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TRAVERSO DI CAPO NOLI – Nadir Ambrosini

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TRAVERSO DI CAPO NOLI

ARRAMPICANDO TRA CIELO E MARE. L’arrampicata ed il mare, due mondi apparentemente distanti tra di loro. Ma non sempre è così. Nadir Ambrosini.

Quella di questo racconto è la vicenda che mi portò l’estate scorsa fino a Capo Noli (SV), ero già stato diverse volte negli anni in Liguria ma mai avrei pensato di finirci a scalare. Onestamente non vi consiglierei questo itinerario come fatto da me in piena estate, (fa troppo caldo) ma il maltempo sulle Alpi aveva cambiato la nostra intenzione di salire il campanile basso (Dolomiti) e ci deviò in direzione del mare a questo giro ed il traverso sospeso sulle onde di Capo Noli diventò la nostra alternativa.

Il team di questa avventura era composto da tre persone, mi trovavo in compagnia di Roberto o più semplicemente “Rob” ed il suo amico/mentore Flaminio. Lasciammo Bergamo molto presto quella mattina, la strada non era poi così breve e la sera a parte me  tutti avevano degli impegni, quindi dovevamo rincasare in giornata e non troppo tardi. Entrambi eravamo alla nostra prima esperienza in quelle zone, la voglia era tanta e l’idea di una nuotata a fine via rendeva ancora più meritevole quel viaggio orizzontale sopra il mare che ci avrebbe atteso.

Arrivammo al parcheggio ed iniziammo a prepararci, la macchina la lasciammo sulla destra della strada statale “Aurelia” tra le gallerie “Capo Noli” e “Malpaso” in prossimità di quest’ultima. Il traverso sul mare si sviluppa per circa 400 Mt da sinistra verso destra direttamente sotto la medesima strada. Erano circa le 7:30 del mattino ed eravamo pronti per la traversata, il mare era calmo e non faceva troppo caldo, non trovai subito la calata che dalla strada deposita alla comoda partenza della via ma cercando in tre la incontrammo a poche centinaia di metri da dove avevamo parcheggiato (si trova in uno spiazzo in corrispondenza di un intaglio tra due pilastri prima di un ponte di muratura dove si notano diversi fittoni tra cui uno con anello di calata).

Lanciammo la corde verso il mare e ci calammo per circa 15 Mt, in un attimo il paesaggio era cambiato e se anche eravamo a poche decine di metri dalla strada e dal traffico, già sembrava di stare in una realtà totalmente differente, adesso sarebbe iniziato il vero divertimento. La missione di quest’oggi aveva preso il via, iniziai ad arrampicare salendo e scendendo di pochi metri ma sempre traversando verso destra, subito nel primo tiro incontrai dei passi non banali (un passo di 6a) anche se nel complessivo questa scalata si mantiene omogenea intorno al V grado. Arrivai in sosta e recuperai i miei soci, più che nella difficoltà in sé di alcuni passaggi, lungo questa via incontrai diversi punti sporchi di salsedine che non era il massimo per la tenuta delle mie scarpette diciamo anche se il chiodo non mancava dove serviva.

Seguivo al comando della cordata, sempre da sinistra verso destra e anche se c’erano 60 Mt di corda a separarci i miei amici mi seguivano senza batter ciglio, come in buona parte di questo itinerario le maggiori difficoltà le incontravamo solo in pochi movimenti su tiri di 40/50 Mt, specie per esempio alla fine del primo tiro (guarda relazione http://www.sassbaloss.com/pagine/uscite/finale1/finale1.htm) e soprattutto nella prima metà della via dove si concentrano le maggiori difficoltà.

Il sole aveva cominciato a battere sulle rocce e noi avevamo raggiunto la seconda parte della via (8 lunghezze totali), non ero stanco ma i piedi avevano cominciato a farmi male sarà perché stavo usando delle scarpe prestate più strette di quelle che uso di solito(le mie erano in riparazione) ma onestamente avevo voglia di riemergere da quella scogliera per fiondarmi alla spiaggia affianco. Come nella prima parte anche nella seconda il paesaggio era fantastico ed arrampicando con dei sali e scendi tra i 5 e 15 Mt dall’acqua ci portammo verso la fine della via. Dopo aver scalato per ore sempre in laterale, oramai alla fine dell’ottavo tiro arrivò il momento di ritornare alla normalità, individuai una via d’uscita in verticale vicino alla sosta e la segui fino al guardrail della strada. Non trovai chiodi lungo questo tratto finale ma le difficoltà erano modeste (III/IV), costruì una sosta sfruttando il guardrail e sotto gli sguardi incuriositi delle macchine di passaggio recuperai il resto del team ….

Il traverso “in Sciò Bolesomme” ovvero sul ribollire del mare come chiamato in dialetto ligure era finito, anche se per chi volesse sarebbe possibile proseguire ancora ma su difficoltà nettamente maggiori (7b-6b+) facendo cosi una traversata integrale della scogliera di capo Noli. I momenti di adrenalina erano terminati per quel giorno e dalle scalate a picco sul mare eravamo passati a goderci una birra in spiaggia seguita da un bagno, sopratutto per i miei piedi pressati dalle scarpette che già da un po’ lo stavano aspettando.

La nostra giornata terminò cosi prima di rimetterci sulla strada per Bergamo, un’altra storia di arrampicata ed amicizia si era creata e mesi dopo sarei tornato ad arrampicare sopra le non cosi lontane onde liguri ma in compagnia di Salvatore, Luca e Maurizio, per rivivere ancora il “gioco” della scalata sul mare.

Forse tornerò ancora in futuro da queste parti e magari con altre cordate, il breve avvicinamento e la presenza del mare danno un non so che di vacanza a questo viaggio al verticale, direi che non sempre occorre andare troppo lontano per un po’ d’avventura e storie come questa ne sono la prova.    

Un saluto a tutti i miei compagni di cordata.

Alla prossima !

NOTE TECNICHE

DIFFICOLTà: 6A (5C obb)

ESPOSIZIONE: Sud

SVILUPPO: 400 Mt (Da sinistra verso destra)

MATERIALE: Normale da roccia utili cordini per le soste

TRAVERSO DI CAPO NOLI - Nadir Ambrosini

TRAVERSO DI CAPO NOLI - Nadir Ambrosini

TRAVERSO DI CAPO NOLI - Nadir Ambrosini

TRAVERSO DI CAPO NOLI - Nadir Ambrosini

TRAVERSO DI CAPO NOLI - Nadir Ambrosini

TRAVERSO DI CAPO NOLI - Nadir Ambrosini

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TRAVERSO DI CAPO NOLI - Nadir Ambrosini

TRAVERSO DI CAPO NOLI - Nadir Ambrosini     


 chi è Nadir Ambrosini


Nadir AmbrosiniCIAO !!! un saluto a tutti, mi chiamo Nadir Ambrosini e sono originario di Brembate un paesino in provincia di Bergamo. Da qualche anno ho iniziato a mettere in pratica le varie avventure che fin da bambino sognavo e che mi impedivano di addormentarmi presto. Avventure di tutti i tipi, dai viaggi alle scalate ed altro ancora… Nella mia vita seguo alla lettera la filosofia YOLO ovvero (YOU ONLY LIVE ONCE).. in pratica perchè si vive una volta sola dunque perchè limitarsi !

Il mio blog: Viaggiando in Verticale

Il mio instagram: Nad_xtrem90

Ed il mio youtube channel: Nadir Stories

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