perdere il Wat Chedi Luang, si trova proprio nel centro storico ed è uno dei templi più importanti della città. Il tempio è stato parzialmente distrutto da un terremoto, la guglia da 30 metri non venne più ricostruita, infatti prima raggiungeva l’altezza di 85 metri con una base di 44 metri di diametro. Fu soltanto restaurato parzialmente per non perdere del tutto questa magnifica struttura. Proprio qui era collocata la statua più venerata di tutta la Thailandia, il buddha di smeraldo, che abbiamo visto qualche giorno prima nel Wat Phra Kaew di Bangkok.

Prima di cena ci fermiamo a fare una partita a biliardo e bere qualche birra in un bar.

Ultima tappa prima di partire il Night Bazaar, obbligatoria per i turisti in cerca di souvenir, falsi d’autore e pezzi di artigianato.  Nel weekend questo mercato si estende per più di un km su Ratchadamnoen Road e si sviluppa in tutte le vie laterali. La domenica è il giorno migliore per visitare questo mercato, dove oltre ai soliti mix di rumori e di odori si può trovare l’occasione giusta per i vari acquisti. L’oggetto che viene venduto di più è il Buddha in legno, anche se in realtà per una forma di rispetto verso di loro non bisognerebbe comprarlo, in effetti non è un soprammobile. Un ragazzo thailandese ci spiega anche che la statua del buddha se viene riposta a casa deve stare al di sopra di tutte le altre figure religiose e non deve mai e poi mai essere riposto allo stesso livello in cui si tiene la spazzatura. Inoltre comprare non l’intero corpo ma soltanto la testa del buddha è un’altra mancanza di rispetto.

Dopo aver comprato qualche regalo per i nostri amici torniamo in hotel a riposare, domani si vola in Malesia!


Giorno 9: 18 Luglio 2015, Chiang Mai_Kuala Lumpur

Ci svegliamo presto, prepariamo le valigie e chiamiamo un Tuk Tuk per l’aeroporto, partenza fissata per le 9:10 con Air Asia con arrivo alle 13 a Kuala Lumpur. Spostiamo di un’ora avanti le lancette dell’orologio.

Al posto di prendere un taxi prendiamo la metropolitana che ci porta più o meno in zona, dopo un pezzo a piedi arriviamo al Pacific Express Hotel Central Market, una struttura recente e davvero molto tecnologica, le camere non sono grandissime ma davvero belle. Fil vuole subito andare a vedere la piscina sul tetto e fare un bagno, come dirli di no, ci cambiamo e ci prepariamo al tuffo.

Costo 67 euro per 2 notti.

Usciamo in una prima esplorazione per le vie di Kuala Lumpur, non possiamo fare a meno di rimanere affascinati dalle Petronas Twin Tower che si possono vedere praticamente da tutta la città. Dopo questo primo giro esplorativo si fa ora di cena, decidiamo di andare a mangiare a Jalan Alor Street Food consigliata dall’hotel. Si trova nel cuore di Kuala Lumpur, di giorno non c’è tantissimo movimento però appena cala il sole si trasforma, si riempie di turisti, di bancarelle e tavoli in mezzo alla strada per mangiare qualcosa. Una volta era conosciuta come il quartiere a luci rosse, oggi invece è l’harem dello street food. La maggior parte dei menù nei locali non ha neanche la traduzione in inglese, proprio per questo motivo visto che non sarete in grado di leggere sarete motivati a provare qualche piatto mangiando quello che la strada ha davvero da offrire.

Nella cucina tipica si usa molto il curry speziato, spiedini piccanti e noodle di tutti i tipi e dimensioni, molto particolare il fatto che la cucina malese, indiana e cinese sia venduta una accanto all’altra, questo perchè la popolazione è composta da numerosi gruppi etnici, inoltre qui si mangia praticamente sempre, arrivano a fare anche 6 pasti al giorno. Da assaggiare il maiale alla griglia in salsa agrodolce e qualche piatto indiano al curry accompagnati da una bella birra ghiacciata! Non fate caso alla pulizia di questi posti perchè come al solito non è al massimo.

Quando rientriamo in hotel faccio caso alla super vista  che abbiamo dalla camera: Petronas Twin Tower e Kl Tower. Mi addormento guardando il panorama.


Giorno 10: 19 Luglio 2015, Kuala Lumpur_Batu Caves

Come al solito mi sveglio per primo, mi faccio una doccia e scendo a prendere la colazione per entrambi, oggi andremo a visitare le Batu Caves. Il sito è raggiungibile attraverso l’utilizzo della metropolitana, la stazione si chiama proprio Batu Caves. Prima di arrivare mi documento e scopro che il tempio dentro la grotta è stato dedicato da un ricco mercante indiano di stagno al dio guerriero Murugan. Le grotte divennero quindi la destinazione più importante per la celebrazione del tamil: il Thaipusam.

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Quando arriviamo troviamo alcuni templi induisti dedicati al dio scimmia, poi proseguendo ci troviamo davanti ad una scalinata di ben 272 gradini collocati all’ingresso della grotta, tutti numerati. L’impatto è pazzesco, questa gigantesca scalinata dove alla sua destra sorge la statua dorata alta 43 metri del Dio della guerra Murugan.

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Quando iniziamo a salire incontriamo i primi gruppi di macachi curiosi con migliaia di turisti che le rincorrono..insieme a noi. Le scimiette però non sono proprio carine come sembra, se ti avvicini più del dovuto inizieranno ad agitarsi e a guardarvi minacciose, inoltre fate attenzione agli zaini e al cibo perchè non si faranno molti problemi a strapparvelo di mano.

Una volta finite le scale vi troverete all’interno di queste grotte immense in calcare, un enorme spazio vuoto all’interno della montagna che dona una grandissima importanza a questo luogo.  Si può dire che le Batu Caves sono assolutamente da visitare, molto lontane dal nostro pensiero, ma così coinvolgenti sia dal punto di vista della sacralità che da quello della natura. L’unico punto negativo è la quantità immensa di rifiuti e di puzza che si trova all’interno, purtroppo il cibo che viene donato alle scimmie si accumula giorno dopo giorno creando questo enorme disagio.

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Ah mi sono dimenticato di dire una cosa importantissima! Per la prima volta al mondo ci siamo sentiti davvero importanti, non chiedetemi il perchè ma la gente ci fermava per farsi una foto con noi! Forse non sono così abituati a vedere Occidentali con capelli e occhi chiari, chi lo sa.

Torniamo nel pomeriggio a Kuala Lumpur e decidiamo di visitare il Parco di Taman Tasik, oppure giardini del Lago, sono il polmone verde della città con un estensione di ben 92 ettari. All’interno del parco c’è la possibilità di visitare il il Parco delle farfalle, il giardino degli ibischi, il Parco ornitologico, il Parco delle Orchidee e tante altre cose, noi decidiamo invece di perderci all’interno di questo parco passeggiando con tutta calma. Perchè è soprannominato giardini del Lago? C’è un bellissimo lago al centro del parco con vista su alcuni grattacieli della città, proprio qui ci fermiamo e ci sdraiamo su quello che era per noi un comodissimo prato verde.

Il sole sta per tramontare quindi ci dirigiamo alla KL Tower per godere del panorama sulla città da 355 m di altezza. La vista è davvero stupenda però non ci si trova su una terrazza all’aperto con una rete di sicurezza ma ci si trova proprio all’interno della torre, questo le fa perdere qualche punto, soprattutto perchè dopo il tramonto risulta difficile anche fare una foto a causa dei vari riflessi sul vetro.

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Proprio per questo motivo cerchiamo un altro posto per vedere Kuala Lumpur dall’alto, scopriamo l’Heli Lounge Bar, ovvero uno skybar al 34 piano. Prendiamo un taxi e ci spostiamo direttamente lì, una volta arrivati ci dicono che bisogna prenotare quindi diamo conferma per il giorno seguente.


Giorno 11: 20 Luglio 2015, Kuala Lumpur_ Singapore

La sveglia è per le 8:30, ci vestiamo e prepariamo le valigie che successivamente lasceremo nella lobby dell’hotel , pronti a questo ultimo giorno a Kuala Lumpur. Decidiamo di andare a visitare Aquaria KLCC, un parco acquatico di oltre 5.000 metri quadrati su due livelli. Devo dire che in realtà non è  grandissimo, però il tunnel subacqueo in vetro lungo 90 metri è un vero spettacolo! Sembrava di essere in mezzo all’oceano!

A fine visita decidiamo di andare a vedere finalmente da vicino le torri Petronas, collegate da uno Skybridge a 175 metri di altezza. Sono veramente suggestive. La loro forma ricorda una stella ad otto punte in stile arabesco, mentre la struttura esterna in vetro e acciaio inox dona un aspetto caratteristico. Secondo me meritano di essere viste da fuori ma non di pagare il biglietto per salire su, anche perchè il bello dello skyline di Kuala Lumpur sono proprio le Petronas, quindi è meglio godersi il panorama da un’altra parte.

Poco prima del tramonto ci spostiamo all’Heli Lounge Bar, avendo prenotato entriamo subito. Appena entrati ci fanno accomodare all’interno e ci fanno ordinare un drink, ci disperiamo pensando di aver sbagliato locale, invece subito dopo averci portato la consumazione e aver pagato ci danno il libero accesso alla terrazza superiore

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Subito dopo la  rampa di scale ci ritroviamo letteralmente sul tetto del grattacielo, proprio qui durante il giorno atterrano alcuni elicotteri, la vista sulla città e sulle Petronas è spettacolare! Qui conosciamo Pablo, un ragazzo colombiano con origini italiane, ci racconta i suoi numerosi viaggi e ci dice che sta per raggiungere la sua ragazza in Australia. Il tempo passa davvero velocemente mentre si chiacchiera e ci si gode il panorama, è giunta quindi l’ora di tornare a prendere le valigie in hotel e di spostarci alla stazione dei pullman con direzione Singapore! Diamo un ultimo sguardo alle Twin Towers e le lasciamo in tutta la loro bellezza.

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La compagnia scelta per il viaggio in pullman verso Singapore è la “The One Travel & Tours” con partenza alle 23:30 da Berjaya Times Square e arrivo a Woodland Singapore. Anche questa volta viaggiamo su un pullman Vip, speriamo non come l’ultima volta per Chiang Mai.


Giorno 12: 21 Luglio 2015, Singapore

Questa volta il viaggio in pullman è andato benissimo, a parte l’aria condizionata a palla come al solito (per un istante ho pensato di morire congelato) e la dogana per il controllo passaporto. Anche qui ci siamo ritrovati catapultati fuori dal pullman in mezzo a migliaia di persone per controllare i documenti. Quale sarà mai stato il problema? Semplice, il pullman non ti aspettava dove ti aveva scaricato ma si spostava in un enorme parcheggio con altri 100-200 pullman uguali. Parte la caccia al tesoro!

Visto che gli hotel a Singapore hanno dei prezzi esagerati abbiamo optato per un ostello, il Backpackers@SG, con camerata mista da 8 persone. Costo 54 euro per 2 notti. Per una città cara come Singapore questa è la soluzione ideale, situato in buona posizione con stazione della metro MRT Lavendar che si raggiunge in 5 minuti a piedi.

Abbiamo pochissimo tempo per girare la città quindi ci mettiamo subito in cammino, la prima tappa è Little India uno dei quartieri più particolari e colorati. Ci perdiamo quindi nelle vie principali, quelle da non perdere sono Buffalo Road e Kerbau Road. La via principale invece è la Seragoon Road, anche questa è da non perdere infatti ci fermiamo a pranzare direttamente li.

Mentre pranziamo decidiamo di andare a vedere l’edificio icona di Singapore, il Marina Bay Sands. Da buon architetto non potevo mica perdermi questi tre grattacieli uniti da un enorme terrazza a forma di nave. Prima di partire abbiamo cercato qualche camera in offerta direttamente nell’hotel del Marina Bay, purtroppo non abbiamo trovato nulla, oggi proveremo a chiedere direttamente li.

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Appena arriviamo nel quartiere del Marina Bay capiamo il perchè del soprannome “Svizzera d’Oriente” o meglio della città dei primati.  A Singapore infatti si può trovare la ruota panoramica più grande dell’emisfero orientale, ovvero la Singapore Flyer; uno degli edifici più famosi al mondo citato in precedenza, il Marina Bay Sands, con la piscina sulla terrazza più alta del mondo; i Gardens by the Bay con una delle due serre in vetro che da poco è entrata nel guinnes dei primati come serra open space più grande del mondo.

Per ora ci concentriamo su Marina Bay Sands, sognando di salire sulla piscina a sfioro (esclusiva per i clienti dell’hotel) che offre una vista spettacolare sullo skyline della città. Entriamo a chiedere per una camera ma non riceviamo la risposta che tanto aspettavamo…la meno cara per una notte costava 460 euro! Non ci facciamo prendere dalla disperazione e decidiamo di provare a salire in cima al grattacielo, subito un grande problema: per usare l’ascensore serve la tessera. Aspettiamo qualche ospite dell’hotel e piano piano riusciamo a salire in cima!

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Finalmente siamo in cima, proprio di fronte all’Infinity edge pool, la piscina che si affaccia su Singapore. La vista è magnifica, ti toglie il fiato.

Purtroppo non siamo riusciti a fare il bagno visto che controllavano le tessere per l’ingresso. Ci siamo mangiati le mani, così vicini ma in realtà così lontani. Consiglio di vedere il panorama al tramonto. Dall’altra parte della terrazza invece si ha la vista sull’Oceano con i bellissimi Gardens by the Bay.

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Scendiamo e ci spostiamo proprio nei giardini botanici della città che si estendono per 100 ettari, all’interno si trovano anche due enormi serre, famose in architettura per la loro sostenibilità. La visita alle due serre la faremo domani, oggi ci perdiamo in una passeggiata passando vicino ai supertrees, “alberi” con struttura in cemento e acciaio alti 50 metri su cui si sviluppano delle pareti verdi verticali composte da oltre 150.000 piante. La sostenibilità del parco di nota anche all’esterno delle due serre, infatti questi giganti sono forniti di pannelli solari per fornire energia elettrica all’intero complesso, oltre ad un sistema di recupero dell’acqua piovana e ad un impianto geotermico.

La sera ci fermiamo a mangiare vicino all’hotel, successivamente andiamo a dormire per recuperare le energie dopo questa lunga giornata e la notte passata in pullman.


Giorno 13: 22 Luglio 2015, Singapore

La notte nella camerata non è delle migliori visto che alle 5 del mattino arrivano dei nuovi ragazzi che fanno un casino terribile, chiudi gli occhi e mi addormento di nuovo per qualche ora. Oggi andremo a visitare lo Zoo di Singapore, per raggiungerlo prenderemo la metropolitana fino alla fermata Ang Mo Kio proprio dove si trova la stazione degli autobus da cui parte il 138 che ferma proprio li davanti. Per la maggior parte degli animali è stato ricostruito il loro “ambiente”, come ad esempio la foresta pluviale. Le principali protagoniste dello Zoo sono invece le scimmie.

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E’ l’ora di tornare in città per visitare le due serre all’interno dei Gardens by the Bay. L’ingresso principale è il Marina Gardens Drive, dopo essere entrati ci avviamo alle due grandi serre: la Cloud Forest e il Flower Dome. Iniziamo il nostro giro dalla Cloud Forest che ricrea anche nel clima l’ambiente della foresta pluviale a 2000 metri di altitudine, grazie ad un sistema di condizionamento e anche grazie ai suoni ricreati dalla grande cascata artificiale. Davvero belle anche le passerelle sospese su cui si cammina all’interno della serra. Veramente consigliata!

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Adesso è il momento della Flower Dome ovvero la serra open space più grande del mondo, qui rispetto a quella di prima troviamo un clima di tipo mediterraneo, molto diverso dal clima di Singapore. L’obiettivo principale è quello di rievocare la morfologia dei paesi del Sud Europa, nello stesso tempo al centro della serra troviamo un “campo di fiori” progettato per il posizionamento stagionale di fiori diversi per colorare il tutto.

Il sole sta per tramontare quindi rimaniamo nei giardini botanici per fare un timelapse al Marina Bay Sands, piazziamo la GoPro e ci godiamo qualche ora di relax con cena all’aperto. Il panorama come al solito è uno spettacolo, merito anche dei supertrees che con il calare del sole danno vita ad un gioco di luci magnifico.

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Successivamente ci spostiamo a vedere lo spettacolo delle fontane davanti al Marina Bay Sands, dura circa dieci minuti insieme ad un gioco di luci stupendo. Merita seriamente! Inoltre la vista è magnifica anche da qui, come avrete sicuramente capito mi sono innamorato di tutto quello che si trova nel quartiere di Marina Bay. Lascio giudicare a voi con questa foto.

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Purtroppo è già l’ora di lasciare questa città, domani si torna in Thailandia con il volo verso Phuket anche se non mi aspetto molto da questa città che sarà sicuramente piena di turisti.


Giorno 14: 23 Luglio 2015, Singapore_Phuket

Il volo che scegliamo è di nuovo Air Asia con partenza alle 13:15 e arrivo alle 14, si spostano di nuovo le lancette dell’orologio. Costo del biglietto per due persone 110 euro. La sistemazione scelta è invece il Sira Grande Hotel al costo di 81 euro per 4 notti. La posizione di questo Hotel non era male, alla fine si trovava a 10 minuti a piedi dalla spiaggia e a 600 metri dalla Bangla Road di Patong Beach. Mi ritrovo a Phuket quasi per caso, in realtà il viaggio iniziale doveva essere Thailandia, Laos, Cambogia e Vietnam, però Fil preferiva fare anche qualche giorno di mare, quindi abbiamo modificato il programma aggiungendo anche Krabi e Koh Samui.

Svuotiamo la valigia e andiamo direttamente nella spiaggia di Patong Beach, effettivamente dopo 14 giorni di camminate un pò di riposo ci stava. Ecco, la spiaggia di Patong non è proprio adatta ai concetti di tranquillità e relax, certo per noi non c’è nessun problema ma non pensate di venire qui per farvi un riposino. La spiaggia si estende per circa 4 km creando una specie di mezzaluna, proprio quì è possibile provare qualsiasi tipo di divertimento grazie alle numerose attività come il Kitesurf, il Parasaling e le moto d’acqua. Domani proveremo sicuramente una di queste cose, nel frattempo ci godiamo una bella birra ghiacciata con tramonto sul mare.

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Giorno 15: 24 Luglio 2015, Phuket

Ci svegliamo con calma e andiamo alla ricerca di un’agenzia che organizzi i tour per le Phi Phi Island, ne abbiamo girate parecchie provando a contrattare come al solito il prezzo, purtroppo su questi tour si riesce a fare poco e niente, quindi risparmiamo davvero poco pagando 30 euro per la giornata completa che andremmo a fare il giorno successivo.

Decidiamo di fare una passeggiata prima di andare in spiaggia, mentre cammino e mi guardo attorno mi accorgo che le bellezze naturali di Phuket l’hanno portata piano piano ad essere una meta esclusivamente turistica facendomi sentire più a Rimini che in Thailandia.

Phuket è infatti la seconda provincia più ricca della Thailandia, soltanto Bangkok riesce a superarla. Abbiamo scoperto soltanto poco prima di partire che esiste un villaggio di pescatori che non è ancora stato preso d’assalto dai turisti: il villaggio degli zingari di mare a Rawaii, fateci un pensierino perchè noi ce lo siamo persi.

Andiamo in spiaggia e dopo qualche scambio a pallone con dei ragazzi thailandesi decidiamo di affittare la moto d’acqua, sinceramente non vedevo l’ora, era una cosa che volevo fare da parecchi anni. Il costo per 30 minuti è di 25 euro, una cifra irrisoria rispetto a quelle che si trovano ad esempio in Italia, oltre al fatto che qui non ti viene neanche richiesta la patente nautica e non hai limiti di navigazione, potresti tornare anche in Italia l’importante è restituirla entro mezz’ora. L’adrenalina è a palla, più ti allontani e più vedi quella spiaggia diventare piccola al contrario delle meduse che continuano a crescere di dimensioni più si va a largo. Ci alterniamo alla guida, mentre per gli ultimi 15 minuti rimango proprio da solo a pensare e a godermi questo bellissimo momento.

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Dopo aver preso un pò di sole torniamo in hotel per una bella doccia. Per cena andiamo da Pizza Hut 1 e facciamo una delle cose che non andrebbe mai fatta, mangiare la pizza! Forse non la mangiavo da troppo tempo ma devo dire che alla fine poteva anche starci, magari ero troppo prevenuto. Dopo cena ci spostiamo nella famosa Bangla Road, una strada piena di locali con le sue diramazioni a luci rosse e rosate. E’ conosciuta come “la strada in cui tutto è concesso”, lascio intendere a voi per cosa. Non è quello il motivo per cui siamo li, anche se ad ogni metro veniamo fermati da ragazze thailandesi che cercano in tutti i modi di portarci nel locale in cui lavorano, diventa anche pesante soltanto camminare per la via. Alla fine ci fermiamo a bere qualche birra in un locale e a chiacchierare con dei ragazzi e delle ragazze inglesi. Parlando della birra consiglio di provare la Shinga Beer, davvero molto buona, è ottima anche la Chan Beer sempre thailandese e la Tiger Beer di Singapore.

Torniamo in hotel e andiamo a dormire, domani ci attende una bella escursione!


Giorno 16: 25 Luglio 2015, Phuket_Phi Phi Island

Alle 8:00 del mattino il furgoncino dell’agenzia con cui abbiamo prenotato il tour viene a prenderci, oggi visiteremo le Phi Phi Island, le isole di cui tutti parlano. Oggi il mare è parecchio mosso quindi prima di partire ci danno una pastiglia contro la nausea, dopodichè ci prepariamo a partire.

Le due isole si chiamano Koh Phi Phi Don e Koh Phi Phi Leh, quest’ultima dopo il film The Beach di Leonardo di Caprio è stata presa d’assalto per poter calpestare la magnifica sabbia di Maya Bay.

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Non posso negare che sia di una bellezza stupenda, con grandissime scogliere a picco sul mare dove si apre in una baia a dir poco favolosa, anche i colori della natura sono stupendi, peccato per il continuo movimento delle barche e delle longtail che rovinano l’atmosfera con il loro rumore e sporcano l’acqua della baia. Un altro problema è rappresentato dalle migliaia di persone che affollano la spiaggia sia di mattino che di pomeriggio, per non trovare nessuno ci dicono che bisognerebbe noleggiare una longtail privata e arrivare qui prima delle 8.00 del mattino per evitare le compagnie che organizzano i tour.

E’ a la seconda volta in due giorni che mi sembra di essere a Rimini e non in Thailandia, qui per fortuna il paesaggio distoglie l’attenzione da tutti questi problemi, soprattutto Lagoon Bay che con le sue enormi scogliere a picco sul mare offre un panorama stupendo creando giochi di riflessione con i propri colori sull’acqua.

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Dopo esserci fermati a pranzo riprendiamo il giro, le isole di Phi Phi non sono piccole come le immaginavo, purtroppo un giorno d’escursione come stiamo facendo noi non ti permette di farti immergere nell’atmosfera magica della natura e di questo posto, ci vuole più calma senza passare da un posto all’altro in velocità.

Prossima fermata Monkeys Beach, una spiaggia piena di scimmiette che arrivano appena scendi dalla barca, alcune pesavano probabilmente più di me anche perchè passano l’intera giornata a mangiare il cibo portato dai turisti, anche qui bisogna fare attenzione agli zaini e oggetti vari…se lo puntano sei finito. Finiamo la nostra giornata facendo un pò di snorkeling ne mare aperto, dove siamo in compagnia di tantissimi pesci colorati.

Arriviamo in hotel e ci buttiamo nella piscina sul tetto. Devo dire che l’intera giornata in barca sotto il sole è stata davvero stancante, infatti decidiamo di non uscire sul tardi per andare in qualche locale, per adesso Filippo inizia a prendersi un panino direttamente dal bar dell’hotel. Io non avevo per niente fame ma dopo aver visto quel panino mi sono fatto tentare e l’ho preso pure io, erano più o meno le 8 di sera decidiamo di rientrare in camera per dormire un paio di orette e uscire sul tardi per andare in qualche locale, metto così la sveglia per le 10/11.

Quando suona la sveglia apro gli occhi e trovo Fil che non sta molto bene, anche io in effetti mi sento strano, decidiamo quindi di non uscire e rimanere a dormire.+


Giorno 17: 26 Luglio 2015, Phuket
Questa è stata la notte peggiore di tutta la vacanza, sia io che Filippo siamo stati malissimo e anche questa mattina siamo ko, io con un mal di pancia tremendo e lui con una nausea pazzesca. Non abbiamo neanche le forze di uscire e quindi passiamo l’intera giornata in hotel, mi sono costretto a scendere soltanto per pranzare (FIl neanche quello) e per cenare la sera. In realtà io nel pomeriggio iniziavo già a stare un pò meglio, lui invece per niente.
Abbiamo sempre mangiato per strada dove comunque l’igiene non è al massimo e per una volta che mangiamo un panino in hotel ci troviamo in questo stato. Spero stia meglio domani anche perchè dobbiamo affrontare un viaggio di 4 ore in pullman.

Giorno 18: 27 Luglio 2015, Phuket_Krabi

Mi sveglio e devo dire che sto molto meglio, al contrario di Filippo che non si è ancora ripreso ed è abbastanza preoccupato per questo viaggio tutto curve da effettuare in MiniVan. In effetti aveva ragione, ci siamo troviamo in questo pulmino con questo ragazzo thailandese che guidava con le infradito ed ogni volta che schiacciava leggermente il freno andava a strattoni, per uno con la nausea è davvero il top.  Dopo 4 ore di viaggio (partenza dall’hotel-arrivo a Krabi Ao Nang prezzo 15 euro) arriviamo finalmente a Krabi e ci lasciano in un ristorante sulla spiaggia, chiediamo spiegazione e ci dicono che dobbiamo aspettare la barca per arrivare in hotel, mi guardo attorno il paesaggio è bellissimo ma del porto neanche l’ombra.
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In effetti avevo ragione..il porto non esiste! Bisogna prendere le valigie in spalla e camminare fino a largo per prendere la barca! Panico generale, come caspita faccio a non far bagnare la reflex nello zaino?? Inizio ad avvicinarmi piano piano, l’acqua è ormai all’ombelico e lo zaino inizia a sfiorare la superficie del mare, stringo le bretelle per tirarlo su ancora un pochino ma inizio a sprofondare nella sabbia/melma, ultimi passi veloci e raggiungo l’imbarcazione senza fare danni. Non riesco davvero a capacitarmi di questa cosa, basterebbe creare una piccolissima passerella in legno!
Dopo l’arrivo a bordo di Filippo partiamo e in 5 minuti siamo in nell’altra spiaggia, anche qui ci fanno di nuovo scendere in acqua! Arriviamo a riva e ci soffermiamo per un attimo a guardare il paesaggio di una bellezza indescrivibile, un’isola deserta, davanti a noi l’Oceano e dietro di noi la foresta. Krabi offre delle spiagge meravigliose immerse nella natura in uno scenario unico al mondo, da vedere assolutamente se si fa un viaggio in Thailandia. Un ragazzo che si trovava li sulla spiaggia ci accompagna con il suo motorino fino all’hotel che si trovava all’interno di questa foresta. Noi ci troviamo a Tonsay Bay dove ci sono soltanto tre hotel all’interno della foresta, di cui soltanto uno (il nostro) è in funzione. Superando un pezzettino di foresta dal lato spiaggia si raggiunge Railey Bay (West) la spiaggia con il panorama più bello che io abbia mai visto in tutta la mia vita! Se ne avete le possibilità vi consiglio di soggiornare proprio lì.
Noi soggiorniamo nel Dream Valley Resort, al costo di 58 euro per due notti, il resort è situato all’interno di questa piccola valle in mezzo alle alte montagne a strapiombo che comunicano con la spiaggia di Tonsai. Il resort potrebbe essere anche molto bello se non bruciassero continuamente legna (con il fumo che arriva in camera) e se lo tenessero un pochino più pulito. Inoltre a Tonsai non arriva ancora la corrente elettrica, quindi bisogna accontentarsi dei generatori per 3-4 ore la sera.
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Tonsai alla fine è la spiaggia per i rocciatori, molto più piccola di Railay West e soprattutto meno balneabile, qua si viene per arrampicare e non per nuotare per quello consigliamo di stare direttamente a Railay Bay. Superiamo infatti la piccola foresta (fate sempre quella lato spiaggia, quella all’interno è sconsigliata perchè pericolosa!) e ci spostiamo dall’altra parte. Eccoci finalmente nel più bel panorama della vacanza! Purtroppo non avevo con me la reflex.
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L’acqua non sarà azzurrissima come le Phi Phi Island ma qui regna la pace, saremo si e no 20 persone. Lo scenario delle montagne ricoperte di verde a strapiombo sul mare  sono magnifiche, ti fanno sentire davvero piccolo. Molto bella la scelta di non mettere neanche un lettino o una sdraio sulla spiaggia. Ci buttiamo sulla sabbia e ci godiamo questa bellissima giornata.

Giorno 19: 28 Luglio 2015, Krabi

Il risveglio in mezzo alla natura è tutta un’altra cosa, facciamo colazione e ci spalmiamo 1 kg di crema solare sulle spalle, oggi affitteremò il kayak per fare il giro delle diverse isole e grotte. La giornata è bellissima, per non parlare dei vari scenari che ci troviamo davanti.
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Abbiamo trovato anche una bellissima giornata con un sole splendente, devo dire che siamo stati davvero fortunati fino ad oggi, stiamo viaggiando nel pieno periodo delle piogge ma abbiamo trovato sempre bel tempo. Mentre giriamo nelle diverse grotte e nelle diverse isole troviamo la Pranang Cave conosciuta come la grotta della principessa sul pisello. I pescatori nelle giornate di mare mosso e tempesta portano in dono dei falli di legno scolpiti a mano, la grotta è davvero piena, ammucchiati qua e la.
Ne approfittiamo per fermarci a Railay West per chiedere informazioni sul biglietto per il trasporto di domani a Koh Samui, torneremo però la sera a piedi perchè non abbiamo i soldi con noi. Vi consiglio di non attraversare la foresta di notte perchè non si vede davvero nulla! Si fa difficoltà anche con le torce accese. Torniamo in hotel distrutti, remare tutto il giorno senza allenamento è stato abbastanza pesante, rimane comunque una cosa da fare assolutamente.

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Al tramonto si accendono le torce e l’atmosfera diventa magica, è proprio questo il momento in cui tutti raggiungono la spiaggia per bere una bella birra ghiacciata e guardare il sole scendere all’orizzonte.

Giorno 20: 29 Luglio 2015,Krabi_Koh Samui

Prepariamo le valigie e andiamo a pagare, l’addetto in hotel ci accompagna giù in spiaggia e ci lascia li. Visto che ci serviva un passaggio per Railay Bay (da dove partirà la barca per Koh Samui) chiediamo ai ragazzi che guidano le longtail, ci dicono che per meno di 6 persone non sono disposti a muoversi perchè guadagnerebbero poco. Ecco l’ennesima fregatura, siamo così costretti a pagare di più tanto non ci sono altre scelte visto che l’hotel non mette a disposizione neanche un mezzo per andare via, proprio per questo motivo lo sconsigliamo oltre alla sporcizia e camere che cadono a pezzi. Per gli insetti non possiamo lamentarci visto che siamo in mezzo alla natura.
Raggiungiamo Railay Bay, da qui partirà la barca che ci accompagnerà verso la terra ferma, da lì prenderemo un pullman e infine un’altra barca per arrivare a Koh Samui. Il viaggio dura circa 5/6 ore.
Quando arriviamo ci accompagnano in hotel, per quest’ultima metà abbiamo scelto un hotel più carino che alla fine ha avuto più problemi degli altri. Siamo partiti dalla camera base per arrivare alla suite deluxe senza aggiungere un euro, anche perchè abbiamo cambiato 3 camere in 4 giorni. L’hotel scelto è il Best Western Samui Bayview Resort & Spa, al costo di 206 euro per 4 notti.
Davvero bellissima la piscina a strapiombo sulla valle con vista Oceano!
Rispetto a Krabi mi accorgo di nuovo di essere finito in un’isola piena di turisti, pieno di resort, hotel e guesthouse, per non parlare dei numerosi motorini, auto e camion. Koh Samui come Chiang Mai offre tantissime escursioni, come il trekking nella jungla a dorso di un elefante (che consiglio di fare a Chiang Mai), barca a vela, diving, golf, pesca, moto d’acqua e flyboard. Per oggi ci fermiamo a Lamai Beach, una delle spiagge più popolari di tutta la Thailandia. Anche qui mi aspettavo di trovare il paradiso e invece mi sono sentito come a Rimini per la terza volta.

Giorno 21: 30 Luglio 2015, Koh Samui

Al Best Western non vedi l’ora di fare colazione per mangiare con quel bel panorama che puoi vedere dalla terrazza, merita già solo per questo motivo.
Oggi è la volta di Chaweng Beach, questa insieme a Lamai sono le spiagge più belle della costa orientale, un’altra zona molto gettonata è quella a Nord dove si può trovare il Big Buddha e le spiagge di Maenam e Bophut. Anche questa doveva essere una delle spiagge più belle ma non ci vedo nulla di che, super affollata, piena di alberghi e mare per niente bello! Il punto favorevole è che anche qui si possono fare moltissimi sport acquatici tra cui il flyboard a cui non ho saputo resistere.
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La spiaggia di Chaweng è comunque molto lunga, consiglio di fare una passeggiata perchè in alcuni tratti l’acqua è più limpida e azzurra. La via che costeggia la spiaggia invece è piena di negozi e ristoranti, la sera infatti la passiamo qui in quella che probabilmente è il cuore dei divertimenti dove si possono trovare numerosi pub e discoteche. Koh Samui è perfetta per l’italiano medio, ovvero a quello che si affida ai luoghi comuni e che non va li per scoprire la vera Thailandia, si può dire che al giorno d’oggi quest’isola sia molto più Occidentale che Orientale.

Giorno 22-23: 31 Luglio-1 Agosto 2015, Koh Samui

I restanti due giorni li passiamo sempre in spiaggia, purtroppo si vede che sono deluso proprio perchè inizio a raccontare due giorni contemporaneamente. Sono deluso perchè dalle guide questo posto è rappresentato come il paradiso terrestre, con spiagge bianchissime e mare pulito, dove poter fare snorkeling e sentirsi come alle Maldive. Purtoppo ripeto che non è cosi! Sono dell’idea che ogni posto al mondo merita di essere visto, infatti sono contento di essere stato qui, però non è stato all’altezza delle sue descrizioni. E’ un’ottima meta di viaggio per chi dopo una giornata in spiaggia vuole passare la serata tra i vari negozietti oppure per chi vuole chiudersi in un resort e non uscire più.
Non fa per me perchè non è più la Thailandia di una volta, quella con le spiagge selvagge e il mare bello. Non dico di evitare Koh Samui, dovete soltanto essere consapevoli che questa non è la vera Thailandia.
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Giorno 24: 2 Agosto 2015Koh Samui_ Nakhon Si Thammarat

Siccome il volo da Koh Samui per Bangkok è carissimo ci spostiamo a Nakhon Si Thammarat e passiamo una notte li.

Giorno 25: 3 Agosto 2015, Bangkok_Milano

La nostra vacanza è giunta al termine, adesso è ora di tornare a casa e di fare un resoconto della nostra viaggio, di sicuro torniamo diversi, bisognerà riabituarsi agli orari, alle persone, al lavoro e agli schemi mentali. Sarà dura ma quello che ci porteremo dentro sarà stupendo perchè viaggiare ci aiuta a conoscere il mondo e comprendere le diverse culture, affrontando le paure e superando i propri limiti.

25 giorni
36092 chilometri 
398300 passi
332,85 chilometri a piedi
7 aerei
16 taxi
7 bus
25 tuk tuk
3 sky train
12 minivan
2 biciclette
1 elefante
1 zattera
1 kayak
4 barche
1 motoscafo
2 catamarani
15 suv
1 flyboard
1 canotto
1 moto d’acqua
2 motorini
10 metro
3 carrelli dell’aeroporto
3 stati
9 città
7 hotel
1 ostello malfamato
16 spiagge 
3 foreste
1 cascata
80 templi
360 buddha
154 monaci
5 monaci con l’iphone
1 monaco con l’iphone 6 plus
4 meditazioni
0 nirvana raggiunti
8793 cinesi

6 imodium
2 insetti mangiati
2 vomiti
tanta nausea
4 plasil
3 animali mortali uccisi
1 piaga d’Egitto
125 scimmie
1 scimmia coccolata
4 occasioni perse
275 contrattazioni
20 tramonti
3 albe
26 ristoranti
34 bagni
84 docce
98 imprecazioni
104 sorrisi finti
Tante risate
3 tassisti pazzi
1 rissa
50 cani randagi
20 gattini coccolosi
1 serpente
5 meduse
3 lavatrici
6 piscine
1 vita salvata 
6 litigi
di cui 1 irrisolto
8 timbri sul passaporto
40 foto inviate a cate
54 persone conosciute
1 video denuncia
7 strade sbagliate
5 zaini
2 paia di scarpe

1380 foto
43 birre
0 caffè
130 scarafaggi
di cui 3 volanti
2 libri
34 souvenir
6 acquazzoni
2 scottature
1 carta di credito smagnetizzata
1 bloccata
1067 decisioni prese
Tutti i vestiti di Andrea rovinati

Tanti soldi spesi, ma siamo di certo più ricchi di prima

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Andrea Staff World Explore 360

AndreaSi può dire che ho sempre avuto tantissimi interessi. Lo sport, l’architettura, la fotografia ma soprattutto i viaggi sono le cose che amo di più.

Viaggiare per me ha un significato profondo perché indica un bisogno impellente di esplorare luoghi sempre diversi.

Per me il viaggio comincia nel momento in cui inizio a pensarlo, questo perché mi ritrovo ad immaginare il posto in cui andrò, cercando ovunque informazioni, immagini o racconti di altri viaggiatori. Quello che mi attira è scoprire le diversità nel mondo, mettendo a confronto le varie culture, inoltre penso sia stupendo sapersi adattare alle diverse situazioni toccando con mano la realtà, percorrere luoghi sconosciuti, assaggiare cibi mai visti prima e imparare qualche parola in una lingua sconosciuta.

Insieme ai viaggi coltivo la grandissima passione per la fotografia, questo perchè non esiste un luogo della terra che non meriti di essere visto e immortalato, inoltre penso sia il modo migliore per mantenere vivo il ricordo e poterlo condividere con la gente che nutre la mia stessa passione.

Viaggio perché ho bisogno di “crescere”

8 Comments

  1. Bellissimo racconto Andrea, mi hai fatto rivivere il mio viaggio in Thailandia di qualche anno fa.

    Hai ragione quando dici che la loro usanza di togliersi le scarpe è un pò come togliersi di dosso i pensieri e i problemi della giornata. Io ho fatto mare a Koh Samui e Koh Tao ed ero obbligata ad entrare scalza anche in ristoranti e negozi. All’inizio si fa fatica ad abituarsi ma basta poco per viverlo come un grande momento di libertà!

    L’Asia per me è speciale, si parla tanto di Mal d’Africa ma una volta messo piede in Asia non aspetti altro di tornare.

    Non ho ancora avuto il coraggio di assaggiare cavallette e affini, anche se tutte le volte me lo riprometto! come te ho un rapporto un pò fobico con gli insetti 😉
    Magari la prossima volta!

    Ho trovato molto divertente il resoconto in numeri della vacanza, mi hai dato un ottimo spunto per il prossimo viaggio!

    1. Si, la Thailandia alla fine non è solo divertimenti, vita notturna, mare e spiagge bianche. E’ impressionante quanto caos ci sia nella loro quotidianità e quante pace ci sia invece nei luoghi sacri.
      Devo dire che la Thailandia mi ha trasmesso davvero tantissime emozioni e mi ha reso una persona diversa, avviando in me un processo di cambiamento interiore. Questo è il bello del viaggiare, tornare diversi.
      La prossima volta che torni da quelle parti devi assolutamente assaggiare un insetto, anche quello serve per immergersi nelle loro abitudini.

      Comunque non sai quante risate ci siamo fatti mentre stilavamo la lista del resoconto di viaggio, da fare anche quella.

  2. Complimenti per il tuo interessantissimo e anche divertente diario di viaggio. Non sono mai stata in Thailandia e non so perchè non è tra le mete che mi attirano …. ultimamente sono alla ricerca di luoghi il più possibile poco abitati e soprattutto non voglio capitare in una spiaggia simile a Rimini! Leggendo il tuo racconto mi sono riconosciuta in qualche punto nel mio viaggio in India …. ci sono molte similitudini.
    Complimenti per la fotografia del mercato sull’acqua, è magnifica!!! Ancora complimenti …. ma se mai andrò in Thailandia gli insetti proprio non conto di assaggiarli!

  3. La Thailandia meno turistica è bellissima! Forse una delle mete più adatte per gli amanti della natura e dell’avventura. Le foreste che si estendono per tutto il territorio sono il luogo ideale per escursioni, tra imponenti cascate e panorami spettacolari.
    Per non parlare dei numerosi palazzi, antichi siti storici, templi ed enormi statue del Buddha sparsi per tutto il territorio.
    E’ una località che merita di essere vista, perchè a suo modo riesce a conquistarti.

    Cambiando discorso anche solo un insetto devi assaggiarlo, alla fine ci sono riuscito anche io!
    Grazie mille anche per i complimenti alle foto.

    A presto, ciao Vanda

  4. Ciao Andrea, per il futuro allora prendo in considerazione la Thailandia non turistica …. natura e cascate non possono che conquistarmi, così come i siti storici che adoro …. gli insetti proprio no!!!!

    Grazie ancora e al prossimo viaggio!!!!

    Vanda

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